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	<title>Benedetta Capone, Autore presso AdL Mag</title>
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	<title>Benedetta Capone, Autore presso AdL Mag</title>
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		<title>Michelle Comi: una stella cadente destinata al fallimento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Benedetta Capone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2024 16:43:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[Le Iene]]></category>
		<category><![CDATA[Michelle Comi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Michelle Comi è una delle personalità più conosciute e controverse del panorama mediatico italiano. Influencer, modella e personaggio televisivo. Ha costruito la sua “carriera”, se così possiamo definirla, grazie alla presenza sui social e alle sue partecipazioni in programmi televisivi. Presenza che tutti avremmo preferito risparmiarci. Con una base di follower che supera i milioni, [&#8230;]</p>
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<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><a href="https://www.adlmag.it/2024/10/02/michelle-comi-un-personaggio-di-cui-non-avevamo-bisogno/">Michelle Comi</a> è una delle personalità più conosciute e controverse del panorama mediatico italiano. Influencer, modella e personaggio televisivo. Ha costruito la sua “carriera”, se così possiamo definirla, grazie alla presenza sui social e alle sue partecipazioni in programmi televisivi. Presenza che tutti avremmo preferito risparmiarci.</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Con una base di follower che supera i milioni, Michelle è riuscita a entrare nell’immaginario collettivo come simbolo di successo e indipendenza. Tuttavia, negli ultimi mesi, la sua immagine pubblica è stata messa seriamente alla prova. Soprattutto dopo una serie di eventi controversi, culminati con il servizio delle Iene che ha sollevato molte polemiche. In questo articolo, analizziamo il suo stile di vita, le polemiche che l’hanno travolta, e le implicazioni di tutto ciò per la sua carriera futura.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Il caso delle Iene: un&#8217;inchiesta che ha scosso la sua immagine</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il servizio delle Iene ha avuto un impatto significativo sulla reputazione di Michelle Comi. L’inchiesta, andata in onda poco tempo fa, ha rivelato una serie di comportamenti e atteggiamenti che non sono stati ben visti dal pubblico. Al centro del dibattito c’era la gestione della sua immagine pubblica e la presunta incoerenza tra ciò che Michelle predica e come effettivamente vive. Il programma televisivo ha evidenziato alcuni aspetti della sua vita privata che sembrano andare contro i valori di indipendenza e trasparenza che la stessa Michelle ha sempre cercato di promuovere. Alcune dichiarazioni e comportamenti, come l’ostentazione di uno stile di vita lussuoso e la gestione dei suoi profili social, sono stati giudicati come poco autentici. Soprattutto per un personaggio che si presenta come un esempio di ragazza “normale” che ha avuto successo grazie alle proprie forze.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="535" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/comi-1024x535.png" alt="" class="wp-image-28700" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/comi-1024x535.png 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/comi-980x512.png 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/comi-480x251.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><br>Il risultato di questo servizio è stato un vero e proprio terremoto mediatico. Le accuse di essere “ipocrita” e “superficiale” si sono diffuse rapidamente tra i suoi follower, e l’immagine di Michelle ha cominciato a vacillare. Quello che poteva sembrare un normale show televisivo è diventato un caso di critica sociale. Mettendo così in luce le difficoltà di navigare la fama in un’epoca in cui ogni aspetto della propria vita viene scrutato e giudicato. Di base Michelle Comi si è dimostrata come una persona con pochissima etica che pur di ottenere il suo vestito di Versace venderebbe anche sua mamma. Cena con persone sconosciute, vende la sua immagine, tutto in cambio di una borsa di lv o un bracciale di van cleef. Per arrivare a cifre da capogiro che per lei sono assoluta normalità.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Lo stile di vita di Michelle Comi: successo o ostentazione?</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Michelle Comi ha sempre amato mostrare il suo successo, sia attraverso le sue storie Instagram che durante le sue apparizioni in televisione. La sua vita sembra essere un susseguirsi di viaggi esclusivi, eventi di lusso e oggetti di alta moda. Tuttavia, quest’immagine di “perfetta influencer” ha cominciato a sollevare delle perplessità. C’è chi vede in queste manifestazioni un legittimo desiderio di celebrare il proprio successo, ma anche chi li interpreta come un tentativo di distorcere la realtà e creare una falsa percezione di sé.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In un mondo digitale dove le apparenze spesso sovrastano la sostanza, Michelle è diventata simbolo di quella parte della società che si nutre di un’immagine luccicante ma potenzialmente vuota. Lei è senza dubbio l’esempio lampante di chi appare ma in realtà non è nulla. Senza valori, senza senso etico e senza amore per sè stessa e gli altri. Tutto ciò che le interessa sono cose superflue e materiali. In tutte le sue inutili interviste non ha mai parlato di beneficienza o di problematiche attuali. La sua visione sul mondo e la sua realtà sono del tutto limitate come la sua intelligenza. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="864" height="956" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/Michelle-Comi.jpg" alt="" class="wp-image-28701" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/Michelle-Comi.jpg 864w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/Michelle-Comi-480x531.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 864px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Molti follower l’hanno accusata di essere troppo focalizzata sull’aspetto esteriore, un aspetto che sembra contraddire il messaggio di empowerment che cerca di trasmettere. Un esempio di questa discrepanza è la sua continua pubblicizzazione di prodotti di lusso, spesso criticate come simbolo di un’élite lontana dalla realtà quotidiana di milioni di persone. Il suo stile di vita ostentato e la continua esposizione sui social media contribuiscano a creare una società più materialista e distante dalle problematiche di tutti i giorni.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Tra dichiarazioni controverse e accuse di superficialità</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Oltre al servizio delle Iene, Michelle Comi ha affrontato nel corso degli anni altre polemiche che hanno minato la sua immagine. Le sue dichiarazioni sui social media, in particolare, sono state spesso al centro di discussioni. In alcuni casi, le sue parole sono state percepite come inopportune o poco sensibili. Suscitando la reazione di molti dei suoi follower, che hanno accusato l&#8217;influencer di non avere un vero e proprio impegno sociale o politico, limitandosi a una vita fatta di shopping e vacanze.<br>In un&#8217;epoca in cui i personaggi pubblici sono sempre più chiamati a esporsi su temi di rilevanza sociale, la mancanza di una posizione chiara da parte di Michelle su determinati argomenti è stata letta come un segno di superficialità. Ma in realtà anche solo chiedere alla Comi di prendere una posizione su argomenti seri è già questo un vero ossimoro.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La sua gestione della vita privata è stata un altro punto di discussione. Michelle ha spesso esibito la sua relazione sentimentale sui social, in un mix di personalissimo e pubblico che, se da un lato può sembrare una strategia per mantenere l’attenzione dei fan, dall’altro ha generato più di una perplessità. Le dinamiche della sua vita privata, messe in piazza per raccogliere like e approvazioni, sembrano minare la sua credibilità come persona che si vuole distinguere per la propria autenticità.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="932" height="723" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/1728472928-michelle-comi-raccolta-fondi.jpg" alt="" class="wp-image-28702" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/1728472928-michelle-comi-raccolta-fondi.jpg 932w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/1728472928-michelle-comi-raccolta-fondi-480x372.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 932px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Il prezzo della fama e la ricerca dell&#8217;autenticità</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La carriera di Michelle Comi è un chiaro esempio delle sfide e delle contraddizioni che i personaggi pubblici affrontano nel mantenere un’immagine coerente con i propri valori. In un mondo digitale dove ogni gesto è sotto la lente di ingrandimento, la tensione tra l’autenticità e l’ostentazione è palpabile. Michelle, purtroppo, sembra aver peccato di una certa incoerenza tra il suo messaggio e il suo stile di vita.<br>La domanda che molti si pongono ora è se la Comi riuscirà a superare queste polemiche e a recuperare la sua immagine pubblica. La risposta potrebbe trovarsi nella sua capacità di evolversi, di smettere di essere solo un simbolo di lusso e di iniziare a comunicare con maggiore sincerità, per diventare davvero un modello di successo e di autenticità. La speranza per un futuro migliore sarebbe sicuramente che l’immagine di Michelle Comi sparisse dai social, solo così forse potremmo iniziare a costruire un mondo più etico che si basa su reali valori.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Foto: Il Corriere &#8211; Today &#8211; il Dolomiti</p>
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		<title>3 brand beauty LGBTQIA+da scoprire</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/11/10/3-brand-beauty-lgbtqiada-scoprire/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Benedetta Capone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Nov 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BEAUTY]]></category>
		<category><![CDATA[beauty]]></category>
		<category><![CDATA[Foreo]]></category>
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		<category><![CDATA[Sephora]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono numerosi brand, in particolare nel settore della bellezza, che contribuiscono a sensibilizzare, includere, lottare, supportare la causa LGBTQIA+ per costruire un mondo migliore. Ecco allora 3 beauty brand che supportano davvero la community. In un momento storico in cui il&#160;brand activism è al centro dell&#8217;attenzione per brand di moda, lifestyle e beauty e dei [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Ci sono numerosi brand, in particolare nel settore della bellezza, che contribuiscono a sensibilizzare, includere, lottare, supportare la causa LGBTQIA+ per costruire un mondo migliore. Ecco allora 3 beauty brand che supportano davvero la community.</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In un momento storico in cui il&nbsp;brand activism è al centro dell&#8217;attenzione per brand di moda, lifestyle e beauty e dei loro consumatori, bisogna fare attenzione a distinguere le iniziative che offrono un aiuto concreto, da quelle che invece garantiscono vantaggi soltanto alla brand reputation attraverso strategie di marketing fine a se stesse.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Diversi brand beauty, come MAC Cosmetics o Nyx Cosmetics, sono da sempre a fianco della comunità queer, non solo con campagne di sensibilizzazione, ma anche con progetti attivi di inclusione e beneficenza. Questi brand si distinguono perché danno voce ad alcuni esponenti di una community ancora troppo spesso marginalizzata e allo stesso tempo sposano un’ideologia in linea con i valori del proprio target.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Sempre più aziende si stanno muovendo per promuovere un ambiente di lavoro inclusivo a 360°, dove ogni dipendente può sentirsi libero di essere sé stesso senza timore di subire alcun tipo di discriminazione.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="791" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/PHOTO-2024-11-09-21-52-24-791x1024.jpg" alt="" class="wp-image-28659" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">SEPHORA</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In occasione del Pride Month 2021, <a href="https://www.adlmag.it/2023/11/11/all-i-want-for-christmas-is-sephoras-christmas-gifts/">Sephora</a> ha usato i propri canali social per sostenere la causa e fare &#8220;educazione&#8221; sui temi legati al mondo LGBTQIA+ con il progetto Not a beauty tutorial, che consiste in una serie di video realizzati con l&#8217;obiettivo di avviare una conversazione positiva e aperta su questi temi, affrontati da attivisti e membri impegnati nella comunità. Si è parlato di transessualità, orientamento sessuale, identità di genere e delle origini del Pride, mentre i protagonisti erano alle prese con una sessione make-up o di skincare routine. I &#8220;non-tutorial&#8221; sono stati realizzati in partnership con GAY CENTER, associazione e luogo accogliente che promuove servizi, iniziative e cultura, per il benessere e i diritti della comunità LGBTQIA+. Tutti i dipendenti Sephora Italia sono stati coinvolti in due importanti progetti di solidarietà, il cui ricavato è stato devoluto a Gay Center.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="724" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/PHOTO-2024-11-09-21-51-02-1024x724.jpg" alt="" class="wp-image-28660" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/PHOTO-2024-11-09-21-51-02-980x693.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/PHOTO-2024-11-09-21-51-02-480x339.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">FOREO</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Lo sapevate che il nome del brand deriva da &#8220;FOR EveryOne&#8221;? Oltre ad essere una citazione dei Queen &#8211; a cui Filip Sedic, founder di <a href="https://www.foreo.com/it">FOREO</a>, si è sempre ispirato &#8211; la frase simboleggia la mission del brand &#8220;di abbattere le etichette e ispirare le persone a essere senza paura e consapevoli della propria impronta unica nel mondo&#8221;. Non a caso i best seller del brand, come ad esempio LUNA, sono simbolo di bellezza non binaria, unisex, che celebra le differenze e unisce le persone. Così FOREO anni fa ha lanciato una piattaforma a lungo termine per celebrare le differenze ed unicità di qualsiasi tipo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="853" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/PHOTO-2024-11-09-21-51-02-1-853x1024.jpg" alt="" class="wp-image-28661" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">TANGLE TEEZER</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Tangle Teezer non è solo la spazzola più famosa e amata da tutti i beauty addicted. Il brand inglese è infatti impegnato, ora più che mai, nel sostegno alla community LGBTQIA+ attraverso progetti e donazioni. In occasione del Pride 2021 ha lanciato Pride Power, la nuova compact styler in edizione limitata decorata dai colori della bandiera arcobaleno e dal design funzionale a proteggerne i dentini, per essere portata sempre con sé. Pride Power nasce insieme ad una speciale partnership charity con Casa Arcobaleno &#8211; progetto volto a servire assistenza e aiuto, ma anche un rifugio, ai giovani della comunità LGBTQIA+ in difficoltà &#8211; a cui sarà devoluta una parte dei ricavati dagli acquisti della nuova spazzola.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Un tuffo nel passato: tornano i Maghi di Waverly</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Benedetta Capone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2024 08:43:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[Disney channel]]></category>
		<category><![CDATA[Maghi di Waverly]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo anni di attesa, i fan de “I Maghi di Waverly” possono finalmente esultare: torna infatti l’amata serie con un sequel dal titolo “I Maghi di Waverly – Ritorno a Waverly Place”. Eterea come una fata, di rosso vestita e felice come non mai, Selena Gomez è tornata in un luogo che più di altri [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dopo anni di attesa, i fan de “I Maghi di Waverly” possono finalmente esultare: torna infatti l’amata serie con un sequel dal titolo “I Maghi di Waverly – Ritorno a Waverly Place”.</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Eterea come una fata, di rosso vestita e felice come non mai, Selena Gomez è tornata in un luogo che più di altri hanno segnato la sua adolescenza e la sua carriera, ovvero Waverly Place. Lo ha fatto con la sua co-star, l&#8217;attore e produttore David Henrie, per lanciare il sequel della serie Disney a dodici anni dal season finale dello show. I protagonisti sono sempre i fratelli Russo Justin e Alex, maghi strampalati, oggi un po&#8217; più adulti e più consapevoli dei loro poteri di quando li abbiamo lasciati (era il 2012). </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/707F2180-6760-4F6C-AEC8-C877643DE328-1024x576.jpeg" alt="" class="wp-image-28542" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/707F2180-6760-4F6C-AEC8-C877643DE328-1024x576.jpeg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/707F2180-6760-4F6C-AEC8-C877643DE328-980x551.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/707F2180-6760-4F6C-AEC8-C877643DE328-480x270.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il sequel è rimasto in lavorazione da circa un anno ed è stato annunciato ufficialmente dalla rete a maggio per la gioia dei fan. Selena Gomez ha solo una piccola parte nello show, che ha come focus il fratello Justin. Lo ritroviamo padre di due bambini e pronto a riabbracciare incantesimi e sortilegi dopo molti anni di stop.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/16819227-8B5D-4191-B225-F0CEB5DF22E4-1024x576.jpeg" alt="" class="wp-image-28544" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/16819227-8B5D-4191-B225-F0CEB5DF22E4-1024x576.jpeg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/16819227-8B5D-4191-B225-F0CEB5DF22E4-980x551.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/16819227-8B5D-4191-B225-F0CEB5DF22E4-480x270.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Alla prima dello spinoff che, a leggere le recensioni, ha convinto tutti (Variety ha scritto che è uno show «divertente e affascinante, uno sforzo che convince rispetto all&#8217;originale e incanterà i vecchi e nuovi fan»), Selena ha detto di essere felicissima di questo ritorno e soprattutto di aver vissuto l&#8217;esperienza con Henrie, suo compagno di avventure per cinque anni durante le riprese della serie originale. «Per me è stato come tornare a casa», ha aggiunto.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Trama de I Maghi di Waverly – Ritorno a Waverly Place</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La nuova trama si concentra su una giovane maga, Billie, interpretata da Janice LeAnn Brown. Billie cerca l’aiuto di Justin Russo (David Henrie), per migliorare il proprio addestramento magico e risolvere un mistero che la lega proprio alla magia dei Russo. Justin, che aveva deciso di vivere una vita normale con la moglie Giada (interpretata da Mimi Gianopulos) e i loro figli, Roman (Alkaio Thiele) e Milo (Max Matenko), si trova così a dover fare i conti con il proprio passato magico. Billie prova a convincerlo a tornare nella vita magica, mettendo in discussione il suo equilibrio familiare e risvegliando una certa nostalgia per il suo passato di mago.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="886" height="494" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/63A25973-502F-4E1E-B351-50E516B1F211.jpeg" alt="Maghi di Waverly" class="wp-image-28543" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/63A25973-502F-4E1E-B351-50E516B1F211.jpeg 886w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/63A25973-502F-4E1E-B351-50E516B1F211-480x268.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 886px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In Italia, “I Maghi di Waverly – Ritorno a Waverly Place” è disponibile esclusivamente su Disney+ a partire da mercoledì 30 ottobre 2024, con nuovi episodi trasmessi settimanalmente.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Noi della genZ non aspettavo altro che questo ritorno, anche dopo anni di distanza e anche se più adulti sicuramente lo guarderemo tutti. Perché diciamoci la verità, questa serie, insieme alle altre di <a href="https://www.adlmag.it/2024/09/23/disney-channel-baby-stars-che-fine-hanno-fatto/">Disney Channel</a>, hanno segnato la nostra infanzia.</p>
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		<title>Guida ai fondotinta acne safe</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/11/05/guida-ai-fondotinta-acne-safe/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Benedetta Capone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Nov 2024 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BEAUTY]]></category>
		<category><![CDATA[Acne]]></category>
		<category><![CDATA[Skin Care]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando il make up può aiutare a sconfiggere l’acne e a coprire le imperfezioni. Scoprite i fondotinta per acne da provare. Tra innovazioni tecnologiche e formule cosmetiche, anche il fondotinta diventa un importante alleato nella lotta all’acne. Le pelli acneiche presentano imperfezioni, accompagnate da una produzione eccessiva di sebo. Proprio quest’ultimo è spesso la principale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Quando il make up può aiutare a sconfiggere l’acne e a coprire le imperfezioni. Scoprite i fondotinta per acne da provare.</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Tra innovazioni tecnologiche e formule <a href="https://www.adlmag.it/2024/07/06/prodotti-coreani/">cosmetiche</a>, anche il fondotinta diventa un importante alleato nella lotta all’acne. Le pelli acneiche presentano imperfezioni, accompagnate da una produzione eccessiva di sebo. Proprio quest’ultimo è spesso la principale causa dell’ostruzione dei follicoli, che causa la formazione di comedoni, e della loro possibile infiammazione in brufoli.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Sebbene l’acne possa essere combattuta solo con l’aiuto di un dermatologo che ne comprenda l’origine e prescriva la giusta terapia, è però fondamentale avere anche un corretto approccio beauty che aiuti a ridurre la produzione di sebo e la proliferazione batterica. Come? Attraverso non solo una skincare routine specifica da seguire, ma anche tramite la scelta del fondotinta giusto per pelli con acne.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il fondotinta giusto per la pelle acneica</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La scelta del fondotinta giusto è cruciale. Optate per formule oil-free non comedogeniche, che non occludano i pori, che siano sebo-regolatrici, a lunga tenuta, resistenti all’acqua e al sudore (e di conseguenza anche al sebo) e che abbiano al loro interno proprietà curative. Tra gli ingredienti da ricercare vi sono l’Acido Salicilico, il Tea Tree Oil, la Niacinamide e lo Zinco: sostanze dal potere antibatterico,  esfoliante e sebo-regolatore.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le formulazioni più innovative uniscono questi benefici a una copertura medio-alta, unendo non solo skincare e make up in un unico prodotto, ma consentendo anche di coprire al meglio le imperfezioni, senza “effetto maschera”con formulazioni non pesanti, che lasciano respirare la pelle. Se la lotta all’acne parte dal dermatologo, non vi sono dubbi che si rafforzi con lo skincare e si perfezioni con il make up.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="749" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/PHOTO-2024-11-04-20-58-41.jpg" alt="" class="wp-image-28470" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/PHOTO-2024-11-04-20-58-41.jpg 1000w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/PHOTO-2024-11-04-20-58-41-980x734.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/PHOTO-2024-11-04-20-58-41-480x360.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1000px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Clinique Anti-Blemish Solutions Liquid Makeup</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Svolge quattro azioni – esfoliante, lenitiva, antibatterica, seboregolatrice – per aiutare a contrastare e prevenire le eruzioni cutanee, attenuando l’oleosità e gli arrossamenti.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="749" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/PHOTO-2024-11-04-20-58-42.jpg" alt="" class="wp-image-28472" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/PHOTO-2024-11-04-20-58-42.jpg 1000w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/PHOTO-2024-11-04-20-58-42-980x734.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/PHOTO-2024-11-04-20-58-42-480x360.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1000px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">BareMinerals Blemish Remedy&nbsp;</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il fondotinta in polvere minerale dona una copertura totale con la massima leggerezza, mentre gli ingredienti attivi sono l’Acido Salicilico, la corteccia di pioppo e il Tea Tree Oil.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="749" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/PHOTO-2024-11-04-20-58-42-2.jpg" alt="" class="wp-image-28471" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/PHOTO-2024-11-04-20-58-42-2.jpg 1000w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/PHOTO-2024-11-04-20-58-42-2-980x734.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/PHOTO-2024-11-04-20-58-42-2-480x360.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1000px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">La Roche-Posay Effaclar Duo (+) Unifiant</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Unisce skincare e make up in un trattamento anti-imperfezioni e anti-segni derivanti da brufoli, affiancato a pigmenti minerali purificati che offrono una copertura naturale anti-maschera</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="749" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/PHOTO-2024-11-04-20-58-43.jpg" alt="" class="wp-image-28474" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/PHOTO-2024-11-04-20-58-43.jpg 1000w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/PHOTO-2024-11-04-20-58-43-980x734.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/PHOTO-2024-11-04-20-58-43-480x360.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1000px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Oxygenetix Oxygenating Foundation Acne Control</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Decongestiona i pori, calma i rossori e l’infiammazione, consentendo alla pelle di respirare. Contiene il 2% di Acido Salicilico e Aloe Vera, in una formula in gel, arricchita con ossigeno.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="749" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/PHOTO-2024-11-04-20-58-43-2.jpg" alt="" class="wp-image-28473" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/PHOTO-2024-11-04-20-58-43-2.jpg 1000w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/PHOTO-2024-11-04-20-58-43-2-980x734.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/11/PHOTO-2024-11-04-20-58-43-2-480x360.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1000px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Avène Couvrance Crema Compatta Colorata</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fondotinta in crema specifico per il make up correttivo, è ideale per coprire le imperfezioni, anche gravi, e uniformare l’incarnato. Ha una texture confortevole che non secca la pelle e una formula a lunga durata, che resiste ad acqua e sudore.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’acne non è solo un’infiammazione cutanea ma è una vera e proprio lotta che mette a dura prova anche la mente di una persona. Psicologicamente questo problema può danneggiare una persona, che sia uomo o donna, limitando la loro vita e la sicurezza in loro stessi. È per questo importante affidarsi a un dermatologo e utilizzare sempre prodotti make up che siano acne safe così da avere degli alleati durante questa faticosa battaglia!</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Immagini: Sephora</p>
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		<title>I 5 film citati in Gossip Girl</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Benedetta Capone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Aug 2024 13:22:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Gossip Girl]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Guardando Gossip Girl possiamo anche farci una cultura su molti film che hanno fatto la storia del cinema. Da Audrey Hepburn a Marylin Monroe, ecco i 5 film che i nostri ragazzi preferiti dell&#8217;Upper East Side hanno citato. Colazione da Tiffany Inutile dire che Audrey Hepburn sia assolutamente l&#8217;attrice più citata in Gossip Girl, in [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Guardando Gossip Girl possiamo anche farci una cultura su molti film che hanno fatto la storia del cinema. Da Audrey Hepburn a Marylin Monroe, ecco i 5 film che i nostri ragazzi preferiti dell&#8217;Upper East Side hanno citato.</strong></h2>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background is-style-dots" />



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Colazione da Tiffany</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Inutile dire che Audrey Hepburn sia assolutamente l&#8217;attrice più citata in Gossip Girl, in particolare da Blair Waldorf che vede la Hepburn come suo idolo assoluto, insieme a Grace Kelly. Non a caso infatti molti dei suoi sogni sono delle vere e proprie scene di Colazione da Tiffany. Come nell&#8217;episodio 14 della prima stagione, dove una triste Blair sogna di cercare il suo gatto, di nome gatto, sotto la pioggia, con l&#8217;immancabile trench, sempre indossato da Audrey. Questo sogno ricorda infatti esattamente la scena in cui la Hepburn dopo aver abbandonato il gatto torna a cercarlo perché si è resa che era parte della sua famiglia. Nonostante quel gatto non avesse un nome e nonostante la protagonista era sempre stata convinta di non meritare di dargliene uno. Perché ogni essere umano dovrebbe essere libero, privo di qualsiasi legame con un&#8217;altra persona. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/tiffany-1024x576.jpeg" alt="Colazione da Tiffany in Gossip Girl" class="wp-image-26017" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/tiffany-1024x576.jpeg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/tiffany-980x551.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/tiffany-480x270.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background is-style-dots" />



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">L&#8217;età dell&#8217;innocenza</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Stagione 2 episodio 18, gli studenti dell&#8217;ultimo anno della <strong>Constance Billard-St. Jude</strong> devono mettere in scena L&#8217;età dell&#8217;innocenza. Come ogni cosa nell&#8217;Upper East Side, anche una semplice recita scolastica è amplificata: dal regista, ai costumi di scena. Più che una recita sembra un vero e proprio film. Ma di cosa parla l&#8217;età dell&#8217;innocenza? Tratto dal romanzo Premio Pulitzer del 1921 di&nbsp;<strong>Edith Wharton</strong>,&nbsp;<em>L’età dell’innocenza</em>&nbsp;racconta la storia dell’avvocato gentiluomo Newland Archer. Che sta per sposare May Welland, bella e aristocratica ma fatua e superficiale. Siamo a New York nel 1870 e la forma ha sempre la precedenza sulla sostanza. Anche nei fatti di cuore. Quando Archer conosce la cugina di May, la sofisticata quanto affascinante contessa Ellen Olenska, se ne innamora. La contessa è una donna non convenzionale, che sta cercando di divorziare dal marito che la maltratta. Ma Archer non può rimangiarsi la parola data. E sposa May. Il sentimento che però sente per la contessa non svanisce. Fino a quando… </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In Gossip Girl però la trama del film viene stravolta, durante la prima i ragazzi, presi da diversi disguidi e litigi, si dimenticano del copione e trasformano l&#8217;età dell&#8217;innocenza in una vera e propria faida tra di loro. Per dirsi quello che forse non si sono mai detti. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/coverlg-1024x576.jpeg" alt="Gossip girl: l'età dell'innocenza" class="wp-image-26018" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/coverlg-1024x576.jpeg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/coverlg-980x551.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/coverlg-480x270.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background is-style-dots" />



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Un amore splendido </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Altro capolavoro del 1957, altra citazione: siamo nella terza stagione di Gossip Girl all&#8217;episodio 21 quando Chuck Bass dice a Blair Waldorf che l&#8217;aspetterà all&#8217;Empire State Building fino alle sette. E&#8217; in quel momento che la Waldorf risponde<em> &#8220;non citare un amore splendido con me&#8221;</em>. Già perché questa scelta cinematografica di Gossip Girl si ispira proprio a questo film, dove i due protagonisti, Nickie Ferrante&nbsp; e Terry, decidono di darsi appuntamento sulla cima dell&#8217;empire state building .Il giorno dell&#8217;appuntamento Nickie si reca più bello che mai sul tetto del grattacielo più famoso del mondo ma non troverà la sua amata ad aspettarlo poiché è stata travolta da un beffardo quanto mai doloroso destino. Terry infatti lievemente in ritardo, arriva con un taxi. Emozionatissima, uscendo dal mezzo che l&#8217;ha portata davanti al grattacielo, mentre attraversa la strada, guarda in alto verso la terrazza e non si accorge di un&#8217;auto che sta sopraggiungendo e che la travolge. Dopo l&#8217;incidente perde l&#8217;uso delle gambe e decide di non contattare più Nickie per non suscitare la sua pietà.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="791" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/un-amore-splendido-1957-an-affair-to-remember-leo-mccarey-02-1024x791.jpeg" alt="Gossip Girl: un amore splendido" class="wp-image-26019" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/un-amore-splendido-1957-an-affair-to-remember-leo-mccarey-02-980x757.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/un-amore-splendido-1957-an-affair-to-remember-leo-mccarey-02-480x371.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background is-style-dots" />



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Eva contro Eva</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Per la prima volta Blair Waldorf in uno dei suoi sogni non è Audrey Hepburn ma Bette Davis e come dice lei stessa <em>&#8220;ero in Eva contro Eva, ed io ero Batte Davis, non ero mai stata Batte Davis io sono Audrey Hepburn&#8221;</em>. Blair sogna la scena in cui la sua rivale Vanessa Ambrams riceve il premio come migliore attrice stappandoglielo dalle mani. Il film Eva contro Eva non è nient&#8217;altro che una metafora dove Blair e Vanessa, proprio come le due protagoniste del film, si contendono il discorso come migliore studentessa dell&#8217;università. Ugualmente succede nel film: un&#8217;aspirante, dotata attrice di teatro riesce a strappare la parte affidata ad un&#8217;affermata ma non più giovanissima diva, che l&#8217;aveva accolta come un&#8217;amica. Il suo successo è trionfale e la carriera ormai aperta: l&#8217;ha ottenuta con mezzi poco puliti e presto sarà ripagata con la stessa moneta. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="653" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/GettyImages-3292240-1024x653.jpeg" alt="Gossip Girl: Eva contro Eva" class="wp-image-26020" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/GettyImages-3292240-1024x653.jpeg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/GettyImages-3292240-980x625.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/GettyImages-3292240-480x306.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background is-style-dots" />



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Gli uomini preferiscono le bionde</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">E infine arriviamo alla stagione 5 episodio 14, il giorno delle nozze di Blair. Quando la sua testimone Serena sogna una scena del film Gli uomini preferiscono le bionde. Dagli uomini che la idolatrano al vestito fucsia, ovviamente la nostra bionda preferita dell&#8217;Upper East Side nel sogno interpreta un&#8217;altra bionda preferita, o forse meglio dire, la bionda per eccellenza: Marylin Monroe. Tutti prosegue proprio come nella scena del film fino a quando però, a differenza degli uomini preferiscono le bionde, arriva Audrey Hepburn, in questo caso interpretata da Blair a rubare la scena a Serena. Gli uomini preferiscono le bionde, ma poi sposano le more! Sarà stato questo il pensiero di Serena Van Der Woodsen che si è vista sfilare sotto il naso l&#8217;amore della sua vita Dan proprio dalla sua migliore amica.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="540" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/vlcsnap-2010-06-15-21h45m18s130.jpeg" alt="Gli uomini preferiscono le bionde" class="wp-image-26021" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/vlcsnap-2010-06-15-21h45m18s130.jpeg 720w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/vlcsnap-2010-06-15-21h45m18s130-480x360.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 720px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Foto: Wikipedia</p>
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		<title>Saint Barth: da Monte Carlo a tutte le spiagge</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/08/29/saint-barth/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Benedetta Capone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Aug 2024 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[Saint Barth]]></category>
		<category><![CDATA[trend]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per antonomasia Saint Barth è il simbolo dell&#8217;estate, ma da qualche anno è diventato il sinonimo per eccellenza delle vacanze. Dagli aeroporti alle spiagge, tutte le ragazze sfoggiano orgogliosamente la loro borsa. L’inizio: un gap di mercato Erano i primi anni 2000. Due ragazzi si stavano preparando per una vacanza al mare quando si trovano [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Per antonomasia Saint Barth è il simbolo dell&#8217;estate, ma da qualche anno è diventato il sinonimo per eccellenza delle vacanze. Dagli aeroporti alle spiagge, tutte le ragazze sfoggiano orgogliosamente la loro borsa.</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">L’inizio: un gap di mercato</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Erano i primi anni 2000. Due ragazzi si stavano preparando per una vacanza al mare quando si trovano di fronte a un problema: manca il costume! Dando un’occhiata a ciò che offriva il mercato all’epoca, Massimiliano Ferrari e Raffaele Noris si trovano davanti a una serie di costumi tutti molto simili tra loro. Monocromo, poche fantasie e un ridottissimo numero di marchi che avevano il monopolio del beachwear. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel frattempo il settore del lusso era entrato in crisi, il mercato era in cerca di prodotti che fossero premium da un lato e dall’altro accessibili a un pubblico più ampio. Si stava cercando di rompere l’elitarietà del lusso per entrare nel cuore di molte più persone. I primi anni 2000 rappresentano dunque un’opportunità per giovani con idee fresche e innovative e, quell’estate, Massimiliano e Raffaele decidono che non avrebbero più indossato i soliti costumi. È la nascita di MC2 Saint Barth. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="819" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/MC2SAINTBARTH_SHOPIFY_1-1024x819.webp" alt="Saint Barth" class="wp-image-25960" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/MC2SAINTBARTH_SHOPIFY_1-980x784.webp 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/MC2SAINTBARTH_SHOPIFY_1-480x384.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’identità del brand viene incastonata brillantemente già dal nome: MC2 Saint Barth, infatti, non è altro che un acronimo che sta per <em>Monte Carlo to Saint Barth</em>. Entrambe le mete portano con sé un immaginario legato alla leggerezza, alla spensieratezza delle vacanze estive e alle serate glamour in riva al mare. Sin dai primi passi, la missione del brand è molto chiara: creare costumi da bagno giovani, diversi da quanto offerto dal mercato, e beachwear di boutique per tutta la famiglia. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Volevamo diventare il brand delle vacanze, del sorriso, del fine settimana. E volevamo che le persone potessero vivere questa sensazione di libertà e allegria tutti i giorni dell’anno indipendentemente dalla stagione.&nbsp;</p>
</blockquote>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Proprio per questo motivo, MC2 Saint Barth ha ampliato la propria offerta passando da beachwear a proposte di abbigliamento per le vacanze di tutto l’anno: dalla settimana bianca alla spiaggia.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="600" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/MC2-VIEW-ALL-BAGS_600x600_crop_center.webp" alt="Saint Barth" class="wp-image-25961" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/MC2-VIEW-ALL-BAGS_600x600_crop_center.webp 600w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/MC2-VIEW-ALL-BAGS_600x600_crop_center-480x480.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 600px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">La borsa Saint Barth: simbolo di tutte le ragazze</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>&#8220;Ora posso andare serena in vacanza con la mia Saint Barth&#8221;, &#8220;capisci di essere in vacanza in Italia quando in spiaggia tutte le ragazze hanno una Saint Barth&#8221;</em>. Questi sono solo alcuni dei video andati super virali su TikTok, dove l&#8217;opinione pubblica si divide. C&#8217;è chi manifesta per avere una borsa Saint Barth, e chi invece è stanca e si rifiuta di comprare una borsa diventata ormai troppo commerciale.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Niente da dire ovviamente sull&#8217;estetica della borsa che è senza dubbio davvero bella, comoda e capiente. Ma forse negli ultimi anni è diventata fin troppo popolare. Perché si sa, quando nella moda tutti iniziano ad indossare un accessorio quello poi diventata impopolare e stanca. Già perché la verità è che siamo stanchi di vedere in giro sempre la stessa borsa, andare in un luogo e rischiare che altre cento persone possano averla uguali a noi. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Quello che ormai ha perso infatti la borsa di Saint Barth è il fascino dell&#8217;unicità, dell&#8217;originalità. Non è più un accessorio di nicchia che hanno solo determinate persone che vanno in determinate spiagge. Ad oggi questa borsa è sicuramente ciò che abbiamo visto di più durante tutta l&#8217;estate, ovunque fossimo andati in vacanza la borsa Saint Barth è sempre stata onnipresente.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Foto: <a href="https://it.mc2saintbarth.com">https://it.mc2saintbarth.com</a></p>
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		<title>Hailey Bieber l&#8217;ha fatto di nuovo!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Benedetta Capone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Aug 2024 16:07:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BEAUTY]]></category>
		<category><![CDATA[Hailey Bieber]]></category>
		<category><![CDATA[Rhode]]></category>
		<category><![CDATA[trend]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La regina dei trend e del make up, Hailey Bieber, ha dato vita a un nuovo prodotto che è diventato in pochissimo già il sogno di tutti: il pocket blush by Rhode. Hailey Bieber è assolutamente uno Zenith in quanto a bellezza: ma se c&#8217;è una tecnica che la it girl ha trasformato in arte [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>La regina dei trend e del make up, Hailey Bieber, ha dato vita a un nuovo prodotto che è diventato in pochissimo già il sogno di tutti: il pocket blush by Rhode.</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><a href="https://www.adlmag.it/2024/02/20/hailey-bieber/">Hailey Bieber</a> è assolutamente uno Zenith in quanto a bellezza: ma se c&#8217;è una tecnica che la it girl ha trasformato in arte è quella dell&#8217;applicazione del blush che lei ama in stick e cremosi (proprio come quello nuovossimo del suo brand Rhode). Qualunque sia il finish e la texture, le star, in generale, non rinunciano a questo cosmetico.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Veste gli zigomi con un tocco di luce: il blush è quel cosmetico mai più senza che fa sempre la differenza. Per dare un plus significativo al make-up è importante sceglierlo in armonia con la carnagione, rosa bubblegum se fredda, corallo se calda. Aiutate o meno dai truccatori di fiducia, le star sanno bene quale blush s&#8217;intona perfettamente alla nuance del proprio viso.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="856" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/Schermata-2024-08-24-alle-17.59.54-856x1024.png" alt="" class="wp-image-25847" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Regina del blush è Hailey Bieber: apparsa su Instagram stagliata su una spiaggia assolata, la diva ha condiviso con i follower uno scatto in cui è intenta a stendere un blush in stick creamy sugli zigomi. La nuance rosa perlata è davvero perfetta e chiaramente adesso tutti vogliono il meraviglioso cosmetico. Dopo diverse congetture su quale fosse nello specifico il prodotto, è stata la stessa Hailey a svelare l&#8217;arcano: si tratta di un blush del suo brand Rhode.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Lo stick cremoso da portare ovunque</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’idea è nata nel 2022, quando, proprio su Instagram, la supermodella nipote di Alec Baldwin aveva chiesto ai followers che tipo di nuovo prodotto sognassero. Sono seguiti ben due anni di test: <strong>«Vorrei che fosse uno stick cremoso»</strong>, ha scritto lei all’inizio. <em>«Vediamo se riusciamo a renderlo più glowy»</em>, commentava nel 2023. E poi, quest’anno: <em>«Tenetelo in borsa, tenetelo in tasca. Questo è il blush da portare ovunque per poter fare il ritocco perfetto al trucco ogni giorno e in ogni momento»</em>. E da qui nasce il pocket blush di Rhode, nonché il nostro alleato di bellezza tascabile.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="790" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/Schermata-2024-08-24-alle-17.59.29-790x1024.png" alt="" class="wp-image-25848" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/Schermata-2024-08-24-alle-17.59.29-790x1024.png 790w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/Schermata-2024-08-24-alle-17.59.29-480x622.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 790px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In effetti i blush stick sono il prodotto multiuso perfetto che può essere applicato sulle labbra e sul viso, creando un colore modulabile e lasciando le guance illuminate di un bagliore roseo e rugiadoso. E se li ama Hayley Bieber, li amiamo anche noi. fan del look “baciata dal sole” da oggi hanno un nuovo alleato: è il nuovo colore cremoso per gli zigomi di Hailey Bieber, già virale tra gli addetti ai lavori. Cavalca il trend estivo dilagante dell’effetto blush naturale, altrimenti detto sunkissed. Si esaltano le guance, con pochissimo – o zero – trucco sugli occhi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Foto: Rhode</p>
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		<title>Inside The Editorial: Senza filtri</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/08/21/senza-filtri/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Benedetta Capone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Aug 2024 17:35:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BEAUTY]]></category>
		<category><![CDATA[Inside the editorial]]></category>
		<category><![CDATA[Senza filtri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inside the Editorial vi immerge in “Senza filtri”. Il nuovo editoriale realizzato da AdlMag tutto dedicato al beauty. La bellezza rimane ancora motivo di ansia ed insicurezza per le donne, anche a causa degli stereotipi irrealistici diffusi dai media e dalla società.Per questo è importante portare come esempio donne reali, senza ritocchi alle immagini, sfidando la società e i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2024/08/21/senza-filtri/">Inside The Editorial: Senza filtri</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><a href="https://www.adlmag.it/2024/08/05/inside-the-editorial-basta-uno-sguardo/">Inside the Editorial</a> vi immerge in “Senza filtri”. Il nuovo editoriale realizzato da AdlMag tutto dedicato al beauty.</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La bellezza rimane ancora motivo di ansia ed insicurezza per le donne, anche a causa degli stereotipi irrealistici diffusi dai media e dalla società.Per questo è importante portare come esempio donne reali, senza ritocchi alle immagini, sfidando la società e i media per rivedere l’iconografia femminile, consapevole dell&#8217;impatto dannoso che gli standard di bellezza utopici hanno sulle donne, a partire dalle giovani generazioni. Che sia un occhio truccato, un rossetto rosso o una no make-up, ogni donna racconta in modo diverso la sua vera bellezza, senza filtri.  Perché dove vive oggi la bellezza reale?</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Tutto questo è: “Senza filtri”</strong></h3>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_7531-1-683x1024.jpg" alt="Inside The Editorial: Senza filtri" class="wp-image-25792" /></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_7533-1-683x1024.jpg" alt="Inside The Editorial: Senza filtri" class="wp-image-25784" /></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_7532-1-683x1024.jpg" alt="Inside The Editorial: Senza filtri" class="wp-image-25785" /></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_7535-1-683x1024.jpg" alt="Inside The Editorial: Senza filtri" class="wp-image-25786" /></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_7534-1-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-25787" /></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="745" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_7536-1-745x1024.jpg" alt="" class="wp-image-25779" /></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_7539-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-25794" /></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_7538-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-25793" /></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_7537-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-25790" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Model</strong>s: Candice e Juru Fang </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Mua</strong>: @josanna24 @greenapple using @agenovskincare @qstudioprp<br><strong>Photo</strong>: @giovannisantarelli</p>
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		<title>Le discoteche sono cambiate?</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/08/05/le-discoteche-sono-cambiate/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Benedetta Capone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2024 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[discoteche]]></category>
		<category><![CDATA[notte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questa grande palude, solo una cosa era venuta a perturbare l’immobilismo imperante tra gli anni ’70 e la prima parte di nuovo millennio: le discoteche. Lo spiega benissimo un lungometraggio uscito carsicamente nelle sale un paio d’anni fa,&#160;Disco Ruin, efficace e chirurgico nel descrivere ascesa e caduta del&#160;modello italiano&#160;di discoteca. Un modello che è stato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">In questa grande palude, solo una cosa era venuta a perturbare l’immobilismo imperante tra gli anni ’70 e la prima parte di nuovo millennio: le <strong><a href="https://www.adlmag.it/2024/07/01/discoteca-chill-o-discoteca-pettinata/">discoteche</a></strong>.</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Lo spiega benissimo un lungometraggio uscito carsicamente nelle sale un paio d’anni fa,&nbsp;<em><strong>Disco Ruin</strong></em>, efficace e chirurgico nel descrivere ascesa e caduta del&nbsp;<strong>modello italiano&nbsp;</strong>di discoteca. Un modello che è stato assolutamente innovativo, pieno di stile, rivoluzionario rispetto al resto d’Europa, in grado di interconnettere cultura alta e cultura bassa come nient’altro in quegli anni; e un modello in grado di farsi anche, al tempo stesso,&nbsp;<strong>movimento</strong>&nbsp;<strong>popolare</strong>, appunto&nbsp;<em>discorso pubblico</em>&nbsp;(tanto da finire addirittura argomento di un libro scritto da un Ministro della Repubblica, il famigerato&nbsp;<em>Dove andiamo a ballare questa sera?</em>, anno 1988, firmato da Gianni De Michelis).&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Lunedì sera, la discoteca<br>Martedì sera, la discoteca<br>Mercoledì che mal di testa, ma sono andata alla discoteca<br>Giovedì sera, la discoteca<br>Venerdì sera non volevo andarci, ma Fabio è venuto a cercarmi e allora<br>Sono andata, alla discoteca<br>Sabato sera, la discoteca<br>Domenica alla discoteca<em>Exchpoptrue, “La discoteca”, 2003</em></p>
</blockquote>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/WhatsApp-Image-2024-08-05-at-19.31.37-1-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-25364" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/WhatsApp-Image-2024-08-05-at-19.31.37-1-1024x683.jpeg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/WhatsApp-Image-2024-08-05-at-19.31.37-1-980x653.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/WhatsApp-Image-2024-08-05-at-19.31.37-1-480x320.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le discoteche già dagli anni ’70 e poi progressivamente nei due decenni successivi hanno creato&nbsp;<strong>nuovi stili di fruizione culturale</strong>, nuovi eroi e aperto nuove prospettive come niente e nessun’altro; hanno insomma fatto davvero capire che, come dire?, un’alternativa allo stare a casa e al vedere sempre le solite cose in tivvù decise da Mamma Rai o cucinate da Mediaset era possibile. E, anzi, forse era proprio necessaria, se si voleva stare al passo coi tempi, al passo con le cose più interessanti che succedevano in Europa e nel mondo. Lo hanno fatto, le discoteche, e lo hanno fatto in maniera diffusissima. Le discoteche erano diventate un&nbsp;<strong>rito di passaggio generazionale</strong>semplicemente&nbsp;<em>necessario</em>: la domenica pomeriggio per gli adolescenti, gli altri giorni della settimana per chi aveva dai vent’anni in sù.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le discoteche oggi </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Cosa è rimasto di tutto questo? Poco. Molto poco. Ma soprattutto, è rimasto – doloroso paradosso – il fatto che le discoteche sono diventate le prime vittime di ciò che ai loro tempi avevano combattuto e scardinato: ovvero l’<strong>immobilismo</strong>, la conservazione, la stasi, il conformismo. Le discoteche avevano fatto fuori le balere e i <strong>dancing</strong> in un modo ben preciso: rinnovando profondamente il <strong>linguaggio etico ed estetico</strong> dei tempi, guardando anche all’estero più avanguardista, coraggioso, irregolare. Su questo hanno campato per anni, a partire dagli anni ’70, e grazie a questo sono diventate via via centrali nel nostro immaginario, perché troppo forte, troppo bello, troppo contemporaneo e seducente era quello che offrivano. Ma oggi le discoteche cosa stanno rinnovando? Quanto sono <em>disruptive</em>? Quanto sono concorrenziali nel mercato del mistero e della seduzione? La risposta è semplice: zero. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/WhatsApp-Image-2024-08-05-at-19.31.37-2-1024x683.jpeg" alt="discoteche" class="wp-image-25363" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/WhatsApp-Image-2024-08-05-at-19.31.37-2-980x654.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/08/WhatsApp-Image-2024-08-05-at-19.31.37-2-480x320.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">È vero che oggi c’è internet. Ci sono Netflix, o Prime, o Disney Plus, e pure DAZN. È vero che un tempo quasi l’unico modo per cercare un partner affine per la vita o per la sera era uscire ed andare a ballare, mentre oggi puoi fare tutto comodamente da casa e da smartphone. È anche vero che le grandi forze economiche e dell’industria culturale ci hanno convinto che andare settimanalmente in un club con qualche centinaia o un migliaio di spiriti affini è noioso mentre l’esperienza <em>vera</em> sono i grandi festival e i grandi concerti (eh: è da questi ultimi che puoi estrarre molto più valore e guadagni). Tutto questo è vero. Ma vedere come in Italia <strong>le discoteche hanno ucciso sé stesse</strong>, o meglio, la parte migliore di sé, resta triste. E non se ne sta parlando abbastanza. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Foto: Pinterest<br><br></p>
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		<title>Il body: dalla lingerie alle pop star</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/07/25/body-dalla-lingerie-alle-pop-star/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Benedetta Capone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2024 13:05:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[Body]]></category>
		<category><![CDATA[Street style]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal trapezista Jules Léotard ai club di burlesque. Senza genere e senza confini, la storia del body e delle sue infinite personalità. Solo un capo di biancheria intima? Le passerelle e lo street style del 2023 sostengono fermamente il contrario, e donano un ultimo scorcio inedito nella storia di un capo essenziale ed onnipresente. Il [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dal trapezista Jules Léotard ai club di burlesque. Senza genere e senza confini, la storia del body e delle sue infinite personalità.</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-07-25-at-14.45.38-682x1024.jpeg" alt="Body di Giulia Saioni" class="wp-image-24854" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-07-25-at-14.45.38-682x1024.jpeg 682w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-07-25-at-14.45.38-480x720.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 682px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">By Giulia Saioni</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Solo un capo di biancheria intima? Le passerelle e lo <a href="https://www.adlmag.it/2023/09/27/street-style-mfw/">street style</a> del 2023 sostengono fermamente il contrario, e donano un ultimo scorcio inedito nella storia di un capo essenziale ed onnipresente. Il body, con il suo DNA da protagonista, oggi è nel mirino di una trasformazione radicale che converte la biancheria intima in outerwear dalla personalità raffinata. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="688" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-07-25-at-23.04.46-688x1024.jpeg" alt="Body di Sara Campanile" class="wp-image-24875" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-07-25-at-23.04.46-688x1024.jpeg 688w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-07-25-at-23.04.46-480x714.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 688px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">By Sara Campanile</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Abbinato a collant e capispalla, il body si conferma il personaggio principale della mezza stagione, assecondando una tendenza sensuale che ama sovvertire i capi più basici del guardaroba. Il segreto del body risiede nella sua ineguagliabile versatilità, che lo conduce in pianta stabile negli armadi di tutte le donne, di tutte le età. Eppure la storia insegna che il suo utilizzo, fin dagli esordi, non era affatto femminile.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/CHICCO-FIAMMA-min-683x1024.jpg" alt="Body di Fiamma Chicco" class="wp-image-24846" /><figcaption class="wp-element-caption">By Fiamma Chicco</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Come nasce il body?</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-07-25-at-14.45.38-2-682x1024.jpeg" alt="Body di Lorenzo Zanardini" class="wp-image-24855" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-07-25-at-14.45.38-2-682x1024.jpeg 682w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-07-25-at-14.45.38-2-480x720.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 682px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">By Lorenzo Zanardini</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In italiano viene soprannominato comunemente &#8220;body&#8221;, ma il suo vero nome in realtà è &#8220;leotard&#8221;. Alcune enciclopedie della moda appuntano che il body affonda le sue radici fin nel 1600, comunemente abbinato a calzamaglia e pettorine. Ma la genesi del suo nome proprio avvenne in realtà qualche secolo dopo, in onore dell’acrobata e trapezista che lo portò al successo. Si tratta del francese Jules Léotard che era solito indossare questo indumento aderente per esibirsi negli spettacoli con il trapezio. Inventato esclusivamente per le sue esigenze, il body era originariamente appiccicoso e si adattava al corpo delineando i muscoli ed assecondando ogni tipo di movimento. Jules Léotard chiamava il suo indumento da esibizione &#8216;maillot&#8217; &#8211; che in francese oggi viene indicato per i costumi da bagno &#8211; e qualche anno dopo la sua morte, in sua memoria, il body venne battezzato ufficiosamente con il suo cognome.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/AsiaCanella-min-683x1024.jpg" alt="Body di Asia Canella" class="wp-image-24844" /><figcaption class="wp-element-caption">By Asia Canella</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il body rimase un indumento unicamente maschile fino agli anni Trenta del Novecento: la modestia era fondamentale per le donne, e le acrobate erano solite indossare abiti al ginocchio anche durante le esibizioni. Il suo ingresso ufficiale nel guardaroba femminile avvenne in un epoca in cui le donne cominciarono a rivendicare pubblicamente la loro libertà stilistica. Dalle signore dell’alta borghesia fino alle stelle di Broadway e i club di burlesque, il body arrivò finalmente anche nell’abbigliamento canonico delle ginnaste, di pari passo con lo sviluppo di discipline sportive più serie ed intense.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/Calderone-Martina-min-683x1024.jpg" alt="Body di Martina Calderone" class="wp-image-24845" /><figcaption class="wp-element-caption">By Martina Calderone</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Negli anni Sessanta e Settanta, furono poi stilisti come Pierre Cardin e Rudi Gernreich a realizzare i primi prototipi di biancheria intima, basandosi sulla silhouette versatile del body. Raggiunse l’apice del successo definitivo negli anni Ottanta, portato in auge da Jane Fonda e dalla nuova moda technicolor, che non risparmiava su nuance intense e decorazioni appariscenti.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/GIULIA-PIU-min-683x1024.jpg" alt="Body di Giulia Piu" class="wp-image-24847" /><figcaption class="wp-element-caption">By Giulia Piu</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il body invade le passerelle</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-07-25-at-14.45.38-1-683x1024.jpeg" alt="Body di Martina Bertolani" class="wp-image-24856" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-07-25-at-14.45.38-1-683x1024.jpeg 683w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-07-25-at-14.45.38-1-480x720.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 683px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">By Martina Bertolani</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Immancabile sulle passerelle di Mugler, grazie alla recente diffusione della tendenza balletcore il body è stato il personaggio principale delle collezioni per il 2023. Prima fra tutte Dolce &amp; Gabbana, che per la Primavera Estate 2023 ha proposto il body nella sua iterazione più seducente, come vuole la signature della maison. Tra stampe animalier e allacciature a corsetto, il body si è confermato un alleato di seduzione irrinunciabile sulla passerella del marchio italiano. Ci riporta al balletto invece la collezione Primavera Estate di MM6 Maison Margiela, con body genderless, sbottonati e caoticamente chic dalle nuance delicate. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="676" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-07-23-at-10.30.44-min-676x1024.jpeg" alt="Body di Camilla Marta Milani" class="wp-image-24851" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-07-23-at-10.30.44-min-676x1024.jpeg 676w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-07-23-at-10.30.44-min-480x727.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 676px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">By Camilla Marta Milani</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Non rinuncia al body nemmeno Chet Lo, con la sua passerella dedicata alle nuance vivaci e alle texture popcorn, mentre per Han Kjøbenhavn il leotard si trasforma in una maestosa scultura. Nel frattempo, sono sempre di più le star che sperimentano con la sua silhouette pratica e sensuale: da Kendall Jenner a Chiara Ferragni, il 2023 ha sancito l’inizio di una nuova era anche per il body, che arriva a sostituire anche l’abito.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="963" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/Iris-vivona-min-963x1024.jpg" alt="Body di Iris Vivona" class="wp-image-24849" style="width:677px;height:auto" /><figcaption class="wp-element-caption">By Iris Vivona</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La storia d’amore tra il body e le pop star</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-07-25-at-17.00.27-682x1024.jpeg" alt="By Sveva Saraceni" class="wp-image-24866" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-07-25-at-17.00.27-682x1024.jpeg 682w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-07-25-at-17.00.27-480x720.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 682px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">By Sveva Saraceni</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Scrollando i social media, sarà capitato anche a voi di assistere a un tripudio di body indossati dalle regine del pop impegnate sui palcoscenici di tutto il mondo.<br>Da quelli sfoggiati da Beyoncé, che ha cominciato in grande stile le date del suo Renaissance World Tour anche attraverso una serie di modelli avvolgenti e spettacolari griffati Loewe, Courrèges, Thierry Mugler e David Koma. Perfettamente modellati sulla tracklist e all&#8217;estetica del suo ultimo album dal Dna disco, a Taylor Swift che nel The Eras Tour ne indossa di ingioiellati e luccicanti griffati Atelier Versace e Oscar de la Renta.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="676" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/Manattini-min-676x1024.jpeg" alt="Giulia Manattini" class="wp-image-24848" /><figcaption class="wp-element-caption">By Giulia Manattini</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il body è decisamente tra le eredità di stile più forti nel panorama pop: per questo dobbiamo ringraziare Madonna.L&#8217;aver indossato l&#8217;oggi mitologico capo realizzato da Jean-Paul Gaultier, rosa pastello con reggiseno conico, durante il suo Blonde Ambition Tour negli anni 90, ha messo in moto l&#8217;ingranaggio per la conquista del mondo della musica attraverso questo indumento più di ogni altro.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/Pietro-zuccotti-2-min-683x1024.jpg" alt="Pietro Zuccotti" class="wp-image-24850" /><figcaption class="wp-element-caption">By Pietro Zuccotti</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Al tempo, però, quel look era esclusivo e legato a stretto giro con l&#8217;immagine di Lady Ciccone. La diva lo ha poi riportato sotto i riflettori nel decennio successivo, nel 2005, con Hung Up, questa volta in versione aerobica anni 80. Ma è il 2006 il punto di partenza della love story, ancora fortissima, tra il pop e il body. L&#8217;emergente Lady Gaga ne indossa di ogni specie, Rihanna si mostra con un modello stile smoking, Jennifer Lopez nei suoi show ne fa un punto fermo di carica hot. Le cantanti cominciano a liberarsi dei pantaloni in scena e l&#8217;outfit aiuta sempre più a creare presenza scenica.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="676" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-07-23-at-10.30.44-1-min-676x1024.jpeg" alt="Emanuela Scavo" class="wp-image-24852" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-07-23-at-10.30.44-1-min-676x1024.jpeg 676w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-07-23-at-10.30.44-1-min-480x727.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 676px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">By Emanuela Scavo</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel 2016 sul magazine Racked la giornalista Rebecca Jennings si domanda se, dopo dieci anni il trend del body sul palco abbia raggiunto il massimo picco e stia andando naturalmente verso una fase discendente. Dopo altri otto anni, non mostra segni di cedimento.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/Matilda-Fossati-min-1024x683.jpg" alt="Matilda Fossati" class="wp-image-24853" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/Matilda-Fossati-min-980x653.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/Matilda-Fossati-min-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">By Matilda Fossati</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Crediti</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Body realizzati dagli studenti del secondo anno di Fashion styling and Communication di Accademia del Lusso</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Photo</strong>: Marco Ruffini</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Modelle</strong>: Daria Malchuk (26models), Unge Kiosyte (Olympia model)</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>MUA: </strong>Margherita Fabbricatore</p>
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