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	<title>New York Fashion Week Archivi - AdL Mag</title>
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	<title>New York Fashion Week Archivi - AdL Mag</title>
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		<title>New York Fashion Week FW26: recap di una settimana di rinascita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Greta Liberatoscioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 14:42:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I defilé della Grande Mela restituiscono a New York la sua voce nel panorama della moda: tutti i momenti salienti della NYFW Autunno Inverno 2026 Sono giunte al loro termine le sei giornate di passerelle della New York Fashion Week per la stagione Autunno Inverno 2026. Un calendario più fitto che mai, nella città dove [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/02/17/new-york-fashion-week-fw26-recap/">New York Fashion Week FW26: recap di una settimana di rinascita</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">I defilé della Grande Mela restituiscono a New York la sua voce nel panorama della moda: tutti i momenti salienti della NYFW Autunno Inverno 2026</h2>



<p class="has-text-align-center">Sono giunte al loro termine le sei giornate di passerelle della <strong>New York Fashion Week per la stagione Autunno Inverno 2026</strong>. Un calendario più fitto che mai, nella città dove il <em>tour de force</em> del mese della moda inizia in maniera quasi sussurrata. Le recenti discussioni sulla sua rilevanza non trovano più voce, sopraffatte dal brusio di <strong>una metropoli che sembra aver finalmente ritrovato il modo di farsi ascoltare.</strong> Una delle chiavi del suo successo è da rintracciare nell’eccellente intreccio di grandi nomi e nuovi volti.</p>



<p class="has-text-align-center">Ad alzare il sipario è stato<strong> Ralph Lauren</strong>, con la sua ode alla donna moderna, tra elementi di romanticismo e spolverate di estetica equestre – è l’anno del cavallo, dopotutto. Tra i nomi emergenti, spicca l’anti-imperialismo sartoriale di <strong>Diotima </strong>e la fuga dal lavoro reinterpretata da<strong> Jane Wade</strong>, mentre i cappotti dai colori vivaci di <strong>Sergio Hudson</strong> hanno illuminato un brand fino a ora rimasto nell’ombra. A chiudere, il dialogo tra moda e arte contemporanea di <strong>Carolina Herrera</strong>. È questo continuo alternarsi tra passato e futuro, tra affermati ed emergenti, a rendere unica la scena di New York: un melting pot creativo dove ogni sfilata racconta un frammento della città stessa. <strong>Ecco tutti gli highlights della settimana.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="678" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-17-153521-1024x678.png" alt="" class="wp-image-56657" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-17-153521-980x649.png 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-17-153521-480x318.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">L’esercizio di memoria di Marc Jacobs</h2>



<p class="has-text-align-center"><strong>Non c’è New York Fashion Week senza Marc Jacobs.</strong> Fuori calendario, apre come sempre le danze dell’appuntamento americano con la moda, dando il via ai giochi come solo lui sa (e può) fare. Per l’Autunno-Inverno 2026, Jacobs dice addio agli esagerati volumi à la Kawakubo delle stagioni precedenti, tornando a linee indossabili, proporzioni calibrate, e un minimalismo profondamente stratificato.</p>



<p class="has-text-align-center">La collezione, intitolata <strong>“Memory. Loss”</strong>, viene dichiarata dallo stilista come libera da ogni forma di nostalgia malinconica: eppure è proprio il passato della moda a costituirne l’ossatura. È lo stesso Jacobs, infatti, a consegnare agli ospiti un elenco di collezioni passate dalle quali l’immaginario dello show ha mosso i suoi primi passi. Il leitmotiv è la Primavera 1993 di Perry Ellis – il suo “trionfale fallimento” – , quell’estetica grunge che gli costò il licenziamento ma lo consacrò come ribelle autore. Ad essa si mescolano poi le silhouette anni ’60 della Couture di Yves Saint Laurent, e gli spiazzanti accostamenti cromatici <a href="https://www.adlmag.it/2025/05/09/di-miuccia-ce-ne-e-una-sola/">dell’ugly chic di Prada</a>. Tutte reference dichiarate. Rivendicate. <strong>Non è citazionismo sterile o giustificante. Non è retromania, ma un esercizio di consapevolezza.</strong> Un promemoria su “chi siamo, cosa creiamo, cosa lasciamo indietro e cosa portiamo avanti” – dalle sue note per lo show.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="567" height="864" data-id="56642" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-17-152212.png" alt="" class="wp-image-56642" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-17-152212.png 567w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-17-152212-480x731.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 567px, 100vw" /></figure>



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<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il rifiuto della perfezione: Rachel Scott per Proenza Schouler e Nicola Brignano per 7 For All Mankind</h2>



<p class="has-text-align-center">Due prime volte, due tipi di femminilità, uno stesso motore: il rifiuto della perfezione. <strong>Rachel Scott ha debuttato alla direzione di Proenza Schouler</strong>, offrendo un primo significativo sguardo sulla nuova traiettoria creativa del marchio. La collezione racconta una donna che non insegue la perfezione come costrizione, ma la riscrive secondo i propri ritmi: un femminile che va di fretta, che cura ogni suo minimo dettaglio ma che non sfugge alla presa dell’imperfezione – occhio alle stoffe stropicciate – e all’estetica del vissuto. Una linea di abiti per la donna contemporanea, cosmopolita, in costante movimento.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="570" height="866" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-17-152554.png" alt="" class="wp-image-56644" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-17-152554.png 570w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-17-152554-480x729.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 570px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Mosso dallo stesso spirito di disobbedienza,<strong> Nicola Brognano debutta in 7 For All Mankind</strong>. Ad incarnarne lo spirito, la morte dell’era della clean girl: “può uscire la mattina e tornare il giorno dopo indossando lo stesso outfit, con un bicchiere di Starbucks in mano e un braccialetto del club della sera prima”, racconta Brognano nel backstage. Dalle falcate delle modelle allo styling, tutto urla contraddizione, disordine, confusione – ma nella maniera più chic possibile. Un caos fatto di capelli incastrati nelle sciarpe, giacche infilate per metà in enormi borse, e bigiotteria volutamente scomposta.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-id="56646" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/7_for_all_mankind_look_21-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-56646" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-id="56645" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/7_for_all_mankind_look_27-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-56645" /></figure>
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<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Mondo-vampiro, Collina Strada</h2>



<p class="has-text-align-center">Per l’Autunno-Inverno 2026, <strong>Collina Strada presenta “The World is a Vampire”</strong>: una collezione che trasforma la metafora del vampiro in una lente critica sul nostro presente. In un mondo sempre più drenante, che succhia via il nostro senso di meraviglia lasciandoci sperare invano in un domani migliore, la risposta è il rifugio. La costruzione di uno spazio protetto dove poter immaginare altro: dopotutto, un vampiro non può varcare alcuna soglia se non viene invitato ad entrare. Trasparenze che fungono da armature, organze che si innalzano abbracciando il collo in difesa, e un impegno sostenibile più che notevole: a dar vita alla collezione, tessuti di deadstock, pellicce e pelli plant-based e costanti elementi di riutilizzo.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="56647" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/unnamed-45-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-56647" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Foto: Courtesy of Collina Strada</em></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="56648" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/unnamed-47-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-56648" /></figure>
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<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">I 45 anni di Michael Kors: &#8220;New York Chic&#8221;</h2>



<p class="has-text-align-center">Michael Kors celebra i<strong> 45 anni della sua Michael Kors Collection </strong>con una sfilata all’insegna del “New York Chic”, andata in scena al Metropolitan Opera House. Un anniversario che è una dichiarazione d’identità, con la Grande Mela come sfondo di un eterno gioco di contrasti tra anima gritty e temperamento glamour. In passerella sfilano un’essenzialità drammatica e un guardaroba femminile al completo, reinventato, che prende vita con una palette di sfumature urbane e l’aggiunta di accessori architettonici celebrativi dell’energia in movimento della vita newyorkese. Quale modo migliore per poter dire: tanti auguri, Kors collection!</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="56649" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/michael-kors-look-1-682x1024.jpg" alt="" class="wp-image-56649" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="56650" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/michael-kors-look-2-682x1024.jpg" alt="" class="wp-image-56650" /></figure>
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<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="784" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-17-153215-784x1024.png" alt="" class="wp-image-56651" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-17-153215-784x1024.png 784w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-17-153215-480x627.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 784px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption"><em><em>Foto: Courtesy of Michael Kors</em></em></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il culto del corpo: Calvin Klein Collection</h2>



<p class="has-text-align-center">A un anno dal debutto in <strong>Calvin Klein</strong>, Veronica Leoni sceglie di concentrare la sua attenzione sull’ossessione contemporanea per il corpo, celebrandone il culto. Ispirata alla fine degli anni ’70, Leoni reinterpreta il minimalismo tipico di Klein senza rinunciare a picchi di sorpresa: alla perfezione delle linee – iper levigate – si accompagnano animati tocchi cromatici e inattesi patchwork di pelliccia arruffata. <strong>La collezione gioca costantemente con il corpo.</strong> Lo cela con un tailoring impeccabile e doppi cappotti lunghi, lo avvolge in capi attillati in lana finissima, infine, lo svela parzialmente grazie al sinuoso movimento di abiti che lo circondano come vortici, rivelando solo occasionalmente sensuali scorci di pelle scoperta.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="580" height="874" data-id="56652" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-17-153430.png" alt="" class="wp-image-56652" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-17-153430.png 580w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-17-153430-480x723.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 580px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="575" height="869" data-id="56653" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-17-153436.png" alt="" class="wp-image-56653" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-17-153436.png 575w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-17-153436-480x725.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 575px, 100vw" /></figure>
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<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il Rinascimento femminile di Sergio Soldano</h2>



<p class="has-text-align-center">In una città che ritrova finalmente il suo posto nell&#8217;universo moda, si inserisce perfettamente la celebrazione di <strong>Sergio Soldano</strong>: un grido alla rinascita. La collezione ready-to-wear Autunno-Inverno 2026 segna l&#8217;ufficiale ritorno del brand al womenswear dopo decenni. Sotto la direzione creativa di <strong>Giovanni Premoli e Dario Di Bella, il brand inaugura un nuovo corso che evita la nostalgia</strong>, rileggendo l’eredità del fondatore in chiave contemporanea. I 77 look e 27 accessori si articolano in quattro temi &#8211; dall’ &#8220;Architettura del Nero&#8221; a &#8220;Il Tempo della Sinopia&#8221;- un intreccio di arte, memoria e fervida sperimentazione. La storia della maison riprende vita tra stampe (vero focus della collezione) e geometrie, traducendo il suo heritage in linguaggio attuale.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="716" height="1024" data-id="56901" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-160343-716x1024.png" alt="" class="wp-image-56901" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-160343-716x1024.png 716w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-160343-480x687.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 716px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="718" height="1024" data-id="56902" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-160714-718x1024.png" alt="" class="wp-image-56902" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-160714-718x1024.png 718w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-160714-480x684.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 718px, 100vw" /></figure>
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<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Ritorno al romanticismo: Anna Sui e Sandy Liang</h2>



<p class="has-text-align-center">Ce lo avevano già anticipato i look di Margot Robbie per il press tour di <em>Cime Tempestose</em>, ma il primo round del mese della moda lo conferma ufficialmente: <strong>il romanticismo è tornato prepotentemente in passerella.</strong> A New York ha trovato la sua voce in<strong> Anna Sui</strong>, ispirata ai New Romantics londinesi degli anni ’80: un mix audace di tessuti e stampe, acconciature alla Amy Winehouse e sovrapposizioni eccentriche. Più intima la visione di <strong>Sandy Liang</strong>, che trasforma il romanticismo in una favola domestica. Il suo Autunno-Inverno 2026 sembra essere un pigiama party ambientato in una casa delle bambole, dove pantofole a coniglietto, fiocchi, ruches e raso convivono con silhouette morbide, ridando al comfort un fascino sognante.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="576" height="876" data-id="56654" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-17-153938.png" alt="" class="wp-image-56654" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-17-153938.png 576w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-17-153938-480x730.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 576px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Anna Sui</em></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="577" height="867" data-id="56656" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-17-154143.png" alt="" class="wp-image-56656" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-17-154143.png 577w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-17-154143-480x721.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 577px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Sandy Liang</em></figcaption></figure>
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<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong><em>Foto: WWD, Vogue</em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/02/17/new-york-fashion-week-fw26-recap/">New York Fashion Week FW26: recap di una settimana di rinascita</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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		<title>New York Fashion Week: il recap della settimana</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/02/12/new-york-fashion-week-il-recap-della-settimana/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Greta Liberatoscioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2025 11:34:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[fashion week]]></category>
		<category><![CDATA[fw25]]></category>
		<category><![CDATA[New York Fashion Week]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno stile inconfondibile: ripercorriamo insieme i momenti più importanti della New York Fashion Week dedicata alla stagione Autunno/Inverno 2025. Si è conclusa ieri pomeriggio la New York Fashion Week, la prima delle quattro settimane della moda di cui si compone il famigerato e attesissimo fashion month. Tra grandi assenti, debutti, e attesi ritorni in passerella, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Uno stile inconfondibile: ripercorriamo insieme i momenti più importanti della New York Fashion Week dedicata alla stagione Autunno/Inverno 2025.</h2>



<p class="has-text-align-center">Si è conclusa ieri pomeriggio la New York Fashion Week, la prima delle quattro settimane della moda di cui si compone il famigerato e attesissimo fashion month. Tra grandi assenti, debutti, e attesi ritorni in passerella, la componente americana del mese della moda punta tutto su linee moderate, trame grezze e una palette che sembra non conoscere tonalità al di fuori di quelle neutrali. Vediamo i punti salienti della settimana.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il trionfo del minimalismo</h2>



<p class="has-text-align-center">Ad aprire la settimana, <strong>Brandon Maxwell</strong>, che muove i primi passi nella direzione poi seguita da moltissimi altri brand, quella verso il minimalismo. Il designer dichiara infatti di aver abbandonato le vecchie abitudini: non vuole più essere quel vestito che, immobile nell’armadio, viene scelto solo per occasioni speciali. L’obiettivo per questa stagione è diventare quel “<em>maglione che si sceglie alla mattina</em>”, in maniera quasi automatica, sovrappensiero. Aiutato dal designer Ryan Roche, esperto di maglieria, Maxwell propone una collezione che ne sperimenta diverse forme e combinazioni. La combo vincente? Quella con la pelle.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-8 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="33957" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/temp-33-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-33957" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="33958" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/temp-34-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-33958" /></figure>
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<div style="height:23px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-text-align-center">Ed è proprio la pelle la protagonista delle sfilate di <strong>Altuzarra</strong> e <strong>Khaite</strong>. La prima, un grido all’individualità, che si fa portavoce di un minimalismo che sa osare, con bulloni, frange e patchwork in pelliccia. Il secondo, un velato tributo a David Lynch: giacche di pelle e calzature in snakeskin sfilano come chiari riferimenti agli outfit indossati dai protagonisti del film <em>Wild at Heart</em>.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1706" height="2560" data-id="33967" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/temp-41-edited-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-33967" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/temp-41-edited-scaled.jpg 1706w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/temp-41-edited-1280x1921.jpg 1280w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/temp-41-edited-980x1471.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/temp-41-edited-480x720.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1706px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="33966" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/temp-42-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-33966" /></figure>
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<div style="height:23px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il debutto-ritorno di Calvin Klein</h2>



<p class="has-text-align-center">La sfilata più attesa, nonché la più chiacchierata, è stata quella di <a href="https://www.adlmag.it/2025/01/05/come-sara-calvin-klein-scritto-da-una-donna/"><strong>Calvin Klein</strong></a>. Sotto gli occhi attenti del designer stesso, seduto in prima fila accanto ad Anna Wintour, Veronica Leone ha presentato la sua prima collezione per il brand. La sfilata si presenta come un vero e proprio tuffo negli anni ’90, con il minimalismo essenziale ma d’impatto tipico di Klein, che si accompagna però a particolari accessori come la borsetta che prende le forme dell’iconico CK One, fragranza emblematica del brand, la prima apertamente unisex. Non sono mancati i riferimenti a collezioni passate, tra layering, giacche senza colletto, e tailleur di color bianco candido. La ciliegina sulla torta? Kate Moss e Christy Turlington, volti delle più iconiche campagne del brand, sedute in prima fila, con abiti custom made per l’occasione.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-10 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="33960" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/temp-35-683x1024.jpg" alt="sfilata calvin klein, look cappotto lungo e borsa indossato da kendall jenner." class="wp-image-33960" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="33961" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/temp-37-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-33961" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="33959" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/temp-36-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-33959" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Floreale? Per <em>l’autunno</em>?</h2>



<p class="has-text-align-center">Tremila ranuncoli rossi piantati a terra su un giardino artificiale abbelliscono la scenografia della sfilata di <strong>Carolina Herrera</strong>, già impreziosita dalla vista mozzafiato su New York. Quei fiori in realtà, oltre ad essere un marchio di fabbrica per il brand, sono anche un tributo al film dal quale Wes Gordon, direttore creativo, ha preso ispirazione: la commedia <em>Being There</em>, con Peter Sellers nei panni di un giardiniere. Ecco che i fiori, diventando protagonisti, si presentano in mille forme diverse. Sottoforma di spille, di stampe floreali, sontuosi drappeggi o scintillanti ricami.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-11 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="33970" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/temp-43-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-33970" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="33968" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/temp-44-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-33968" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="33969" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/temp-45-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-33969" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La provocazione di Luar</h2>



<p class="has-text-align-center">Raul Lopez, direttore di <strong>Luar</strong>, chiama la sua collezione <em>Pato</em>. La parola, ha un doppio significato. Se in spagnolo si traduce con &#8220;anatra&#8221;, in alcune parti dell’America Latina, è uno slur omofobo. Lopez annuncia a gran voce: voglio riabilitare questa parola, e non nascondermi più. Come viene reso questo in passerella? Massimalismo anni ’80, colletti imponenti, e spille che catturano l’attenzione con grandi piume, richiamando appunto quelle di un’anatra.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-12 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="33975" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/temp-49-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-33975" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="33977" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/temp-50-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-33977" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="33976" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/temp-51-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-33976" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Non ne parla nessuno, ma teniamoli d’occhio!</h2>



<p class="has-text-align-center">Tra le tante case di moda a sfilare durante la New York Fashion Week, si fanno strada sempre di più tantissimi piccoli designer. Tra questi, <strong>Jane Wade</strong> e la sua collezione in stile corporate, con un tocco femminile accentuato (un po’ office siren); <strong>Ashlyn </strong>e le sue dicotomie, con silhouette morbide spezzate da capi strutturati; e <strong>5000</strong> di Taylor Thompson, che sfida i limiti del termine <em>bootsy</em>, che in slang vuol dire strano, o senza stile, presentando una collezione che di stile, ne ha da vendere, tra lunghe gonne e tailleur oversize.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-13 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="33963" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/temp-40-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-33963" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="33962" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/temp-39-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-33962" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="33964" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/temp-38-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-33964" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La (non) classicità libera di Thom Browne</h2>



<p class="has-text-align-center">A chiudere la settimana in grande stile, è la sfilata di <strong>Thom Browne</strong>. L’idea di partenza nasce dal birdwatching, ma poi si trasforma in una proclamazione di libertà e un grido all’importanza dell’espressione del sé. Con un’attenzione particolare alla classicità, che Browne proclama essere presente nelle idee che hanno portato alla creazione della collezione, ma non nell’esecuzione, la sfilata si presenta come un tripudio di tweed diversi, colori sgargianti accostati all’iconico grigio, e volumi che creano silhouette inverosimili. Nessun&#8217;altra conclusione sarebbe potuta essere migliore del designer che, a fine sfilata, regala un mazzo di fiori bianchi al suo compagno, seduto in prima fila.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-14 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="33971" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/temp-47-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-33971" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="33973" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/temp-48-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-33973" /></figure>
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<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><em><strong>Foto: Vogue</strong></em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>A New York la moda è consapevole di essere politica</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/09/12/new-york-fashion-week/</link>
					<comments>https://www.adlmag.it/2024/09/12/new-york-fashion-week/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Zuccotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2024 15:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[New York Fashion Week]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;11 settembre del 2001 la caduta delle Torri Gemelle a New York cambiava le sorti del mondo. L&#8217;11 settembre del 2024, invece, nella stessa New York, si conclude la fashion week e la moda non cambia affatto. È finita la fashion week di New York, che ha inaugurato il fashion month. La chiusura della settimana [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">L&#8217;11 settembre del 2001 la caduta delle Torri Gemelle a New York cambiava le sorti del mondo. L&#8217;11 settembre del 2024, invece, nella stessa New York, si conclude la fashion week e la moda non cambia affatto.</h2>



<p class="has-text-align-center">È finita la fashion week di New York, che ha inaugurato il fashion month. La chiusura della settimana dedicata alla moda americana si conclude in una giornata particolare: l&#8217;11 settembre. 23 anni fa, nel 2001, gli Stati Uniti, e con loro il mondo intero, venivano scossi dalla caduta delle Torri Gemelle. Oggi l&#8217;America si sta preparando ad un altro possibile, ma non certo, cambiamento. Per la prima volta questo novembre il Paese potrebbe nominare una donna come presidente. Insomma è momento di cambiamenti e la moda, al contrario, tenta di rassicurare.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-15 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="690" height="1024" data-id="26417" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_7760-690x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26417" /><figcaption class="wp-element-caption">Kallmeyer</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="694" height="1024" data-id="26418" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_7761-694x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26418" /><figcaption class="wp-element-caption">Alejandra Alonso Rojas</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="695" height="1024" data-id="26416" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_7759-695x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26416" /><figcaption class="wp-element-caption">Loveshackfancy</figcaption></figure>
</figure>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background is-style-dots" />



<p class="has-text-align-center">Pochi sono stati colpi di scena in questa New York Fashion week e pochi sono anche quelli durante l&#8217;ultima giornata. In un momento così complicato pare che i designer vogliano dare agli spettatori un apparente senso di normalità. Una quotidianità persa, scossa, giorno dopo giorno, da notizie sconvolgenti, spesso in negativo. Ecco allora che da Kallmeyer la moda è elegante, semplice e pulita. Una collezione &#8220;bella&#8221; intesa come indiscutibile perchè talmente normale da non smuovere le coscienze. Tailleur rigorosi e colori neutri dominano lo show. A qualche drappeggio e pochi colori è consegnato l&#8217;arduo compito di distinguere questa collezione. Sullo stesso stile, ma decisamente più colorata, è la sfilata di Alejandra Alonso Rojas. Una tipica collezione primaverile dove fiori, sete, trasparenze e colori chiari la fanno da padrone. Collezioni completamente avulse dal contemporaneo come quella di Loveshackfancy che trasporta il pubblico in un universo rosa, sognante e poetico. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-16 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="686" height="1024" data-id="26419" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_7763-686x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26419" /><figcaption class="wp-element-caption">Jane Wade</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="686" height="1024" data-id="26421" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_7765-686x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26421" /><figcaption class="wp-element-caption">Fredrick Anderson</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="689" height="1024" data-id="26420" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_7764-689x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26420" /><figcaption class="wp-element-caption">Jane Wade</figcaption></figure>
</figure>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background is-style-dots" />



<p class="has-text-align-center">Difende a spada tratta il classico stile americano il brand Fredrick Anderson. Con una collezione dal finish super glamour fatta di occhiali scuri e riferimenti che rimandano ad un certo esotismo. E se qualcuno vuole rassicurare altri si preparano ad un imminente guerra. Tra questi Jane Wade che trasforma i look da ritorno in ufficio in armature con spalle strutturate e dettagli metallici degni di un eroe contemporaneo. Non rassicura affatto, al con orario, sconvolge la moda di Ronald Van Der Kemp. Sulle passerelle americane finalmente un po&#8217; di quel gusto dell&#8217;eccesso che tanto aspettavamo. Una notevole ondata di assurdità. Fil Rouge dell&#8217;intero show la bandiera a stelle e strisce che, trasformata in mille modi, ricorda agli americani il loro essere cittadini. E, soprattutto, il loro dovere di andare a votare.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-17 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="691" height="1024" data-id="26422" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_7768-691x1024.jpg" alt="New York Fashion Week" class="wp-image-26422" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="691" height="1024" data-id="26423" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_7767-691x1024.jpg" alt="New York Fashion Week" class="wp-image-26423" /><figcaption class="wp-element-caption">Ronald Van Der Kemp</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="693" height="1024" data-id="26424" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_7766-693x1024.jpg" alt="New York Fashion Week" class="wp-image-26424" /></figure>
</figure>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background is-style-dots" />



<p class="has-text-align-center">Questa settimana della moda si conclude con lo stesso impegno politico con la quale si era aperta. Mentre in Italia ignoriamo il senso politico della moda e una sedicente presidente di <em>Fashion Week Milano Moda</em> si prende gioco dell&#8217;ex ministro della cultura, e di tutto il Paese. In America Vogue scende in piazza per il voto e i giornali si interrogano sulle scelte vestimentarie dei politici intese come parte delle campagne elettorali.</p>



<p class="has-text-align-center">Foto: Vogue</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le dicotomie tra Brat e Demure conquistano New York</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/09/11/le-dicotomie-tra-brat-e-demure-conquistano-new-york/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Pietro Zuccotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Sep 2024 16:32:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[Brat]]></category>
		<category><![CDATA[Demure]]></category>
		<category><![CDATA[New York Fashion Week]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.adlmag.it/?p=26374</guid>

					<description><![CDATA[<p>Continua la settimana della moda di New York. Nella Grande Mela ogni designer immagina la sua donna. Per qualcuno è Brat, per altri Demure! Su Tik Tok non si parla d&#8217;altro che di Brat e Demure. Le due personalità che stanno conquistando e dividendo a metà il web. Tra chi si definisce Demure, sobrio ed [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Continua la settimana della moda di New York. Nella Grande Mela ogni designer immagina la sua donna. Per qualcuno è Brat, per altri Demure!</h2>



<p class="has-text-align-center">Su Tik Tok non si parla d&#8217;altro che di Brat e Demure. Le due personalità che stanno conquistando e dividendo a metà il web. Tra chi si definisce Demure, sobrio ed elegante, e chi, al contrario si professa Brat, provocante ed audace. Anche le <a href="https://www.adlmag.it/2024/09/10/new-york-fashion-week-day-4/">passerelle</a> di New York si dividono allo stesso modo. In questa quinta giornata più che mai!</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La moda demure conquista New York</h2>



<p class="has-text-align-center">Elegantissima, raffinata e, senza budino, Demure, la donna di <strong>Toteme</strong>. Colori neutri, forme scivolate e sovrapposizioni di pregio. Tra i grattacieli di New York trova spazio l&#8217;eleganza svedese del brand che interpreta, alla perfezione, il gusto dell&#8217;alta società newyorkese. Capi semplici adatti alla vita di tutti i giorni. Toteme propone un moda che veste chiunque e non traveste nessuno. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-18 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
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<p class="has-text-align-center">A parlare una lingua simile è la collezione di <strong>Michael Kors</strong>. Anniversario speciale per il brand che celebra 35 anni di collaborazione con la filiera italiana. Kors racconta l&#8217;eccellenza del made in Italy con gli occhi di un americano. E le influenze del film &#8220;The talented Mr. Ripley&#8221;, la cui riscrittura è in uscita su Netflix. Ancora una volta la dolce vita del Belpaese è ispirazione per la moda che la reinterpreta in una chiave, per certi versi, abbastanza scontata tra finti pizzi magistralmente realizzati con paillettes, gonne a ruota e stampe floreali.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-19 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="26381" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-23-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26381" /></figure>



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<p class="has-text-align-center">Al limite tra Brat e Demure la moda scultorea, ma anche morbida di <strong>Kate Barton</strong>. La designer cristallizza con materiali rigidi, ma dall&#8217;aria fluida, i movimenti del tessuto sul corpo. Raffinati abiti da sera, degni di un red carpet, si alterano a corsetti cropped e pantaloni drappeggiati dall&#8217;aria street. Perfetta sintesi tra il mondo Brat e Demure. La donna pensata dalla Barton è, allo stesso tempo, classica e moderna. Un connubio tra ieri e oggi che, con armonia, mette d&#8217;accordo tutti.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Lo stile Brat nella Grande Mela </h2>



<p class="has-text-align-center">E se fino ad ora abbiamo parlato di una moda che rassicura è tempo di qualche colpo di scena in stile Brat. Sulle passerelle newyorkesi sfila Wiederhoeft. Capelli bagnati e lingerie al posto degli abiti. La donna Wiederhoeft è sexy e sfacciata. Tutto diventa Brat sulla passerella, persino la moda sposa, tipicamente avvolta da un&#8217;allure romantica. Anche il pizzo perde la sua connotazione poetica per cedere il posto ad un racconto di tipo erotico.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-21 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
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<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background is-style-dots" />



<p class="has-text-align-center">Un altro lato del mondo Brat è quello che sfila sulla passerella di Elena Velez. La designer, che da sempre rifiuta il concerto stesso di moda, immagina una collezione perfettamente imperfetta. Occhi lacrimanti d&#8217;argento, abbinamenti insoliti e body sgarbatissimi. Le influenze della collezione arrivano dal mondo rodeo che si fonde con il perfetto look da rave party. Non mancano i corsetti, anche solo stampati su maxi t-shirt, e una miss che sfila con fascia, corona e mano di rose rosse.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-22 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="26399" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-32-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26399" /></figure>



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<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background is-style-dots" />



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"></h2>



<p class="has-text-align-center">Chiude la quinta giornata di moda newyorkese Luar con la sua moda enigmatica e queer. Non esiste uomo, non esiste donna. Sulla passerella di Luar ognuno è chi vuole essere. Gli abiti non hanno genere o definizione. Nessun pezzo è necessario, nessuno è superfluo. Sulla passerella si alternano completi super coprenti, che nascondono il corpo, e mutande che sostituiscono i pantaloni rendendo il fisico e gli accessori veri protagonisti del look. Nessuno stile prtedomina da Luar. L&#8217;unica certezza è che a dominare è l&#8217;assoluta libertà.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-23 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="26403" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-34-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26403" /></figure>



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<p class="has-text-align-center">Foto: Vogue</p>



<p class="has-text-align-center"> </p>
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		<title>New York Fashion Week: la settimana dei fashion drama</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/09/09/new-york-fashion-week-la-settimana-dei-fashion-dra/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Sep 2024 11:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[jason wu]]></category>
		<category><![CDATA[New York Fashion Week]]></category>
		<category><![CDATA[tommy hilfiger]]></category>
		<category><![CDATA[ulla johnson]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Terza giornata di sfilate nella metropoli americana: New York. Tra invitati che andava bene lo stesso se restavano a casa, sfilano dei capi interessanti e alcune collezioni già old ancora prima di uscire. La Fashion Week riunisce molte persone e per quanto quella attuale non sia nell&#8217;elegante Parigi, sembrerebbe che la si stia un po&#8217; [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Terza giornata di sfilate nella metropoli americana: New York. Tra invitati che andava bene lo stesso se restavano a casa, sfilano dei capi interessanti e alcune collezioni già old ancora prima di uscire. </h2>



<p class="has-text-align-center">La Fashion Week riunisce molte persone e per quanto <a href="https://www.adlmag.it/2024/09/08/la-fashion-week-di-new-york-procede-in-silenzio/">quella attuale</a> non sia nell&#8217;elegante Parigi, sembrerebbe che la si stia un po&#8217; troppo buttando in <em>caciara. </em>Gente che durante la sfilata si alza e cammina in passerella tra una modella e un&#8217;altra. Altri che sono in ritardo e invece di chiamare il PR e avvisare, decidono di sedersi nel bel mezzo di una catwalk. Non ci siamo New York&#8230;</p>



<p class="has-text-align-center">Ma per fortuna la Fashion Week non riguarda gli spettatori, ma lo spettacolo, quindi parliamo di quello. </p>



<p class="has-text-align-center">La giornata di moda si apre con <strong>Ulla Johnson</strong>, che decide di mettere in primo piano l&#8217;arte andando a ricoprire interi pannelli con alcuni dettagli del dipinto &#8220;Comet&#8221;, di Lee Krasner. Il dipinto è del 1970 e i pannelli rappresentavano il fulcro del set design dello show. Anche la collezione rimanda all&#8217;arte con capi dalle stampe audaci e colorate. Gli abiti presentano diversi volumi e silhouette sfilando una passerella mai noiosa. Forte della sua ispirazione all&#8217;arte, le diamo ottimi voti nella rappresentazione. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-24 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="467" height="700" data-id="26314" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-3_1.jpg" alt="New York" class="wp-image-26314" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-3_1.jpg 467w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-3_1-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 467px) 100vw, 467px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="467" height="700" data-id="26315" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-6_1.jpg" alt="New York " class="wp-image-26315" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-6_1.jpg 467w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-6_1-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 467px) 100vw, 467px" /></figure>
</figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center">Poi tocca al primo colosso della giornata: <strong>Off-White</strong>. </p>



<p class="has-text-align-center">Marchio americano, based in Milano con allo storico sfilate a Parigi, <strong>Off-White</strong> decide di tornare a New York per questa Fashion Week. Location più americana che mai: il Brooklyn Bridge Park&#8217;s Pier 2, sede di campi da basketball e pallamano. Al di là di questo, si ha una vista mozzafiato sui grattacieli di Manhattan. La vibe a inizio sfilata risulta coerente con quello che è lo stile del marchio: linee dritte, elementi sporstwear e capi colorblock. Andando avanti compaiono stampe e inserti che ci fanno inclinare la testa, in bene (spesso). Qualche dettaglio sembra preso qua e là da altri designer, ma chiudiamo un occhio. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-25 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="467" height="700" data-id="26316" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-4_1.jpg" alt="New York" class="wp-image-26316" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-4_1.jpg 467w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-4_1-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 467px) 100vw, 467px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="467" height="700" data-id="26317" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-5_1.jpg" alt="New York " class="wp-image-26317" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-5_1.jpg 467w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-5_1-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 467px) 100vw, 467px" /></figure>
</figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center">Con il caldo del pomeriggio arriva anche la sfilata di <strong>Jason Wu</strong>. Jason sfrutta la geometria presentando capi dalle linee dritte e precise. Presenti un <em>mix-and-match</em> di stampe e tessuti che riprendono il DNA dello stilista americano, che dal 2007 crea abiti per donne che non sono solo <em>fiercely fashionable</em>, ma sono anche potenti e femminili. Molto presente il plissettato che viene elaborato e inserito in diversi modi. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-26 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="1201" data-id="26320" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/jasonwu-ss25-9.jpg" alt="" class="wp-image-26320" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/jasonwu-ss25-9.jpg 800w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/jasonwu-ss25-9-480x721.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 800px, 100vw" /></figure>



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</figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center">In chiusura di giornata tocca a <strong>Tommy Hilfiger</strong> presentare la sua SS25. Ed è quadretti signori! Rosso, blu, bianco, strisce e feeling <em>collegiate preppy. </em>Tutto programmato, Hilfiger voleva portare in passerella una collezione totalmente in linea con i codici del brand. La sensazione è quella di una ricerca Pinterest sullo stile <em>old money</em>. Sicuramente in linea con l&#8217;etica del brand, sarà però in linea con la richiesta di mercato? Trench, jeans e cardigan con le iniziali. Un bel tuffo nel passato che forse potevamo evitare? Al di là di questo sentimento di nostalgia per i bei tempi andati, alcuni capi presentano delle semplici ma interessanti sovrapposizioni. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-27 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="467" height="700" data-id="26321" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-7_1.jpg" alt="" class="wp-image-26321" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-7_1.jpg 467w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-7_1-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 467px) 100vw, 467px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="467" height="700" data-id="26322" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-8_1.jpg" alt="" class="wp-image-26322" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-8_1.jpg 467w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-8_1-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 467px) 100vw, 467px" /></figure>
</figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center">A chiudere definitivamente la giornata di passerelle c&#8217;è <strong>Eckhaus Latta</strong>. Lo show non era chiaro se fosse una cena o una vera e proprio sfilata. Tenutosi in un loft a Tribeca ha lasciato tutti gli ospiti incuriositi e contenti. Per questa stagione il brand voleva utilizzare materiali semplici e giocarci in diversi modi. Ecco che la collezione si compone di diversi capi che se visti appesi darebbero filo da torcere a chi in cerca di spiegazioni sul come indossarli. Divertente, no? Molta la maglieria ed effettivamente con le silhouette e i tessuti si è giocato molto, dando vita a una collezione semplice nella resa dei conti, ma molto interessante e semplice da indossare. Detto questo, i look sono qualcosa di già visto e con forse un po&#8217; di confusione per quanto riguarda il mood generale. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-28 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="467" height="700" data-id="26323" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-2_1.jpg" alt="" class="wp-image-26323" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-2_1.jpg 467w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-2_1-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 467px) 100vw, 467px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="467" height="700" data-id="26324" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp_1.jpg" alt="" class="wp-image-26324" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp_1.jpg 467w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp_1-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 467px) 100vw, 467px" /></figure>
</figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center">Il terzo giorno di New York Fashion Week quindi mantiene la sua vibe di <em>concrete jungle </em>con diverse collezioni che fanno avanti e indietro tra trend e stagioni. La medaglia di collezione della giornata la darei a Jason Wu, che elabora la sua visione dando vita a capi molto interessanti. Stellina d&#8217;oro anche per Ulla Johnson che ha presentato un concept accattivante che è riuscita a mantenere anche nella sua collezione. </p>



<p class="has-text-align-center">Cartellino giallo invece per gli invitati. Ragazzi, <em>behave!</em></p>
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		<title>La Fashion Week di New York procede in silenzio</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/09/08/la-fashion-week-di-new-york-procede-in-silenzio/</link>
					<comments>https://www.adlmag.it/2024/09/08/la-fashion-week-di-new-york-procede-in-silenzio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Zuccotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Sep 2024 14:17:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[Day 2]]></category>
		<category><![CDATA[New York Fashion Week]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il secondo giorno di New York Fashion Week si chiude senza particolari colpi di scena. Silenziosamente la moda newyorkese continua e in pochi ne parlano. Sarà che a noi italiani quel gusto un po&#8217; americano non è mai piaciuto. Ma chissà coma mai quest&#8217;anno della settimana della moda di New York si sente così poco [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il secondo giorno di New York Fashion Week si chiude senza particolari colpi di scena. Silenziosamente la moda newyorkese continua e in pochi ne parlano.</h2>



<p class="has-text-align-center">Sarà che a noi italiani quel gusto un po&#8217; americano non è mai piaciuto. Ma chissà coma mai quest&#8217;anno della <a href="http://New York Day 2">settimana della moda</a> di New York si sente così poco parlare. Il calendario è ricco, ma orfano di quei nomi altisonanti che permettono l&#8217;audience al di fuori delle filiere del fashion system. Ed ecco allora che gli show, fatti di abiti e non di performance rutilanti, non attecchiscono sul web. Forse anche la vicinanza con il red carpet veneziano non ha giovato alla fama, almeno nel Belpaese, della moda newyorkese eppure qualcosa è successo!</p>



<p class="has-text-align-center">New York torna all&#8217;essenza. Le forme degli abiti, spesso argute, morbide oppure scultoree, predominano in passerella. Lasciando a chi non sa parlare con i capi location mozzafiato e grandi coup de théâtre. Insomma New York torna a dialogare con la moda. Soprattutto con quella proposta dalle nuove generazioni. Da Patricio <strong>Campillo</strong>, primo show della giornata, abiti tinti di tramonto sono arricchiti da dettagli tridimensionali. Lo stilista messicano, sulle note di &#8220;<em>Que No Quelle Huella</em>&#8221; reinterpreta il look del <em>charro </em>in chiave metropolitana. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-29 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="26294" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-13-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26294" /><figcaption class="wp-element-caption">Campillo</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="26295" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-14-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26295" /><figcaption class="wp-element-caption">Campillo</figcaption></figure>
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<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background is-style-dots" />



<p class="has-text-align-center">Tra gli show più interessanti della giornata c&#8217;è, sicuramente, quello di <strong>Tibi</strong>. Il brand indaga sul senso della formalità proponendone una nuova veste più contemporanea. I singoli pezzi sono studiati nei minimi dettagli, laddove si nasconde l&#8217;originalità di uno show che potrebbe risultare banale.In effetti, ad un Primio sguardo, i look sembrano essere estremamente noiosi, ma la bellezza si nasconde nei dettagli. Bottoni applicati sul bavero della giacca, che ne permettono una nuova chiusura. Passanti da cintura posizionati sul fondo di maxi pull ed e zip al centro dei pantaloni rendono ogni look un ingegnoso mondo tutto da scoprire. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-30 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="26296" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-16-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26296" /><figcaption class="wp-element-caption">Tibi</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="26297" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-15-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26297" /><figcaption class="wp-element-caption">Tibi</figcaption></figure>
</figure>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background is-style-dots" />



<p class="has-text-align-center">E con tutto questo sguardo al futuro non può mancare un tuffo nel passato. È il brand Who decide war a catapultare il pubblico della Grande Mela nell&#8217;epoca vittoriana. Antica corsetteria, veli ed imponenti sottogonne si vestono di innata novità. Quella di Who decide far è una collezione dall&#8217;aria quasi futurista, apocalittica. Invece si tratta di un attento occhio clinico ad un passato, a volte, più moderno del presente.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-31 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="26301" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-18-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26301" /><figcaption class="wp-element-caption">Who decide war</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="26302" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-19-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26302" /><figcaption class="wp-element-caption">Who decide war</figcaption></figure>
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<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background is-style-dots" />



<p class="has-text-align-center">All&#8217;effetto wow non rinuncia Palomo Spain con una collezione che grida assurdità da tuti i pori. Una mosca bianca in questa New York così delicata e sottotono. Piume, pellicce, borchie e paillettes. Da palmo si respira tutto l&#8217;effetto wow sorprendente che mancava, nel bene o nel male, negli altri show. E infine come non concludere con Sergio Hudson. L&#8217;apoteosi dello stile americano nella sua declinazione più pura e glamour. Paillettes e completi dal taglio fitte compongono il guardaroba della perfetta donna americana.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-32 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="26303" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-20-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26303" /><figcaption class="wp-element-caption">Palomo Spain</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="26300" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-17-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26300" /><figcaption class="wp-element-caption">Sergio Hudson</figcaption></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center">Foto: Vogue</p>
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		<title>La moda è politica: comincia la New York fashion week</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/09/07/la-moda-e-politica-comincia-la-new-york-fashion-week/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Pietro Zuccotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Sep 2024 12:55:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[Day 1]]></category>
		<category><![CDATA[New York Fashion Week]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>New York inaugura il fashion month. Fermento politico, nuovi e vecchi nomi si alternano nella Grande Mela. Come di consueto è la Grande Mela a dare il la al mese dedicato alla moda. Il primo giorno di New York fashion week è un&#8217;aternarsi di nomi storici e nuove leve del fashion system. D&#8217;altronde New York [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">New York inaugura il fashion month. Fermento politico, nuovi e vecchi nomi si alternano nella Grande Mela.</h2>



<p class="has-text-align-center">Come di consueto è la Grande Mela a dare il <em>la</em> al mese dedicato alla moda. Il primo giorno di New York fashion week è un&#8217;aternarsi di nomi storici e nuove leve del fashion system. D&#8217;altronde New York è la terra delle opportunità, dove tutto può cambiare. La favola del sogno americano che, negli ultimi tempi, non gode di ottima salute. In una città in fermento per le elezioni politiche anche la moda scende in campo. Ad aprire la settimana della moda, infatti, non è una sfilata come ce la aspetteremmo bensì un corteo. La moda scende in piazza con &#8220;<a href="https://www.adlmag.it/2024/09/07/fashion-for-our-future/">Fashion for our future</a>&#8220;. Una parata organizzata da Vogue insieme al CFDA (Council of Fashion Designers of America) per incoraggiare i cittadini americani a recarsi alle urne. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-33 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="688" height="1024" data-id="26240" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/WhatsApp-Image-2024-09-07-at-11.10.17-3-688x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-26240" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/WhatsApp-Image-2024-09-07-at-11.10.17-3-688x1024.jpeg 688w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/WhatsApp-Image-2024-09-07-at-11.10.17-3-480x715.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 688px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="890" height="593" data-id="26242" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/WhatsApp-Image-2024-09-07-at-11.10.17.jpeg" alt="" class="wp-image-26242" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/WhatsApp-Image-2024-09-07-at-11.10.17.jpeg 890w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/WhatsApp-Image-2024-09-07-at-11.10.17-480x320.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 890px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Fashion for our future</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="890" height="588" data-id="26238" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/WhatsApp-Image-2024-09-07-at-11.10.17-4.jpeg" alt="" class="wp-image-26238" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/WhatsApp-Image-2024-09-07-at-11.10.17-4.jpeg 890w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/WhatsApp-Image-2024-09-07-at-11.10.17-4-480x317.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 890px, 100vw" /></figure>
</figure>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background is-style-dots" />



<p class="has-text-align-center">E se si parla di impegno politico non ci si può dimenticare del supporto alle nuove generazioni. Ad aprire il calendario di sfilate, con grande gioia, è una giovane designer: <strong>Grace Ling</strong>. La sua moda sostenibile e zero waste propone una donna guerriera in un&#8217;atmosfera post apocalittica. Abiti sdruciti, pochi colori, dettagli metallici. La moda di Ling è futuro, un futuro distopico, ma estremamente elegante. Punto vita segnato ed unghie affilate pronte ad affrontare il mondo. È &#8220;Neanderthal&#8221; il titolo della collezione a metà tra un passato lontanissimo ed un futuro tutto da ricostruire. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-34 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="26249" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-9-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26249" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="26250" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-8-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26250" /><figcaption class="wp-element-caption">Grace Ling</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="26251" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-7-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26251" /></figure>
</figure>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background is-style-dots" />



<p class="has-text-align-center">Continua la moda newyorkese con sfilate che si contrappongono per estetica e si sovrappongono per genialità. Da un lato la moda sconvolgente di <strong>Collina Strada</strong>, dall&#8217;altro la bellezza mozzafiato di maison <strong>Alaia</strong>. Collina ci ha abituato a Show che lasciano senza parole e, anche quest&#8217;anno non è stata da meno. Tra modelle che fanno acrobazie nel prato e borse a forma di iguana la sfilata di collina strada è un inclusivo caos di originalità. Se da un lato il genio sta nel caos, all&#8217;opposto la genialità si legge nella pulizia. Come sempre maison Alaia stupisce con slhoutte originali. Abiti scultorei di una bellezza disarmante. Raffinata ed elegante la sfilata di Alaia è un respiro di raffinatezza contemporanea che ci allontana dagli orrori del mondo. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-35 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="26252" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-10-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26252" /><figcaption class="wp-element-caption">Alaia</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="26253" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-12-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26253" /><figcaption class="wp-element-caption">Collina Strada</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="26254" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/temp-11-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26254" /><figcaption class="wp-element-caption">Alaia</figcaption></figure>
</figure>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background is-style-dots" />



<p class="has-text-align-center">Menzione d&#8217;onore per lo show di <strong>Willy Chavarria</strong>: América. In un cantiere polveroso sfila una collezione dedicata alle minoranze che popolano il paese. Su ogni posto a sedere una copia della Costituzione Ameircana come monito d quello che dovrebbe essere il famoso sogno americano. In passerella le subcultura, anche estetico, delle minoranze americane sfilano con l supporto di Adidas. A rendere ancora più forte il messaggio lanciato è la scelta della location nel centro di Wall Street&#8230;ça va sans dire.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-36 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="666" height="1000" data-id="26256" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/8297.jpg" alt="" class="wp-image-26256" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/8297.jpg 666w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/8297-480x721.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 666px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Willy Chavarria</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="26257" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/chavarria0059-654612-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26257" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/chavarria0059-654612-683x1024.jpg 683w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/chavarria0059-654612-480x720.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 683px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Willy Chavarria</figcaption></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center">Foto: Vogue</p>
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		<title>La sensualità raffinata di LaQuan Smith</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2023/09/14/laquan-smith/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Benedetta Capone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Sep 2023 18:34:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[Lang Smith]]></category>
		<category><![CDATA[New York Fashion Week]]></category>
		<category><![CDATA[SS24]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.adlmag.it/?p=11111</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una collezione per adulti e sexy, quella di LaQuan Smith presentata durante la New York fashion week, che ha esaltato la sensualità femminile. La donna portata in scena, dall&#8217;ormai prestigioso brand, è forte, decisa e molto sexy, pronta a conquistare tutti! La collezione SS24 di Laquan Smith è fatta per una donna in movimento, dinamica, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Una collezione per adulti e sexy, quella di LaQuan Smith presentata durante la New York fashion week, che ha esaltato la sensualità femminile. La donna portata in scena, dall&#8217;ormai prestigioso brand, è forte, decisa e molto sexy, pronta a conquistare tutti!</strong></h3>



<p>La collezione SS24 di Laquan Smith è fatta per una donna in movimento, dinamica, che corre da un appuntamento all&#8217;altro. L&#8217;estetica di Smith è sempre stata incredibilmente sexy, sua cifra distintiva, ma per la sua ultima offerta, ha optato per un percorso elevato, vestendo modelli in body a rete e offrendo orli variabili per la versatilità.</p>



<p>“Like Michelle Pfeiffer in&nbsp;<em>Scarface</em>,”&nbsp;dice Smith, mentre le sue donne calcano la passerella con silhouette nettamente strutturate, tessuti trasparenti e abiti da sera. I pantaloncini corti metallici sono abbinati a bottoni oversize, mentre i finti dolcevita sono indossati con micro gonne. I jeans, generosamente larghi, dotati di cerniere intorno al ginocchio, sono accostati a provocatori top a cotta di maglia, catturando perfettamente la sensualità sovversiva di Laquan Smith in questa stagione. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/smith-sfilata-683x1024.webp" alt="LaQuan Smith SS24" class="wp-image-11113" /></figure>



<p>La collezione di Smith è solo per i più audaci: tra top senza capezzoli, pantaloncini ultra corti e mini abiti metallici futuristici. La donna LaQuan è pronta a prendere il controllo del mondo, e non solo. A padroneggiare l&#8217;intero show sono i tessuti trasparenti e metallici, seguiti dalla pelle screpolata e dal denim.</p>



<p>A chiudere lo spettacolo è stato un abbagliante abito argento rugoso con una scollatura profonda e un&#8217;ampio orlo, che ha incarnato la stessa energia con cui Michelle Pfeiffer corre giù per le scale per incontrare Tony Montana.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/smith-sfilata-8-683x1024.webp" alt="LaQuan Smith SS24" class="wp-image-11114" /></figure>



<p>&#8220;Sto lavorando sodo e spero davvero che le persone possano riceverlo e capire cosa c&#8217;è nella mia testa. &#8220;Spero solo che chi si innamori di questo voglia far parte di questa fantasia&#8221;, ha detto Smith. Anche lui consapevole dell&#8217;audacia dietro la sua ultima collezione. &#8220;Ma in entrambi i casi, non è per tutti&#8221;. Non lo è, e proprio questo dovrebbe essere il punto. La moda non è per tutti, alle spalle di ogni sfilata dovrebbe esserci una storia, un racconto dei giorni d&#8217;oggi. A differenza di alcuni dei suoi contemporanei, LaQuan Smith  ha rappresentato una donna sicura e fiera della sua sensualità, per una volta l&#8217;essere sexy diventa un punto di forza e non a sfavore. Soprattutto in un periodo in cui la donna viene oggettivata per la sua estetica. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/smith-sfilata-7-683x1024.webp" alt="LaQuan Smith SS24" class="wp-image-11115" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/smith-sfilata-6-683x1024.webp" alt="LaQuan Smith SS24" class="wp-image-11116" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/smith-sfilata-5-683x1024.webp" alt="LaQuan Smith SS24" class="wp-image-11117" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/smith-sfilata-4-683x1024.webp" alt="LaQuan Smith SS24" class="wp-image-11118" /></figure>



<p>Foto: Vogue Runway</p>
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		<title>Preistoria glamour firmata Area</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2023/09/13/area-nyfw/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Pietro Zuccotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Sep 2023 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[Area]]></category>
		<category><![CDATA[New York Fashion Week]]></category>
		<category><![CDATA[NYFW]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra la noia mortale delle passerelle newyorkesi sfila Area. Una boccata di aria fresca che propone una reinterpretazione contemporanea dei primordi dell&#8217;umanità. Preistoria 2.0 Calca la passerella a New York l&#8217;autunno inverno di Area che indaga i primordi dell&#8217;abbigliamento. Tornando indietro nel tempo, alla preistoria, in una collezione ironicamente titolata &#8220;Flinstone Couture&#8221;. Area si interroga [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Tra la noia mortale delle passerelle newyorkesi sfila Area. Una boccata di aria fresca che propone una reinterpretazione contemporanea dei primordi dell&#8217;umanità.</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Preistoria 2.0</h3>



<p>Calca la passerella a New York l&#8217;autunno inverno di Area che indaga i primordi dell&#8217;abbigliamento. Tornando indietro nel tempo, alla preistoria, in una collezione ironicamente titolata &#8220;Flinstone Couture&#8221;. Area si interroga sul senso stesso del vestire rendendo cool e glamour il mondo preistorico. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="822" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/Snapinsta.app_376027193_18382495321048169_770096112734770222_n_1080-822x1024.jpg" alt="" class="wp-image-11025" /></figure>



<figure class="wp-block-video"><video height="1920" style="aspect-ratio: 1080 / 1920;" width="1080" controls src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/Snapinsta.app_video_10000000_742815204275425_9022556455415511196_n.mp4"></video></figure>



<p>Da sempre l&#8217;abito è molto di più che un semplice indumento atto a coprire il corpo. Già dalla preistoria si è caricato di significati simbolici e di una religiosa sacralità. Proprio di questo si occupa l&#8217;autunno inverno di Area che reinterpreta le vesti degli sciamani preistorici in chiave camp. Lunghe cappe e maschere ricoperte di swarovski sono  i <em>must have</em> dello sciamano 2.0 secondo Area. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="822" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/Snapinsta.app_375966696_18382495312048169_4213901097770694846_n_1080-822x1024.jpg" alt="" class="wp-image-11026" /></figure>



<p>I paradigmi del guardaroba dell&#8217;uomo preistorico, quali pelliccia e gioielli in osso, sono ripresi alla perfezione da Area. Così in passerella sfilano enormi pellicce, dettagli in osso ricoperti di brillanti e abiti che paiono graffiati da chissà quale bestia feroce. Sexy e grintose le donne di Area calcano la passerella con l&#8217;attitude di amazzoni fiere e pronte a tutto. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="822" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/Snapinsta.app_376036418_18382495303048169_1029618877269223197_n_1080-822x1024.jpg" alt="" class="wp-image-11027" /></figure>



<p>Nulla è lasciato al caso, ogni minimo dettaglio è giocato in modo da regalare la perfetta suggestione allo spettatore catapultato in una preistoria glamour e luccicante. Su forme rigorose e classiche esplode la forza del colore che regala alla collezione un immaginario incantato pur mantenendo una certa dimensione di cupa malinconia, quasi di terrore.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="822" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/Snapinsta.app_375836427_18382495258048169_3994813526704123986_n_1080-822x1024.jpg" alt="" class="wp-image-11028" /></figure>



<h4 class="wp-block-heading">Ieri o domani?</h4>



<p>Giunti a questo punto sorge un&#8217;importante questione: Area starà reinterpretando il passato o descrivendo il futuro? In un mondo che pare essere ad un passo dal collasso questa collezione può avere differenti chiavi di lettura. Non solo il reinterpretare il vecchio come monito per comprendere e ricordare dove tutto ebbe inizio, ma, anche, descrivere il futuro. Siamo certi che la collezione al posto di riscrivere il passato non stia, al contrario, registrando il futuro? Uno scenario post-apocalittico camuffato sapientemente dallo splendore dei cristalli swarovski.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="822" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/Snapinsta.app_375869915_18382495273048169_8699601246482003852_n_1080-822x1024.jpg" alt="" class="wp-image-11029" /></figure>



<figure class="wp-block-video"><video height="1920" style="aspect-ratio: 1080 / 1920;" width="1080" controls src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/Snapinsta.app_video_45329173_1852147288516115_2397483356765352641_n.mp4"></video></figure>



<p>L&#8217;autunno inverno di Area ha tutte le carte in regola per essere la collezione più cool della stagione. Ciò che vorremo vedere sui prossimi red carpet sono proprio cose come queste e non di certo la noia dilaniante di Venezia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="822" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/Snapinsta.app_376057797_18382495243048169_3094752920347489527_n_1080-822x1024.jpg" alt="" class="wp-image-11030" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="822" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/Snapinsta.app_376227091_18382495216048169_2135447272854440202_n_1080-822x1024.jpg" alt="" class="wp-image-11031" /></figure>



<p>foto: instagram @area</p>
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		<title>La feroce donna Khaite</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2023/09/12/khaite/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Benedetta Capone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Sep 2023 18:28:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[Catherine Holstein]]></category>
		<category><![CDATA[Khaite]]></category>
		<category><![CDATA[New York Fashion Week]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Protagonista della quinta giornata della fashion week newyorkese, una donna d&#8217;acciaio, che sa quel che vuole. Di chi stiamo parlando? Ma ovviamente di Catherine Holstein, che con la sua collezione SS24, ha portato in scena un femminismo contemporaneo in chiave minimal. Il brand da sempre si è contraddistinto per la sua bravura nell&#8217; esaltare un&#8217;eleganza [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Protagonista della quinta giornata della fashion week newyorkese, una donna d&#8217;acciaio, che sa quel che vuole. Di chi stiamo parlando? Ma ovviamente di Catherine Holstein, che con la sua collezione SS24, ha portato in scena un femminismo contemporaneo in chiave minimal.</h2>



<p>Il brand da sempre si è contraddistinto per la sua bravura nell&#8217; esaltare un&#8217;eleganza timeless, senza mai cadere nell&#8217;eccesso. Un marchio pensato e creato per le it-girl newyorkesi. E&#8217; nell&#8217;ampia Park Avenue Armory che ha preso forma la sfilata di Khaite, la quale aveva una sola parola chiave: ferocia. </p>



<p>Questa volta a padroneggiare la passerella non era solo il fascino minimal, ma anche e soprattutto la donna. Donna in quanto madre e lavoratrice. La storia scritta e raccontata da Catherine è una celebrazione dell&#8217;indipendenza che le donne sono riuscite ad ottenere nel corso dei secoli. Indipendenza nella vita, nell&#8217;amore e nella carriera. E per mantenere solida questa indipendenza c&#8217;è bisogno di molta ferocia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/Khaite-2-683x1024.webp" alt="Khaite sfilata new york" class="wp-image-10981" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/khaite-9-683x1024.webp" alt="Khaite sfilata new york" class="wp-image-10975" /></figure>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“ Per tutto quello che sta succedendo nel mondo e in America. Alle donne stanno accadendo cose che non vedevamo da molto, moltissimo tempo. Quindi, per comportarsi come donna indipendente, si deve mostrare vera ferocia, determinazione e grande vivacità, essere tagliente&#8221;. </p>
<cite>Catherine Holstein</cite></blockquote>



<p>Una collezione interamente pensata per le donne in carriera e non, che vogliono essere sempre alla moda, ma comode. L&#8217;idea di Catherine era quella di creare dei look per tuti i giorni e per tutte le occasioni. Adatti alla vita indaffarata della donna newyorkese, che da una riunione, va a un aperitivo a una cena, senza mai passare per casa. </p>



<p>A sfilare un dualismo tra duro e morbido, tra dolce e tagliente. Un dialogo tra due sfaccettature della donna. A fluttuanti camicette in seta e lunghi vestiti semitrasparenti, si alternano trench dalle spalline imbottite, blazer sartoriali e over bomber di pelle. Insomma un botta e risposta che ci ricorda che possiamo essere feroci senza perdere il nostro lato tenero.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/khaite-8-683x1024.webp" alt="Khaite sfilata new york" class="wp-image-10973" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/khaite-5-683x1024.webp" alt="Khaite sfilata new york" class="wp-image-10970" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/khaite-3-683x1024.webp" alt="Khaite sfilata new york" class="wp-image-10968" /></figure>



<p>Ad impreziosire gli outfit minimal di Khaite è stata la cura nei dettagli. Borse a tracolla e enormi borsoni, scarpe sesuali e dècolletè. Tutti pensati e sensati, secondo la vita frenetica di una donna. Ma sicuramente l&#8217;accessorio più particolare è stata la cintura con la fibbia in ottone a mani giunte che punteggiava molti look.</p>



<p>Si sa il troppo stroppia&#8230; e lo show di Khaite è stato uno schiaffo morale in un periodo in cui la stravaganza e i micro trend hanno la meglio sulla classe e l&#8217;eleganza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/khaite-1-683x1024.webp" alt="Khaite sfilata new york" class="wp-image-10967" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/khaite-6-683x1024.webp" alt="" class="wp-image-10966" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/khaite-11-683x1024.webp" alt="" class="wp-image-10983" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/khaite-15-683x1024.webp" alt="" class="wp-image-10984" /></figure>



<p>Foto: Vogue Runway</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2023/09/12/khaite/">La feroce donna Khaite</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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