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		<title>Serate da dimenticare: perché ci piace distruggerci?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Natalia Marchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2026 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[Culture]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché ogni occasione di festa deve trasformarsi in un pretesto per ridursi nelle peggiori condizioni possibili? Stasera è Halloween e, mentre probabilmente qualcuno si sta già travestendo per una serata da paura, io mi sono posta una domanda: ma perché a noi ragazzi piace così tanto distruggerci? Facendo qualche ricerca su Internet, ho capito che [&#8230;]</p>
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<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Perché ogni occasione di festa deve trasformarsi in un pretesto per ridursi nelle peggiori condizioni possibili? Stasera è Halloween e, mentre probabilmente qualcuno si sta già travestendo per una serata da paura, io mi sono posta una domanda: ma perché a noi ragazzi piace così tanto distruggerci?</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Facendo qualche ricerca su Internet, ho capito che non si tratta quasi mai di un’unica causa, ma che entra in gioco un mix di fattori sociali e psicologici tipici della giovinezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">È tutta colpa del nostro cervello?</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Partiamo dalla prima categoria, ovvero quella che riguarda il nostro povero cervello, <strong>sempre “overstimulated”</strong>.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In primis, durante la giovinezza la corteccia prefrontale è ancora in fase di maturazione. Questa è proprio la zona del nostro piccolo cervello che ci aiuta a controllare gli impulsi, a formulare giudizi e a valutare bene i rischi. Insomma, diciamo che non sempre ci aiuta a prendere le decisioni migliori.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Sempre rimanendo nella categoria dei fattori cerebrali, abbiamo la continua ricerca di dopamina. Lo sapevi che il nostro cervello, soprattutto durante la giovinezza, è particolarmente sensibile alla gratificazione immediata e alla novità?<strong> Ed è anche per questo che siamo spinti a cercare sensazioni forti, senza pensare troppo alle conseguenze del giorno dopo.</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Io non lo sapevo e ora mi spiego, o meglio, mi giustifico tante cose…</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="735" height="451" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2843-1.jpg" alt="" class="wp-image-68474" style="width:592px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2843-1.jpg 735w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2843-1-480x295.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 735px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Come farsi applaudire per la cagata del secolo? </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Per non parlare delle dinamiche sociali, che forse sono le peggiori.</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il cosiddetto “effetto branco”: normalizziamo i comportamenti estremi e magari, se siamo noi a metterli in pratica, veniamo pure lodati. Chiunque, ovviamente, vorrebbe essere lodato dopo aver fatto la cagata del secolo.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>La FOMO,</strong> ovvero la paura di perdersi qualcosa e di essere esclusi. Col cavolo che passo per quella noiosa, io voglio essere la più divertente delle serate che si organizzano.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Passiamo poi al rito di passaggio, perché c’è sempre qualcuno pronto a dirti: «Tu sei astemio? Ma che noia…». Come se per divertirsi fosse obbligatorio bere.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Poi abbiamo le cosiddette valvole di sfogo. Questa categoria è quella che accomuna di più noi giovani.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Quante volte abbiamo detto, magari prima di andare a un appuntamento o di fare qualcosa che richiedesse un po’ di “coraggio”:<strong> «Mi faccio uno shottino»? Io tante.</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Diciamolo tutti insieme: questa è l’ansia sociale, la nostra migliore amica, anche se in realtà penso che molte volte sia lei ad avere paura di me.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Per non parlare dello stress accumulato dalla scuola, dall’università, dal lavoro e dai problemi personali. E quindi qual è il modo migliore per evadere dalla realtà e spegnere il cervello per qualche ora? Ovviamente, bere. fare serate. O almeno, è quello che spesso ci piace raccontarci.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="720" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2836-1.jpg" alt="" class="wp-image-68471" style="width:584px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2836-1.jpg 720w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2836-1-480x480.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 720px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">L’Arte di prepararsi a una serata disastrosa </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ok, ora che vi ho fatto una piccola introduzione sui diversi fattori che ci portano a sfasciarci, arrivo a un’altra domanda: ma quanta preparazione ci vuole dietro a una serata pazzerella?</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">E per pazzerella io sto parlando dell’incubo delle “clean girl”: alcol, trucco rovinato, un hangover che neanche in Una notte da leoni e vuoti di memoria che ti ricorderanno le amiche la mattina dopo, mentre tu penserai: «Che imbarazzo». Anche se, a pensarci bene, non ricordarsi interi pezzi della serata non è proprio una cosa su cui scherzare.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Certo, ci sono quelle volte in cui magari pensi: «Massì, esco per qualche oretta, mi faccio una serata in completo relax». E poi, completamente random, ti ritrovi a tornare alle cinque della mattina ridotta a una pezza.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Però, la maggior parte delle volte, e sono sicura che lo dici pure tu, prima del weekend o di una serata esce questa frase: «Stasera mi voglio ridurre malissimo, ho proprio voglia di bere». Una di quelle frasi che, già mentre le pronunci, dovrebbero farti riflettere sulle tue intenzioni.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ovviamente ci si organizza per fare un preserata a casa, con le amiche. Tra musica, trucco e parrucco, come da copione, spunta anche una bella bottiglia di gin.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Per me poi la serata si potrebbe concludere anche così, perché si sa che la parte più bella è proprio questa: la decisione dell’outfit, le foto prima di uscire e la “TikTok session”, la mia preferita, dove tu sei lì, contenta e un po’ alticcia, che ti sbellichi dalle risate a fare la fighetta con le tue amiche.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="313" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2837-1.jpg" alt="" class="wp-image-68472" style="width:599px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2837-1.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2837-1-480x300.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La discoteca: dove la dignità viene lasciata al guardaroba</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il durante è piuttosto banale, nulla di troppo sconvolgente sul momento… si arriva in discoteca e da lì comincia una successione di eventi che, in condizioni normali, preferiremmo evitare.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Figuracce, balli improbabili, conversazioni non richieste con perfetti sconosciuti e qualche tentativo di socializzare forse un po’ troppo insistente. Ovviamente non ti si avvicina neanche un ragazzo, perché lo spettacolo che stai offrendo è qualcosa a cui sarebbe meglio non assistere.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Tra un drink e l’altro si arriva alla fine della serata, quando l’unico desiderio è tornare a casa, possibilmente senza rotolare.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="924" height="1024" data-id="68476" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2834-924x1024.jpg" alt="" class="wp-image-68476" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="68477" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2835-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-68477" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="424" data-id="68475" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2841-1.jpg" alt="" class="wp-image-68475" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2841-1.jpg 640w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2841-1-480x318.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 640px, 100vw" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il post serata: Kebab o Bagno?</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Secondo me, il post serata può prendere soltanto due direzioni.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nella prima, quella tutto sommato più dignitosa, alla fine di queste serate ti ritrovi a mangiare un kebab alle cinque del mattino, ripensando a tutte le cadute, le figuracce e le decisioni discutibili prese durante la notte.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Magari cercando anche di ricostruire gli avvenimenti con le tue amiche, come se foste delle investigatrici sulla scena del crimine.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La seconda possibilità, invece, ve la lascio immaginare. Diciamo soltanto che la serata si conclude in bagno e che, improvvisamente, tutte quelle grandi idee, di serate, avute qualche ora prima non sembrano più così geniali.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="483" height="750" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2844-1.jpg" alt="" class="wp-image-68481" style="width:325px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2844-1.jpg 483w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2844-1-480x745.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 483px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dolcetto, scherzetto o Hangover?</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Insomma, tra dopamina, FOMO, ansia sociale e decisioni discutibili, forse abbiamo capito perché a noi ragazzi piace così tanto sfasciarci. O almeno, abbiamo trovato qualche spiegazione per tutte quelle serate che sarebbe stato meglio concludere un po’ prima.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Quindi, stasera è Halloween e, tra costumi e feste, speriamo che l’unica cosa davvero spaventosa sia il nostro trucco a fine serata. </strong>In tutti i sensi. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="595" height="396" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2831.jpg" alt="" class="wp-image-68465" style="aspect-ratio:1.5025599568849366;width:592px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2831.jpg 595w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_2831-480x319.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 595px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">crediti foto: pinterest </p>
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		<title>Nessuno ama Halloween come Heidi Klum</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/10/31/nessuno-ama-halloween-come-heidi-klum/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Greta Liberatoscioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2026 12:03:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[ADL MAG]]></category>
		<category><![CDATA[halloween]]></category>
		<category><![CDATA[Heidi Klum]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di tutti i -ween che il world wide web etichetta, è il suo quello di cui non possiamo fare a meno: l’Heidiween di Heidi Klum, oggi, alla sua ventiseiesima edizione Se il primo novembre segna, sul calendario del web, il risveglio di Mariah Carey dal suo annuale letargo con conseguente incoronazione a regina delle feste, [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Di tutti i <em>-ween</em> che il world wide web etichetta, è il suo quello di cui non possiamo fare a meno: l’Heidiween di Heidi Klum, oggi, alla sua ventiseiesima edizione</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Se il primo novembre segna, sul calendario del web, il risveglio di Mariah Carey dal suo annuale letargo con conseguente incoronazione a regina delle feste, la notte che precede il prorompente ed indiscusso ritorno di <em>All I Want For Christmas Is You</em> ai vertici delle classifiche musicali appartiene a qualcun altro. <strong>Ad Heidi Klum e al suo attesissimo Heidiween, naturalmente</strong>.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Heidiween è il nome con cui è ormai conosciuta la celebre festa di Halloween organizzata da Heidi Klum, supermodella tedesca e personaggio televisivo, che dal 2000 riunisce a New York alcune delle personalità più note dello star system in occasione della vigilia di Ognissanti. Un appuntamento diventato nel tempo una vera e propria tradizione: immancabile quanto il parente che non vuoi vedere al cenone di Natale, di buon auspicio come l’intimo rosso a Capodanno. Insomma, <strong>è all’arrivo dell’invito per l’Heidiween che puoi dire di avercela fatta davvero.</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Tuttavia, per quanto esso possa rappresentare un traguardo, nessuno aspetta il 31 ottobre soltanto per il party. Tutto punta ad altro. Ad una sola domanda: <strong>in cosa si trasformerà Heidi Klum quest’anno?</strong> </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Trasformazione, sì, perché è di questo che si tratta. Non di costume, non di maschera, né di travestimento. Attraverso un make-up prostetico senza precedenti e un lavoro di body transformation che coinvolge ogni centimetro del corpo – e che dura ore, Heidi diventa letteralmente irriconoscibile. È stata un verme, E.T. , l’immagine fedele del sistema muscolare – o meglio, un cadavere scuoiato. È stata tutto ciò che, forse, nessuno ha mai avuto il coraggio di essere.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In attesa di scoprire quale sarà la metamorfosi di quest&#8217;anno, <strong>ecco alcune delle più memorabili.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">2001, Lady Godiva</h2>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="686" data-id="68528" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-121105-1024x686.png" alt="" class="wp-image-68528" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-121105-980x551.png 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-121105-480x270.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>
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<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">2003, Alieno dorato</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="569" height="854" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-122224-edited.png" alt="" class="wp-image-68538" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-122224-edited.png 569w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-122224-edited-480x720.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 569px, 100vw" /></figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">2008, Dea Kali</h2>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="554" height="852" data-id="68539" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-122812-edited.png" alt="" class="wp-image-68539" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-122812-edited.png 554w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-122812-edited-480x738.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 554px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="562" height="849" data-id="68540" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-123007-edited.png" alt="" class="wp-image-68540" role="none" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-123007-edited.png 562w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-123007-edited-480x725.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 562px, 100vw" /></figure>
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<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">2009, Corvo</h2>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="681" height="840" data-id="68542" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-123304-edited.png" alt="" class="wp-image-68542" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-123304-edited.png 681w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-123304-edited-480x592.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 681px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="565" height="864" data-id="68543" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-123406-edited.png" alt="" class="wp-image-68543" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-123406-edited.png 565w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-123406-edited-480x734.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 565px, 100vw" /></figure>
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<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">2011, Cadavere</h2>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="625" height="849" data-id="68544" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-123535-edited.png" alt="" class="wp-image-68544" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-123535-edited.png 625w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-123535-edited-480x652.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 625px, 100vw" /></figure>



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<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">2013, Versione anziana di sé stessa</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="645" height="862" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-123913-edited.png" alt="" class="wp-image-68546" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-123913-edited.png 645w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-123913-edited-480x641.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 645px, 100vw" /></figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">2015, Jessica Rabbit</h2>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="531" height="856" data-id="68547" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-124055-edited.png" alt="" class="wp-image-68547" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-124055-edited.png 531w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-124055-edited-480x774.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 531px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="561" height="858" data-id="68548" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-124134-edited.png" alt="" class="wp-image-68548" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-124134-edited.png 561w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-124134-edited-480x734.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 561px, 100vw" /></figure>
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<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">2016, I suoi cloni</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="668" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-124246-edited-1024x668.png" alt="" class="wp-image-68560" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-124246-edited-980x639.png 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-124246-edited-480x313.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">2018, Fiona</h2>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="582" height="852" data-id="68549" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-124518-edited.png" alt="" class="wp-image-68549" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-124518-edited.png 582w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-124518-edited-480x703.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 582px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="570" height="850" data-id="68550" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-124542-edited.png" alt="" class="wp-image-68550" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-124542-edited.png 570w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-124542-edited-480x716.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 570px, 100vw" /></figure>
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<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">2019, Alieno</h2>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-8 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="571" height="858" data-id="68551" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-124749-edited.png" alt="" class="wp-image-68551" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-124749-edited.png 571w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-124749-edited-480x721.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 571px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="591" height="853" data-id="68552" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-124917-edited.png" alt="" class="wp-image-68552" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-124917-edited.png 591w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-124917-edited-480x693.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 591px, 100vw" /></figure>
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<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">2022, Verme</h2>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-9 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="570" height="857" data-id="68553" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-125052-edited.png" alt="" class="wp-image-68553" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-125052-edited.png 570w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-125052-edited-480x722.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 570px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="688" height="856" data-id="68554" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-125104-edited.png" alt="" class="wp-image-68554" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-125104-edited.png 688w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-125104-edited-480x597.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 688px, 100vw" /></figure>
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<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">2023, Pavone (con uovo)</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="652" height="858" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-125138-edited.png" alt="" class="wp-image-68555" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-125138-edited.png 652w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-125138-edited-480x632.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 652px, 100vw" /></figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">2024, E.T.</h2>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-10 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="573" height="856" data-id="68556" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-125328-edited.png" alt="" class="wp-image-68556" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-125328-edited.png 573w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-125328-edited-480x717.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 573px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="867" height="857" data-id="68557" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-125339-edited.png" alt="" class="wp-image-68557" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-125339-edited.png 867w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-125339-edited-480x474.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 867px, 100vw" /></figure>
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<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">2025, Medusa</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="630" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-125440-edited-1024x630.png" alt="" class="wp-image-68527" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-125440-edited-980x603.png 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-125440-edited-480x295.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<div style="height:29px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="694" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-130151-edited-1024x694.png" alt="" class="wp-image-68559" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-130151-edited-1024x694.png 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-130151-edited-980x664.png 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-31-130151-edited-480x325.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong><em>Foto: Pinterest, Getty, Vogue</em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/10/31/nessuno-ama-halloween-come-heidi-klum/">Nessuno ama Halloween come Heidi Klum</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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		<title>Gabbriette, il fascino dark che sta conquistando il beauty</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/10/30/gabbriette-il-fascino-dark-che-sta-conquistando-il-beauty/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Denise Vivona]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2026 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BEAUTY]]></category>
		<category><![CDATA[beauty]]></category>
		<category><![CDATA[Gabbriette]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle sopracciglia sottilissime al kajal nero, passando per labbra nude dai contorni freddi: Gabbriette Bechtel ha fatto dell&#8217;estetica goth e grunge il suo tratto distintivo. Dimenticatevi il solito (e noioso) blush rosato, la pelle effetto glass skin e le sopracciglia perfettamente pettinate. A tutto questo Gabbriette Bechtel ha detto &#8220;no grazie!&#8221;. Capelli scuri, incarnato chiaro, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dalle sopracciglia sottilissime al kajal nero, passando per labbra nude dai contorni freddi: Gabbriette Bechtel ha fatto dell&#8217;estetica goth e grunge il suo tratto distintivo.</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Dimenticatevi il solito (e noioso) blush rosato, la pelle effetto glass skin e le sopracciglia perfettamente pettinate. A tutto questo <strong>Gabbriette Bechtel </strong>ha detto &#8220;no grazie!&#8221;. <strong>Capelli scuri, incarnato chiaro, sopracciglia sottili e occhi intensamente contornati di nero</strong>: un&#8217;immagine che sembra arrivare direttamente dagli anni Novanta, tra backstage rock, vecchie copertine di riviste e cinema gotico.<br>Modella, musicista e volto sempre più presente nel mondo della moda, Gabbriette ha attirato l&#8217;attenzione anche per il suo modo di interpretare il <strong>make-up</strong>. Il suo stile non segue le regole del momento e non cerca di adattarsi a un ideale di bellezza rassicurante. Al contrario, recupera elementi che per anni sono rimasti ai margini delle tendenze commerciali, riportandoli in una dimensione contemporanea.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="528" height="640" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-30-at-15.33.45-3-Media.jpeg" alt="gabbriette trucco " class="wp-image-68486" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-30-at-15.33.45-3-Media.jpeg 528w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-30-at-15.33.45-3-Media-480x582.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 528px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le sopracciglia sottili sono tornate</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Basta guardare il suo viso per individuare uno degli elementi più caratteristici del suo look: le sue iconiche <strong>skinny brows</strong>. Super sottili, definite e leggermente arcuate, ricordano immediatamente le sopracciglia che hanno dominato gli anni Novanta e i primi Duemila. Dopo un lungo periodo in cui il beauty ha celebrato sopracciglia folte e naturali, questo dettaglio è tornato a farsi spazio anche grazie a personalità come <strong>Gabbriette</strong>. Una scelta che cambia completamente l&#8217;espressione del viso e contribuisce a quell&#8217;aspetto rétro che caratterizza la sua immagine.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="506" height="640" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-30-at-15.33.45-Media.jpeg" alt="Gabbriette trucco " class="wp-image-68493" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-30-at-15.33.45-Media.jpeg 506w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-30-at-15.33.45-Media-480x607.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 506px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Occhi neri e labbra nude: la sua firma beauty </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Se le <strong><a href="https://www.adlmag.it/2025/10/27/bleached-brows-la-tendenza-delle-sopracciglia-invisibili/">sopracciglia</a></strong> definiscono la struttura del suo viso, sono gli occhi a dare carattere all&#8217;intero make-up.<strong> Matita nera, eyeliner e ombretti scur</strong>i vengono utilizzati per creare uno sguardo profondo, con sfumature che ricordano il trucco delle musiciste alternative degli anni Novanta. L&#8217;effetto è volutamente vissuto, lontano dalle linee grafiche troppo precise e dalle sfumature perfettamente costruite. Per le <strong>labbra</strong>, invece, Gabbriette sceglie spesso tonalità nude fredde e marroni, con il contorno leggermente più scuro. Tra i suoi prodotti preferiti c&#8217;è la<strong> Lip Pencil Stone di MAC Cosmetics,</strong> una matita marrone taupe dal sottotono grigio che utilizza da anni. Proprio questo prodotto è stato protagonista della sua collaborazione con il brand nel 2024, quando è stato inserito in un lip kit insieme a un rossetto e a un gloss.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="490" height="640" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-30-at-15.33.45-6-Media.jpeg" alt="Gabbriette estetica goth " class="wp-image-68488" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-30-at-15.33.45-6-Media.jpeg 490w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-30-at-15.33.45-6-Media-480x627.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 490px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Un&#8217;estetica tra goth, grunge e romanticismo</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Definire il suo stile semplicemente gotico sarebbe limitante. Nell&#8217;immagine di Gabbriette convivono influenze diverse: il <strong>grunge</strong> della scena musicale alternativa, il <strong>punk</strong>, il fascino delle dark lady e una femminilità che alterna sensualità e atteggiamento ribelle.<br>Il riferimento agli <strong><a href="https://www.adlmag.it/2026/02/04/frosty-e-glossy-trend-make-up/">anni Novanta</a> </strong>è evidente, ma non si traduce in una riproduzione nostalgica di quel periodo. Piuttosto, Gabbriette ne recupera alcuni codici e li combina con elementi contemporanei. Anche il guardaroba contribuisce a questa identità: pelle nera, silhouette aderenti, capi vintage e dettagli dall&#8217;attitudine rock.<br>Il suo beauty look, di conseguenza, non è mai un elemento isolato, ma dialoga continuamente con il modo in cui si veste e si presenta.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="515" height="630" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-30-at-15.33.45-5-Media-edited.jpeg" alt="trucco gabbriette" class="wp-image-68495" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-30-at-15.33.45-5-Media-edited.jpeg 515w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-30-at-15.33.45-5-Media-edited-480x587.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 515px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Oltre la clean girl aesthetic</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il successo di <strong>Gabbriette</strong> arriva in un momento interessante per il mondo beauty. Dopo anni di grande attenzione verso il minimalismo, la pelle luminosa e il trucco dall&#8217;effetto naturale, stanno tornando estetiche più marcate, nelle quali il make-up non ha paura di essere protagonista.<br>Il suo look intercetta proprio questo cambiamento:non propone una nuova uniforme da seguire, ma dimostra quanto alcuni codici estetici considerati superati possano trovare spazio anche nel beauty contemporaneo.<br>Forse è proprio questo il motivo per cui Gabbriette continua ad attirare l&#8217;attenzione, perchè in un panorama in cui molti beauty look finiscono per assomigliarsi, il suo è immediatamente riconoscibile. E non ha bisogno di essere particolarmente elaborato per esserlo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="494" height="640" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-30-at-15.33.45-2-Media.jpeg" alt="gabbriette beauty icona" class="wp-image-68492" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-30-at-15.33.45-2-Media.jpeg 494w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-30-at-15.33.45-2-Media-480x622.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 494px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>Immagini: Pinterest </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/10/30/gabbriette-il-fascino-dark-che-sta-conquistando-il-beauty/">Gabbriette, il fascino dark che sta conquistando il beauty</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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		<title>Il mio percorso vegano: oltre gli estremismi, tra empatia e libertà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Asia Villani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[ADL MAG]]></category>
		<category><![CDATA[Healthy]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia Goggi]]></category>
		<category><![CDATA[vegan]]></category>
		<category><![CDATA[Veganfood]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mio punto di partenza So che è una frase che avrete già sentito tantissime volte,&#160;ma per molto tempo mi sono sentita tremendamente incoerente nel pronunciare le parole&#160;&#8220;amo gli animali&#8221;&#160;e,&#160;allo stesso tempo,&#160;girarmi dall&#8217;altra parte di fronte a ciò che accadeva negli allevamenti intensivi.&#160;La verità non è che non lo sapessi o che fossi indifferente; semplicemente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/10/30/il-mio-percorso-vegano-oltre-gli-estremismi-tra-empatia-e-liberta/">Il mio percorso vegano: oltre gli estremismi, tra empatia e libertà</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il mio punto di partenza</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">So che è una frase che avrete già sentito tantissime volte,&nbsp;ma per molto tempo mi sono sentita tremendamente incoerente nel pronunciare le parole&nbsp;<em>&#8220;amo gli animali&#8221;</em>&nbsp;e,&nbsp;allo stesso tempo,&nbsp;girarmi dall&#8217;altra parte di fronte a ciò che accadeva negli allevamenti intensivi.&nbsp;La verità non è che non lo sapessi o che fossi indifferente; semplicemente provavo troppa colpa anche solo nel guardare quella realtà e non mi sentivo pronta ad approcciarmi a un cambiamento così radicale nella mia alimentazione.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il mio percorso è stato graduale:&nbsp;sono stata vegetariana per circa un anno e ad oggi sono vegana da otto mesi.&nbsp;Se oggi qualcuno venisse da me e mi dicesse:&nbsp;<em>&#8220;Vorrei diventare vegano o vegetariano ma non so come fare&#8221;</em>,&nbsp;il consiglio più sincero che mi sentirei di dare è uno solo:&nbsp;<strong>fallo quando ti senti pronta</strong>.&nbsp;Non farlo perché ti forzi o perché senti la pressione altrui,&nbsp;ma perché dentro di te senti di volerlo e poterlo fare.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In questo <strong>primo</strong> articolo sul tema, voglio condividere con voi come la ricerca personale, la curiosità e la consapevolezza possano trasformare la paura in una forma bellissima di cura verso se stessi e verso gli altri esseri viventi.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="625" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/ce347235-8192-455a-95e4-232a755839ac-copia.png" alt="" class="wp-image-68448" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/ce347235-8192-455a-95e4-232a755839ac-copia.png 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/ce347235-8192-455a-95e4-232a755839ac-copia-480x600.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">La gentilezza che rivoluziona</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">C&#8217;è una cosa che, paradossalmente, non mi è mai piaciuta del mondo vegano: gli estremismi. Per il mio modo di essere e per il punto a cui sono arrivata oggi, non riuscirei più a vivere nelle sfumature di grigio su questo tema, ma rispetto profondamente tutti, compreso chi decide semplicemente di provare a fare un piccolo cambiamento per un solo giorno. Non condivido l&#8217;atteggiamento di chi, seppur guidato da motivazioni nobili, discrimina chi non vive la scelta in modo bianco o nero.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">A questo proposito, ho apprezzato immensamente il lavoro e l&#8217;approccio di <a href="https://www.tiktok.com/@itzmargherita/video/7649749758067674390?is_from_webapp=1&amp;sender_device=pc">Margherita</a> (@itzmargherita), che in un progetto è entrata a contatto diretto con i bambini nelle scuole (un ruolo di altissima responsabilità) parlando di questi temi in modo meraviglioso, gentile e con un linguaggio perfettamente calibrato per loro, servendosi anche di giochi interattivi e facendo assaggiare ai piccoli degli hamburger vegetali per mostrare quanto possano essere buoni. Questo è l&#8217;esatto tipo di approccio che amo: un po&#8217; meno quello provocatorio ed eccessivo che a volte adottano alcuni soggetti. La causa è straordinariamente giusta, ma trattandosi di un motivo fondato sull&#8217;amore, sul rispetto e su valori positivi, merita di essere portata avanti con altrettanta grazia ed empatia.<br><br>Il mio obiettivo con questa serie di articoli non è fare la lezione a nessuno, ma condividere le conoscenze che ho appreso informandomi, stimolare la curiosità e abbattere il muro dell&#8217;ignoranza, intesa nel senso letterale di non-conoscenza, che ancora circonda il veganesimo. Io per prima vedevo la scelta vegetale come una condizione estrema, ma sperimentandola ho scoperto un mondo profondo, positivo e pieno di serenità.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-11 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="742" data-id="68449" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/h2.png" alt="" class="wp-image-68449" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/h2.png 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/h2-480x712.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="593" data-id="68450" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/cefa34a7-5df9-4226-9970-0f4acf7efc6d.jpeg" alt="" class="wp-image-68450" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/cefa34a7-5df9-4226-9970-0f4acf7efc6d.jpeg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/cefa34a7-5df9-4226-9970-0f4acf7efc6d-480x569.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="750" data-id="68451" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/h.png" alt="" class="wp-image-68451" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/h.png 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/h-480x720.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Guardare in faccia la realtà</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il momento della vera presa di coscienza è arrivato quando ho trovato il coraggio di guardare <strong><a href="https://vimeo.com/293741698">Dominion</a></strong> (2018), un documentario diretto da Chris Delforce e narrato da voci iconiche del movimento come Joaquin Phoenix e Rooney Mara. Attraverso l&#8217;uso di droni e telecamere nascoste, l&#8217;opera mostra senza filtri l&#8217;impatto e le pratiche degli allevamenti intensivi e dei macelli in tutto il mondo.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">È una visione cruda, difficile, che ti sbatte in faccia la realtà. Ma è stato proprio lì che mi sono posta una domanda fondamentale: <em>se non sono nemmeno in grado di guardare sullo schermo da dove arriva ciò che mangio, come posso continuare a farne parte e pretendere di avere la coscienza pulita?</em> Guardarlo non significa autoinfliggersi una pena, ma decidere di non chiudere più gli occhi di fronte a ciò che sosteniamo come consumatori.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="518" height="519" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/01a1552d-bdbe-70c9-810d-397703725e0b.jpeg" alt="" class="wp-image-68452" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/01a1552d-bdbe-70c9-810d-397703725e0b.jpeg 518w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/01a1552d-bdbe-70c9-810d-397703725e0b-480x481.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 518px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dall&#8217;empatia alla scienza: l&#8217;Incontro con la Dott.ssa Silvia Goggi</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ciò che è iniziato come un puro gesto di empatia verso gli animali si è gradualmente trasformato in una straordinaria cura per il mio benessere sia fisico che mentale. Molte delle accuse o dei dubbi che mi venivano rivolti, legati all&#8217;idea che questa alimentazione fosse &#8220;poco sana&#8221; o incompleta, mi hanno spinta ad approfondire le fonti scientifiche con grande rigore.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In questo percorso di sblocco e consapevolezza è stata assolutamente illuminante la figura della <strong><a href="https://www.instagram.com/silviagoggi/?hl=it">Dott.ssa Silvia Goggi</a></strong>, medico chirurgo specialista in Scienza dell&#8217;Alimentazione, autrice di libri di successo e punto di riferimento assoluto in Italia per la divulgazione della nutrizione a base vegetale fondata sulle evidenze scientifiche. Ascoltarla e vederla ospite nel podcast di <a href="https://youtu.be/XTe_69As548?si=qti_DCkKgBQCVagA">Virginia Gambardella</a> è stato per me un vero e proprio punto di svolta. In quella chiacchierata ricca di spunti preziosi, la Dott.ssa Goggi demolisce con estrema semplicità e rigore i falsi miti legati alla dieta plant-based, spiegando concetti illuminanti che dovremmo fare nostri, come la necessità e l&#8217;importanza di consumare legumi tutti i giorni, inserendoli come pilastro della nostra salute a lungo termine.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Vi consiglio caldamente di recuperare quell&#8217;episodio e di affidarvi ai suoi studi: ha una capacità straordinaria di aprire la mente, di rassicurare chi ha timore di compiere il passo e di dimostrare che la scienza medica sostiene pienamente un&#8217;alimentazione vegetale ben pianificata, adatta a ogni fase della vita. Comprendere la biologia della nutrizione mi ha liberata da ogni insicurezza, dandomi la certezza che stavo nutrendo il mio corpo nel modo più sano e rispettoso possibile.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-12 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="750" data-id="68454" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/319c85f8-036c-453c-94c8-210bb85fec74-copia.png" alt="" class="wp-image-68454" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/319c85f8-036c-453c-94c8-210bb85fec74-copia.png 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/319c85f8-036c-453c-94c8-210bb85fec74-copia-480x720.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="625" data-id="68455" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/116fc66f-bf3d-4db3-9852-6bb8be945c85-copia.png" alt="" class="wp-image-68455" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/116fc66f-bf3d-4db3-9852-6bb8be945c85-copia.png 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/116fc66f-bf3d-4db3-9852-6bb8be945c85-copia-480x600.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="500" data-id="68453" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/d6077b73-7f87-4a4f-83fb-37fb4e40a0de-copia.png" alt="" class="wp-image-68453" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/d6077b73-7f87-4a4f-83fb-37fb4e40a0de-copia.png 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/d6077b73-7f87-4a4f-83fb-37fb4e40a0de-copia-480x480.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Riscoprire il cibo</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il passaggio a una dieta 100% vegetale ha portato con sé un effetto collaterale inaspettato: mi ha fatto appassionare alla cucina e alla sperimentazione culinaria, un mondo da cui prima mi sentivo lontanissima. Ho scoperto un universo di ingredienti, spezie, legumi e abbinamenti che non conoscevo affatto.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In realtà, anche l&#8217;onnivoro più convinto consuma ogni giorno piatti completamente vegani senza nemmeno farci caso: dal porridge d&#8217;avena del mattino alla classica pizza rossa con le patatine, fino alle vellutate o alla pasta al pomodoro e basilico. Imparare a cucinare in modo consapevole porta a preferire preparazioni fresche e homemade, abbandonando la pigrizia dei cibi confezionati.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ma la cosa più profonda è stata un&#8217;altra. Per un periodo della mia vita avevo perso il rapporto sereno con il cibo; ritrovarlo attraverso la cucina vegetale, trasformandolo in un atto di cura e creazione libera, mi ha ridonato una pace interiore inestimabile.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="625" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/4af80d4c-a9d9-4dc0-92fc-bc780c4ef912-copia.png" alt="" class="wp-image-68456" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/4af80d4c-a9d9-4dc0-92fc-bc780c4ef912-copia.png 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/4af80d4c-a9d9-4dc0-92fc-bc780c4ef912-copia-480x600.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Informarsi per scegliere</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Oggi il web offre un&#8217;infinita mole di informazioni, ma purtroppo anche tanta disinformazione. Odio quando persone poco specializzate parlano con presunzione di argomenti complessi; per questo voglio chiarire che non mi ergerò mai a dottoressa. Nei prossimi articoli di questa serie raccoglierò studi scientifici accreditati, pareri medici certificati e la mia esperienza sul campo per affrontare la salute e la nutrizione (parlando di proteine, legumi, vitamina B12 e falsi miti biologici), la vita quotidiana e le sfide pratiche (come la gestione della socialità, i costi della spesa e l&#8217;impatto ambientale),e infine le risposte serene e logiche alle obiezioni più comuni che ci sentiamo dire regolarmente.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Non dobbiamo diventare tutti vegani dall&#8217;oggi al domani. Tuttavia, la scienza e i grandi report internazionali (come la famosa <em>EAT-Lancet Commission</em>) confermano che il consumo medio di carne nella società occidentale supera di gran lunga le reali necessità fisiologiche e i limiti di sostenibilità del pianeta. Anche solo ridurre la frequenza settimanale farebbe una differenza monumentale.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-13 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="667" data-id="68459" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/70528ad9-1e79-43d7-bd87-d1b67d4548dc-copia.png" alt="" class="wp-image-68459" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/70528ad9-1e79-43d7-bd87-d1b67d4548dc-copia.png 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/70528ad9-1e79-43d7-bd87-d1b67d4548dc-copia-480x640.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="625" data-id="68457" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/29f280c2-0a72-4f9f-9541-411dfe63b5b1-copia.png" alt="" class="wp-image-68457" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/29f280c2-0a72-4f9f-9541-411dfe63b5b1-copia.png 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/29f280c2-0a72-4f9f-9541-411dfe63b5b1-copia-480x600.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="750" data-id="68458" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/da153731-c5d1-4023-8946-5cf136c8cd78-copia.png" alt="" class="wp-image-68458" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/da153731-c5d1-4023-8946-5cf136c8cd78-copia.png 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/da153731-c5d1-4023-8946-5cf136c8cd78-copia-480x720.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Mettersi in gioco</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Invito chiunque stia leggendo a mettere da parte per un attimo lo scetticismo e a mettersi in gioco con curiosità. L&#8217;ottusità e la chiusura mentale portano raramente a qualcosa di costruttivo, mentre muoversi a piccoli passi regala sempre grandi miglioramenti. Se nel frattempo hai voglia di iniziare a curiosare e a sperimentare in autonomia, ti consiglio di scaricare l&#8217;applicazione <strong><a href="https://planter.eco/?gad_source=1&amp;gad_campaignid=20883644573&amp;gbraid=0AAAAAqZxd6VzAafcDhjiQjQDAZucDZARA&amp;gclid=Cj0KCQjw3YvXBhCDARIsAKB-ox9ncpJJnMWx00_AS_Wx7Dnx3H_5DrHMp-LSmtD769p8cp7zkLrOWXYaAhMTEALw_wcB">Planter</a></strong>: puoi usufruire di 7 giorni gratuiti per esplorare infinite ricette plant-based strepitose, dalle paste di ogni tipo alle torte salate, fino a una fantastica carbonara vegana.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em><strong>Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te si applica a tutti gli esseri senzienti, non solo a quelli che sanno parlare la nostra lingua.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Crediti foto: Cosmos</p>
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		<title>La rinascita dell&#8217;estetica Regency</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/10/29/la-rinascita-dellestetica-regency/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Asia Villani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[ADL MAG]]></category>
		<category><![CDATA[Bridgerton]]></category>
		<category><![CDATA[DèPio]]></category>
		<category><![CDATA[Regency]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Tributo di DèPio In occasione delle celebrazioni internazionali dedicate a Jane Austen e a seguito del Jane Austen Festival di Bath (l&#8217;iconico appuntamento che ogni anno a settembre trasforma la città britannica nel punto di ritrovo globale per cultori dell&#8217;epoca georgiana) il calzificio bresciano DèPio ha presentato un&#8217;esclusiva creazione d&#8217;autore.  Si tratta di una calza da donna in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il Tributo di DèPio</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In occasione delle celebrazioni internazionali dedicate a Jane Austen e a seguito del Jane Austen Festival di Bath (l&#8217;iconico appuntamento che ogni anno a settembre trasforma la città britannica nel punto di ritrovo globale per cultori dell&#8217;epoca georgiana) il calzificio bresciano DèPio ha presentato un&#8217;esclusiva creazione d&#8217;autore. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Si tratta di una calza da donna in pregiatissimo Filo di Scozia, concepita non come un semplice accessorio, ma come un autentico manufatto da collezione. A firmare il ritratto della scrittrice è l&#8217;illustratore spagnolo <strong>Mikel Casal</strong>, che ha tradotto il volto di Jane Austen in una caricatura colta e misurata, ricamata sul lato esterno e impreziosita da un punto luce tridimensionale applicato a mano. Custodita in un packaging dedicato con segnalibro coordinato e biografia, la creazione stabilisce un parallelo concettuale tra l&#8217;ordito delle parole e l&#8217;intreccio dei filati sul telaio. Il progetto di DèPio dimostra come l&#8217;alto artigianato tessile italiano sappia interpretare la memoria storica, trasformando un dettaglio del guardaroba in un manifesto di cultura e stile.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-14 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="282" data-id="68350" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/DePio_-Jane_Austen_indossate.png" alt="" class="wp-image-68350" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/DePio_-Jane_Austen_indossate.png 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/DePio_-Jane_Austen_indossate-480x271.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="364" data-id="68349" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/DePio_Jane-Austen_Packaging.png" alt="" class="wp-image-68349" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/DePio_Jane-Austen_Packaging.png 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/DePio_Jane-Austen_Packaging-480x349.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>
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<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">La rivoluzione Neoclassica: il dettaglio che ha liberato il corpo</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Per comprendere il fascino senza tempo dello stile Regency, collocabile storicamente tra la fine del Settecento e gli anni Venti dell&#8217;Ottocento, occorre riconoscerne la carica rivoluzionaria. Nata come reazione alle strutture rigide, ai volumi elefantiaci e all&#8217;artificiosità dell&#8217;Ancien Régime, la moda dell&#8217;epoca di Jane Austen introdusse per la prima volta un&#8217;idea di eleganza fluida e naturale. Le donne abbandonarono le gabbie di metallo per abbracciare l&#8217;abito a stile impero (chemise dress): linee scivolate a vita alta appena sotto il seno, scollature quadrate, maniche a sbuffo e tessuti leggeri come la mussola di cotone e la seta. La calza, in questo contesto, divenne un accessorio fondamentale, intravista tra i movimenti delle gonne leggere e legata all&#8217;idea di un lusso intimo e sofisticato.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-15 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="923" data-id="68351" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/56a57a5e6291355efb189c4b91ff4ca4.jpg" alt="" class="wp-image-68351" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/56a57a5e6291355efb189c4b91ff4ca4.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/56a57a5e6291355efb189c4b91ff4ca4-480x886.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="781" data-id="68352" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/59f963a5747e7e42d2a8a0c0f6e0c1f2.jpg" alt="" class="wp-image-68352" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/59f963a5747e7e42d2a8a0c0f6e0c1f2.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/59f963a5747e7e42d2a8a0c0f6e0c1f2-480x750.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il fenomeno &#8220;Regencycore&#8221;</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Se l&#8217;estetica Regency è tornata a dominare le conversazioni di moda contemporanee, gran parte del merito va all&#8217;esplosione del fenomeno Regencycore. Alimentato dal successo di serie televisive cult come Bridgerton e dal proliferare di moodboard su Pinterest, questo trend ha dimostrato come un periodo storico possa trasformarsi in un linguaggio estetico globale. La moda contemporanea non cerca più la riproduzione filologica del costume d&#8217;epoca, ma ne estrae gli codici simbolici (dai guanti operistici ai corsetti, dalle perle ai dettagli in pizzo) per decontestualizzarli e innestarli nel guardaroba quotidiano.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-16 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="589" data-id="68355" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/a617eeb5ad601a17b7a9c3f91898a83b.jpg" alt="" class="wp-image-68355" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/a617eeb5ad601a17b7a9c3f91898a83b.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/a617eeb5ad601a17b7a9c3f91898a83b-480x565.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="889" data-id="68354" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/regency-janeausten.jpg" alt="" class="wp-image-68354" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/regency-janeausten.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/regency-janeausten-480x853.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>
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<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">I Grandi Designer</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L&#8217;attrazione della moda haute couture per la Regency Era ha radici ben più profonde dell&#8217;attuale fenomeno mediatico. Già nelle collezioni d&#8217;archivio di <strong>Jean Paul Gaultier</strong> e <strong>Alexander McQueen</strong>, la struttura del bustier e della corsetteria Regency è stata smontata e riassemblata in chiave concettuale e sovversiva. Nelle passerelle più recenti, brand come Erdem, Simone Rocha e Rodarte hanno riproposto l&#8217;essenza di quel periodo attraverso abiti in tulle devoré, maniche gigot, dettagli vittoriani e lavorazioni di maglieria iper-dettagliate. La forza dello stile Regency risiede nella sua dualità: da un lato la morbidezza romantica e iper-femminile, dall&#8217;altro la rigida architettura sartoriale sottostante.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-17 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="648" data-id="68356" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/0f686a5514355825ef9de647108a711b.jpg" alt="" class="wp-image-68356" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/0f686a5514355825ef9de647108a711b.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/0f686a5514355825ef9de647108a711b-480x622.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="755" data-id="68358" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/013ccaa0ce793c1ae81ccd1f24647b60.jpg" alt="" class="wp-image-68358" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/013ccaa0ce793c1ae81ccd1f24647b60.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/013ccaa0ce793c1ae81ccd1f24647b60-480x725.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="750" data-id="68357" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/de0e62ea007ab9026f88a06d5dd139ad.jpg" alt="" class="wp-image-68357" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/de0e62ea007ab9026f88a06d5dd139ad.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/de0e62ea007ab9026f88a06d5dd139ad-480x720.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">L&#8217;attualità di uno stile senza tempo: il valore dell&#8217;artigianato</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Perché la moda continua a rifarsi al Regency con così tanta frequenza? La risposta risiede nella ricerca di un&#8217;eleganza tangibile e duratura, capace di opporsi alla frenesia del fast fashion. In un&#8217;era dominata dalla riproducibilità digitale, il richiamo allo stile dell&#8217;Ottocento rappresenta un ritorno alla materia, alla cura del dettaglio e al valore del tempo impiegato per creare un capo.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La calza firmata DèPio per Jane Austen si inserisce perfettamente in questo solco culturale:&nbsp;prende un accessorio funzionale e lo eleva attraverso l&#8217;illustrazione d&#8217;arte e la manifattura d&#8217;eccellenza.&nbsp;Mostra come i riferimenti storici non siano reliquie del passato,&nbsp;ma strumenti vivi con cui continuare a raccontare storie d&#8217;autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Crediti foto: DèPio Press Office, Pinterest</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per approfondire:<br>&#8211;<a href="https://www.adlmag.it/2025/12/16/jane-austen-250-anni-di-modernita-il-documentario-di-arte-tv/">Jane Austen, 250 anni di modernità: il documentario di Arte.tv</a><br>&#8211;<a href="https://www.adlmag.it/2021/03/16/un-ritorno-al-romanticismo-la-serie-evento-bridgerton/">Un ritorno al romanticismo, la serie-evento Bridgerton</a><br><br><br></p>
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		<title>Oltre la scarpa</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/10/29/oltre-la-scarpa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Musso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion]]></category>
		<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ADL MAG]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[genZ]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le scarpe accessorio principale di un outfit. Creazioni di opere d’arte su cui camminare per un semplice cocktail quotidiano o da grande serata. L’attenzione all’estetica va oltre la comodità. Calzature da boutique Nel corso dei decenni le scarpe hanno assunto un ruolo sempre più fondamentale nella moda. A inizi degli anni ’90 erano pochi i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le scarpe accessorio principale di un outfit. Creazioni di opere d’arte su cui camminare per un semplice cocktail quotidiano o da grande serata. L’attenzione all’estetica va oltre la comodità.</h1>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Calzature da boutique</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel corso dei decenni le scarpe hanno assunto un ruolo sempre più fondamentale nella moda. A inizi degli anni ’90 erano pochi i brand d’abbigliamento che si occupavano anche della produzione delle scarpe. Erano presenti i grandi maestri delle calzature come Manolo Blahnik sinonimo assoluto di calzature di lusso negli anni ’90 e il pilastro delle calzature Made in Italy Sergio Rossi.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">René Caovilla è il brand di calzature più longevo che nel 1975 iniziò una collaborazione durata 25 anni per la realizzazione delle calzature indossate dalle modelle in passerella per Valentino Garavani.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Robert Clergerie marchio francese di culto negli anni ’90 per aver introdotto il concetto di scarpe maschili riadattate ai piedi femminili.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Durante questo decennio si fondarono nuove case di calzature nel lusso, da Christian Louboutin nel 1991 con la sua iconica suola rossa introdotta solo nel 1993. Nel 1996 è stata la volta di Jimmy Choo fondata a Londra.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Brand che hanno da sempre posto l’attenzione alla creazione artigianale ed artistica. Non era una produzione per quantitativi ma per importanza, da dare alla clientela e al brand stesso. Iconici lo sono diventati nel tempo come le Manolo Blahnik attraverso il grande successo riscontrato dalla nascente serie Sex and the City a fine anni ’90.&nbsp;</p>



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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La bellezza di un lavoro come quello del calzolaio adesso necessitava di una boutique per interagire con la clientela. La scarpa viene esibita come se fosse un gioiello presso le boutique curate e attenzionate dagli stessi creatori. La donna non sceglie una scarpa su cui camminare durante la sua giornata ma inizia a scegliere la scarpa che le permette di elevarsi verso una bellezza e cura più che perfetta.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Rese opera d’arte</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Dalle suole rosse a pietre e Swarovski, diverse sono le interpretazioni e produzioni poste sulle scarpe da donna, ma nel corso degli anni si visionano sempre più audaci interpretazioni.&nbsp;</p>



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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Negli anni 2000 i brand di lusso si distaccarono da i grandi maestri su cui si affidavano per la produzione delle scarpe e iniziarono a produrre loro stessi delle proprie linee di calzature. Così il mercato delle calzature si amplifica fino ad oggi diventare una delle categorie di prodotto fondamentali per i luxury brand.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La ricerca strutturale che viene fatta per la produzione della scarpa perfetta tende a considerare diversi aspetti, indossabili ed esteticamente adorabili. Non si può parlare sicuramente di comodità quando si attribuisce a delle scarpe una struttura estetica importante o impattante.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Dalla vernice per i decolté di Christian Louboutin per cui si deve mantenere un equilibrio perfetto, alla volta della moda in cui ogni suola aveva dei plateau che sollevavano ancora di più i cm delle scarpe. Si solleva sempre di più il tacco per permettere ad ogni donna di trovare la sua altezza desiderata sotto l’abito che indossano. Non importa se di giorno o per sera ma la scarpa fa l’outfit.&nbsp;</p>



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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le collezioni fatte da diversi luxury brand hanno reso un interpretazione di scarpa ai massimi livelli. Si deve ricordare le Armadillo create da Alexander McQueen nel 201o che hanno stravolto la struttura e il concetto di scarpa col tacco. Una forma mai vista con delle dimensioni importanti, ma sarà Lady Gaga a rendere questa scarpa amata e desiderata. Lei le indossa in molte apparizioni in quegli anni, oltre ad essere una delle pop star ad indossare sempre dei tacchi di almeno 20cm.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La volta di Prada per le sue collezioni di calzature da donna del 2011 in cui cuce, costruisce e con una lavorazione che solitamente si pone sulle borse, pietre pendenti e tessuti ricamati sono sulle scarpe. Anche nelle collezioni attuali Miuccia ha reintrodotto un lavoro simile a quegli anni anche se con un tacco molto più basso.</p>



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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Dolce&amp;Gabbana hanno fin dagli inizii delle loro collezioni di calzature approcciato un’estetica da opera d’arte. Tacchi barocchi non meno importanti degli abiti. Velluto e lavorazioni artigianali di orefici sono poste sulle scarpe da donna, ma anche per l’uomo la scarpa firmata da Dolce&amp;Gabbana non è meno rilevante.</p>



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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Yves Saint Laurent con Anthony Vaccarello ha avuto modo di lavorare su scarpe decorate e strutturate come proprie orazioni artistiche, il tacco scultora a forma del logo YSL. Le Opyum sono un esempio chiaro del trend creato da Vaccarello, con questa scarpa ha scaturito una mania di mercato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="991" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/5141cb86-0021-4d80-b52e-d796402765bb-edited-991x1024.webp" alt="" class="wp-image-68344" style="aspect-ratio:0.7998142323362395;width:252px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/5141cb86-0021-4d80-b52e-d796402765bb-edited-991x1024.webp 991w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/5141cb86-0021-4d80-b52e-d796402765bb-edited-980x1012.webp 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/5141cb86-0021-4d80-b52e-d796402765bb-edited-480x496.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 991px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nelle collezioni contemporanee si può vedere l’attenzione posta sulla scarpa e nella valorizzazione strutturale e artistica dataci, da Dior a Fendi ogni brand dedica particolare interesse alla calzatura da donna. L’unica scelta che rimane da fare è su quando indossare queste scarpe. Ogni qualvolta si ha voglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Crediti foto: www.cosmos.it</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Movimento &#038; tecnica con stile: il tennis di EA7</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/10/28/movimento-tecnica-stile-la-nuova-visione-tennis-di-ea7-per-lautunno-inverno-2026-27/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Muriana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[ADL MAG]]></category>
		<category><![CDATA[autunno/inverno26-27]]></category>
		<category><![CDATA[emporioarmani]]></category>
		<category><![CDATA[tennis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sulle superfici indoor e nei grandi appuntamenti del circuito internazionale, EA7 porta in campo una collezione che unisce performance, libertà di movimento e un’estetica essenziale, dove ogni dettaglio racconta il dialogo tra sport e stile. In campo, con una nuova attitude Il tennis è fatto di precisione, ritmo e controllo, ma anche di personalità. È [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Sulle superfici indoor e nei grandi appuntamenti del circuito internazionale, EA7  porta in campo una collezione che unisce performance, libertà di movimento e un’estetica essenziale, dove ogni dettaglio racconta il dialogo tra sport e stile.</h2>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"> In campo, con una nuova attitude</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il tennis è fatto di precisione, ritmo e controllo, ma anche di personalità. È da questo equilibrio che prende forma la nuova collezione Tennis di EA7 Emporio Armani per l’Autunno/Inverno 2026-27, pensata per accompagnare gli atleti nei momenti più intensi della stagione indoor e nei principali appuntamenti internazionali, dal Rolex Shanghai Masters alle Nitto ATP Finals. Una proposta che interpreta la performance attraverso un’estetica pulita e riconoscibile, in cui funzionalità e ricerca stilistica viaggiano sulla stessa linea.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/EA7-1--819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-68376" style="aspect-ratio:0.79981370798727;width:427px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"> I protagonisti del circuito</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">A indossare la collezione saranno alcuni dei nomi più rappresentativi del tennis internazionale: Alexander Bublik, Luciano Darderi, Simone Bolelli e Andrea Vavassori, Marcelo Arévalo e Mate Pavić, insieme a Lucia Bronzetti, Elisabetta Cocciaretto, Matteo Arnaldi e Hamad Međedović. Atleti diversi per percorso e personalità, accomunati da un guardaroba studiato per rispondere alle esigenze del gioco e tradurre in campo la visione EA7, tra dinamismo, comfort e identità.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">VENTUS7, la tecnologia al servizio del gioco</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Al centro della proposta torna VENTUS7, la tecnologia sviluppata per favorire la traspirazione e la dispersione dell’umidità, mantenendo una sensazione di asciutto e comfort anche durante le fasi più intense del match. Per la linea donna, il focus si sposta su DRY VENTUS7, che evolve il concetto attraverso una costruzione ancora più leggera. L’obiettivo è ridurre il peso percepito e garantire maggiore libertà e continuità nei movimenti. Perché, quando il gioco accelera, sono anche i dettagli tecnici a fare la differenza.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/EA7-2-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-68377" style="aspect-ratio:0.7998191623340976;width:286px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"> Tra minimalismo, color block e nuove texture</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Dal guardaroba continuativo alle proposte più classiche, la collezione si muove attraverso codici estetici diversi, mantenendo una coerenza precisa. I toni profondi, i tagli puliti e i loghi più decisi definiscono l’identità EA7, mentre le linee classiche puntano su un’attitudine essenziale e sofisticata. A cambiare ritmo arrivano i color block, con geometrie dinamiche e contrasti netti, affiancati da motivi e texture grafiche che introducono una nota contemporanea. Un mix che porta sul campo un linguaggio fashion senza perdere di vista la funzione di ogni capo.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le calzature, tra cemento e terra rossa</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">A completare la proposta sono i nuovi modelli di calzature, progettati per rispondere alle caratteristiche di due superfici fondamentali del tennis: cemento e terra rossa. Le soluzioni tecniche sono studiate per favorire aderenza, stabilità laterale e reattività, elementi centrali per accompagnare gli spostamenti e i cambi di direzione. Anche qui, il progetto EA7 segue la stessa direzione della collezione: mettere la tecnica al servizio del movimento, con un approccio in cui la dimensione sportiva incontra un’identità stilistica precisa.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La nuova collezione Tennis EA7 Autunno/Inverno 2026-27 racconta così un’idea di tennis in cui la performance non esclude lo stile, ma lo integra. Un equilibrio fatto di materiali, costruzioni e dettagli, pensato per vivere il gioco con libertà e carattere.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/EA7-3-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-68378" style="aspect-ratio:0.7998120742306789;width:317px;height:auto" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Photo:Armani Press</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>New Balance 990v7: le scarpe dei papà sono tornate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlotta D'Alessio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[genZ]]></category>
		<category><![CDATA[newbalance]]></category>
		<category><![CDATA[rosalia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un tempo erano considerate le classiche scarpe da papà, oggi le indossano tutti. New Balance presenta la nuova 990v7 e sceglie ROSALÍA per raccontarla. C&#8217;è stato un tempo in cui le New Balance erano semplicemente le scarpe dei papà. Quelle comode, un po&#8217; ingombranti, spesso grigie e decisamente lontane da quello che consideravamo alla moda. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/10/28/new-balance-990v7-le-scarpe-dei-papa-sono-tornate/">New Balance 990v7: le scarpe dei papà sono tornate</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Un tempo erano considerate le classiche scarpe da papà, oggi le indossano tutti. New Balance presenta la nuova 990v7 e sceglie ROSALÍA per raccontarla.</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">C&#8217;è stato un tempo in cui le New Balance erano semplicemente le scarpe dei papà. Quelle comode, un po&#8217; ingombranti, spesso grigie e decisamente lontane da quello che consideravamo alla moda. Poi qualcosa è cambiato. Le cosiddette <em>dad shoes</em> sono finite ai piedi di modelle, cantanti e influencer, diventando uno dei modelli più riconoscibili degli ultimi anni. E oggi, con la nuova New Balance 990v7, il brand sembra volerci ricordare che, forse, i nostri papà avevano capito tutto prima di noi.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-18 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="904" data-id="68382" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/5-1024x904.png" alt="" class="wp-image-68382" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/5-980x865.png 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/5-480x424.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Da scarpe da running a fenomeno di moda</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Facciamo un piccolo salto nel passato. È il 1982 quando New Balance presenta la prima 990, una scarpa pensata per correre e progettata dopo quattro anni di studi. La particolarità? Costava più di 100 dollari, una cifra piuttosto alta per un paio di scarpe sportive dell&#8217;epoca. Da allora sono passati oltre quarant&#8217;anni e la 990 ha cambiato completamente pubblico. Se prima era scelta soprattutto dagli sportivi e da chi cercava una scarpa comoda, oggi la troviamo anche nei look delle celebrity e per le strade delle grandi città.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La cosa divertente è che il suo successo nasce proprio da quell&#8217;aspetto un po&#8217; vecchio stile che per anni l&#8217;aveva resa poco interessante agli occhi dei più giovani. Ma si sa, la moda ha questa strana abitudine: prima prende in giro qualcosa e poi decide che è bellissimo.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-19 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="690" data-id="68385" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/2-1024x690.png" alt="" class="wp-image-68385" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/2-980x660.png 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/2-480x323.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1556" height="826" data-id="68384" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/4-1024x544.png" alt="" class="wp-image-68384" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/4-1024x544.png 1556w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/4-1280x679.png 1280w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/4-980x520.png 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/4-480x255.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1556px, 100vw" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Cosa cambia con la nuova 990v7?</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Con la settima versione, New Balance ha deciso di aggiornare il modello senza cambiarlo troppo. D&#8217;altronde, perché stravolgere qualcosa che continua a piacere?</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La nuova 990v7 mantiene il suo aspetto caratteristico, ma presenta una forma leggermente più snella e alcuni dettagli rivisti. Anche i materiali rimangono quelli tipici della linea, con inserti in pelle scamosciata e tessuto traspirante. Le novità principali riguardano soprattutto la comodità. La suola è stata resa più morbida grazie a una versione aggiornata della tecnologia FuelCell, mentre altri elementi sono stati aggiunti per offrire maggiore stabilità.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Insomma, qualche cambiamento c&#8217;è, ma senza esagerare. La 990 rimane quella scarpa che riconosceremmo anche da lontano.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">ROSALÍA e il ritorno delle dad shoes</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Per presentare la nuova versione, New Balance ha scelto una campagna dal titolo “Dad&#8217;s Back”, ovvero <em>“Papà è tornato”</em>. Un nome che gioca proprio con la fama di queste sneakers e con il loro passato tutt&#8217;altro che alla moda.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Tra i protagonisti troviamo ROSALÍA, Josh Allen, Cooper Flagg e IU, quattro personaggi che arrivano dal mondo della musica e dello sport. Una scelta che racconta bene quanto sia cambiata l&#8217;immagine di queste scarpe. Oggi le New Balance possono essere indossate da una popstar internazionale come da un padre americano, senza sembrare fuori posto in nessuno dei due casi.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ed è proprio qui che sta il bello. Le scarpe che un tempo avremmo guardato con un certo imbarazzo ai piedi dei nostri genitori sono diventate quelle che oggi compriamo per completare i nostri outfit.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="694" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/1-1024x694.png" alt="" class="wp-image-68388" style="aspect-ratio:1.4755301565957923;width:581px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/1-980x664.png 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/1-480x325.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Alla fine, i papà avevano ragione?</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La storia della 990 ci racconta qualcosa di più interessante di una semplice uscita. Ci ricorda quanto velocemente possano cambiare i nostri gusti. Quello che ieri consideravamo brutto oggi ci piace, quello che sembrava vecchio diventa improvvisamente cool e persino le scarpe dei nostri genitori finiscono nella nostra lista dei desideri.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">E forse è proprio questa la parte più ironica di tutta la storia: per anni abbiamo preso in giro le scarpe dei papà, per poi ritrovarci a spendere 200 dollari per averne un paio uguale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/10/28/new-balance-990v7-le-scarpe-dei-papa-sono-tornate/">New Balance 990v7: le scarpe dei papà sono tornate</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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		<title>Proteste e letteratura</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/10/27/proteste-e-letteratura/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Letizia Fico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[genZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla letteratura di Victor Hugo alla società contemporanea, una riflessione sul potere e sul futuro. Le proteste non sono mai solo una questione di numeri e slogan. Riflettono il complesso rapporto tra cittadini e potere e, dietro ogni manifestazione, esistono ragioni e domande che meritano di essere ascoltate. Il dissenso del resto non è un&#8217;anomalia [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dalla letteratura di Victor Hugo alla società contemporanea, una riflessione sul potere e sul futuro.</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le proteste non sono mai solo una questione di numeri e slogan. Riflettono il complesso rapporto tra cittadini e potere e, dietro ogni manifestazione, esistono ragioni e domande che meritano di essere ascoltate. Il dissenso del resto non è un&#8217;anomalia della democrazia , ma una forma attraverso cui essa si mette alla prova. Per comprendere ciò che sta accadendo in questi giorni possiamo fare riferimento ad uno scrittore che ha fatto della giustizia sociale uno dei più grandi temi dei suoi libri: Victor Hugo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="658" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Portrait-de-Victor-Hugo-en-citations.jpg" alt="" class="wp-image-68369" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Portrait-de-Victor-Hugo-en-citations-500x551.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Portrait-de-Victor-Hugo-en-citations-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 500px) 500px, 100vw" /></figure>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity" />



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La voce di chi non viene ascoltato</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Finché ci saranno sulla terra ignoranza e miseria, libri come questo potranno non essere inutili.</p>
</blockquote>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel 1862 con &#8220;I miserabili&#8221;, Victor Hugo raccontava di una società attraversata da povertà e disuguaglianze. Nella prefazione del romanzo scriveva queste parole che superano il loro tempo e ci invitano a guardare oltre la superficie degli eventi, perché una protesta non nasce necessariamente quando si conquistano le strade, ma quando il malessere della popolazione si accumula e cresce lentamente.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="735" height="412" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/download-2026-10-27T093421.977.jpg" alt="" class="wp-image-68370" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/download-2026-10-27T093421.977.jpg 735w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/download-2026-10-27T093421.977-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 735px, 100vw" /></figure>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity" />



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il dissenso è parte della democrazia </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La democrazia non si misura solo in base alla possibilità di votare. Si misura anche dalla libertà di criticare il potere, di non concordare con le decisioni del governo e la richiesta di essere ascoltati. Il diritto di manifestare deve convivere con il rispetto delle regole e, allo stesso tempo, la necessità di garantire l&#8217;ordine non deve diventare un motivo per ignorare le istanze del popolo. Quando non c&#8217;è comunicazione tra istituzioni e cittadini, le piazze diventano il simbolo di una società non unita.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="639" height="960" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/ato-na-Av-Paulista-04_09_16-ForaTemer-EleicoesJa.jpg" alt="" class="wp-image-68372" style="width:407px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/ato-na-Av-Paulista-04_09_16-ForaTemer-EleicoesJa-639x720.jpg 639w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/ato-na-Av-Paulista-04_09_16-ForaTemer-EleicoesJa-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 639px) 639px, 100vw" /></figure>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity" />



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il pensiero di Hugo</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le opere di Hugo offrono una chiave di lettura per comprendere le proteste della società moderna. Le pagine dei suoi libri danno uno sguardo sulle ingiustizie della società, ricordandoci che il progresso non si misura nelle conquiste raggiunte, ma anche nelle disuguaglianze che esistono. La Costituzione italiana nasce dalla volontà di costruire un Paese fondato sulla partecipazione democratica. Non è solo un&#8217;insieme di norme da celebrare nelle ricorrenze ufficiali: lega lo Stato ai cittadini. In tempi in cui gran parte della nostra attenzione è assorbita dai social, fermarsi a leggere la nostra Costituzione diventa un esercizio di cultura civica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>foto: pinterest</em></p>
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		<title>G.H.BASS x DSM Kei Ninomiya</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/10/27/ghbass-dsm-kei-ninomiya-penny-loafer/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[collab]]></category>
		<category><![CDATA[G.H.Bass]]></category>
		<category><![CDATA[Kei Ninomiya]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dall’heritage americano alla sperimentazione giapponese, il mocassino iconico si reinventa per l’Autunno/Inverno 2026 tra pelle goffrata, dettagli esclusivi e avanguardia. Alcuni classici attraversano le epoche senza perdere la propria identità. Altri trovano nuovi modi per sorprendere. Per l’Autunno/Inverno 2026, G.H.BASS incontra DSM Kei Ninomiya per reinterpretare il Larson penny loafer, trasformando una calzatura simbolo della [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dall’heritage americano alla sperimentazione giapponese, il mocassino iconico si reinventa per l’Autunno/Inverno 2026 tra pelle goffrata, dettagli esclusivi e avanguardia.</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Alcuni classici attraversano le epoche senza perdere la propria identità. Altri trovano nuovi modi per sorprendere. Per l’Autunno/Inverno 2026, <a href="https://www.instagram.com/ghbass/?hl=it">G.H.BASS</a> incontra <a href="https://www.instagram.com/dsmkeininomiya/">DSM Kei Ninomiya</a> per reinterpretare il Larson penny loafer, trasformando una calzatura simbolo della tradizione americana in un progetto che mette in dialogo heritage, ricerca materica e design contemporaneo.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-20 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="68299" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Outfit-724x1024.jpg" alt="Outfit" class="wp-image-68299" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="68300" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Hair-close-up-724x1024.jpg" alt="Hair close up" class="wp-image-68300" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il classico non resta mai fermo</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fondato nel 1876, G.H.BASS ha costruito la propria identità attraverso una calzatura diventata un riferimento culturale: il penny loafer. Introdotto nel 1936, il modello Larson si distingue per la silhouette essenziale, la costruzione artigianale e la caratteristica fessura sul cinturino, elementi che lo hanno reso protagonista del guardaroba maschile. Dalle università americane allo streetwear contemporaneo, il mocassino ha superato la dimensione del semplice accessorio, diventando un codice estetico capace di attraversare generazioni e stili differenti. La collaborazione con DSM Kei Ninomiya riparte proprio da questa eredità. L&#8217;obiettivo non è celebrare nostalgicamente il passato, ma utilizzarlo come punto di partenza per una nuova interpretazione. Perché un&#8217;icona resta attuale quando riesce a evolversi senza perdere ciò che la rende riconoscibile. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-21 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="68302" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Loafer-close-up-724x1024.jpg" alt="Loafer close up" class="wp-image-68302" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="68301" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Shadow-724x1024.jpg" alt="Shadow" class="wp-image-68301" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Kei Ninomiya: la sperimentazione incontra l&#8217;heritage</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">A reinterpretare il Larson è la sensibilità progettuale di Kei Ninomiya, designer giapponese noto per la ricerca formale e l&#8217;approccio sperimentale alla costruzione e alla materia. Il suo linguaggio creativo introduce una prospettiva contemporanea in un prodotto profondamente legato alla tradizione americana. L&#8217;incontro tra i due universi genera un contrasto interessante: da una parte, l&#8217;essenzialità di un modello storico; dall&#8217;altra, una visione che mette in discussione i codici consolidati attraverso superfici e dettagli. Il risultato non stravolge la struttura originale, ma ne modifica la percezione. La sperimentazione diventa uno strumento per valorizzare il classico, dimostrando come anche un oggetto dalla forte identità possa acquisire nuove possibilità espressive senza perdere la propria riconoscibilità.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-22 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="68303" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Posing-724x1024.jpg" alt="Posing" class="wp-image-68303" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="68304" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Leather-724x1024.jpg" alt="Leather" class="wp-image-68304" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Black e Wine: il potere della superficie</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il progetto introduce due modelli da uomo in pelle lucida goffrata, disponibili nelle varianti Black e Wine. La texture diventa protagonista e allontana il Larson dall&#8217;immagine più tradizionale del mocassino in pelle liscia. La finitura goffrata crea un effetto visivo più grafico, accentuato dalla luce che attraversa la superficie. La silhouette rimane essenziale, mentre il materiale introduce una dimensione contemporanea, capace di trasformare un dettaglio discreto in un elemento distintivo. Il nero conserva un carattere versatile e deciso; il Wine aggiunge profondità cromatica e una presenza più intensa. Due interpretazioni che ampliano le possibilità stilistiche del modello senza comprometterne l&#8217;equilibrio. La trasformazione passa quindi dalla materia, non dall&#8217;eccesso. È proprio questa scelta a rendere la collaborazione interessante: intervenire sulla superficie significa cambiare il linguaggio di un prodotto senza cancellarne la storia.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-23 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="68307" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Kei-724x1024.jpg" alt="Kei" class="wp-image-68307" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="68306" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Burgundy-724x1024.jpg" alt="Burgundy" class="wp-image-68306" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Una moneta, un&#8217;<a href="https://www.adlmag.it/2026/10/22/quando-lidentita-di-un-brand-diventa-collettiva/">identità</a> condivisa</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel penny loafer, la fessura sul cinturino rappresenta uno degli elementi più riconoscibili. Per questa collaborazione, il dettaglio viene reinterpretato attraverso una moneta in nickel personalizzata con il marchio Dover Street Market. Un intervento minimo, ma significativo, che mette in relazione l&#8217;identità storica del modello con quella del partner creativo. La moneta diventa così un segno distintivo, capace di raccontare la collaborazione senza affidarsi esclusivamente a loghi e dichiarazioni visive. Completano il progetto la costruzione cucita a mano e il design sfoderato, caratteristiche che mantengono un legame con la tradizione manifatturiera di G.H.BASS. Il valore dell&#8217;operazione risiede nella coerenza dei dettagli: dalla scelta della pelle alla personalizzazione del cinturino, ogni elemento contribuisce a costruire un&#8217;identità riconoscibile. Una collaborazione che interviene concretamente sul prodotto, trasformando il patrimonio del brand in una nuova esperienza estetica.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="68309" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Fit-724x1024.jpg" alt="Fit" class="wp-image-68309" /></figure>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il lusso di saper evolvere</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La collaborazione tra G.H.BASS e DSM Kei Ninomiya racconta una delle dinamiche centrali della moda contemporanea: la capacità di reinterpretare il passato per costruire nuove identità. Un classico non deve necessariamente cambiare forma per tornare rilevante; può trovare nuove possibilità attraverso materiali, finiture e dettagli progettuali. Il Larson conserva la propria silhouette essenziale, ma acquista una nuova personalità grazie alla pelle goffrata, alle tonalità Black e Wine e alla moneta personalizzata. La tradizione diventa così una base creativa, non un limite. Per l&#8217;Autunno/Inverno 2026, questa collaborazione dimostra come heritage e avanguardia possano convivere senza annullarsi. Il risultato è un penny loafer che mantiene la propria storia, ma parla un linguaggio diverso, più grafico e contemporaneo. Perché nella moda, talvolta, innovare non significa inventare qualcosa di completamente nuovo. Significa guardare un&#8217;icona da una prospettiva diversa.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fonte: ghbass-eu.com</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/10/27/ghbass-dsm-kei-ninomiya-penny-loafer/">G.H.BASS x DSM Kei Ninomiya</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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