Il Met Gala prima dei social: sì, esisteva davvero

da | FASHION

Nessuna foto condivisa, né luci della ribalta: ecco come era il Met Gala nell’epoca pre-social.

Prima che i social media trasformassero la notte del primo lunedì di maggio nell’evento più atteso, postato, ricondiviso e giudicato dell’anno, il Met Gala era già così rilevante? Secondo l’ottica moderna del “se non lo posti, non è successo davvero”, la risposta sarebbe no. Non ci interesseremmo mai a qualcosa che accade a porte chiuse se non ci fossero selfie di gruppo, storie Instagram e foto inedite a farci entrare di soppiatto tra le mura delle sale del Costume Institute del Metropolitan Museum of Art di New York, dove il tutto accade.

Eppure, le settimane antecedenti all’evento, i feed dei più famigerati appassionati di moda si tingono di un’estetica retrò, invasi dagli scatti dei look del passato, quando nessuno degli ospiti aveva gli occhi così tanto puntati su di sé da far diventare la scelta del proprio abito una sfida con sé stesso ed una competizione con gli altri. Che aspetto aveva quindi il Met Gala una volta?

Il Costume Institute Gala

Il Met Gala nasce come una cena di beneficenza con il fine di raccogliere fondi per il Costume Institute, dal quale l’evento inizialmente prendeva il nome. Ad organizzarlo è Eleanor Lambert, che nel lontano 1948 invita 50 persone chiamate a vestirsi secondo un dress code: in abito o cravatta bianca. Una richiesta piuttosto morbida rispetto agli elaborati temi odierni. Temi, tra l’altro, introdotti solo diversi anni dopo da Diana Vreeland, che trasforma la cena in una festa e abbina di anno in anno il tema del dress code alla mostra corrente. Sistema che vige tutt’ora.

Diana Vreeland e Yves Saint Laurent, Met Gala 1983. Foto: Vogue.

Insomma, un evento più riservato, e per certi versi, anche più rilassato. Nessuna livestream, nessun commento, l’evento è stato sconosciuto ai più per molto tempo. La copertura mediatica era infatti limitata, con poche riviste specializzate che ne riportavano i dettagli. Un evento settoriale, più che globale. Quella che durante la seconda metà del secolo scorso era un’elegante cena di gala, i cui biglietti costavano appena 50 dollari, è oggi una vera e propria ossessione per la cui mera partecipazione celebrità e figure di spicco sono disposte a spendere centinaia di migliaia di dollari.

Buongusto > Viralità

Impossibile non sentirne parlare, anche se non interessati. Impossibile non posare lo sguardo su almeno un look, e… non giudicarlo. Quando gli spietati occhi dell’internet non avevano modo di guardare, poiché ancora inesistenti, però, non si puntava a colpire. Certo, la moda ha sempre giocato un ruolo fondamentale, ma la costruzione del look era fine a sé stessa. A dimostrarlo è il generale minimalismo e la naturale eleganza senza sforzo degli abiti, il cui obiettivo era il buongusto, non la viralità. Guardando i look di Kate Moss nel 1995, o di Christy Turlington nel 1996, è impensabile non provare fascinazione. Ma bisogna essere onesti: oggi subirebbero la gogna mediatica con la sola colpa di essere troppo semplici.

Lo stesso si potrebbe dire di Lady Diana, con il suo vestito in raso firmato Dior, di Linda Evangelista, o facendo un salto ancor più indietro nel tempo, di Jacqueline Kennedy negli anni ’70. In fin dei conti, tutto è lecito finché non viene osservato minuziosamente sotto la grande lente d’ingrandimento (e di esasperazione) dei social media.

Cos’altro sarebbe inaccettabile oggi? A parte il godersi una cena senza postare nulla, sicuramente presentarsi con jeans e t-shirt, come Liv Tyler e Stella McCartney nel 1999, o in scarpe di plastica e cappotto come Julianne Moore l’anno precedente.

Met Gala 2025

Chiarita l’origine e la diversa natura del Met Gala degli anni passati, non resta che domandarsi: come sarà il prossimo? Il tema Superfine: Tailoring Black Style omaggerà lo stile Black Dandy afroamericano. I co-chairs che affiancheranno Anna Wintour saranno 4 icone maschili Black: Lewis Hamilton, Pharrell Williams, A$AP Rocky e Colman Domingo.

Gli ospiti, per ora, nonostante le tante voci e supposizioni maturate dal web, non sono stati ufficialmente rivelati, tanto meno chi vestirà chi. Per quello, c’è da attendere fino al prossimo lunedì. Quando ancora una volta, per una notte intera, il mondo della moda si fermerà a guardare. E giudicare, naturalmente.

Foto: Vogue, Pinterest