Nespresso assieme a Legambiente e AzzeroCO2 inserisce nel suo percorso più che decennale di impegno sociale e sostenibile una nuova iniziativa in grado di fare, ancora una volta, la differenza.
La sostenibilità è l’aspetto più importante quando si parla di produzione. Un argomento di cui abbiamo sentito veramente tanto negli ultimi anni e spesso non nel modo corretto. Il binomio azienda-sostenibilità è un terreno delicato su cui non tutti sanno costruire.
Questo non è però il caso di Nespresso, che con il suo nuovo progetto si riconferma una delle aziende attivamente impegnata nell’ambito del sostenibile e del sociale. Inserendosi nella Campagna Ortofrutteto Solidale nata dall’incontro di Legambiente e AzzeroCO2, una società di consulenza per la sostenibilità e l’energia, l’iniziativa di Nespresso comincerà nelle regioni coinvolte a partire dal prossimo autunno.
Nespresso lancia in Italia il primo orto-frutteto sociale diffuso grazie al recupero del caffè esausto delle capsule.

Con ben sette realtà del Terzo Settore, in sette regioni d’Italia, il progetto di recupero delle capsule ha nuovamente prodotto un progetto sociale e sostenibile che fa la differenza. Parliamo di oltre 24 quintali di compost che restituiti al suolo ne migliorano la fertilità e permettono di sostenere progetti agricoli e sociali, proprio come l’orto-frutteto sociale.
Alberi da frutto, ulivi e piante aromatiche, l’iniziativa vede la nascita di un nuovo importante progetto dai grandi benefici ambientati e di opportunità di inserimento lavorativo. Insieme a sette cooperative in Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Basilicata, Veneto e Puglia, il semplice gesto del riciclo delle capsule porterà a un impatto enorme con una produzione annua stimata di oltre 38.750kg di frutta e ortaggi e a 400 litri di olio extravergine d’oliva. Ma importanti sono anche i dati legati agli inserimenti lavorativi, così come i percorsi formativi, che si prospetta raggiungeranno indirettamente più di 960 persone e famiglie. Questo attraverso progetti come gruppi di acquisto solidale, mercati contadini e refezioni ospedaliere.
Un semplice gesto in grado di dare vita a un progetto così grande.

Da Chicco a Chicco, nato 15 anni fa, è stato l’inizio di un percorso decisamente importante che ha dimostrato come il semplice gesto del riciclo delle capsule possa portare a un valore concreto, un qualcosa che fa davvero la differenza sul territorio italiano e le comunità. “Un chicco alla volta, insieme”, il nuovo percorso intrapreso da Nespresso, e la nascita dell’orto-frutteto sociale si inseriscono come un’evoluzione naturale di un impegno che in oltre un decennio ha permesso al valore del riciclo di diventare qualcosa di più grande e sempre più significativo.
Il caffè, una capsula in alluminio e l’intenzione di portare un cambiamento nella complessità del riciclo sono stati gli elementi fondamentali, assieme all’impegno dei consumatori, che con la restituzione in punti dedicati per separare l’alluminio e il caffè, hanno portato a nuovi utilizzi impattanti a livello sociale e nell’ambito del sostenibile.
Dal 2011 con la creazione di oltre 8 milioni di porzioni di riso donate, a oggi con la creazione di un orto-frutteto sociale. Una storia di impegno che ha fatto la differenza in diverse comunità.

La differenza verrà fatta anche nell’adeguarsi ai cambiamenti normativi legati al riciclo delle capsule, implementando e sviluppando nuove soluzioni di raccolta che permetteranno di mantenere vivo l’impegno di Nespresso verso la sostenibilità e la partecipazione sempre più diffusa dei consumatori.
Insomma, bere il caffè con Nespresso non è solo un’esperienza e una celebrazione del gusto, ma anche un gesto che permette di sostenere il cambiamento, l’impatto sociale e l’impegno verso la sostenibilità in modo reale. Proprio “Un chicco alla volta, insieme”.


