Quando un dettaglio diventa protagonista

da | CULTURE

Quante volte al giorno vediamo pubblicità in cui compaiono solo mani che tengono o mostrano i prodotti? E quante volte ci fermiamo a chiederci chi ci sia dietro quell’inquadratura?

È da qui che parte Fabio Marino con “Tra le mani… la vita”, un viaggio personale che ci spiega ciò che resta fuori dalla scena: fragilità, ostinazione, identità e autenticità, anche quando tutto sembra chiedere perfezione. Selezionato per Casa Sanremo Writers 2026 e pubblicato da SBS Edizioni, il libro apre le porte al backstage non solo di una professione rara, ma di una vita vissuta tra le luci dei riflettori e l’”ombra” dei momenti privati.

Non è solo una confessione, ma si trasforma in uno spazio più intimo, in cui tutte le scelte, ostacoli e successi vengono alla luce. Restare autentici può sembrare un gioco da ragazzi, ma in alcuni casi l’immagine pubblica rischia di prendere il sopravvento. Le etichette—belle o brutte che siano— arrivano in fretta e liberarsene non è sempre altrettanto semplice. Fabio Marino ha trovato il coraggio di raccontarsi senza filtri, mostrando anche le parti più vulnerabili di sé.

Sicuramente, a fare la differenza è stata la sua determinazione. Avere un sogno oggi è già un atto distintivo, ma continuare a inseguirlo nonostante tutto significa diventare imbattibili. Vuol dire cadere, rialzarsi e arrivare comunque a destinazione.

Raccontarsi in prima persona significa assumersi un rischio, soprattutto quando la storia attraversa giudizi, pregiudizi e fragilità. Qual è stato il momento in cui è diventato inevitabile trasformare la propria esperienza in un libro?

Il momento in cui è diventato un’esigenza personale di raccontarsi e’ stato quando ho voluto tirare fuori me stesso, la mia esperienza, il mio vissuto e tutto quello che è passato tra sconfitte e successi, forse con la mia maturità o forse con le troppe cose che avevo vissuto e volevo raccontare a tutti quelli che mi conoscevano solo per un nome e non per quello che ero personalmente 

La selezione per Casa Sanremo Writers 2026 porta questa autobiografia in un contesto dove la visibilità è un linguaggio quotidiano. Che cosa rappresenta Sanremo, oggi, per un autore che parla di identità e di autenticità “praticata” giorno dopo giorno?

Rappresenta un grande traguardo personale, significa essere riuscito a conquistare la voglia del pubblico di sentire la mia storia abbastanza unica sotto alcuni aspetti ma anche quella fatta di vita quotidiana. Non è stato facile mettere a nudo la propria vita, ma è stato utile per far capire e comprendere le difficoltà che ci sono state nel mio percorso.

Nel libro la scelta dell’“intervista al destino” non è solo una soluzione formale, ma un modo di interrogare il percorso. Perché questa struttura era la più adatta a restituire verità, ironia e dolore senza cadere nella celebrazione?

Il destino rimane quella figura a cui nessuno può opporsi e rappresenta quella condizione che dobbiamo affrontare e accettare. Non possiamo modificarla ma solo affrontarla superando i momenti difficili e quelli belli.

Le mani sono mestiere, dettaglio, simbolo e destino: nel suo racconto diventano anche una lente per leggere il rapporto tra corpo e riconoscimento sociale. Quale significato più profondo attribuisce oggi a quelle mani, soprattutto dopo averle consegnate anche alla parola scritta?

Le mani sono tanto e tutto. Non solo per me che ne ho fatto una questione anche lavorativa ma per tutte le persone. Rappresentano il primo biglietto da visita e ci parlano del nostro vissuto solo ad uno sguardo, ci rappresentano, si esprimono anche solo con un gesto. Sono  molto orgoglioso delle mie per mille motivi, mi hanno dato tanta soddisfazione perché ho saputo valorizzarle e sono diventate famose prima di me. Quindi potrei dire che hanno un valore inestimabile per me. 

Per approfondire:
– Sheyla Bobba e SBS Edizioni;
– Chiara Domeniconi;
– Antonella Torres;
– Marinella Brandinali
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– Veronica Madia;
– Alessandra Esposito
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 Alessio Tanzi;
Barbara Fabrizio.