Se non siamo i primi a credere in noi stessi, come possiamo realizzare i nostri sogni? Antonella Torres ci aiuta in questo percorso per costruire passo dopo passo la versione di noi che desideriamo.
Nel libro Tela bianca. Atto secondo: le Decisioni, pubblicato da SBS Edizioni nella collana Bíos, l’autrice paragona la vita ad una tela bianca. Qualsiasi nostro atto, perfino la scelta di non fare nulla, decora questa “tela”. Proprio per questo motivo, le decisioni che prendiamo sono molto importanti e determinanti per il nostro futuro.
Partendo da Tela Bianca. Atto Primo: L’Autostima si dà avvio alla propria crescita personale. Con consapevolezza e determinazione riusciremo a creare e personalizzare il sentiero che ci porterà al raggiungimento dei nostri desideri, ricordandoci che ogni tappa è essenziale per credere in noi.
Dalla Puglia al Piemonte, passando per Milano, il percorso di Antonella Torres è fatto di spostamenti, scelte e continua crescita. Una traiettoria che si riflette nella sua scrittura e che l’ha portata a essere selezionata per Casa Sanremo Writers 2026, riconoscimento che conferma come la sua voce sappia raccontare le decisioni di ogni giorno con autenticità e vicinanza al lettore.
In questo senso, Tela bianca. Atto secondo: le Decisioni non è solo un libro da leggere, ma uno spazio da abitare, dove ogni scelta diventa un segno consapevole sulla propria storia.

Nel suo lavoro Tela bianca. Atto secondo: le Decisioni il tema decisionale emerge come un nodo centrale della trasformazione personale. Quali momenti della sua esperienza l’hanno portata a riconoscere il valore di questo tema, e come crede che risuoni con il pubblico di Casa Sanremo Writers 2026?
Nel mio percorso, il tema “decisione” è nato per una necessità. Sono state le mie esperienze personali quotidiane, non eventi eclatanti, a portarmi a scriverne. Avere la consapevolezza che ogni trasformazione personale chiede un atto di responsabilità, può arricchire la vita.
La “tela bianca” non è mai vuota: è carica di ciò che scegliamo di rimandare o di affrontare. In questo senso, la decisione diventa il gesto creativo per eccellenza. Credo che questo tema risuoni in modo particolarmente forte con il pubblico di Casa Sanremo Writers 2026 perché parliamo di una comunità di autori, artisti e pensatori che vive costantemente in una zona di passaggio. Scrivere, oggi, è già una scelta controcorrente; esporsi, raccontarsi, prendere posizione lo è ancora di più. In un contesto come Casa Sanremo, dove le voci cercano ascolto e direzione, il tema delle decisioni tocca una dimensione condivisa: quella del coraggio di firmare la propria storia, anche quando non se ne conosce ancora l’esito.
Sanremo, con la sua storia di contaminazione tra parola, musica e spettacolo, offre uno scenario unico per mettere in dialogo l’esperienza della scrittura con il vissuto dei partecipanti. In che modo pensa che questo ambiente possa arricchire la lettura e la ricezione della sua opera?
Sanremo è un posto magico pieno di musica, ma soprattutto di parole. È un luogo dove si viene esposti al mondo intero, dove si condivide, dove si creano dialoghi attraverso la musica e le parole. Per Tela bianca atto secondo: le Decisioni, questo è un elemento decisivo. Il libro nasce da una riflessione interiore, ma Sanremo gli offre una cassa di risonanza emotiva enorme, le scelte di cui parlo non restano astratte, perché intorno c’è un pubblico che vive, spesso nello stesso momento, decisioni artistiche, professionali e personali. La contaminazione tra parola e musica amplifica il senso del testo, perché la musica lavora là dove il linguaggio si ferma, mentre la parola dà forma a emozioni che altrimenti resterebbero indistinte.


Il libro utilizza esercizi, domande riflessive e narrazioni per accompagnare il lettore nella comprensione delle proprie scelte. Quale esercizio o riflessione contenuta nel libro ritiene più efficace per favorire una presa di coscienza autentica?
L’esercizio che reputo più efficace per favorire una presa di coscienza autentica consiste in chiederci se tutto quello che stiamo facendo rispecchia i nostri valori, se abbiamo considerato bene i pro e i contro, se questa è la strada che davvero vogliamo percorrere. In sostanza, continuare a farsi sempre delle domande. Anche visualizzare dove si vuole arrivare è un ottimo esercizio. Infine, è importantissimo anche tenere un diario di quello che ci accade quotidianamente, perché ci fa vedere il nostro progetto nel suo insieme, così da poter correggere immediatamente gli errori, qualora ce ne fossero.
Guardando al percorso compiuto tra Tela bianca. Atto primo e Atto secondo, come descriverebbe l’evoluzione della sua visione sull’atto del decidere, e cosa spera che il lettore porti con sé dopo aver letto il suo libro?
L’evoluzione è netta perché nel primo parlavo di autostima e della percezione di sé. Sappiamo benissimo che senza autostima non siamo in grado di prendere delle decisioni concrete. Le decisioni non arrivano mai dopo, sono sempre in atto. Ogni volta che rimandiamo qualcosa è una scelta che abbiamo preso. Decidere non significa controllare l’esito, ma assumersi la responsabilità della direzione, anche quando è parziale, imperfetta, reversibile. È un gesto di presenza più che di forza.
Questa evoluzione ha cambiato anche il mio modo di scrivere e di pensare alle decisioni come atti meno eroici ma più umani, legati alla nostra quotidianità. Quello che spero che il lettore porti con sé, dopo la lettura, non è il coraggio di fare grandi scelte, ma una relazione più onesta con le scelte che sta già prendendo. La consapevolezza che non esiste una decisione perfetta, ma esiste una decisione dell’oggi. Se il libro riesce a lasciare questa traccia, l’idea che scegliere significa esserci, anche con il dubbio, allora la tela non resta bianca, ma diventa finalmente propria e ognuno può disegnare come meglio desidera la propria vita.
Per approfondire:
– SBS Edizioni;


