Siete alla ricerca di un noir contemporaneo che non si limiti a risolvere un enigma, ma che coinvolga il lettore da un punto di vista più profondo? “Come una pecora su uno scoglio” di Alessio Tanzi, pubblicato da SBS Edizioni, non è un semplice giallo: è un vero e proprio viaggio nell’identità e nella memoria. Qui la verità diventa fragile e incerta, qualcosa che deve essere conquistato.
Tanzi è un avvocato penalista, con un occhio attento e allenato alla psicologia dei suoi personaggi. Il protagonista, segnato da un deficit mnemonico, ricompone il presente attraverso i frammenti del suo passato. Il romanzo sviscera così i segreti dell’animo umano e della città in cui è ambientato. I personaggi prendono vita tra i palazzi silenziosi e le strade intrise di ombre dell’EUR, quartiere romano che diventa uno spazio simbolico, attraversato da tensioni sociali e silenzi.
Non è un caso che “Come una pecora su uno scoglio” sia stato selezionato per Casa Sanremo Writers: la scrittura di Tanzi. al tempo stesso tagliente e lirica, è capace di coinvolgere il pubblico quasi fisicamente. Il lettore, infatti, non leggerà solo la storia, ma sarà in grado di percepirla sulla propria pelle. Un romanzo che fa riflettere su colpa e giustizia, definendo quella linea sottile che divide realtà e apparenza.

Nel tuo percorso come narratore, come è nata la scelta di ambientare “Come una pecora su uno scoglio” proprio nell’EUR, e che rapporto hai con questi spazi nella tua scrittura?
E’ il primo romanzo che ambiento a Roma. Roma è una città complessa da raccontare, fatta di tante città in una. Roma è come un palazzo nobiliare dove il padrone non conosce tutte le stanze della sua proprietà, per questo ho pensato di poterla descrivere solo entrando dalla porta che conoscevo meglio che è appunto quella del mio quartiere. Poi c’è anche il fatto che l’EUR è abitato dalla cosiddetta borghesia professionale e mi sembrava il giusto palcoscenico per la storia che vive Fermo Trimani.
Casa Sanremo Writers 2026 rappresenta un contesto di forte visibilità e dialogo tra diverse forme artistiche. In che modo pensi che questa esperienza possa influenzare la percezione del tuo lavoro da parte del pubblico?
Credo che sia lo sfondo giusto per far conoscere questa storia. In fin dei conti Sanremo è un palcoscenico diffuso e “Come una pecora su uno scoglio” è un romanzo scritto seguendo uno stile cinematografico. Un libro fatto di immagini che veicolano sensazioni e questo lo rende particolarmente interessante, se non adatto a essere presentato in questa manifestazione.

Il noir è un genere che spesso riflette tensioni sociali oltre a quelle narrative. Quali sono, secondo te, gli elementi socioculturali che emergono con maggiore forza nel tuo romanzo?
Da una parte c’è la perdita di aspettative da parte della nuova classe dirigenziale. Se i nostri padri e i nostri nonni si impegnavano nella crescita lavorativa con la certezza di progredire e quindi di stare meglio e così costruire un futuro, la generazione degli odierni cinquantenni, per non parlare poi di quelle successive, una volta abbandonati i sogni di gloria giovanili, cercano solamente di sopravvivere. Oggi si cerca solo di portare a casa la “pellaccia” giorno per giorno. Si naviga a vista. Dall’altra c’è l’ingerenza dei media nei fatti di cronaca. La critica di come vicende tristissime vengono trattate da prodotto da banco in trasmissioni in cui intervengono pseudo esperti, ovvero tuttologi che “stringi stringi”, pur dandosi arie da professori, mirano solo ed esclusivamente al gettone di presenza.
Se dovessi scegliere un’immagine o una scena simbolica del libro per introdurlo ai lettori sanremesi, quale sceglieresti e perché, mantenendo però la suspense fino alla fine?
Sicuramente il prologo. Credo che sia di grande effetto e che susciti la giusta curiosità per arrivare in fondo alla storia.
Per approfondire:
– Sheyla Bobba e SBS Edizioni;
– Chiara Domeniconi;
– Antonella Torres;
– Marinella Brandinali;
– Veronica Madia;
– Alessandra Esposito.


