La stampa 3D ha creato un’esplosione 10 anni fa e oggi nessuno sembra ricordarla. Dov’è finita la rivoluzionaria tecnologia che avrebbe risolto tutto?
Cos’è la stampa 3D
Abbiamo visto sfilare gonne di legno, vestiti che vengono spruzzati in passerella, cuori pulsanti che sfilano con totale naturalità e le creazioni di Iris Van Herpen che con ogni uscita causa clamore. Anche se è un materiale recente, la stampa 3D è apparsa in scena nel 2012, tredici anni fa e non ha causato il furore che tutti speravano. Tra le aspettative che avrebbe rivoluzionato il campo della medicina, della moda e della manifattura, noi siamo ancora qui. La stampa 3D è un processo di creazione mediante la stratificazione di diversi materiali come resina, diversi metalli e polimeri.
Per riuscire a stampare un oggetto con questa tecnica deve essere prima disegnato in programmi come CAD o realizzato un modello 3D. Questo metodo di stampa viene anche chiamato “produzione additiva” visto che viene realizzato a strati ed è anche possibile creare dei pezzi complessi che con i metodi tradizionali sarebbero faticosi.
Diversi modelli e possibilità
Oggi con la stampa 3D si possono produrre capi stampati, flessibili, dettagli decorativi e trovare i modi per unire l’estetica e la funzionalità. Esiste il modello FDM con filamenti termoplastici che costruiscono strato per strato e creano un “tessuto” come l’ha fatto Danit Peleg nel 2015.
È molto utilizzato anche il modello MJF, multi-jet fusion, che ha la possibilità di creare dei tessuti con piccoli componenti in nylon che insieme agiscono come una struttura estremamente flessibile e continua. Nel 2015 il MoMA a New York acquisisce il “Kinematics Dress” ideato da Jessica Rosenkrantz e Jesse-Louis Rosenberg, un vestito composto di oltre 3.000 parti che sono state stampate continuamente e non ha richiesto un assemblaggio posteriore.


Qual’è il potenziale della stampa 3D
In maggio di quest’anno, il brand AMISS debuttò nella Sydney Fashion Week e presentò parecchi capi disegnati con la stampa 3D. “Possiamo passare dall’idea al prototipo in un’ora, il che ha rivoluzionato sia i nostri processi di alta moda che quelli del prêt-à-porter” ha raccontato il fondatore del brand alla rivista RUSSH.
Creality, uno store popolare che fornisce tutti i materiali per la stampa 3D, ha lavorato insieme ad AMISS per la collezione. Il manager Larry Li ha anche dichiarato che customizzare un capo stampato 3D per le richieste individuali è anche più veloce perché vuol dire ri-programmare un disegno già fatto e non partire da capo con i cartamodelli.
Anche il brand Ral 7000 Studio ha presentato il primo infradito stampato in 3D. Principalmente focalizzato sulla calzatura, lo studio offre uno spazio per i creativi che portino avanti l’innovazione con materiali e disegni d’avanguardia. L’infradito è leggero, durevole e 100% stampato, prodotto in Italia e soprattutto made-to-order.

Le pratiche sostenibili al cuore di ogni decisione
La stampa 3D nella moda ha evitato sprechi di tessuto e ha implicato una riduzione dell’impronta di carbonio perché non ha bisogno di trasporti per i materiali e le fabbriche che realizzano campioni che vengono inviati e rimandati molte volte per correzioni.
Inoltre, i materiali utilizzati sono di una qualità più resistente e durevole, creando pezzi non solo unici ma che resistono al passo del tempo. Paradossalmente, avendo una rapida produzione, il modello di slow fashion (moda lenta) può essere adattato. Il modello di slow fashion prevede che i vestiti che si vendono siano su richiesta e non per la vasta produzione. Con la stampa 3D si possono richiedere i vestiti e, in più, farlo su misura.
Siamo ancora lontani dalla rivoluzione della stampa 3D, però non si può dire che gli approcci non siano stati fatti e che l’intento non ci sia stato. Purtroppo, oggi regnano marchi come Shein e il focus non è sulla qualità e durabilità, ma sulla propria tasca. Spero più avanti che la stampa 3D e il cambiamento di mentalità della società possano convivere insieme nell’industria della moda.
Foto: Pinterest, sito web di Ral7000Studio


