Alessandro Enriquez tra carta, design e racconto urbano, un progetto diffuso nel cuore di Milano.
UN RACCONTO CHE PRENDE FORMA NELLO SPAZIO URBANO
Durante la Milano Design Week 2026, Alessandro Enriquez porta in scena qualcosa che va oltre la collaborazione tradizionale. Più che un insieme di progetti, è un racconto che si espande nella città, attraversando linguaggi diversi — dalla moda alla carta, fino alla ceramica — e trasformando Milano in una mappa emotiva fatta di episodi, suggestioni e dettagli.

ENTRARE NELL’IMMAGINARIO, NON SOLO OSSERVANDOLO
Il percorso si apre con “Sorpresa”, all’Università degli Studi di Milano, all’interno della mostra di interni.
Qui il visitatore non si limita a osservare, ma entra fisicamente nell’immaginario del designer.
Le superfici decorative evocano tessuti, i volumi costruiscono passaggi, mentre il colore guida lo sguardo in uno spazio immersivo, quasi teatrale. È un’introduzione sensoriale al suo linguaggio, un invito ad attraversarlo più che a leggerlo.
LA CERAMICA COME DIARIO INTIMO E MEMORIA
Da questa dimensione scenografica si passa a qualcosa di più intimo con il progetto realizzato insieme a Cappellini.
La ceramica diventa il mezzo per raccontare storie personali: piatti decorativi dipinti a mano, in cui parole, simboli e immagini si intrecciano come pagine di un diario.
Temi come l’amore, la famiglia e i legami affiorano con naturalezza, trasformando oggetti quotidiani in frammenti emotivi. È un momento di pausa nella frenesia della Design Week, uno spazio raccolto in cui il design si avvicina alla memoria.
DALLA CARTA-OGGETTO ALLA CARTA-ESPERIENZA
Con Kartos, il racconto si sdoppia. Da un lato prende forma una capsule collection di oggetti in carta — quaderni, taccuini, cartoline — in cui pattern vivaci e segni distintivi traducono l’estetica di Enriquez in qualcosa di concreto e accessibile. Dall’altro, la carta si espande nello spazio con “Il Giardino di Carta”, un’installazione che diventa esperienza: un luogo da vivere, attraversare, condividere, tra incontri e momenti performativi.


MILANO COME SCENOGRAFIA CONDIVISA
Ma è forse proprio fuori dagli spazi espositivi che il progetto trova la sua dimensione più interessante. Interventi visivi e installazioni diffuse si intrecciano con la città, portando il racconto nei luoghi quotidiani.
Milano diventa così parte attiva del progetto, e il tema dell’amore si trasforma in un filo invisibile che collega spazi, persone e momenti.
QUANDO IL DESIGN DIVENTA RACCONTO
In questo percorso, carta e ceramica non sono solo materiali, ma strumenti narrativi. Elementi semplici che acquistano significato, diventando contenitori di memoria, emozione e identità. Il lavoro di Alessandro Enriquez alla Milano Design Week 2026 restituisce una visione chiara: il design non è solo funzione o estetica, ma racconto. E in un panorama sempre più veloce e digitale, riporta al centro qualcosa di essenziale — il gesto, l’emozione, il legame con le cose.

CREDITI FOTO: INSTAGRAM @alessandroenriquez – foto personali


