PUNTO Z: IL CUNNILINGUS

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Se nel 2025 la sessualità è ancora un tabù, allora il problema è serio. Dalla necessità di liberarmi da stereotipi, imbarazzi e curiosità nasce Punto Z, uno spazio in cui sentirsi liberi di parlare di sesso senza filtri, senza vergogna e senza censure.

Fatti, verità scomode e quel tocco di pepe che non guasta mai. Pronti? Bene, perché la vostra Millo di fiducia lo è. Benvenuti a Punto Z.

Non importa come lo chiamate: cunnilingus, sesso orale o termini più coloriti – la sostanza è sempre la stessa. Il cunnilingus è una delle pratiche sessuali più intime e (quando ben eseguite) apprezzate. Eppure rimane avvolto da un’aura di curiosità, imbarazzo e doppi standard. Da un lato c’è chi lo considera il sacrosanto tributo al piacere femminile (un atto di adorazione quasi mistica del partner), dall’altro c’è ancora chi lo vive come qualcosa di “facoltativo” o addirittura sminuente. Risultato? Questo bacio intimo è amato, richiesto, a volte preteso, ma anche circondato da miti strani e retaggi vecchi come il mondo. Facciamo un po’ di chiarezza su cosa lo rende così speciale, perché ha subito ingiuste cattive reputazioni e come goderne in modo libero, informato e appagante.

Perché il cunnilingus è così amato?

Ovviamente, partiamo dal piacere fisico. L’area genitale femminile – in particolare il clitoride – è un concentrato di terminazioni nervose: circa 10.000 fibre nervose, all’incirca il doppio di quelle del pene . Traduzione: stimolarla con la lingua e le labbra può scatenare una gamma di sensazioni intensissime e uniche, diverse da quelle offerte dalla penetrazione. Il cunnilingus combina calore, umidità, movimento e delicata pressione in un mix che, per molte donne, è la via più diretta per toccare il cielo con un dito.

Non a caso, la maggior parte delle donne raggiunge l’orgasmo soprattutto grazie alla stimolazione del clitoride: già negli anni ‘70 la ricercatrice Shere Hite scoprì che solo il 26% delle donne arrivava all’orgasmo con il solo coito, contro il 95% che invece lo raggiungeva stimolando direttamente il clitoride (ad esempio masturbazione o sesso orale). Madre Natura insomma ha reso il clitoride un piccolo bottone magico dedicato esclusivamente al piacere, e il cunnilingus è uno dei modi più efficaci per stimolarlo (con gentilezza!).

Ma ridurre tutta questa magia ad una mera questione di terminazioni nervose sarebbe troppo semplicistico. Il sesso, lo sappiamo, non è mai solo fisico: c’è di mezzo anche la testa. E qui entra in gioco la dimensione emotiva e psicologica. Ricevere cunnilingus significa, per chi si stende e si lascia andare, vivere un momento di abbandono profondo: c’è qualcuno letteralmente immerso nelle tue parti più intime, intento a darti piacere. È un atto di intimità incredibile, che richiede fiducia e complicità.

Per molte donne, lasciarsi andare a ricevere sesso orale è quasi più intimo del rapporto stesso: bisogna sentirsi a proprio agio con il proprio corpo (odori, sapori e insicurezze comprese) e con l’altro. Quando questo succede, però, l’effetto è potentissimo: un mix di vulnerabilità e piacere in grado di creare grande connessione emotiva.

Allo stesso tempo, anche per chi lo pratica può essere altamente erotico. Dare piacere dà piacere a sua volta. C’è chi trova eccitante l’idea di “stare” letteralmente tra gambe della proprio partner, sospirante di piacere per opera sua. È un modo per invertire i ruoli tradizionali: chi sta “sotto” in realtà ha il controllo sul piacere dell’altro. Molti amanti descrivono il cunnilingus come una forma di “worship” – una sorta di adorazione del corpo femminile – e traggono soddisfazione dall’essere l’artefice di quell’estasi. Altro che gesto di sottomissione: qui si tratta di potere del piacere condiviso.

Il doppio standard: un piacere (ancora) negato?

Eppure, se c’è una cosa che il sesso orale mette in luce, è il doppio standard di genere. Nelle dinamiche eterosessuali tradizionali, la fellatio (il sesso orale fatto all’uomo) è spesso considerata quasi un “dovere coniugale” o comunque un passaggio scontato nei rapporti, mentre il cunnilingus viene vissuto come un bonus, un extra, qualcosa che “se succede, bene, sennò pazienza”. Insomma: il piacere maschile è dato per assicurato, quello femminile talvolta ancora no. I numeri parlano chiaro: secondo un sondaggio del Censis, ben il 95% delle donne eterosessuali dichiara di praticare regolarmente fellatio al partner, ma solo il 60% riceve con la stessa frequenza il cunnilingus . Uno squilibrio notevole, che riflette anni di educazione sessuale sbilanciata. In altre parole, molti uomini ricevono più di quanto danno – e sarebbe ora di riequilibrare la bilancia.

Da dove viene questa disparità?

Da una parte c’è il retaggio di una cultura che ha sempre visto la sessualità femminile come secondaria, quasi un optional. Il piacere della donna per secoli è stato ignorato o addirittura temuto (la storia dell’isteria femminile vi dice qualcosa?). Dall’altra, resistono bizzarri stigma “da macho” sull’uomo che pratica il cunnilingus. Alcuni lo vedono – assurdo ma vero – come un atto che minerebbe la virilità di chi lo fa. Avete presente I Soprano? Nella serie tv, il boss Junior finisce sotto scherno perché si scopre che “va a letto con la lingua”, considerato segno di debolezza nella mentalità mafiosa. Una scena che riprende un’idea antica: “se succhi la f…” succhieresti qualsiasi cosa”, dice Junior, temendo che farlo passi come comportamento sottomesso o addirittura “da finocchio” . Un’assurdità, certo, ma indicativa di un pensiero ancora duro a morire (anche se, diciamocelo, le cose fortunatamente stanno cambiando).

E non serve andare nelle fiction: qualche anno fa il produttore musicale DJ Khaled fece scalpore rivelando in un’intervista di non praticare mai sesso orale a sua moglie, pur aspettandosi che lei lo facesse a lui, motivando il tutto con “ci sono regole diverse per gli uomini, noi siamo i re” . Apriti cielo: internet lo ha sommerso di critiche, e persino il roccioso Dwayne “The Rock” Johnson è intervenuto con ironia dicendo che lui, da uomo, “va fiero di eccellere in tutte le performance” . Insomma, anche i supereroi di Hollywood invitano ad abbandonare certe sciocchezze machiste.

Questa disparità e ritrosia maschile, oltre ad essere ingiusta, ha conseguenze dirette sul piacere femminile. Parliamo spesso di orgasm gap, il “divario” tra la frequenza con cui uomini e donne raggiungono l’orgasmo nei rapporti etero. Indovinate? Le donne eterosessuali sono quelle che hanno un tasso di orgasmo molto più basso rispetto le donne della comunità Queer che hanno tassi molto più alti – beate loro – .

In un ampio studio americano, l’86% delle donne lesbiche ha dichiarato di raggiungere (di solito o sempre) l’orgasmo durante il sesso, contro solo il 65% delle donne etero. La differenza sta nelle pratiche e nell’attenzione al piacere: le donne che ricevono più sesso orale e stimolazione del clitoride hanno molti più orgasmi. Non dovrebbe sorprendere: se non consideriamo il cunnilingus un “lusso” ma una parte normale del fare l’amore, il risultato è che più donne arrivano al climax e tutti sono più felici. Semplice, no?

Vale la pena ricordare che il cunnilingus non è affatto un “capriccio” o una stramberia. Fa parte del repertorio sessuale da sempre. Nell’arte antica e nei testi orientali come il Kāma Sūtra si trovano descrizioni di sesso orale in abbondanza (gli indiani lo chiamavano auparishtaka). E oggi la cultura pop finalmente inizia a rappresentarlo con meno pudori: film e serie TV mostrano scene di cunnilingus con crescente naturalezza (dalla scena esplicita in Blue Is the Warmest Color alla più romantica in Bridgerton, dove un Duca molto zelante si cimenta tra le cosce della protagonista). Insomma, lentamente anche “ quel che c’è laggiù” vede la luce dei riflettori. E meno male! Perché normalizzare il piacere femminile significa fare un passo avanti verso una società più equa e libera dai tabù.

Prima che vi venga il dubbio: il cunnilingus non è una pratica riservata alle coppie etero, anzi. Nella cultura queer, specialmente tra donne che amano donne, è spesso il piatto forte del “all you can eat” sessuale. Lì non ci sono ruoli di genere che tengano: chiunque può dare e ricevere, senza che la propria identità ne esca intaccata, e senza l’ombra di quei condizionamenti patriarcali che hanno reso certi uomini etero restii.

Non a caso, come abbiamo visto, le donne in relazioni omosessuali segnalano maggiore soddisfazione e più orgasmi. Dalla rivoluzione sessuale in poi, il femminismo del piacere ci insegna che il godimento non ha genere: il cunnilingus può essere un gesto femminista, di rivendicazione del diritto al piacere della donna, sia che a praticarlo sia un partner maschio attento sia un’altra donna. Già nel 1971 la critica d’arte e attivista Carla Lonzi proclamava: “Il sesso femminile è la clitoride, il sesso maschile è il pene” , denunciando come la cultura avesse messo al centro la vagina (ossia la penetrazione per il piacere maschile) ignorando l’importanza del clitoride per il piacere femminile. Ecco, parlare apertamente di cunnilingus – e praticarlo liberamente, consensualmente, gioiosamente – è un modo per ribaltare quella vecchia mentalità e rimettere la clitoride sul trono che merita.

Smontiamo le leggende metropolitane

Come ogni pratica sessuale, anche il sesso orale femminile è circondato da una serie di miti e idee sbagliate. Vediamone alcuni e perché sono sciocchezze:

  • Gli uomini veri non lo fanno” – Ma per favore. Questa è pura mentalità tossica da macho d’altri tempi. Un uomo sicuro di sé non teme certo di “abbassarsi”: sa che dare piacere alla partner lo rende un amante migliore, non certo meno virile. Il vero uomo (o donna!) dimostra rispetto e desiderio anche così. Altro che debolezza.
  • Ha un cattivo odore/sapore, che schifo” – In condizioni di normale igiene, i genitali femminili hanno un odore e un sapore naturale, muschiato, erotico. Demonizzare il profumo di vagina è frutto di secoli di pudore e insicurezze. Certo, lavarsi è buona norma per entrambi i partner (nessuno vuole aromi troppo intensi), ma pensare che di base“laggiù” sia qualcosa di sporco o disgustoso è sbagliato. Anzi, molte persone trovano quell’odore eccitante perché è parte dell’intimità.
  • Alle donne non piace farsi leccare” – Falso. La stragrande maggioranza delle donne etero apprezza il cunnilingus (quelle a cui non piace sono poche e comunque hanno il diritto di dirlo). Semmai, tante non lo chiedono per imbarazzo o perché temono di non essere a posto. Ma quando c’è intesa e rilassatezza, per molte il cunnilingus è puro godimento ed è una delle pratiche preferite.
  • Se lei non viene così, sei incapace” – Calma: ogni donna è diversa. C’è chi raggiunge l’orgasmo facilmente con il solo sesso orale, e chi invece ha bisogno anche di un dito che aiuti, o di più tempo, o di una stimolazione leggermente diversa. Non significa essere incapaci né che lei abbia qualcosa che non va. L’orgasmo femminile non è un interruttore da premere a comando: a volte arriva, a volte richiede pazienza. L’importante è che entrambi vi godiate il viaggio senza ansia da prestazione.

In sintesi, basta paranoie: il cunnilingus non toglie nulla a chi lo pratica (se non forse un po’ di energia alle mascelle!) e può dare tantissimo a chi lo riceve. Non è “obbligatorio” farlo, ma demonizzarlo o vergognarsene è una perdita per tutti.

Come rendere il cunnilingus più piacevole per entrambi?

Il cunnilingus non è solo un atto di piacere, ma anche un momento di complicità e gioco. Ecco qualche consiglio pratico per goderselo al meglio, in modo sex-positive:

  • Comunicazione: chiedere cosa piace (e dire cosa piace) non è peccato! Ogni vulva ha le sue preferenze. Alcune persone adorano movimenti circolari sul clitoride, altre preferiscono su e giù, c’è chi impazzisce se stimoli anche le labbra o altre zone. Parlate, guidatevi a vicenda – può anche essere piccante farlo.
  • Variare stimoli e ritmo: monotonia = noia. Alterna movimenti della lingua (circolari, a zig-zag, spelling ABC con la punta…), varia il ritmo (più lento, poi più veloce) e l’intensità della suzione. Ogni tanto fermati sul clitoride, poi esplora anche altrove (interno cosce, ingresso della vagina, perineo). Questa varietà tiene alta la tensione erotica.
  • Coinvolgere le mani: chi l’ha detto che c’è solo la lingua? Una mano che accarezza il corpo della partner, l’altra magari impegnata con delicatezza a stimolare con le dita (ad esempio il famoso movimento “come here” sul punto G, se a lei piace) può portare il piacere a un livello superiore. Bocca e mani insieme fanno miracoli in coordinazione.
  • Attenzione ai segnali: ascolta il corpo di chi riceve. I sospiri aumentano quando fai una certa cosa? Le gambe tremano se insisti in un punto? Bene, prendi nota e continua così! Se invece noti che la partner si irrigidisce o perde concentrazione, magari cambia approccio. Il corpo “parla”, basta ascoltarlo.
  • Niente fretta: il cunnilingus non va fatto con l’orologio in mano. Prendetevi il vostro tempo, soprattutto perché molte donne impiegano più tempo a venire solo con la stimolazione orale rispetto agli uomini con il sesso orale. Non c’è nulla di sbagliato in questo. Godetevi il processo senza pensare subito al traguardo. Magari integrate altre stimolazioni se serve, o fate una pausa e riprendete. Slow sex is good sex.
  • Comfort e posizioni: trovate una posizione comoda! Chi pratica non vuole un torcicollo epico, chi riceve deve potersi rilassare. Un cuscino sotto i fianchi di lei può aiutare ad esporre meglio la zona e dare a chi sta giù un angolo migliore (oltre che essere comodo per il collo). Lei può stare supina, oppure seduta sul volto di lui/lei se si sente sicura (queen move!), o ancora di lato. Sperimentate posizioni in cui entrambi possiate concentrarvi sul piacere senza contorsionismi.
  • Mai farlo controvoglia: sembra banale ma va detto. Nessuno dovrebbe sentirsi obbligato a praticare o ricevere sesso orale. Se uno dei due non è a suo agio, meglio parlarne apertamente e capire il perché, magari rimuovendo paure e fraintendimenti. Forzarsi a fare qualcosa che non piace raramente porta a buone esperienze. Il piacere deve essere di entrambi, sia di chi dà che di chi riceve.

Cunnilingus: esplorare è bello!

Alla fine dei giochi, il cunnilingus – così come ogni altra pratica sessuale – non è un obbligo, né un esame da superare. È semplicemente una delle tante espressioni del piacere, e come tale andrebbe vissuta senza vergogna, senza tabù e senza pressione. Se vi piace, fatelo e praticatelo con entusiasmo; se non vi va, ditelo con sincerità. Il bello del sesso sta anche nel scoprirsi a vicenda e trovare cosa fa star bene entrambi.

Liberarsi dei tabù attorno al piacere femminile è un atto rivoluzionario ma anche divertente. Parliamone con leggerezza e rispetto: non esiste un modo “giusto” o “sbagliato” di godere, esiste solo ciò che funziona per chi è coinvolto. In un’epoca in cui, per fortuna, sempre più voci discutono di sesso in modo aperto e sex-positive, impariamo anche noi a viverlo senza quei vecchi pudori. Un cunnilingus ben assestato non ha mai fatto male a nessuno – anzi, potrebbe rendere la giornata decisamente migliore!

Quindi, cari lettori, basta imbarazzi immotivati: se c’è consenso e desiderio, lasciatevi andare e celebrate il piacere consapevole e rispettoso. La vita è troppo breve per farsi problemi a godersi un po’ di sana, sfrontata intimità. La vostra Millo vi saluta e vi dà appuntamento alla prossima puntata di Punto Z, dove continueremo a esplorare il sesso con la solita dose di ironia e franchezza. Perché parlare di sesso non è mai stato così necessario – e così divertente. Alla prossima e… buon lavoro a tutti!