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	<title>musica Archivi - AdL Mag</title>
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	<title>musica Archivi - AdL Mag</title>
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		<title>Musica senza tempo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Natalia Marchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[ADL MAG]]></category>
		<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[Rock Music]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché alcuni canzoni diventano immortali? Alcuni brani sembrano rifiutarsi di invecchiare. Cambiano le mode, le playlist e gli algoritmi, ma loro restano lì. Una canzone diventa iconica quando riesce a trasformare un’emozione privata in qualcosa di collettivo, diventando quasi un rito. Diventa immortale quando smette di appartenere a un’epoca e inizia ad appartenere a tutti. [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Perché alcuni canzoni diventano immortali?</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Alcuni brani sembrano rifiutarsi di invecchiare. Cambiano le mode, le playlist e gli algoritmi, ma loro restano lì.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Una canzone diventa iconica quando riesce a trasformare un’emozione privata in qualcosa di collettivo, diventando quasi un rito. Diventa immortale quando smette di appartenere a un’epoca e inizia ad appartenere a tutti.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le canzoni che hanno fatto la storia, non muoiono mai perché accompagnano momenti della vita. Ed è proprio questo il loro segreto: c’è sempre qualcuno che ha bisogno di ascoltarle, trovando conforto nelle parole dell’artista e sollievo tanto per le orecchie quanto per il cuore. Ed è anche per questo che diciamo che la musica è terapeutica.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ho scelto cinque canzoni che secondo me, sono adatte per il concetto di <strong>“musica che continua a vivere”</strong>. Non solo per la melodia, ma anche per la storia e significato dietro ai brani.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Certo a guardare la lista di canzoni che ho selezionato, si potrebbe pensare che io sia predisposta a una sofferenza sentimentale. Non lo negherò, ma a mia discolpa sembrano tutte canzoni vivaci e allegre anche se sono <strong>più tristi e tormentate delle nostre conversazioni su Whatsapp. </strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Vorrei partire da una canzone che ha accompagnato gli anni duemila e che, ne sono sicura, se dovesse partire in radio in questo momento, sareste già pronti a cantarla a squarciagola, pensando di essere cantanti prediletti ma urtando e basta per la carica emotiva che vi salirà.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="997" height="1000" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6647-1.png" alt="" class="wp-image-63207" style="aspect-ratio:0.9970092750331251;width:454px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6647-1.png 997w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6647-1-980x983.png 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6647-1-480x481.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 997px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>MR. BRIGHTSIDE – THE KILLERS</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Questa canzone racconta il dolore, la gelosia e la paranoia provocati da un tradimento. Il testo segue il tormento del protagonista, che immagina la propria compagna mentre si intrattiene con un altro uomo, contrapponendo questa sofferenza interiore al ritmo energico e trascinante del brano.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il titolo, traducibile come <strong>“Signor Lato Positivo”</strong>, ha una sfumatura ironica: proprio come accade spesso nella vita reale, mentre una relazione sembra sgretolarsi sotto il peso di pensieri ossessivi e dolorosi. Si cerca comunque di mantenere uno sguardo ottimista e vedere il bicchiere mezzo pieno. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Passiamo ora a a Jeff Buckley che abbado la rabbia e lascia spazio al rimpianto. <strong>Forse lui ha messo da parte veramente la rabbia, non come noi…</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="640" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6648-1.jpg" alt="" class="wp-image-63208" style="width:468px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6648-1.jpg 640w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6648-1-480x480.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 640px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>LOVER, YOU SHOULD’VE COME OVER – JEFF BUCKLEY</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Questa struggente ballata malinconica parla di rimpianti, amori perduti e occasioni sprecate. È considerata uno dei vertici emotivi della musica di Jeff Buckley. Nel tempo, è diventata un vero e proprio cult grazie all’intensità della sua interpretazione.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il brano racconta la fine di una relazione con una sensibilità rara: emerge un senso di solitudine e nostalgia così autentico da rendere l’ascoltatore partecipe del tormento dell’autore.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il titolo stesso, ripetuto come un <strong>mantra nel ritornello</strong>, racchiude il cuore della canzone: il rimpianto di chi è consapevole di aver commesso errori e soffre per l’assenza della persona amata. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="640" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6649-1.jpg" alt="" class="wp-image-63209" style="width:460px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6649-1.jpg 640w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6649-1-480x480.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 640px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>LOVE ME TWO TIMES – THE DOORS</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Forse non è il primo titolo dei Doors che viene in mente. A differenza di “Light My Fire” continua a essere meno presente nelle radio e nelle playlist più popolari. Eppure l’ho scelta perché merita di essere ascoltata almeno una volta, sia per la melodia sia per il suo significato.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La canzone nasce durante il periodo della guerra del Vietnam e racconta l’ultimo giorno di un soldato insieme alla propria compagna prima della partenza. La richiesta di essere amato “due volte”, oggi e domani, diventa il simbolo dell’urgenza di vivere pienamente l’amore di fronte all’incertezza del futuro.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il brano suggerisce che l’amore possa essere una delle poche certezze capaci di sostenerci nei momenti più difficili e nelle inevitabili fragilità della vita.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Più che una semplice canzone d’amore, è quasi un invito a non rimandare l’affetto, a vivere pienamente la presenza delle persone care finché ne abbiamo la possibilità.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Dalla carica erotica di Jim Morrison, passiamo alla ballata Britpop degli Oasis.</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="640" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6651-1.jpg" alt="" class="wp-image-63210" style="width:486px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6651-1.jpg 640w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6651-1-480x480.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 640px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>WONDERWALL – OASIS</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">“Wonderwall”, letteralmente <strong>“muro delle meraviglie”</strong>, è una delle ballate più iconiche di sempre. Al centro del brano c’è una figura idealizzata: una persona speciale capace di salvare il protagonista da sé stesso e di dare un senso ai suoi pensieri più confusi.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il fascino senza tempo di questa canzone nasce dall’incontro di elementi semplici ma efficacissimi. È una melodia immediatamente riconoscibile, una progressione di accordi che resta impressa e un testo universale che parla di devozione, speranza e bisogno dell’altro.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Non sorprende che, a distanza di decenni, continui a essere la colonna sonora di dediche, ricordi e momenti condivisi.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="640" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6652-1.jpg" alt="" class="wp-image-63211" style="width:486px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6652-1.jpg 640w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6652-1-480x480.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 640px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>SEX ON FIRE – KINGS OF LEON</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Anche questo brano è diventato un vero e proprio inno generazionale. Vincitore del Grammy Award come miglior performance rock nel 2010, ha finito per oscurare gran parte della discografia dei Kings of Leon, al punto da generare, un rapporto quasi conflittuale tra la band e il suo successo.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’espressione “on fire” viene utilizzata come metafora di un’intensità travolgente, di un desiderio che brucia senza controllo. Il testo descrive infatti un’attrazione così forte da sembrare una febbre, un momento di passione capace di consumare ogni pensiero.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">A distanza di anni, il brano continua a vivere perché riesce a trasformare un’emozione immediata e viscerale in qualcosa di universale.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Rileggendo mi sono accorta che, <strong>sono canzoni eterne d’amore </strong>che attraverso diverse sfumature, sembrando quasi un percorso a ostacoli tra gelosia, speranza e passione, sperando che concordiate con me sul fatto che, in modi diversi, tutte queste canzoni siano diventate colonne sonore senza tempo…</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>E spero sinceramente che non abbiate commesso l’errore di dedicare una di queste canzoni al vostro ex, sarebbe peccato condannare per sempre un capolavoro a un ricordo così discutibile. </strong></p>
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		<title>Caso Tisci-Cooper: Mahmood convocato come testimone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlotta D'Alessio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[genZ]]></category>
		<category><![CDATA[gossip]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mahmood, Riccardo Tisci, Patrick Cooper e quel drink a New York: dentro il caso che sta facendo discutere il mondo della moda e della musica Da una parte c’è Patrick Cooper, attore e modello americano che negli ultimi mesi ha deciso di portare in tribunale una delle figure più potenti della moda internazionale. Dall’altra c’è [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Mahmood, Riccardo Tisci, Patrick Cooper e quel drink a New York: dentro il caso che sta facendo discutere il mondo della moda e della musica</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Da una parte c’è Patrick Cooper, attore e modello americano che negli ultimi mesi ha deciso di portare in tribunale una delle figure più potenti della moda internazionale. Dall’altra c’è Riccardo Tisci, stilista italiano famosissimo nel fashion system globale, ex direttore creativo di Givenchy e Burberry.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Cooper accusa Tisci di violenza sessuale dopo una notte trascorsa insieme a New York durante il Pride Weekend del 2024. Ma entra in scena anche un terzo nome che nessuno si aspettava di trovare coinvolto nella vicenda: Mahmood.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il cantante italiano, tra gli artisti più famosi della sua generazione grazie alle vittorie a Sanremo, all’Eurovision e ai suoi successi internazionali. Quello che oggi emerge dai documenti processuali non racconta soltanto una presunta aggressione sessuale. Racconta una notte piena di vuoti, un cocktail diventato il centro dell’inchiesta e una serie di dettagli che la magistratura americana sta ancora cercando di chiarire.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Una cosa però va detta subito: Mahmood non è indagato e non è accusato formalmente di alcun reato. Il cantante è stato chiamato come persona informata sui fatti e la sua testimonianza potrebbe essere fondamentale per ricostruire cosa sia successo quella notte.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="860" height="578" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-01-alle-01.27.52.png" alt="Tisci e Mahmood" class="wp-image-62855" style="aspect-ratio:1.487909604519774;width:673px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-01-alle-01.27.52.png 860w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-01-alle-01.27.52-480x323.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 860px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Tutto inizia durante il Pride Weekend di New York</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Bisogna tornare indietro alla notte tra il 29 e il 30 giugno 2024. New York è nel pieno del Pride Weekend, uno degli eventi più affollati e movimentati dell’anno. In città ci sono celebrità, influencer, artisti e personaggi della moda provenienti da tutto il mondo. Quella sera, secondo gli atti della causa, Tisci, Mahmood, Michael Alexander e Patrick Cooper si ritrovano insieme in un locale di Harlem.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ed è qui che la storia cambia completamente direzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il drink che ha fatto nascere tutti i dubbi</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Patrick Cooper sostiene di aver bevuto un solo cocktail durante tutta la serata.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Secondo il suo racconto, la consumazione sarebbe stata pagata da Michael Alexander ma portata materialmente al tavolo da Mahmood. Un dettaglio che inizialmente poteva sembrare irrilevante e che oggi invece è diventato uno degli elementi più discussi dell’intero procedimento.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Negli atti, Cooper afferma di aver iniziato a sentirsi male poco dopo aver bevuto. Dice di non aver assunto droghe e di non aver consumato abbastanza alcol da giustificare ciò che sarebbe successo nelle ore successive. Da quel momento in poi il ricordo si interrompe. Blackout totale. Nessuna memoria del tragitto, nessun ricordo della notte, nessuna spiegazione su come abbia lasciato il locale.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="860" height="578" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-01-alle-01.27.36.png" alt="Tisci e Mahmood" class="wp-image-62856" style="aspect-ratio:1.487909604519774;width:701px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-01-alle-01.27.36.png 860w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-01-alle-01.27.36-480x323.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 860px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il risveglio nell’appartamento di Tisci</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La mattina seguente, sempre secondo la denuncia, Cooper si sarebbe svegliato completamente nudo nell’abitazione di Riccardo Tisci, in stato di forte confusione.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’attore ha raccontato che al suo risveglio lo stilista avrebbe tentato di baciarlo. Nei giorni successivi avrebbe poi contattato Tisci chiedendo spiegazioni su quanto accaduto durante la notte.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Secondo la sua versione, il designer avrebbe inizialmente detto di non ricordarlo nemmeno. Una risposta che avrebbe insospettito Cooper, spingendolo a rivolgersi a un avvocato e ad avviare successivamente l’azione legale.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="824" height="712" data-id="62860" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-01-alle-01.35.49.png" alt="verbale caso Tisci cooper " class="wp-image-62860" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-01-alle-01.35.49.png 824w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-01-alle-01.35.49-480x415.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 824px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="824" height="712" data-id="62861" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-01-alle-01.36.43.png" alt="Riccardo tisci " class="wp-image-62861" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-01-alle-01.36.43.png 824w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-01-alle-01.36.43-480x415.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 824px, 100vw" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Perché Mahmood è diventato una figura chiave</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">È qui che entra in gioco il nome del cantante italiano.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nella versione fornita da Cooper, Mahmood sarebbe stato presente in diversi momenti cruciali della serata. L’attore sostiene inoltre che, prima del suo arrivo al tavolo, Tisci e Mahmood abbiano parlato tra loro in italiano.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Un altro passaggio contenuto negli atti ha attirato particolare attenzione. Cooper sostiene infatti che il drink potrebbe essere stato alterato da Tisci oppure da Mahmood su indicazione dello stilista. Si tratta però di un’ipotesi investigativa e nessuna prova pubblica ha dimostrato finora un coinvolgimento diretto del cantante nell’eventuale somministrazione di sostanze.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Proprio per questo motivo gli avvocati stanno cercando di capire cosa abbia visto, sentito e fatto Mahmood durante quelle ore.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le 64 domande che potrebbero cambiare il caso</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Negli ultimi giorni sono emersi nuovi documenti che mostrano il livello di attenzione riservato al cantante. La difesa di Tisci ha infatti presentato una richiesta formale affinché Mahmood venga interrogato in Italia attraverso la Convenzione dell’Aja, lo strumento giuridico utilizzato quando un testimone si trova all’estero e non può essere convocato da un tribunale americano.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Secondo gli atti, Mahmood avrebbe rifiutato una deposizione volontaria negli Stati Uniti. Per questo motivo gli avvocati dello stilista hanno chiesto l’intervento della magistratura italiana.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le domande preparate dalla difesa sarebbero ben 64. Alcune riguardano proprio il famoso cocktail. I legali vogliono sapere se il bicchiere sia mai uscito dal campo visivo di Mahmood, se qualcuno abbia avuto accesso alla bevanda prima che arrivasse a Cooper e se Tisci abbia mai chiesto al cantante di inserire sostanze nel drink.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="740" height="1024" data-id="62859" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-01-alle-01.28.40-740x1024.png" alt="domande per Mahmood" class="wp-image-62859" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-01-alle-01.28.40-740x1024.png 740w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-01-alle-01.28.40-480x664.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 740px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="740" height="1024" data-id="62858" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-01-alle-01.28.49-740x1024.png" alt="domande per Mahmood" class="wp-image-62858" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-01-alle-01.28.49-740x1024.png 740w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-01-alle-01.28.49-480x664.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 740px, 100vw" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La posizione di Riccardo Tisci</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel frattempo Riccardo Tisci continua a respingere ogni accusa.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Lo stilista ha definito le accuse “categoricamente false” e sostiene di voler dimostrare la propria innocenza in tribunale. Dopo l’esplosione del caso ha ridotto drasticamente la propria presenza pubblica e social, mantenendo un profilo molto più basso rispetto al passato.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ad oggi non esiste alcuna sentenza e il procedimento è ancora in corso.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Perché questa storia sta facendo così tanto rumore</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il caso non sta attirando attenzione soltanto per la gravità delle accuse. Quando mondi come moda, musica e celebrity si intrecciano con un’indagine di questo tipo, l’attenzione mediatica diventa inevitabile.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le prossime mosse della giustizia americana e l’eventuale testimonianza di Mahmood potrebbero essere decisive per capire se quella notte a New York sia stata davvero il teatro di un crimine oppure una vicenda destinata a prendere una direzione completamente diversa in aula.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Il Nameless Festival torna a casa </title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/05/30/il-nameless-festival-torna-a-casa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Martina Gallazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[deejay]]></category>
		<category><![CDATA[elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[genZ]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[Nameless]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 30 maggio al 1 giugno 2026 si terrà a Lecco “l’edizione zero” del Nameless Festival 2026. Calvin Harris, John Summit e Fisher sono solo alcuni dei nomi che animeranno i cinque palchi realizzati per consacrare la Città Manzoniana, non più soltanto a patria letteraria, ma anche a capitale della musica elettronica live  “Edizione zero”, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dal 30 maggio al 1 giugno 2026 si terrà a Lecco “l’edizione zero” del <strong>Nameless Festival 2026. Calvin Harris, John Summit e Fisher </strong>sono solo alcuni dei nomi che animeranno i cinque palchi realizzati per consacrare la Città Manzoniana, non più soltanto a patria letteraria, ma anche a capitale della musica elettronica live </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>“Edizione zero”,</strong> così è stata definita più e più volte durante la conferenza stampa la nuova edizione del <strong>Nameless, </strong>perché questo è l’anno del cambiamento. Il <strong>Festival</strong> fa ritorno alle SUE origini, precisamente al <strong>Centro Sportivo “Bione” </strong>di<strong> Lecco, </strong>territorio in cui è ha visto la luce nel 2013. L’obiettivo?<strong> Rendere Lecco una delle principali sedi europee della musica live.&nbsp;</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La scelta di spostarsi dal paesino di <a href="https://www.adlmag.it/2024/06/13/nameless-festival-2024-sostenibilita-sociale-e-ambientale-allordine-del-giorno/">Annone di Brianza, località in cui si è svolto il Nameless per parecchi anni,</a> alla città, è <strong>di natura identitaria e logistica.</strong> Il <strong>Festival</strong> costituisce una fonte di grande ricchezza per il turismo lecchese, fungendo da catalizzatore per una platea che va ben oltre i confini italiani ed europei: <strong>il 10% degli spettatori dell’edizione 2026 è composto da pubblico statunitense, </strong>che approfitta della buona musica per godersi una pausa relax sulle rive di uno dei laghi più chic d’Italia. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">La musica che aggrega</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Tra le novità di quest’anno viene introdotta <strong>l’iniziativa collaterale</strong> <strong>Lake Como Music Week</strong>: una serie di <strong>incontri, talk, attività e side events tutti gratuiti,</strong> che si svolge <strong>dal 28 maggio al primo giugno</strong> nel pressi del <strong>centro della città</strong>, con il fine di attirare fasce di pubblico e target differenti dai soli partecipanti al <strong>Nameless</strong>.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il programma prevede <strong>cinque appuntamenti </strong>moderati dal giornalista <strong>Damir Ivic: </strong>due nei giorni precedenti al <strong>Festival</strong>, mentre la trilogia &nbsp;<strong><em>“Come funziona la musica (se la fai per davvero)”, </em></strong>si terrà durante le mattinate dei giorni del <strong>Nameless:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>giovedì 28 maggio, </strong><strong>ore 21.00</strong>,<strong> presso il Palazzo delle Paure </strong>con <strong>Giulia Blasi:</strong> <strong><em>“Prendi una donna e trattala male: la maschilità raccontata nelle canzoni”;</em></strong></li>



<li><strong>venerdì 29 maggio</strong> <strong>alle ore 21.00 al Palazzo delle Paure</strong>, l’attivista, scrittrice e content creator <strong>Carlotta Vagnoli</strong> ha presentato <strong><em>“Il soft clubbing ci seppellirà”; </em></strong></li>



<li><strong>sabato 30 maggio</strong><strong> presso Officina Badoni </strong>il protagonista sarà <strong>EDMMARO</strong>, resident artist del Festival, che racconterà in prima persona come nascono i suoi mash-up, come tiene viva la sua creatività e come gestisce a tutti i livelli i suoi live show; </li>



<li><strong>domenica 31 maggio</strong> al <strong>Palazzo delle Paure</strong> toccherà a <strong>Leonardo Beccafichi</strong>, in arte<strong> Fresco</strong>, snocciolare tutti i segreti tecnici, i trucchi e gli aneddoti che stanno dietro alla musica di <strong>Jovanotti</strong>, di cui è ingegnere del suono; </li>



<li><strong>lunedì 1 giugno</strong>, sempre <strong>a</strong> <strong>Palazzo delle Paure</strong>,con <strong>Tommaso Colliva</strong>, membro dei <strong>Calibro 35</strong>, che parlerà di come si costruisce lo scheletro musicale di una cerimonia di chiusura delle Olimpiadi (dall’ideazione alla realizzazione, passando per le mille difficoltà pratiche), cosa di cui si è occupato lo scorso 22 febbraio per la chiusura delle <strong>Olimpiadi invernali di Milano e Cortina</strong>. </li>
</ul>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="62720" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/NAMELESS-FESTIVAL-2026_Calvin-Harris-683x1024.jpg" alt="
 Il Nameless Festival torna a casa 
" class="wp-image-62720" /><figcaption class="wp-element-caption">Calvin Harris</figcaption></figure>
</figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Headliners and Ploom Stage</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Per tornare nel vivo del <strong>Nameless</strong>, il palco principale, detto <strong>Ploom</strong>, ospiterà:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>sabato 30 maggio: </strong>il super ospite <strong>Calvin Harris</strong>, che torna in Italia dopo 13 anni di assenza, <strong>Sonny Fodera, Kasablanca, Swimming Paul, Astrality e Stylophonic;</strong> </li>



<li><strong>domenica 31 maggio</strong> sarà la volta di <strong>John Summit, HALŌ, Pendulum, Goodboys, Mesto, Conrad Taylor, DEMETRA &amp; BIANCA e Kiss’N’Fly; </strong></li>



<li><strong>lunedì 1 giugno</strong><strong>,</strong> infine, saliranno sul palco <strong>FISHER, Chris Lorenzo, ZAPRAVKA, Merk &amp; Kremont, Tony Romera, MPH e Qobra.</strong></li>
</ul>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Inoltre, ogni giorno sarà presentatoil format surprise, dal nome <strong>“Less Names”,</strong> con special guest non annunciati sul palco principale.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="62721" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/NAMELESS-FESTIVAL-2026_Fisher-683x1024.png" alt=" Il Nameless Festival torna a casa 
" class="wp-image-62721" /><figcaption class="wp-element-caption">Fisher</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="62722" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/NAMELESS-FESTIVAL-2026_John-Summit-1024x683.jpg" alt="Il Nameless Festival torna a casa" class="wp-image-62722" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/NAMELESS-FESTIVAL-2026_John-Summit-980x653.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/NAMELESS-FESTIVAL-2026_John-Summit-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">John Summit</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Gli altri palchi&nbsp;</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’<strong>Heineken Stage</strong>, presenza fissa al <strong>Nameless</strong>, ogni anno funge da <em>fun-zone</em> del <strong>Festival</strong>: in questa edizione diventa un <strong>palco aperto al pubblico che permetterà ai partecipanti di esibirsi in consolle prenotando il proprio slot. </strong>La <strong>Nameless Tent </strong>sarà dedicata alla musica elettronica, bass e drum &amp; basscon artisti come<strong> Andy C, Netsky, Hybrid Minds, SVDDEN DEATH, Ray Volpe </strong>e<strong> Liquid Stranger. </strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La <strong>Garnier Fructis Arena</strong> ospiterà il meglio del rap, urban e pop contemporaneo con <strong>TonyPitony, Sarah Toscano, CLARA, Il Pagante, Nerissima Serpe, Bello Figo, FUCKYOURCLIQUE</strong> e molti altri. E infine, la <strong>Red Bull Energy Zone</strong> sarà invece il cuore house e club culture del Festival, con artisti come <strong>Todd Terry, Nic Fanciulli, Mousse T, HoneyLuv, The Shapeshifters, Frank Storm e Mason Collective</strong>. A costruire l’identità dell’area saranno tre realtà di riferimento della scena internazionale: <strong>Defected</strong>, etichetta regina della house music; <strong>Glitterbox</strong>, il format disco più iconico al mondo; e <strong>CRUNCH</strong>, il progetto di Frank Storm che fonde musica, visual e club culture contemporanea. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/NAMELESS-FESTIVAL-2026_TonyPitony-682x1024.jpeg" alt="
 Il Nameless Festival torna a casa 
" class="wp-image-62723" /><figcaption class="wp-element-caption">Tony Pitony</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">La chiave del successo non risiede solo nella musica&nbsp;</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il <strong>Nameless</strong> <strong>Festival</strong> continua a contraddistinguersi per lo spiccato senso organizzativo e civile: ogni pagamento all’interno dello spazio è completamente&nbsp;<strong>cashless</strong>: potranno essere utilizzate carte di credito, debito, prepagate e smartphone, così da rendere l’esperienza del pubblico più semplice, veloce e trasparente.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Inoltre, ci saranno i servizi navetta gratuiti <strong>(</strong><a href="https://drive.google.com/drive/folders/1jf4NSRG8Bql20R8a8qbZLAC5VB37wVOv?usp=share_link" rel="nofollow"><strong>qui</strong></a><strong> i percorsi)</strong> realizzati con la preziosa collaborazione di <strong>LineeLecco</strong>, pensati per collegare il Festival con le aree dei Comuni limitrofi e alleggerire la pressione sulla viabilità cittadina.<br><strong>Gratis saranno anche i punti acqua. </strong>Numerose fontanelle sono installate nell’area per ridurre sprechi e consumi. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Per quanto riguarda i <strong>food point</strong>, sono presenti numerosi stand con un’offerta pensata per tutti i gusti:&nbsp;<strong>dalla pizza alla carne, dai lievitati ai burger, fino a proposte vegetariane, vegane e gluten free.</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Per agevolare l’arrivo del pubblico sono previste <strong>diverse aree parcheggio dedicate</strong> <strong>(</strong><a href="https://drive.google.com/drive/folders/1TunSbVnynGjo9DIQt_t__ySNNMHqIsZs?usp=share_link" rel="nofollow"><strong>qui</strong></a><strong> i parcheggi)</strong>, distribuite su tutto il territorio e collegate all’area del Festival attraverso <strong>percorsi pedonali preferenziali, piste ciclopedonali o servizi navetta appositi.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Trenord per il Nameless</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’ultima novità dell<strong>”edizione zero”&nbsp;</strong> è la collaborazione con <strong>Discovera</strong>, piattaforma di&nbsp;experience mobility&nbsp;che ha permesso di acquistare in bundle a <strong>un prezzo scontato il biglietto di ingresso + quello per raggiungere in treno con Trenord la location del Festival da qualsiasi stazione ferroviaria della Lombardia&nbsp;e arrivando presso le stazioni di Lecco o Lecco Maggianico.&nbsp;</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Inoltre, ogni sera, in aggiunta ai treni previsti da orario per chi acquista i biglietti Trenord dedicati al Festival, sarà a disposizione anche un&nbsp;treno straordinario che partirà&nbsp;alle ore 00:36 dalla stazione di Lecco&nbsp;e&nbsp;alle 00:41 da quella di Lecco Maggianico&nbsp;e che arriverà&nbsp;alle ore 01:38 alla stazione di Milano Garibaldi.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" data-id="62719" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/NAMELESS-FESTIVAL-2025_Foto-2_@Francesca-Binda.jpeg-1024x682.jpeg" alt="" class="wp-image-62719" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/NAMELESS-FESTIVAL-2025_Foto-2_@Francesca-Binda.jpeg-980x653.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/NAMELESS-FESTIVAL-2025_Foto-2_@Francesca-Binda.jpeg-480x320.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il <strong>Nameless Festival, </strong>insieme al suo <strong>CEO Alberto Fumagalli, </strong>sempre in prima linea per far funzionare tutto al meglio, ha negli anni dimostrato di saper crescere sia dal punto di vista dei numeri che della qualità dell’offerta. In poco più di dieci anni l’evento è passato&nbsp;<strong>da 9.000 a 90.000 presenze</strong>, molte delle quali&nbsp;<strong>provenienti da tutta Italia, Europa&nbsp;</strong>e<strong>&nbsp;America&nbsp;</strong>(<strong>il 20% dei biglietti è stato venduto all’estero, la metà dei quali proviene dagli USA</strong>).</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Partner dell’edizione 2026 sono&nbsp;<strong>Air Action Vigorsol</strong>,&nbsp;<strong>Ambre Solaire</strong>,&nbsp;<strong>Aperol</strong>,&nbsp;<strong>Discovera</strong>,&nbsp;<strong>Fujifilm</strong>,&nbsp;<strong>Garnier Fructis</strong>,<strong>&nbsp;Guess Jeans</strong>,&nbsp;<strong>Heineken</strong>,<strong>&nbsp;Ploom</strong>,<strong>&nbsp;Rebel Dynamics</strong>,&nbsp;<strong>Red Bull</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Trenord</strong>.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Mentre, <strong>Radio 105 è radio ufficiale di Nameless Festival;</strong>&nbsp;<strong>Billboard Italia è Official Media Partner e Linkiesta Etc. è Media Support.&nbsp;</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>La musica vi attende a Lecco!!</strong></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-id="62724" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Nameless-Festival_Line-up-def-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-62724" /><figcaption class="wp-element-caption">Line up Nameless Festival</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Da Genova all’Europa: i Matia Bazar con Antonella Ruggiero</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/04/12/da-genova-alleuropa-i-matia-bazar-con-antonella-ruggiero/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Hari Renzitti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ADL MAG]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’evoluzione dei Matia Bazar tra synth, elettronica e la voce lirica di Antonella Ruggiero. Il gruppo che ha cambiato il pop italiano   La scena musicale italiana degli anni ’70 si può suddividere tra grandi nomi della tradizione melodica e il magma delle band innovative che ammirano il panorama europeo. Sono proprio Londra e Berlino i [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">L’evoluzione dei Matia Bazar tra synth, elettronica e la voce lirica di Antonella Ruggiero. Il gruppo che ha cambiato il pop italiano  </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La scena musicale italiana degli anni ’70 si può suddividere tra grandi nomi della tradizione melodica e il magma delle band innovative che ammirano il panorama europeo. Sono proprio Londra e Berlino i cuori pulsanti della sperimentazione sonora, in cui krautrock ipnotico, battiti sintetici e atmosfere dilatate trovano il proprio spazio. Queste fonti d’ispirazione sono di vitale importanza per progetti come quello dei Matia Bazar, che inseriscono gradualmente questi nuovi stilemi musicali nel panorama italiano.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La nascita del gruppo</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il gruppo nasce a Genova nel 1975 con l’unione di musicisti membri delle band nazionali ‘Jet’ e ‘Museo Rosenbach’, entrambe pioniere del rock progressivo italiano. Piero Cassano, Aldo Stellita, Carlo Marrale dalla prima, Giancarlo Golzi dalla seconda, sposano la strepitosa voce di Antonella Ruggiero. Distintisi immediatamente grazie alla proposta musicale sofisticata capace di fondere pop, synth e suggestioni progressive, il primo singolo ‘Stasera, che sera’ del ’75 riscuote grande clamore.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="358" height="480" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Matia-Bazar.jpg" alt="" class="wp-image-60481" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Matia-Bazar.jpg 358w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Matia-Bazar-224x300.jpg 224w" sizes="(max-width: 358px) 100vw, 358px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La voce di Antonella Ruggiero</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La vera ciliegina sulla torta è proprio la voce unica della Ruggiero. Non è definibile rassicurante e facile, bensì emotiva e razionale al contempo. L’estensione vocale stimata di circa quattro ottave permette al soprano leggero di esplorare vari timbri e registri con una libertà fuori dal comune in quel periodo. I brani pop risultano sorprendenti e multiformi perché si prestano a momenti inaspettati di lirica melodica eccellente. Questa voce cristallina e tecnicamente impeccabile diventa lo strumento attraverso cui il gruppo costruisce un linguaggio sonoro innovativo e immediatamente riconoscibile. Proprio grazie alla componente melodica, che rientra a pieno negli standard tradizionali, i Matia Bazar possono permettersi un sound che sfida le convenzioni radiofoniche molto rigide e poco aperte alle innovazioni. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="304" height="385" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Antonella-Ruggiero.jpg" alt="" class="wp-image-60483" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Antonella-Ruggiero.jpg 304w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Antonella-Ruggiero-237x300.jpg 237w" sizes="(max-width: 304px) 100vw, 304px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il successo e i primi Festival di Sanremo</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il successo arriva rapidamente. Dopo i primi singoli il gruppo si afferma con brani scolpiti nell’immaginario collettivo come ‘Per un’ora d’amore’ (1976) e ‘Solo tu’ (1977). Da un lato la melodia è centrale, dall’altro il lavoro sulle dinamiche vocali e arrangiamenti è molto evidente. Nel 1978 arriva il primo trionfo con ‘…E dirsi ciao’, vincitrice a Sanremo, a cui i MB partecipano per la prima volta l’anno precedente con ‘Ma perché’. La canzone ‘Y decir, ciao’, viene incisa in spagnolo per il mercato latino pochi mesi dopo il trionfo sanremese. Negli anni successivi il gruppo musicale non perde di coerenza nonostante il successo internazionale. L’identità primigenia del gruppo viene salvaguardata, anzi, la fama permette una sperimentazione più profonda delle atmosfere synth pop. La voce della Ruggiero intanto diventa sempre più libera e svincolata dalla tradizionale impostazione della canzone. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="500" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Matia-Bazar-Solo-tu.jpg" alt="" class="wp-image-60488" style="width:306px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Matia-Bazar-Solo-tu.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Matia-Bazar-Solo-tu-480x480.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il complesso raggiunge l’Eurovision Song Contest nel ’79 con ‘Raggio di luna’, prodotta poi anche in spagnolo e inglese, e lancia mesi dopo l’album Tournée. Nello stesso periodo, l’uscita di ‘C’è tutto un mondo intorno’ fa sognare le radio italiane e l’omonimo tour mondiale riscontra ottimi incassi.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="395" data-id="60487" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Matia-Bazar-Italy-Place-15-spanish-version.jpg" alt="" class="wp-image-60487" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Matia-Bazar-Italy-Place-15-spanish-version.jpg 400w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Matia-Bazar-Italy-Place-15-spanish-version-300x296.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="400" data-id="60485" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Matia-Bazar-Italy-Place-15-english-version.jpg" alt="" class="wp-image-60485" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Matia-Bazar-Italy-Place-15-english-version.jpg 400w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Matia-Bazar-Italy-Place-15-english-version-300x300.jpg 300w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Matia-Bazar-Italy-Place-15-english-version-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Addii e new enries: i primi passaggi di testimone</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Dopo la commercializzazione dell’album Il tempo del sole, presentato al Festivalbar con il singolo ‘Italian Sinfonia’ nel 1980, Piero Cassano decide di ritirarsi dal gruppo. Dal 1981 cede il ruolo di tastierista a Mauro Sabbione per dedicarsi alla produzione autoriale, al lancio di Eros Ramazzotti e alle collaborazioni con Mina e Anna Oxa. Sabbione definisce il periodo elettronico con l’album Tango che da un’ulteriore spinta propulsiva al successo del gruppo grazie a brani come ‘Palestina’ ed ‘Elettrochoc’. Ma è ‘Vacanze romane’ il vero titolo avanguardistico del momento, la canzone per eccellenza dei Matia Bazar. Il sound moderno, influenzato dalla new wave e dall’elettronica, ha caratteristici arrangiamenti malinconici accompagnati da un testo che trasmette nostalgia retrofuturista e affronta l’avvilimento urbano. La canzone vince il Festival sanremese del 1983 e segna un cambiamento stilistico epocale del pop italiano.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="500" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Matia-Bazar-Tango-1983.jpg" alt="" class="wp-image-60480" style="width:308px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Matia-Bazar-Tango-1983.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Matia-Bazar-Tango-1983-480x480.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"> Un anno dopo arriva la partecipazione al Festival di Tokyo, ma, alla vigilia dell’uscita di ‘Aristocratica’ un nuovo addio: Sabbione diventa collaboratore dei Litfiba e lascia il gruppo. Le tastiere passano sotto le mani di Sergio Cossu nell’85. Trionfanti, sempre nello stesso anno, vincono il secondo Premio della Critica al Festival della canzone italiana con ‘Souvenir’ e fanno uscire il pezzo forte ‘Ti sento’. È questa un’altra delle canzoni più iconiche e internazionali dei MB, tornata in voga grazie al remix del DJ francese Bob Sinclar del 2023. Seguono una seconda vittoria del Telegatto e poi la sesta partecipazione a Sanremo come al Festivalbar.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="725" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Matia-Bazar-Ti-sento.jpg" alt="" class="wp-image-60490" style="width:387px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Matia-Bazar-Ti-sento.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Matia-Bazar-Ti-sento-480x473.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Un anno di svolta: il 1989</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il 1989 registra sia l’apice della popolarità che una svolta drastica: l’abbandono della voce portante del gruppo, Antonella Ruggiero. Per motivi familiari, di saturazione artistica e per una conclusione fisiologica del percorso artistico, la cantante si ritira dalle scene per i successivi sette anni. Il ritorno avverrà da solista nel 1996, con l’album Libera. Ancora oggi è attiva in diversi progetti e porta avanti una forte sperimentazione sonora vicina a jazz, sacralità e tradizione etnica.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="406" height="418" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Antonella-Ruggiero-2.jpg" alt="" class="wp-image-60482" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Antonella-Ruggiero-2.jpg 406w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Antonella-Ruggiero-2-291x300.jpg 291w" sizes="(max-width: 406px) 100vw, 406px" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Gli anni Novanta aprono il gruppo ad una nuova era rok-pop. La nuova solista Laura Valente abbandona i virtuosismi operistici tipici della Ruggiero a favore di uno stile più grintoso e meno etereo. Il gruppo si reinventa, nonostante la perdita della frontwoman, e la partecipazione al Sanremo del ’92 con ‘Piccoli giganti’ sancisce il nuovo corso della band. L’anno successivo Carlo Marrale decide di lasciare il gruppo per diventare solista, così da poter scrivere lontano dalle dinamiche di una band in continua mutazione. Da quegli anni l’assetto continua ad essere mutevole, con linfa vitale ciclicamente nuova e mai stabile. I Matia Bazar sono dunque la fenice della musica italiana, proprio per questa loro capacità di sapersi reinventare e tornare al successo nonostante tutti i cambiamenti dovuti alla vita dei componenti. Sono un progetto in fieri ma stilisticamente completo, se preso nei singoli periodi di produzione.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Photocredits: Pinterest</strong></p>
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		<title>Anche gli eroi muoiono: il nuovo album di Kid Yugi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 09:10:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ADL MAG]]></category>
		<category><![CDATA[Kid Yugi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra lirismo underground, oscurità industriale e decostruzione dell’eroe moderno, &#8220;Anche gli eroi muoiono&#8221;, il nuovo album di Kid Yugi, si impone come manifesto del nuovo rap italiano d’autore Con la pubblicazione di &#8220;Anche gli eroi muoiono&#8220;, Kid Yugi consolida la propria posizione come figura di riferimento del nuovo lirismo underground italiano. Dopo il successo di [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Tra lirismo underground, oscurità industriale e decostruzione dell’eroe moderno, &#8220;Anche gli eroi muoiono&#8221;, il nuovo album di Kid Yugi, si impone come manifesto del nuovo rap italiano d’autore</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Con la pubblicazione di &#8220;<strong>Anche gli eroi muoiono</strong>&#8220;, <strong>Kid Yugi</strong> consolida la propria posizione come figura di riferimento del nuovo lirismo underground italiano. Dopo il successo di critica e pubblico ottenuto con &#8220;I nomi del diavolo&#8221;, il rapper di Massafra si trova di fronte alla sfida della conferma, optando per un lavoro che non cerca la semplificazione commerciale, ma approfondisce ulteriormente la sua estetica cruda. L&#8217;album si presenta come un&#8217;opera densa, dove il background geografico della provincia pugliese non è solo una cornice, ma un elemento attivo che plasma il linguaggio e la visione del mondo dell&#8217;artista. La narrativa si sposta verso una riflessione più cupa sulla mortalità e sul fallimento, distaccandosi dall&#8217;autocelebrazione tipica del genere per abbracciare un realismo quasi nichilista.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="736" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/667b746e72f35fca10cc897b6de2c146.jpg" alt="" class="wp-image-55709" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/667b746e72f35fca10cc897b6de2c146.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/667b746e72f35fca10cc897b6de2c146-480x480.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il nucleo del nuovo album di Kid Yugi</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il nucleo centrale del disco ruota attorno al concetto di vulnerabilità applicato a figure tradizionalmente percepite come invincibili. Il titolo stesso, Anche gli eroi muoiono, funge da dichiarazione d&#8217;intenti: un&#8217;esplorazione della caducità umana mediata attraverso riferimenti alla mitologia, alla cronaca nera e alla letteratura classica. Yugi seziona il concetto di &#8220;eroismo&#8221; moderno, decostruendo l&#8217;iconografia del successo per rivelarne le fondamenta d&#8217;argilla. Le tracce si susseguono come capitoli di un romanzo di formazione al contrario, dove l&#8217;ascesa sociale e professionale non garantisce la salvezza spirituale, ma espone l&#8217;individuo a nuovi e più complessi parassitismi emotivi e sociali.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-8 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="982" data-id="55712" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/71cf2ea748c11e79db64eea4818fee3b-edited.jpg" alt="" class="wp-image-55712" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/71cf2ea748c11e79db64eea4818fee3b-edited.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/71cf2ea748c11e79db64eea4818fee3b-edited-480x640.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="735" height="732" data-id="55711" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/961d2906363f1b3388c660c0a6d64adc.jpg" alt="" class="wp-image-55711" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/961d2906363f1b3388c660c0a6d64adc.jpg 735w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/961d2906363f1b3388c660c0a6d64adc-480x478.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 735px, 100vw" /></figure>
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<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">L&#8217;estetica del linguaggio tra citazionismo colto e crudo realismo</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Dal punto di vista puramente testuale, l&#8217;album conferma la straordinaria proprietà di linguaggio di Kid Yugi. La scrittura è caratterizzata da un uso sapiente della metafora e da un citazionismo stratificato che spazia dal cinema di genere alla filosofia esistenzialista. Non si tratta di un semplice sfoggio di erudizione, ma di un sistema di codici utilizzato per descrivere una realtà brutale. Il lessico alterna tecnicismi medici, gergo di strada e arcaismi, creando un contrasto stridente che riflette la dualità dell&#8217;artista: un intellettuale prestato alla strada, o forse viceversa. Questa densità lessicale richiede un ascolto attento, posizionando il disco lontano dal consumo rapido tipico dell&#8217;era dello streaming.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="727" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/ce76d918c49865dfeb9c8f6be6f8cba0.jpg" alt="" class="wp-image-55713" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/ce76d918c49865dfeb9c8f6be6f8cba0.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/ce76d918c49865dfeb9c8f6be6f8cba0-480x474.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Architetture sonore e oscurità industriale nel design del disco</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">​La direzione musicale del progetto riflette l&#8217;oscurità dei testi, con una cura meticolosa nella scelta dei campionamenti e delle texture sonore. Le produzioni abbandonano spesso i canoni della trap più rutilante per abbracciare sonorità sporche, ritmiche spezzate e atmosfere che pescano a piene mani dal boom bap più oscuro e dal rap industriale. L&#8217;uso dei bassi è materico, quasi soffocante, atto a creare un senso di urgenza e oppressione che accompagna la voce dell&#8217;artista. La coerenza sonora è garantita da un team di produttori che sembra aver compreso la necessità di creare un tappeto sonoro cinematografico, capace di sostenere il peso di una narrazione priva di ritornelli radiofonici facili o concessioni alle classifiche pop.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="558" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-02-213032-1024x558.png" alt="" class="wp-image-55715" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-02-213032-980x534.png 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-02-213032-480x261.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il valore culturale di un’opera di resistenza lirica contemporanea</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">​In definitiva, &#8220;Anche gli eroi muoiono&#8221; si pone come un manifesto della resistenza lirica nel panorama contemporaneo. <strong>Kid Yugi </strong>evita la trappola della ripetizione, elevando il proprio standard qualitativo e dimostrando una maturità artistica che trascende la sua giovane età. L&#8217;album non solo conferma il talento tecnico del rapper, ma ne definisce l&#8217;identità come &#8220;osservatore critico&#8221; della propria epoca. In un mercato saturato da contenuti volatili, questo lavoro si distingue per la sua pretesa di essere ricordato, offrendo una fotografia nitida e spietata delle contraddizioni umane. La morte degli eroi, nell&#8217;universo di Yugi, non è una tragedia fine a se stessa, ma l&#8217;inizio di una presa di coscienza necessaria per affrontare la realtà senza filtri.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Articolo a cura di Alexandru Haba</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong><em>Foto: Pinterest</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br></p>
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		<title>Jazz: quando la musica diventa uno stile di vita</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/01/24/jazz-quando-la-musica-diventa-uno-stile-di-vita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2026 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
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		<category><![CDATA[Culture]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il jazz non è solo musica da ascoltare: è un modo di essere, di vestirsi, di stare al mondo. Nato come voce di ribellione e libertà, il jazz ha attraversato il tempo cambiando forma, suono e look, lasciando il segno non solo nelle playlist ma anche nella moda e nella cultura pop Il jazz nasce [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il jazz non è solo musica da ascoltare: è un modo di essere, di vestirsi, di stare al mondo. Nato come voce di ribellione e libertà, il jazz ha attraversato il tempo cambiando forma, suono e look, lasciando il segno non solo nelle playlist ma anche nella moda e nella cultura pop</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il <strong>jazz </strong>nasce all’inizio del Novecento a New Orleans: una città piena di suoni diversi, culture che si mescolano e voglia di esprimersi. Dalle radici afroamericane, dal blues e dalle canzoni di lavoro, prende vita una musica nuova, basata sull’improvvisazione. <strong>Niente regole rigide, ognuno mette qualcosa di sé.</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="688" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-17-at-17.50.58-4-688x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-54836" style="aspect-ratio:0.6718699931334401;width:603px;height:auto"/></figure>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Una musica che non ha paura di cambiare</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">I primi jazzisti suonavano per strada, nei locali, nei club fumosi. Musicisti come Louis Armstrong trasformarono questa musica in qualcosa di unico, pieno di energia e personalità. Il jazz diventò presto il simbolo di chi voleva distinguersi. La vera esplosione, tuttavia, ci fu negli anni Venti: <strong>il jazz diventa la musica delle feste, dei balli e delle notti infinite.</strong> Le città crescono, la gente vuole divertirsi, e il jazz è la colonna sonora perfetta. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-9 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="564" height="843" data-id="54839" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-17-at-17.50.57-1.jpeg" alt="" class="wp-image-54839" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-17-at-17.50.57-1.jpeg 564w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-17-at-17.50.57-1-480x717.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 564px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="733" height="1024" data-id="54840" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-17-at-17.50.58-2-733x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-54840"/></figure>
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<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Arrivano poi gli anni Quaranta, e tutto cambia. <strong>Il ritmo diventa più veloce, più complicato, più “da intenditori”</strong>. Nasce il bebop, una musica che non è più solo da ballare, ma anche da ascoltare, da pensare. Artisti come Charlie Parker e Dizzy Gillespie rompono gli schemi e mostrano che il jazz può essere anche <strong>ribellione mentale</strong>. Negli anni successivi, infatti, continua a mescolarsi con tutto: rock, funk, elettronica. È una musica che non ha paura di cambiare.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Jazz e moda</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il jazz ha sempre avuto il suo stile. Negli anni Venti, ad esempio, le ragazze tagliano i capelli, accorciano gli abiti e ballano senza preoccuparsi troppo delle regole: <strong>le flapper rappresentano libertà, movimento, voglia di vivere.</strong> Così come gli uomini che abbandonano la rigidità per abbracciare una maggiore personalità. Più tardi, con le big band, i musicisti diventano icone di eleganza. Completi perfetti, cappelli, cravatte. Con l&#8217;arrivo del bebop, poi, anche la moda si ribella. Le giacche diventano più larghe, gli occhiali scuri, e gli outfit più casual. Ma pieni di carattere. <strong>Il jazz diventa cool.</strong></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-10 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
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<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Negli anni Sessanta e Settanta, lo stile musicale si lega ai movimenti sociali e alla cultura afroamericana. Colori forti, tessuti africani e simboli identitari entrano nella moda come messaggio di orgoglio e libertà. Vestirsi diventa un modo per dire chi sei e da che parte stai. Questo vale anche oggi: il jazz continua infatti ad influenzare la moda e la musica. Molti artisti moderni lo mixano con hip hop e streetwear,<strong> dimostrando che il suo spirito è ancora vivo.</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="685" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-17-at-17.50.58-3-685x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-54843" style="aspect-ratio:0.6687446832823352;width:566px;height:auto"/></figure>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Il jazz insegna che non bisogna seguire per forza le regole</strong>, ma trovare il proprio stile. Nel suono, nei vestiti, nella vita. Il jazz è libertà, identità e creatività. <strong>È musica che cambia insieme alle persone, è moda che racconta storie. </strong>È passato, presente e futuro. E soprattutto, è la prova che quando suono e stile si incontrano, nasce qualcosa di davvero unico.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Articolo a cura di Alessio Palma</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong><em>Foto: Pinterest</em></strong></p>
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		<title>Marshall festeggia 64 anni</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/01/17/marshall-festeggia-64-anni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Soba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2026 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[Casse]]></category>
		<category><![CDATA[marshall]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Storia, evoluzione e mito di un brand leggendario dell’audio Sessant’anni (e più) di suono, stile e identità. Nel panorama dei brand audio internazionali, pochi nomi evocano un immaginario potente e riconoscibile come Marshall. Fondata negli anni Sessanta nel Regno Unito, il brand celebra oggi un traguardo storico: 60 anni di attività che hanno trasformato un [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Storia, evoluzione e mito di un brand leggendario dell’audio</h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Sessant’anni (e più) di suono, stile e identità.</strong></h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel panorama dei brand audio internazionali, pochi nomi evocano un immaginario potente e riconoscibile come <strong>Marshall</strong>. Fondata negli anni Sessanta nel Regno Unito, il brand celebra oggi un traguardo storico: 60 anni di attività che hanno trasformato un marchio di amplificatori per chitarra in una vera icona globale dell’audio, dalle casse musicali Bluetooth agli speaker domestici dal design vintage.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="375" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Marshall-Amps@2000x1500.jpeg" alt="" class="wp-image-54679" style="width:417px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Marshall-Amps@2000x1500.jpeg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Marshall-Amps@2000x1500-480x360.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Le origini di Marshall: quando nasce il suono rock</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La storia di Marshall inizia a Londra, nel cuore pulsante di un’Inghilterra attraversata da fermento musicale e culturale. Jim Marshall, batterista e imprenditore visionario, comprende prima di molti altri che il <strong>suono</strong> non è solo una questione tecnica, ma un’estensione dell’identità dell’artista. Nascono così gli amplificatori Marshall: potenti, ruvidi, inconfondibili. Un suono che diventa rapidamente sinonimo di rock, hard rock e blues.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Gli amplificatori non si limitano ad amplificare la musica: la <strong>definiscono</strong>. Per questo, in pochi anni, il brand diventa un punto di riferimento per musicisti, band e palchi di tutto il mondo.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-11 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="281" data-id="54682" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/jHoGq7LELY8uq8nVxGxsF6.jpeg" alt="" class="wp-image-54682" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/jHoGq7LELY8uq8nVxGxsF6.jpeg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/jHoGq7LELY8uq8nVxGxsF6-480x270.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="281" data-id="54680" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Inderdiscount-Thema-MidnightBlue.jpeg" alt="" class="wp-image-54680" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Inderdiscount-Thema-MidnightBlue.jpeg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Inderdiscount-Thema-MidnightBlue-480x270.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Dall’amplificatore alle casse musicali: l’evoluzione del brand</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Se inizialmente Marshall è legata a doppio filo al mondo della chitarra elettrica, nel tempo il marchio compie un’evoluzione strategica fondamentale. Senza rinnegare il proprio DNA, entra nel mercato dell’audio consumer con una gamma di <strong>casse musicali</strong>, speaker Bluetooth e sistemi audio domestici.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le casse Marshall si distinguono per:</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">• qualità del suono potente e bilanciato</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">• design vintage ispirato agli amplificatori storici</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">• materiali premium e attenzione ai dettagli</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">• integrazione con le tecnologie moderne (Bluetooth, multi-room, streaming)</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">È qui che Marshall dimostra la propria forza: riuscire a parlare alle nuove generazioni senza perdere l’autorevolezza conquistata in sessant’anni di storia musicale.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Design iconico e identità sonora</strong></h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Uno dei fattori chiave del successo di Marshall come brand di casse musicali è il <strong>design iconico</strong>. Il nero profondo, la griglia frontale, il logo dorato: ogni elemento è immediatamente riconoscibile. Ma dietro l’estetica c’è sostanza. Il suono resta caldo, corposo, fedele a quella matrice rock che ne ha decretato la fama.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="333" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/https-hypebeast.com-image-2023-07-marshall-studio-jtm-release-anniversary-0.jpg" alt="" class="wp-image-54683" style="width:389px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/https-hypebeast.com-image-2023-07-marshall-studio-jtm-release-anniversary-0.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/https-hypebeast.com-image-2023-07-marshall-studio-jtm-release-anniversary-0-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In un mercato affollato di speaker anonimi, sceglie la strada dell’identità. Non insegue le mode: le attraversa, mantenendo coerenza e carattere.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Marshall oggi: un’icona dell’audio globale</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">A oltre 60 anni dalla fondazione, Marshall è molto più di un marchio storico. È un <strong>brand lifestyle</strong>, presente nelle case, negli studi e negli spazi creativi di chi cerca un’esperienza sonora autentica. Le casse Marshall non sono solo strumenti di ascolto, ma oggetti che raccontano una storia, capaci di unire passato e futuro, analogico e digitale.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="358" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/marshall-logo-ufficialeHSG.jpeg" alt="" class="wp-image-54684" style="width:377px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/marshall-logo-ufficialeHSG.jpeg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/marshall-logo-ufficialeHSG-480x344.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Perché resta un mito </strong></h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il segreto della longevità di Marshall sta in una parola: <strong>coerenza</strong>. Coerenza sonora, estetica e culturale. In un mondo in continua accelerazione, continua a fare ciò che ha sempre fatto meglio: offrire un suono riconoscibile, potente, emozionale.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Sessant’anni dopo il primo amplificatore, il volume resta alto. E Marshall, ancora una volta, dimostra che certe leggende non invecchiano: <strong>si amplificano</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Photocredits: Pinterest</p>
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		<title>Da Tiktok star a Coachella: Il fenomeno Addison Rae</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/07/28/da-tiktok-star-a-coachella-addison-rae/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Martina Dios]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jul 2025 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[Addison Rae]]></category>
		<category><![CDATA[genZ]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da Tiktok Star a cantare nell&#8217;apertura di Lana del Rey a Wembley, Addison Rae ha stupito tutti. Avere successo oggigiorno sembra più facile. Tutti vogliamo essere famosi.&#160; Addison Rae non è stata l’eccezione. Quando Tiktok chiede di essere consistente e postare, lì c&#8217;era Addison Rae a mettere tra 7 e 8 video sull’app al giorno. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Da Tiktok Star a cantare nell&#8217;apertura di Lana del Rey a Wembley, Addison Rae ha stupito tutti. Avere successo oggigiorno sembra più facile.</h2>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Tutti vogliamo essere famosi.&nbsp;</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Addison Rae non è stata l’eccezione. Quando Tiktok chiede di essere consistente e postare, lì c&#8217;era Addison Rae a mettere tra 7 e 8 video sull’app al giorno. Nata a Louisiana negli Stati Uniti, Addison ha accumulato più di 80 milioni di follower grazie a video di pochi secondi mentre ballava. Grazie a collaborazioni con altri influencers di Tiktok come Charlie d’Amelio ma anche Kourtney Kardashian, arriva a un livello di fama in cui tutto si scusa.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Tutti erano sorpresi con il suo inaspettato rebranding e cambio di carriera ma era in realtà il suo desiderio più grande. Fa l&#8217;attrice nella romcom di Netflix “He’s All That”, lancia il suo brand di beauty “Item Beauty” senza successo e infine nel 2021 lancia il suo singolo “Obsessed&#8221;. Non era stato tanto apprezzato ma non si arrende. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="736" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/download-10.jpeg" alt="" class="wp-image-44486" style="width:450px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/download-10.jpeg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/download-10-480x480.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La sua era musicale</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Alcuni dei suoi brani nel 2023 vengono trapelati e arrivano da Charli XCX. L’artista e regina del movimento “Brat” la invita a partecipare nel remix del brano “Von Dutch”, canzone che canteranno a Coachella insieme nel 2025. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ispirata da Madonna, Lana del Rey e Charli XCX, lancia il suo album “Addison” nel 2024. Le canzoni lanciate precedentemente hanno fatto parlare ma lanciando rose. Dopo andare virali su Tiktok, “Diet Pepsi” e “Aquamarine”, le altre canzoni che si sono rilevate dentro l’album parlano del desiderio. La voglia di essere riconosciuto per il buon gusto e le proprie conquiste. La cosa più interessante è che questo è stato il suo debutto ma anche la sua fine. Nella descrizione dell’album nel suo <a href="https://shopuk.addisonrae.com/products/addison-cd">sito web</a> si legge “Il primo e ultimo album di Addison Rae”.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Questa nuova era è stata criticata anche dal punto di vista estetico. Grande portabandiera del &#8220;thrashcore&#8221;, tanti pensano che la sua volontà di essere nonchalant e mostrare uno stile senza troppe cure, tutto è pensato. Vestito con un approccio alla Britney Spears, si mostra com’è. Nelle presentazioni e red carpet si presenta conforme alla situazione ma nello streetstyle vediamo quello che sembra essere il suo vero desiderio. Sarebbe molto interessante che portasse la sua vera persona anche ai red carpet.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-12 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="877" data-id="44483" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/addison-rae-and-lexee-smith.jpeg" alt="Addison Rae e la sua amica Lexee Smith. La cantante indossa un reggiseno fatto di due conchiglie, una pelliccia crop e delle collant azzurre. " class="wp-image-44483" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/addison-rae-and-lexee-smith.jpeg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/addison-rae-and-lexee-smith-480x572.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="44484" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Addison-Rae-attends-the-2024-CFDA-Awards_-683x1024.jpeg" alt="Addison Rae nella red carpet dei premi CFDA del 2024 indossando un vestito di Thom Browne" class="wp-image-44484" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Addison-Rae-attends-the-2024-CFDA-Awards_-683x1024.jpeg 683w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Addison-Rae-attends-the-2024-CFDA-Awards_-480x720.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 683px, 100vw" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dobbiamo essere “aesthetic”</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fare di tutto per avere un like in più. Sistemare bene i calici sul tavolo all&#8217;aperitivo della sera per fare la foto. Tutti devono sapere dove sono e quanto sono perfetta.&nbsp; Da anni la vita è diventata un numero: quanti likes abbiamo, quanti followers e quante visualizzazioni accumuliamo sui social. Prima di capire se vogliamo essere famosi, ci chiediamo se abbiamo qualcosa da dire? Questo è mezzo-accaduto nel caso della cantante.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">È stata più giudicata dalla sua estetica che dalla musica. Fa vedere il suo corpo, che anche se è come tanti altri, non è interamente accettato dalla società in cui viviamo. Promuovendo un messaggio di inclusività ma anche di “Non mi interessa”. Crea il suo successo grazie al piacere degli altri ma nel momento in cui arriva alla fama, questo sparisce. Lei vuole solo essere lei stessa e sorprendere chi ha davanti. Sa di avere un grande potenziale e le critiche non sembrano fermarla.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="981" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Addison-Rae-opening-for-Lana-Wembley-N1.jpeg" alt="Addison Rae nell'apertura dello show di Lana del Rey a Wembley" class="wp-image-44492" style="width:511px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Addison-Rae-opening-for-Lana-Wembley-N1.jpeg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Addison-Rae-opening-for-Lana-Wembley-N1-480x640.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In tutto il press tour del suo nuovo album intitolato “Addison”, non viene truccata e si presenta come la Addison Rae che avevamo conosciuto tutti: autentica.&nbsp; La “ragazza della porta accanto” che vuole solo arrivare alla cresta dei suoi sogni. La cima del suo potenziale. Ha sfruttato la sua essenza di autenticità, spremendo ancora di più le ultime gocce con questo album. Resta solo da vedere se questa ascesa ha una data di scadenza.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>Foto: Pinterest</em></p>
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		<title>Georgia Mos: New Summer Releases</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/07/21/georgia-mos-new-summer-releases/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara De Bonis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jul 2025 19:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[disco]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tre nuove release, un tour europeo e una visione autentica della club culture L’estate 2025 parla afro house, e a dettare il ritmo è Georgia Mos. La dj e producer sanremese, ormai nome di punta della scena dance internazionale, torna con tre nuove tracce “Empty”, “Ain’t No Sunshine” e “Pum Pum”, disponibili su tutte le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-center has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Tre nuove release, un tour europeo e una visione autentica della club culture</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’estate 2025 parla afro house, e a dettare il ritmo è <a href="https://www.instagram.com/georgia.mos/?hl=it">Georgia Mos</a>. La dj e producer sanremese, ormai nome di punta della scena dance internazionale, torna con tre nuove tracce <strong>“Empty”, “Ain’t No Sunshine” e “Pum Pum”</strong>, disponibili su tutte le piattaforme digitali e già in vetta alle classifiche Beatport.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>“Empty”: ballare anche nei momenti no</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il brano più introspettivo è senza dubbio <em>Empty: “La pista per me è uno spazio liberatorio. Quando produco, parto spesso da un’emozione intensa e la trasformo in ritmo. Ok, oggi non sto bene, ma ballare è il mio modo di non arrendermi. Così la malinconia diventa movimento, energia condivisa”</em>. Racconta Georgia. Il risultato? Beat profondi, percussioni afro, un groove avvolgente e synth minimali che riescono a trasformare la malinconia in pura energia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Foto-15-06-20-17-25-56-1-819x1024.jpg" alt="Georgia Mos" class="wp-image-44122" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>“Ain’t No Sunshine”: Il rispetto per un classico senza tempo</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Coverare un brano sacro come quello di Bill Withers è una sfida da brividi, ma Georgia l’ha accettata con grazia. La sua versione in chiave afro house ha un respiro notturno e ipnotico, che mantiene inalterata l’anima soul e malinconica dell’originale. <em>“È stato come vestirlo con altri suoni, ma lasciargli lo stesso sguardo” </em>spiega. E il pubblico sembra aver apprezzato. Il brano è già nella top 5 dance/pop di Beatport.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>Pum Pum</em> invece, fuori dal 18 agosto, è più leggera e giocosa. Un concentrato di sensualità afro pop,  cantato in portoghese. <em>“È una traccia pensata per scatenarsi, magari in spiaggia al tramonto. Dopo due brani più introspettivi, avevo voglia di puro ritmo estivo”</em>, confessa l’artista.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong><strong>“ Georgia Mos Summer Tour ”</strong></strong> <strong>attraversa l’Europa</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il <strong>“Georgia Mos Summer Tour”</strong> la porterà dalla Sardegna alla Slovenia, dalla Puglia al Belgio, passando per la Spagna. <em>“Ogni palco ha un’anima diversa. In Sardegna e Sicilia mi sento a casa, in Puglia si balla con il cuore, mentre nei Balcani l’energia è quasi tribale. Adatto i miei set a ogni tappa, ma voglio sempre che chi mi ascolta dica: ‘Questa è lei’”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le prime date confermate:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>25/7 Indiga Club, Venezia</strong></li>



<li><strong>1/8 Alaja Club, Portorose (Slovenia)</strong></li>



<li><strong>29/8 Insomnia Club, Benidorm (Spagna)</strong></li>



<li><strong>30/8 Le Village Italian Dan’s, Belgio</strong></li>



<li>e molte altre fino a settembre.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Foto-15-06-20-17-40-32-819x1024.jpg" alt="Georgia Mos" class="wp-image-44124" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Donne in consolle: C’è ancora tanto da fare</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>È ancora raro vedere donne in consolle? È un problema di numeri, di percezione… o di potere?</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nonostante i numeri in crescita, la percezione e il potere nel mondo della musica restano sbilanciati. Le donne in consolle sono ancora viste come un’eccezione, spesso giudicate più per l’estetica che per la musica. <em>“Le disuguaglianze si vedono nelle line-up, nelle etichette e ai vertici dell’industria, ancora dominata dagli uomini. Serve più consapevolezza e maggiore supporto tra donne”.</em></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">E sul fenomeno delle DJ influencer?<em> “Dipende da come lo fai. Se usi i social per mostrare il tuo mondo, la tua musica, la tua visione, va benissimo. Ma se diventa solo immagine, senza sostanza, allora si rischia di banalizzare tutto.”</em></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Molte influencer, secondo l’artista, si avvicinano alla console solo per monetizzare, senza rendersi conto della dedizione e del sacrificio che il lavoro richiede.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>L’identità forte in un mondo che corre</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel clubbing di oggi, dove si punta sempre più su “banger” e velocità, Georgia Mos preferisce mantenere una visione personale, anche a rischio di sembrare “fuori tempo”: <em>“Sì, è rischioso. Ma è l’unico modo in cui mi sento vera. Seguire solo i trend può funzionare nel breve, ma alla lunga perdi te stessa.”</em></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Una visione che nasce da una formazione a 360 gradi: studi di canto e chitarra fin da giovanissima, una laurea in “New Media and TV Production” a Milano e anni nel backstage. <em>“So cosa c’è dietro un palco o una telecamera. Questo mi aiuta a costruire un’identità coerente, dentro e fuori dal club”.</em></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">E poi c’è Londra, dove ha affinato il suo sound:<em> “Mi ha insegnato a osare, a mischiare mondi, suoni, culture. Lì ho capito quanto può essere potente l’elettronica contaminata con l’afro, il soul, l’organico. Quel respiro internazionale è rimasto in me e si sente in tutto quello che faccio”.</em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Foto-15-06-20-16-37-08-1-819x1024.jpg" alt="Georgia Mos" class="wp-image-44127" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Musica come terapia</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Georgia Mos ritrova la sua identità in un mix di tracce: dalle sue ultime produzioni come <em>Confetti</em> ai set di artisti come Carl Cox o Hugel:<em> “La mia identità è un mix: ritmo, profondità, sensualità”.</em></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nonostante i successi, dal remix di <em>La Primavera</em> di Jovanotti ai 5 milioni di stream per <em>If You Had My Love, </em>guarda avanti e sogna un programma tutto suo: <em>“Una sorta di club televisivo, dove si balla ma si parla anche di emozioni, storie, sound da tutto il mondo. Uno spazio libero, inclusivo e sensuale, dove la musica elettronica incontra le persone.”</em></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Per lei, la pista da ballo resta un luogo indispensabile, uno spazio dove disconnettersi dalla pressione quotidiana e riconnettersi a se stessi, fisicamente ed emotivamente. <em>“Ballare non è solo svago: è terapia, sfogo, espressione. In un&#8217;epoca così veloce, la pista rallenta il tempo in modo magico.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ph: Antonio Nelli</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stylyst: Corinne Zoccali</p>
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		<title>Michael Jackson. L’imperatore fantasma dell’economia pop</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/06/16/michael-jackson-limperatore-fantasma-delleconomia-pop/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Soba]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2025 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[forbes]]></category>
		<category><![CDATA[Michael jackson]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[Pop]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160;Dal regno incantato del capitalismo post-mortem – Michael Jackson, scomparso nel 2009 in circostanze che ancora oggi ispirano più teorie di un convegno di cospirazionisti, non solo non è mai davvero andato via, ma anzi… guadagna come se fosse in pieno Thriller tour. Anzi, di più. Secondo Forbes, che di conti in tasca ai vivi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">&nbsp;Dal regno incantato del capitalismo post-mortem – Michael Jackson, scomparso nel 2009 in circostanze che ancora oggi ispirano più teorie di un convegno di cospirazionisti, non solo non è mai davvero andato via, ma anzi… guadagna come se fosse in pieno Thriller tour. Anzi, di più.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Secondo Forbes, che di conti in tasca ai vivi e ai morti ha fatto una missione, il Re del Pop ha incassato nel 2024 la modica cifra di <strong>600 milioni di dollari</strong>. Per intenderci: più di qualsiasi altra celebrità ancora in vita, e molto più di quei poveri comuni mortali ancora costretti a lavorare otto ore al giorno per un mutuo a tasso variabile.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="262" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/101355646-lancado-em-1982-o-album-de-michael-jackson-thriller-esta-fazendo-40-anos.-foto-reproducao-1.jpg-copia-1.jpg" alt="" class="wp-image-41808" style="width:458px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/101355646-lancado-em-1982-o-album-de-michael-jackson-thriller-esta-fazendo-40-anos.-foto-reproducao-1.jpg-copia-1.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/101355646-lancado-em-1982-o-album-de-michael-jackson-thriller-esta-fazendo-40-anos.-foto-reproducao-1.jpg-copia-1-480x252.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le fonti del bottino? Un musical a Broadway (dove pare che i biglietti si vendano come gli unicorni a Londra), tournée in giro per il mondo che fanno impallidire anche i Rolling Stones, e ovviamente il dio denaro dello streaming: su Spotify, MJ ha superato i 12,9 miliardi di stream, trasformando ogni “hee-hee!” in moneta sonante.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ma la parte più gustosa – e qui l’applauso va al fiuto imprenditoriale da vero nobiluomo dell’industria – arriva dai diritti musicali. Jackson nel lontano 1985 acquistò per 47,5 milioni di dollari il catalogo ATV, contenente, udite udite, 251 brani dei Beatles. Un colpo di genio che nemmeno Machiavelli in versione pop: oggi quell’affare è considerato uno dei più redditizi della storia musicale. Altro che azioni in borsa, qui parliamo di spartiti d’oro.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="359" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/2022083112095104441-1.jpeg" alt="" class="wp-image-41807" style="width:414px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/2022083112095104441-1.jpeg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/2022083112095104441-1-480x345.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Facciamo un po’ di conti</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">E così, mentre Freddie Mercury (250 milioni), Dr. Seuss (75 milioni), Elvis Presley (50 milioni) e Prince (35 milioni) lo inseguono nella classifica dei defunti più pagati,<a href="https://www.adlmag.it/2024/02/14/we-are-the-world-il-manifesto-pop-che-rivoluziono-il-mondo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Michae</a>l li guarda dall’alto – e forse, con una moonwalk celestiale – ricordandoci che essere una leggenda paga. Letteralmente.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">A quindici anni dalla morte, continua a dettare legge. È una macchina economica perfetta: infallibile, impalpabile, immortale. Non respira, ma incassa. Non vive, ma regna. Non è forse questo il sogno supremo del capitalismo moderno?</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Del resto, in un mondo dove la realtà è meno credibile di un videoclip anni Ottanta, nulla di tutto ciò dovrebbe stupirci.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="375" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/michael-jackson-163445.jpg" alt="" class="wp-image-41802" style="width:412px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/michael-jackson-163445.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/michael-jackson-163445-480x360.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dalle stelle…alle stalle?</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">E mentre Michael Jackson fa i conti in paradiso (e li fa dannatamente bene), qui sulla terra le celebrità musicali contemporanee arrancano, con la dignità offesa di chi si è appena visto superare da un uomo che, tecnicamente, non ha più un battito ma ha ancora un portafoglio.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Prendiamo <strong>Taylor Swift</strong>, che ha conquistato stadi, cuori, e persino le urne elettorali americane con i suoi versi da diario segreto deluxe. Nel 2023 ha guadagnato circa <strong>260 milioni di dollari</strong> – cifra astronomica, certo, ma pur sempre meno della metà del nostro Jacko incoronato post mortem.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="375" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/67570d93a57635a3d24d18a7-copia.jpg" alt="" class="wp-image-41803" style="width:428px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/67570d93a57635a3d24d18a7-copia.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/67570d93a57635a3d24d18a7-copia-480x360.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Poi c’è <strong>50 Cent</strong>, che, tra concerti e acqua minerale trasformata in oro (VitaminWater docet), si ferma a una cinquantina di milioni l’anno nei periodi buoni. Nomen omen, verrebbe da dire: sempre 50, mai 600. E mentre lui posta selfie con champagne e proiettili, Michael incassa in silenzio. Eleganza ultraterrena.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">E ancora: <strong>Beyoncé</strong>, la regina vivente, può vantare tour globali, imperi tessili e un fandom che potrebbe prendere il controllo di piccoli stati sovrani. Ma nel 2023 si è “accontentata” di circa <strong>100 milioni</strong> di dollari. Una miseria se confrontata al malloppo dell’eterna pop star in giacca di paillettes.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-13 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="594" data-id="41805" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/beyonce-with-her-3-grammys-february-2nd-2025-v0-hy8e4tjnpche1.jpeg-copia.jpg" alt="" class="wp-image-41805" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/beyonce-with-her-3-grammys-february-2nd-2025-v0-hy8e4tjnpche1.jpeg-copia.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/beyonce-with-her-3-grammys-february-2nd-2025-v0-hy8e4tjnpche1.jpeg-copia-480x570.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="281" data-id="41804" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/rockon-roberto-finizio-50-cent-music-concert-mediolanum-forum-assago-milan-italy-october-22-2022-.jpg" alt="" class="wp-image-41804" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/rockon-roberto-finizio-50-cent-music-concert-mediolanum-forum-assago-milan-italy-october-22-2022-.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/rockon-roberto-finizio-50-cent-music-concert-mediolanum-forum-assago-milan-italy-october-22-2022--480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Insomma, in un’epoca in cui le star viventi devono <em>sudare glitter</em> per guadagnarsi ogni dollaro, Michael Jackson – immobile e silenzioso – resta in vetta. Un sovrano incoronato dal mercato, senza bisogno di TikTok o scandali matrimoniali. Una presenza evanescente che, come ogni vero aristocratico del passato, sa che il potere non sta nel gridare… ma nell’incassare.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="775" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/StFelix-Michael-Jackson.jpg-copia.jpg" alt="" class="wp-image-41806" style="width:310px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/StFelix-Michael-Jackson.jpg-copia.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/StFelix-Michael-Jackson.jpg-copia-480x744.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Photocredits: Pinterest</p>
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