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	<title>john galliano Archivi - AdL Mag</title>
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	<title>john galliano Archivi - AdL Mag</title>
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		<title>Amnesia della moda: il mondo del fashion non deve dimenticare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le violenze e le aggressioni che avvengono nella fashion Industry vengono accolte e i colpevoli cancellati&#8230;almeno fino a quando non si calmano le acque e gli stessi ritornano sulle prime pagine. Soffriamo di una fashion amnesia? Il mondo della moda sa fare tante cose, una tra queste è perdonare, forse un po&#8217; troppo velocemente, le [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le violenze e le aggressioni che avvengono nella fashion Industry vengono accolte e i colpevoli cancellati&#8230;almeno fino a quando non si calmano le acque e gli stessi ritornano sulle prime pagine. Soffriamo di una fashion amnesia?</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il mondo della moda sa fare tante cose, una tra queste è perdonare, forse un po&#8217; troppo velocemente, le &#8220;marachelle&#8221; fatte da chi nell&#8217;industria del fashion non dovrebbe metterci più piede. Dico marachelle perchè i termini giuridici da utilizzare sono tantissimi e non sono sicura di conoscerli tutti. Purtroppo non sono mai cose leggere, ma grandi problematiche che bisognerebbe tenere in una cartella per assicurarsi che chi ha fatto cosa non possa avvicinarsi a più di 200 metri da un qualsiasi ufficio stampa o da un set fotografico. </p>



<h4 class="wp-block-heading has-text-align-center">Se una modella cade non viene più scritturata, se un direttore creativo molesta, viene cacciato per qualche anno, poi dopo chissà. </h4>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Arena Homme+ pubblica degli scatti di copertina di Terry Richardson, otto anni dopo lo scandalo che lo riguarda e due anni dalle sue ultime accuse di violenza sessuale.</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le accuse fatte al fotografo di moda riguardano principalmente molestie e aggressioni sessuali, avvenute principalmente durante i servizi fotografici. Diverse modelle e assistenti hanno raccontato di come Richardson usasse la sua posizione di potere per costringerle a compiere atti sessuali, a volte anche di fronte alla macchina fotografica. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="516" height="344" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/https-hypebeast.com-image-2017-10-terry.avif" alt="" class="wp-image-41281" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Hypebeast</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il suo stile fotografico viene spesso definito &#8220;<em>porno chic</em>&#8221; o &#8220;<em>shock factor</em>&#8221; in quanto includeva nudità parziali o totali, simulazioni di atti sessuali o atti sessuali reali. Al di là del fatto che questa fosse una scelta artistica, è evidente come fosse anche un terreno fertile per abusi, comportamenti molesti e fuori luogo. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le prime accuse arrivano nel 2001, dopo il 2010 le denunce si intensificano, nel 2017 arriva il movimento #MeToo e le principali case editrici e marchi di moda rompono i legami con lui. Nel 2023 altre due nuove cause legali per aggressione sessuale. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il fotografo ha sempre negato le accuse, sostenendo che le sue sessione fotografiche erano sempre consensuali. Inoltre le donne con cui lavorava erano adulte e consapevoli della natura provocatoria del suo lavoro. Si è definito &#8220;premuroso e rispettoso&#8221; con chi ha fotografato, mentre le accuse sono &#8220;piene d&#8217;odio e diffamatorie&#8221;. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Arena Homme+ riporta delle immagini tributo del fotografo per il regista David Lynch. A gennaio di quest&#8217;anno Richardson scatta una campagna per il brand Enfants Riches Déprimés assieme a un photobook, <em>Rats at the Ritz.</em> Questi sono gli ultimi lavori ufficiali firmati da Richardson, ma sembrerebbe che il fotografo abbia lavorato ad altri progetti dietro le quinte, sottolineando come dopotutto non abbia davvero mai smesso di lavorare, semplicemente non lo ha fatto sotto le luci dei riflettori. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Nel 2018 il New York Times pubblica un&#8217;inchiesta dettagliata in cui 13 modelli e assistenti uomini accusano Mario Testino di molestie e aggressioni sessuali. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le accuse risalgono agli anni &#8217;90 e sono riemerse all&#8217;apice del movimento #MeToo. Includono palpeggiamenti, avance sessuali aggressive, tentativi di baci forzati e anche masturbazione di fronte ai modelli o assistenti. Alcuni modelli hanno raccontato di essere stati coerciti o di aver subito pressioni a tollerare certi comportamenti. Pena la compromissione della propria carriera lavorativa nel mondo della moda. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Con il tempo le accuse sono arrivate a 18. Gli avvocati hanno sempre negato con forza, addirittura mettendo in discussione il carattere e la credibilità delle persone che hanno denunciato. Le case di moda hanno preso le distanze e Mario ha chiuso la sua agenzia creativa. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dopo il 2018 la sua attività si è drasticamente ridotta, ma mai del tutto terminata. Nonostante non ricopra un ruolo di primo piano, fino all&#8217;anno scorso si sono tenute mostre e pubblicazioni a lui dedicate. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Un&#8217;altra inchiesta del New York Times riguarda Bruce Weber. Fotografo di moda dalla fama mondiale, noto per le sue campagne pubblicitarie per brand come Calvin Klein e Ralph Lauren. Il suo stile distintivo si caratterizza per la presenza di modelli muscolosi e da un&#8217;estetica sensuale. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="900" height="675" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/alisa-ahmann-vanessa-axente-mathias-lauridsen-nikolai-danielsen-by-mario-testino_900.avif" alt="" class="wp-image-41277" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Stream24 &#8211; Il Sole 24 Ore</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le accuse emergono per la prima volta sempre nel 2017, risalenti a fatti a caduti nel 2014. Un mese dopo il giornale di punta americano raccoglie 15 accuse di modelli uomini che raccontano di molestie e comportamenti inappropriati. Nudità non necessarie, esercizi di respirazione o &#8220;sessioni di toccata&#8221; che prevedono palpeggiamenti e manipolazioni sessuali non consensuali. Anche qui si riferisce di sensazioni di pressione derivanti dalla posizione di potere di Weber. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">A differenza di Testino, i lavori di Weber sono stati ritirati dagli archivi online. Le sue mostre sono state annullate o ritirate e non ha mai fatto ritorno sulla scena. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Per lui l&#8217;impatto delle accuse è stato durissimo e il ritorno nella macchina della fashion industry non è mai avvenuto, a differenza di Richardson e dei tentativi di rientro di Testino. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Un altro nome della moda su cui è giusto riflettere è quello di Alexander Wang. Emerse nel 2020, le accuse che lo vedono protagonista sono di molestie sessuali e aggressioni, somministrazione di droghe, esposizione forzata (alcune donne transgender hanno accusato Wang di aver esposto con forza le loro parti intime in pubblico) e abuso di potere. Si parla di 11 casi. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/bvlgari-bzero-7-.jpg.webp" alt="" class="wp-image-41283" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/bvlgari-bzero-7-.jpg.webp 1000w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/bvlgari-bzero-7-.jpg-980x552.webp 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/bvlgari-bzero-7-.jpg-480x270.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1000px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via WWD</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Wang inizialmente ha categoricamente negato, poi nel marzo 2021 ha rilasciato una dichiarazione pubblica in cui esprimeva profondo rammarico per &#8220;aver agito in un modo che ha causato dolore&#8221;, promettendo di fare meglio e di sostenere il diritto delle vittime di farsi avanti. A tutti questa è sembrata una forma di ammissione implicita o di riconoscimento delle conseguenze delle sue azioni, nonostante non abbia mai ammesso nulla esplicitamente. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">L&#8217;impatto sulla carriera per Alexander Wang si è limitato e non ha mai portato a un totale annullamento, tutt&#8217;ora il marchio sfila e presenta le collezioni regolarmente. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Insomma, le accuse hanno dato vita a un significativo scandalo mediatico, ma dopo tutto il caos l&#8217;azienda ha continuato a produrre, con tanto di<em> celebrity endorsement</em> (le Kardashian non hanno davvero mai smesso di indossare i capi del marchio). </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Un altro scandalo velocemente dimenticato dalla fashion Industry è<a href="https://www.adlmag.it/2025/03/05/balenciaga-by-demna-genio-provocativo-o-nonsense/"> firmato Demna Gvasalia</a>. Scoppiato nel 2022 vede protagonista la casa di moda Balenciaga per due campagne pubblicitarie, entrambe gestite da Demna ed entrambe percepite come estremamente problematiche e offensive. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Si tratta della Gift Collection Holiday 2022 e della Garde-Robe Primavera 2023. Nella prima vengono presentati dei bambini piccoli in posa con orsacchiotti peluche vestiti con abiti fetish in stile BDSM. Inutile dire che l&#8217;associazione bimbo-imbragatura ha dato vita a una gigantesca indignazione del web, con tanto di accuse di sessualizzazione di minori e promozione implicita della pedofilia. La seconda mostra una borsa del marchio su una scrivania piena di documenti legali. Il problema sta sulla natura di questi documenti che risultano essere parte di una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti, legata alla legalità della pornografia infantile. Di nuovo l&#8217;onda di odio che ha rincarato la dose con l&#8217;accusa di promuovere o normalizzare l&#8217;abuso sessuale minorile. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Balenciaga ha inizialmente cercato di scaricare la colpa alle agenzie di produzione e ai set designers. Poi le scuse pubbliche in cui si riconoscono i gravi errori e il disagio causato, assieme alla rimozione delle campagne da tutte le piattaforme. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Sembrerebbe che Balenciaga abbia intentato una causa contro il set designer e l&#8217;agenzia di produzione, causa che poi è stata successivamente ritirata. Demna ha anche rilasciato una sua dichiarazione personale scusandosi per la scelta artistica sbagliata, ammettendo il suo grande errore nel non aver capito quanto sarebbe stato inappropriato associare i bambini a certi oggetti. Guarda caso poco dopo arrivano le collaborazioni con organizzazioni per la protezione dell&#8217;infanzia. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="684" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/balenciaga2.jpg-1024x684.webp" alt="fashion" class="wp-image-41273" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/balenciaga2.jpg-1024x684.webp 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/balenciaga2.jpg-980x655.webp 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/balenciaga2.jpg-480x321.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">photo via Rolling Stones</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Demna, in ogni caso, non è stato licenziato o tantomeno allontanato dal suo ruolo. Detto questo, lo scandalo ha avuto un impatto significativo soprattutto a livello di danno reputazionale portando al brand un danno d&#8217;immagine enorme. Assieme a un forte calo di popolarità sui social. BoF ha inoltre ritirato il suo &#8220;Global Voice Awards&#8221; dalle mani di Demna. Il direttore creativo, però, ha comunque continuato a lavorare a pieno regime nel suo ruolo, superato il momento di reset creativo. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">John Galliano nel 2011 viene accusato di commenti antisemiti e razzisti, con tanto di video testimonianze. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il designer in un caffè a Parigi ha espresso idee come &#8220;Amo Hitler&#8221;, rivolgendo commenti di forte odio a persone vicino a lui. Oltre ai commenti antisemiti, compaiono le accuse di razzismo. Galliano ha ammesso di essere stato sotto l&#8217;effetto di alcol e farmaci durante gli incidenti e la sua accusa legale ha sostenuto che il suo comportamento era dovuto da una tripla dipendenza da sonniferi, Valium e alcol. Il tutto aggravato dallo stress lavorativo e dalla morte di una persona molto vicina al creativo. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Galliano ha inizialmente negato di essere antisemita, affermando dopo di non riconoscere la persona nel video e di essere rimasto inorridito dal suo stesso comportamento. Ha intrapreso un percorso di riabilitazione e ha cercato di chiedere scusa pubblicamente, anche se alcune delle vittime hanno messo in dubbio la sua credibilità. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">L&#8217;industria del fashion ha reagito rapidamente e severamente: Dior lo licenzia, dopo 15 anni di direzione creativa. Così fa anche il suo stesso marchio. Nello stesso anno viene dichiarato colpevole da un tribunale di Parigi. Per circa tre anni dopo lo scandalo, Galliano è stato evitato dal mondo della moda.</h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="512" height="341" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/gallianoafp.jpg" alt="fashion" class="wp-image-41280" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/gallianoafp.jpg 512w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/gallianoafp-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 512px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Fashion Network</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In queste storie, quello di Galliano è il comeback più prolifico ed efficace. Nel 2014 diventa direttore creativo di Maison Margiela dando alla maison un&#8217;enorme acclamazione critica per le sue collezione d&#8217;alta moda e prêt-à-porter, lasciando la direzione solo l&#8217;anno scorso. Definito un genio creativo, ha avuto un successo gigantesco con la sua ultima sfilata Haute Couture del brand, di cui tutt&#8217;ora si parla. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ma come dimenticare Stefano Gabbana e i suoi commenti razzisti sui social (associati poi a un attacco hacker). O di quando il brand ha pubblicato dei video promozionali considerati estremamente razzisti e stereotipati per la loro sfilata a Shangai, mostrando una modella cinese che cercava di mangiare cibo italiano con le bacchette in modo goffo e umiliante. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Lo scandalo ha portato a un boicottaggio massiccio di Dolce&amp;Gabbana sul mercato cinese, la cancellazione della sfilata e a un enorme danno reputazionale che tutt&#8217;ora rimane nel mercato asiatico.</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">I due designer, comunque, continuano a gestire il marchio e a presentare le collezioni a livello globale. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/104429260_dolcecomposited-gcredit.jpg" alt="fashion " class="wp-image-41279" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/104429260_dolcecomposited-gcredit.jpg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/104429260_dolcecomposited-gcredit-980x551.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/104429260_dolcecomposited-gcredit-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via BBC</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Una volta sui social mi sono imbattuta nel racconto di una modella riguardo una campagna pubblicitaria dal disturbante messaggio. Il quale ha portato diverse modelle ad avere crisi di pianto e svenimenti sul set, sia per le condizioni atmosferiche che per l&#8217;appropriazione culturale del marchio che aveva richiesto solo modelle di colore e una singola modella caucasica. Tutto questo per raffigurare una sorta di supremazia bianca. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ora, il fashion world è critico in quanto a rispetto, sotto qualsiasi punto di vista. Chi ci lavora lo sa, le problematiche sono tante e continue. Non c&#8217;è set in cui anche io non abbia visto problemi. Che fossero mancanze di rispetto, mancati pagamenti, sfruttamento, commenti di odio o razzismo. Il fashion world è uno degli spazi più problematici in cui lavorare e l&#8217;ostacolo è rappresentato sopratutto da chi questo meccanismo lo sostiene. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Ho letto di come il mondo della moda soffra di una &#8220;fashion amnesia&#8221; e che certi nomi riescono comunque a ri-fare capolino nell&#8217;industria, nonostante gli scandali e le problematiche causate. Ed è vero.</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Forse perchè nel mondo della moda vengono creati dei mostri sacri a cui tutto si scusa in nome dell&#8217;arte e dell&#8217;estetica. C&#8217;è anche chi sostiene sia necessario separare l&#8217;arte dall&#8217;artista, ma si dimentica sempre che sostenere l&#8217;arte sostiene in ogni caso chi la produce e si tratta quindi di un cane che si morde la coda. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Io ho sempre chiuso i rapporti con qualsiasi realtà mi abbia mancato di rispetto negli anni e tagliare i ponti con certe figure significa perdere lavori e possibilità, ma ho ritenuto più importante la mia dignità e le mie convinzioni etiche e morali. Dare modo di farci prendere a pesci in faccia perchè &#8220;<em>lavorare nella moda è sacrificio e ce ne sono duecento come te che domani prenderanno il tuo posto</em>&#8221; apre le porte a tantissimi episodi di sfruttamento, violenza e discriminazione. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">La moda non può considerarsi un posto d&#8217;élite o un paradiso terrestre finché non riuscirà a chiudere i ponti con chiunque non porti rispetto, dalle piccole alle grandi realtà. Ma tanto questo non avverrà mai. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La moda è una delle peggiori industrie in cui lasciare il cuore. La gente è terribile e la cosa peggiore è che non ha problemi ad ammettere di esserlo, anzi. Più di una volta ho sentito personalità vantarsi di aver trovato il modo di raggirare assistenti, modelli o brand. E viceversa. Come se fosse normale, come se fosse giusto. La totale mancanza di rispetto che si cela dietro le campagne più rosee che vediamo in giro per la città sono il punto da cui dobbiamo ripartire. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Non è normale dimenticarsi, non è normale far rientrare a lavorare persone che fino a due anni prima si trovavano a dover giustificare accuse per reati così gravi come l&#8217;aggressione sessuale. Forse è necessario chiudere più di un occhio perchè diversamente l&#8217;industria del fashion si smantellerebbe e a lavorare rimarrebbero in due. Ma è importante non dimenticare ed è importante denunciare sempre, qualsiasi sopruso e discriminazione avvenga. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Poter utilizzare il proprio potere come moneta di scambio per il silenzio verso un&#8217;aggressione o una molestia, rappresenta il totale fallimento dell&#8217;industria e nessuno deve mai più rimanere in silenzio. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">I miti e le leggende hanno sempre delle spiegazioni oggettive che riescono a smantellarli rovinando la magia che dà vita a delle storie fantastiche. E&#8217; nostra responsabilità smettere di nascondere sotto il tappeto quello che succede solo per mantenere alto un nome. Le modelle vengono cancellate da una lista se per un errore umano inciampano, i creativi ai piani alti possono arrivare a lavoro strafatti e insultare mezzo set. &#8220;<em>Però fa arte, però è bravo&#8221;</em>, però è un violento e dovrebbe smettere di lavorare, per sempre e per davvero.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>John Galliano: dove finirà l&#8217;incroyable della moda?</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/07/29/john-galliano-dove-finira-lincroyable-della-moda/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Pietro Zuccotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jul 2024 15:57:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[Dior]]></category>
		<category><![CDATA[john galliano]]></category>
		<category><![CDATA[Maison Margela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fonti certe annunciano che John Galliano, dopo 10 anni, lascerà Maison Margela. Nei corridoi della moda comincia il toto nomi. Qualcuno parla di Fendi, altri di Chanel, addirittura si vocifera un ritorno in Avenue Montaigne. Estate per nulla tranquilla per il fashion system. I posti vacanti nella moda sono moltissimi così come i designer orfani [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Fonti certe annunciano che John Galliano, dopo 10 anni, lascerà Maison Margela. Nei corridoi della moda comincia il toto nomi. Qualcuno parla di Fendi, altri di Chanel, addirittura si vocifera un ritorno in Avenue Montaigne.</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Estate per nulla tranquilla per il fashion system. I posti vacanti nella moda sono moltissimi così come i designer orfani di maison da dirigere. Da Pierpaolo Piccioli, ex Valentino, a Virginie Viard, reduce da Chanel, ora anche John Galliano abbandona Maison Margela. Ancora nulla di certo, ma tutti parlano della fine del sodalizio decennale tra l&#8217;incrohyable e la maison di Renzo Rosso. L&#8217;annuncio ufficiale non è ancora arrivato e un portavoce di OTB ha dichiarato: &#8220;<em>ci sono sempre molte voci sui talenti creativi. Non le commentiamo. Possiamo solo dire che i rapporti tra John Galliano, Maison Margiela e il presidente del nostro gruppo, Renzo Rosso, sono ottimi</em>&#8220;. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nonostante ciò il fashion system ha da pensare che Galliano mollerà Margela, che non sfilerà alla prossima PFW,  per iniziare una nuova era. Dopo il successo della collezione Artisanal, presentata a Parigi durante la settimana dell&#8217;alta moda di gennaio, Galliano ha ritrovato la notorietà che l&#8217;ha sempre accompagnato. L&#8217;hype generato dalla sfilata ha risvegliato l&#8217;interesse per il genio a cui, secondo alcune indiscrezioni, doveva essere dedicata l&#8217;edizione del Met Gala 2024. Dove, in effetti, Galliano ha vestito la maggior parte della kermesse tra abiti Margela e pezzi d&#8217;archivio Givenchy riesumati.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/Why-John-Gallianos-Astonishing-Margiela-Show-Will-Change-Fashion-Forever-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-25063" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/Why-John-Gallianos-Astonishing-Margiela-Show-Will-Change-Fashion-Forever-683x1024.jpg 683w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/Why-John-Gallianos-Astonishing-Margiela-Show-Will-Change-Fashion-Forever-480x720.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 683px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Dopo 10 eccellenti anni da Margela, dove si è rifugiato in seguito alla tragica cacciata da Dior, è il momento di un nuovo percorso. Le voci più accreditate parlano di Fendi. La casa romana è, attualmente, diretta da Kim Jones, per quanto riguarda la moda donna, e Silvia Fendi circa le collezioni maschili. Il contratto di Kim Jones, però, pare stia per scadere e, con la recente nomina del nuovo CEO, è plausibile un cambio di rotta creativa. Anche perchè il lavoro di Jones da Fendi non è particolarmente apprezzato dalla critica e, se c&#8217;è bisogno di cambiare le cose, chi meglio dell&#8217;enfant terrible? Inoltre il caso vuole che sia Galliano che Jones, quasi nello stesso momento, abbiano cancellato tutti i post dalle loro seguitissime pagine Instagram. Tutto fa pensare ad un legame tra i due creativi pronti ad un passaggio di testimone.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">I più sognanti auspicano, poi, un difficile, per non dire impossibile, ritorno in Avenue Montaigne, da Dior. Lì dove John Galliano ha incantato la moda rivoluzionando per sempre il fashion system. Un come back da maison Dior sembra però impossibile. La donna Dior disegnata dall&#8217;italiana Maria Grazia Chiuri è molto apprezzata da critica e compratori. I fatturati navigano bene e non c&#8217;è motivo per ritornare alle vecchie glorie di Galliano che veniva pagato, ai suoi tempi, circa 10 milioni di euro l&#8217;anno (tutti meritatissimi). Se proprio dovesse rientrare da Dior sembrerebbe più facile un debutto nella moda uomo, attualmente diretta da Kim Jones. Anche questo però pare molto difficile dal momento che, al contrario del suo lavoro sulla donna Fendi, quello di Kim sull&#8217;uomo Dior è fortemente apprezzato.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="920" data-id="25064" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/GQ-MOTY-2020_-Kim-Jones.jpg" alt="Kim Jones" class="wp-image-25064" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/GQ-MOTY-2020_-Kim-Jones.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/GQ-MOTY-2020_-Kim-Jones-480x600.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Kim Jones</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="1045" data-id="25065" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/Peter-Lindbergh_-Ausstellung-2017-in-Munchen.jpg" alt="John Galliano" class="wp-image-25065" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/Peter-Lindbergh_-Ausstellung-2017-in-Munchen.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/Peter-Lindbergh_-Ausstellung-2017-in-Munchen-480x682.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">John Galliano</figcaption></figure>
</figure>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background is-style-dots" />



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">C&#8217;è chi ancora lo vedrebbe benissimo nella poltrona vuota più ambita di Parigi: Chanel. La maison, attualmente orfana di direzione creativa dopo l&#8217;addio della poco apprezzata Virginie Viard, potrebbe ritrovare nuova linfa nei disegni di Galliano. Sarebbe senza dubbio un cambio epocale che potrebbe riportare Chanel ai fasti di Karl Lagerfeld. Galliano potrebbe mettere in piedi un vero e proprio restauro del brand che, ogni anno, risulta più polveroso.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Anche in questo caso però le speranze sono molto poche. Notoriamente la politica della maison negli ultimi anni ha virato verso scelte ponderate e conservatrici, tutte parole che poco dialogano con la mente di Galliano. Inoltre la famiglia proprietaria di Chanel, i fratelli Wertheimer, definiti dal New York Times come <em>i miliardari più silenziosi del fashion system</em>, è di origine ebrea. Ecco allora che tornano ad ostacolare la carriera di Galliano quelle frasi di stampo razzista e antisemita pronunciate ubriaco in un bar che, anni fa, gli sono costate la cacciata da Dior.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Insomma tutto è ancora nella nebbia. Chissà cosa tirerà fuori questa volta Galliano dal cappello. Nel frattempo la moda continua a giocare sul mero gossip distraendoci dal nulla che accade negli atelier pronti a lanciare la prossima collezione con cha bada solo al fatturato. John Galliano solo tu puoi salvarci!</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Foto: Pinterest</p>
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		<title>Delulu: la nuova tendenza che apprezza il diverso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Apr 2024 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[Delulu]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Davanti a un disincanto generazionale, la moda, e il mondo, hanno risposto con sarcasmo: essere delulu è l’unico modo per andare avanti. Cambiamento climatico e inflazioni esagerate, sono un po’ anche queste le cause che si nascondono dietro a un disincanto generale della nuova generazione. Paura per il futuro e incertezza, chi sta ereditando questo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2024/04/06/delulu-la-nuova-tendenza/">Delulu: la nuova tendenza che apprezza il diverso</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Davanti a un disincanto generazionale, la moda, e il mondo, hanno risposto con sarcasmo: essere delulu è l’unico modo per andare avanti. </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Cambiamento climatico e inflazioni esagerate, sono un po’ anche queste le cause che si nascondono dietro a un disincanto generale della nuova generazione. Paura per il futuro e incertezza, chi sta ereditando questo mondo è così che si sente. Come ogni altra cosa, questo senso di insicurezza si trasmette a tutto ciò che nel mondo può comunicare. Musica, arte e, ovviamente, moda. Ecco perché e come dilaga la tendenza <strong><span style="text-decoration: underline"><em>Delulu</em></span></strong>. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Derivante dalla parola delusional, de-lulu sta ad indicare la continua ricerca di evasione, di disillusione dai problemi che ci circondano. </h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="934" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/IMG_0307-934x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-20398" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">La parola ha origine nel genere musicale K-Pop, è un termine dispregiativo usato per indicare persone ossessionate dagli artisti musicali. Queste persone si convincono che i loro idol preferiti diventeranno loro amici o partner. Ecco che si capisce come la tendenza <strong><em>delulu</em></strong>, nata per indicare l’ossessione, sia ora un meccanismo di difesa per affrontare con simpatia il disincanto che la generazione attuale vive. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="732" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/IMG_0295-732x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-20404" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/IMG_0295-732x1024.jpeg 732w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/IMG_0295-480x671.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 732px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Julia Fox </figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading">C’è l’esigenza di staccare dalla realtà, di evadere e scollegarsi dal contesto. </h3>



<p class="wp-block-paragraph">Come già detto, questa tendenza si è espansa anche nella moda, nello specifico nello styling. Attraverso diverse combinazioni si costruisce un certo tipo di immagine che serve a sottolineare il carattere dispotico della realtà e degli stessi vestiti. Alcuni esempi sono la camminata laterale, e iconica, di Leon Dame nelle ultime sfilate di Maison Margiela; Lo sguardo allucinato delle modelle di Collina Strada.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="20400" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/IMG_0305-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-20400" /><figcaption class="wp-element-caption">Leon Dame per Margiela SS 2020</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="824" height="1024" data-id="20401" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/IMG_0302-824x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-20401" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/IMG_0302-824x1024.jpeg 824w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/IMG_0302-480x597.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 824px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Heatherette SS 2005</figcaption></figure>
</figure>



<h4 class="wp-block-heading">Ognuno cerca di reinterpretare queste <em>vibes</em> a propria discrezione. </h4>



<p class="wp-block-paragraph">C’è chi definisce il <em><strong>delulu</strong></em> come una fede senza giustificazione razionale ed è così che ti dà modo di superare la disperazione. Provate a pensare alla trama di <em>Legally Blonde</em>: Elle Woods aveva ispirazioni gigantesche e una <em>self-confidente</em> inaudita. Insomma, era abbastanza <span style="text-decoration: underline"><em>de-lulu</em></span> pensare di poter entrare ad Harvard mandando una video application in bikini rosa, eppure… </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="729" data-id="20402" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/IMG_0298-1024x729.jpeg" alt="" class="wp-image-20402" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/IMG_0298-1024x729.jpeg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/IMG_0298-980x697.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/IMG_0298-480x342.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Elle Woods in Legally Blonde</figcaption></figure>
</figure>



<h3 class="wp-block-heading">Sogna in grande, non importa quanto stupido tu possa sembrare. </h3>



<p class="wp-block-paragraph">Pare funzioni! Essere <strong><em>delulu</em></strong> è okay, lo sappiamo benissimo cosa succede accanto a noi, ma nulla ci vieta di pensare che andrà tutto alla grande. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco che anche la moda diventa <em><strong>delulu</strong></em>. Colori accostati con coraggio e audacia &#8211; vedi Andreas Kronthaler a Vivienne Westwood &#8211; i capi diventano  pazzi, l’<em>overaccessoring</em> di dettagli e charm sui capi con fiocchi e oggettini vari. Le nuove generazioni vogliono poter ridere di loro stesse, ci vuole sarcasmo sulle nostre t-shirt, qualche frase divertente. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="500" data-id="20403" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/IMG_0293.jpeg" alt="" class="wp-image-20403" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/IMG_0293.jpeg 700w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/IMG_0293-480x343.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">MARC JACOBS x Dr Martens </figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">La stilista Helena contreras ci fa notare come questa estetica stravagante sia in realtà iniziata 8 anni fa con le sfilare di vaquera, sottolineando come la dissociazione dalla realtà sia una caratteristica comune nella moda. Alcuni esempi sono John Galliano, Alexander McQueen o ancora più evidente, Vivienne Westwood. Insomma, <em><strong>delulu</strong></em> lo siamo sempre stati, ora se ne fa solo più pubblicità. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="20405" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/IMG_0303-683x1024.webp" alt="" class="wp-image-20405" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/IMG_0303-683x1024.webp 683w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/IMG_0303-480x720.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 683px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Vaquera fall 2017</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="20406" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/IMG_0304-683x1024.webp" alt="" class="wp-image-20406" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/IMG_0304-683x1024.webp 683w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/IMG_0304-480x720.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 683px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Vaquera fall 2017</figcaption></figure>
</figure>



<h3 class="wp-block-heading">Il <em><strong>delulu</strong></em> ci incoraggia a produrre, a consumare, a lavorare, ad andare avanti facendo finta che non stia succedendo nulla intorno a noi.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Capi simpatici, stampe fuori di testa, scenografie esagerate e tanta stranezza, non dobbiamo prenderci troppo sul serio. Criticare sì, ma con un meme. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="678" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/IMG_0301-1-678x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-20407" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/IMG_0301-1-678x1024.jpeg 678w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/04/IMG_0301-1-480x725.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 678px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Dior SS 2005</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, la moda ancora una volta si fa messaggera del nostro stato d’animo e finalmente essere diversi è una cosa buona e giusta e apprezzata. Anzi, ci viene chiesto di non prenderci troppo sul serio, proprio per sopravvivere e andare avanti. Noi “strani” non vedevamo l’ora!</p>
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