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	<title>collab Archivi - AdL Mag</title>
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	<title>collab Archivi - AdL Mag</title>
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		<title>PUMA x Porsche Pink Pigs</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[collab]]></category>
		<category><![CDATA[pink]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal circuito di Le Mans alle silhouette contemporanee: il rosa più irriverente delle corse accende una nuova idea di heritage fashion. Ci sono collaborazioni che nascono per piacere, e altre che sembrano progettate per lasciare il segno. La nuova Porsche Legacy x PUMA appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Al centro del racconto c’è la [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dal circuito di Le Mans alle silhouette contemporanee: il rosa più irriverente delle corse accende una nuova idea di heritage fashion.</h2>



<p class="has-text-align-center">Ci sono collaborazioni che nascono per piacere, e altre che sembrano progettate per lasciare il segno. La nuova <a href="https://www.instagram.com/porsche/?hl=it">Porsche</a> Legacy x <a href="https://www.instagram.com/puma/">PUMA</a> appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Al centro del racconto c’è la leggendaria livrea “Pink Pigs”, una delle immagini più eccentriche e memorabili della storia del motorsport, che oggi torna a vivere in una capsule capace di fondere memoria sportiva, design tecnico e desiderabilità streetwear. Il risultato è un’operazione che non si limita a citare il passato, ma lo trasforma in un linguaggio visivo contemporaneo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Il-rosa-che-ha-cambiato-le-regole-del-racing-724x1024.jpg" alt="Il rosa che ha cambiato le regole del racing" class="wp-image-59742" style="aspect-ratio:0.707045854741057;width:368px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il rosa che ha cambiato le regole del racing</h2>



<p class="has-text-align-center">Nel mondo delle corse, dominato da codici cromatici aggressivi e da un’estetica spesso rigorosa, il rosa delle Porsche Pink Pigs ha rappresentato una rottura netta. Introdotta per la prima volta nel 1971 sulla Porsche 917/20, questa livrea fuori dagli schemi trasformò un’auto da competizione in un oggetto quasi surreale, impossibile da ignorare. Era ironica, provocatoria, teatrale. Proprio per questo, è diventata iconica. Non un semplice esercizio grafico, ma una dichiarazione di carattere in pista.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Un-design-nato-per-provocare-724x1024.jpg" alt="Un design nato per provocare" class="wp-image-59743" style="aspect-ratio:0.7070391578460292;width:364px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Un <a href="https://www.adlmag.it/2026/03/21/raiffe-borse-vetro-josh-raiffe/">design</a> nato per provocare</h2>



<p class="has-text-align-center">La particolarità della Pink Pigs non stava solo nel colore, ma nel concept stesso. La carrozzeria era segnata da grafiche ispirate ai tagli della carne, con ogni sezione dell’auto etichettata come se fosse una mappa anatomica. Un’idea giocosa, quasi dissacrante, che rompeva con il linguaggio classico del motorsport e dimostrava come anche la velocità potesse dialogare con l’ironia. In questo senso, la Pink Pigs è stata molto più di una livrea: è stata una visione estetica radicale, entrata nella cultura visiva delle corse. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Dalla-pista-alla-strada-senza-perdere-potenza-724x1024.jpg" alt="Dalla pista alla strada, senza perdere potenza" class="wp-image-59744" style="aspect-ratio:0.7070399033343883;width:368px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dalla pista alla strada, senza perdere potenza</h2>



<p class="has-text-align-center">Oggi PUMA e Porsche riportano quella stessa energia fuori dal paddock e dentro il guardaroba urbano. La capsule Porsche Legacy x PUMA SAU trasla l’immaginario endurance in capi dal taglio contemporaneo, dove la componente tecnica incontra la costruzione streetwear. Hoodie, cap, sneakers e altri essentials vengono attraversati da dettagli grafici che richiamano direttamente l’universo “butcher-style” della vettura originale. È qui che la nostalgia smette di essere decorativa e diventa progetto.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Heritage-e-street-culture-parlano-la-stessa-lingua-724x1024.jpg" alt="Heritage e street culture parlano la stessa lingua" class="wp-image-59745" style="aspect-ratio:0.7070413712593605;width:372px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Heritage e street culture parlano la stessa lingua</h2>



<p class="has-text-align-center">Il vero punto di forza della collaborazione è la sua capacità di tenere insieme due mondi solo apparentemente distanti. Da un lato c’è il peso mitico dell’heritage Porsche, con tutta la forza simbolica che il marchio porta con sé. Dall’altro c’è PUMA, che lavora su codici più fluidi, urbani e accessibili, traducendo la memoria del motorsport in una grammatica visiva pronta a vivere nel presente. Il rosa, in questa operazione, non è un dettaglio estetico: è un segnale. È il colore di chi non ha paura di farsi vedere. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="59747" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Cofano-724x1024.jpg" alt="Cofano" class="wp-image-59747" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="59746" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Tappetino-724x1024.jpg" alt="Tappetino" class="wp-image-59746" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il rosa che corre oltre la pista</h2>



<p class="has-text-align-center">Più che una semplice capsule, Porsche Legacy x PUMA trasforma una delle livree più audaci del motorsport in un racconto fashion contemporaneo. La leggendaria Pink Pigs non viene soltanto celebrata come icona delle corse, ma reinterpretata come simbolo di stile, identità e anticonformismo. Tra memoria di Le Mans, immaginario pop e desiderabilità streetwear, la collaborazione dimostra come il motorsport sia oggi un vero archivio culturale da riscrivere in chiave moda. Il risultato è un’operazione che rende attuale l’eccentricità del passato e ricorda che essere iconici significa avere il coraggio di distinguersi.</p>



<p class="has-text-align-center">Fonti: shop.porsche.com e eu.puma.com</p>
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		<title>Supreme x MM6 Maison Margiela</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/03/24/supreme-x-mm6-maison-margiela/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[collab]]></category>
		<category><![CDATA[Maison Margiela]]></category>
		<category><![CDATA[Supreme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando il linguaggio di Supreme incontra la grammatica decostruita di MM6, il risultato non è solo una collaborazione: è un cortocircuito visivo che ridefinisce il lusso urbano Nel panorama delle collaborazioni che cercano di stupire, poche riescono davvero a generare un immaginario nuovo. Supreme x MM6 Maison Margiela ci riesce con una naturalezza quasi provocatoria: [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Quando il linguaggio di Supreme incontra la grammatica decostruita di MM6, il risultato non è solo una collaborazione: è un cortocircuito visivo che ridefinisce il lusso urbano</h2>



<p class="has-text-align-center">Nel panorama delle collaborazioni che cercano di stupire, poche riescono davvero a generare un immaginario nuovo. <a href="https://www.instagram.com/supremenewyork/">Supreme</a> x <a href="https://www.instagram.com/maisonmargiela/">MM6 Maison Margiela</a> ci riesce con una naturalezza quasi provocatoria: da una parte l’attitudine raw, immediata e recognisable del brand newyorkese, dall’altra la tensione sperimentale di MM6, da sempre fedele a un lessico fatto di decostruzione, ironia e sabotaggio delle regole classiche del vestire.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="59444" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Leather-jacket-724x1024.jpg" alt="Leather jacket" class="wp-image-59444" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="59445" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/T-shirt-724x1024.jpg" alt="T-shirt" class="wp-image-59445" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Streetwear, ma con accento concettuale </h2>



<p class="has-text-align-center">La forza del progetto sta tutta qui: non è la solita capsule costruita per mettere due loghi sulla stessa superficie. Supreme porta il suo codice diretto, quasi brutale nella sua riconoscibilità, mentre MM6 inserisce quella patina intellettuale che rende ogni pezzo qualcosa di più di un oggetto da indossare. Il risultato è una collezione che si muove tra street culture e sperimentazione fashion, con una selezione di capi che include leather jacket Schott, hoodie, shirt, jersey, jeans, sweatpants, cap, scarf e backpack, trasformando il guardaroba urbano in un campo di tensione estetica. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Silhouette-1-724x1024.jpg" alt="Silhouette" class="wp-image-59446" style="aspect-ratio:0.7070464479561939;width:446px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il fascino del pezzo sbagliato, quindi giusto</h2>



<p class="has-text-align-center">A rendere questa collaborazione particolarmente interessante è il modo in cui MM6 innesta nel sistema Supreme una sensibilità quasi anti-perfetta. Non si tratta solo di vestire la città, ma di farlo con quell’effetto di “disordine pensato” che appartiene da sempre all’universo Margiela. La capsule riprende alcuni codici storici del brand, inclusa una ricerca su texture e silhouette fuori asse, con dettagli che allontanano il prodotto dal semplice hype e lo spingono verso una dimensione più collezionabile, quasi archivistica. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="59448" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Timberland-724x1024.jpg" alt="Timberland" class="wp-image-59448" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="59447" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Everlast-724x1024.jpg" alt="Everlast" class="wp-image-59447" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Non solo apparel: il <a href="https://www.adlmag.it/2026/03/01/diyadiya-studio-diya-joukani-indian-streetwear/">drop</a> si espande e costruisce un universo </h2>



<p class="has-text-align-center">La collaborazione non si ferma all’abbigliamento. Uno degli elementi più forti del progetto è la sua capacità di allargarsi a un immaginario completo, includendo anche partnership trasversali con nomi come Timberland ed Everlast. Questo dettaglio è fondamentale perché conferma come il drop non voglia essere solo moda, ma una dichiarazione di lifestyle: non un guardaroba isolato, ma una scena intera, fatta di oggetti, riferimenti e segni di appartenenza. È qui che Supreme resta Supreme, mentre MM6 ne sposta il baricentro verso qualcosa di più ambiguo, più colto, più affilato. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Fit-724x1024.jpg" alt="Fit" class="wp-image-59449" style="width:456px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il vero lusso, oggi, è saper contaminare</h2>



<p class="has-text-align-center">Questa capsule arriva in un momento in cui il confine tra lusso e streetwear non è più una linea netta, ma una superficie porosa. Supreme x MM6 Maison Margiela intercetta perfettamente questo passaggio: non cerca di rendere lo streetwear “elegante”, né prova a rendere MM6 “più commerciale”. Fa qualcosa di più interessante. Mostra che il lusso contemporaneo può vivere nella felpa, nel denim, nella giacca di pelle, purché ci sia una visione forte dietro. E quella visione, in questo caso, si vede eccome. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="59450" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Collab-724x1024.jpg" alt="Collab" class="wp-image-59450" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="59451" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Fit-2-724x1024.jpg" alt="Fit 2" class="wp-image-59451" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Una collaborazione che non chiede permesso</h2>



<p class="has-text-align-center">In un mercato saturo di capsule prevedibili, Supreme x MM6 Maison Margiela funziona perché mantiene una certa dose di attrito. Non vuole piacere a tutti, e forse è proprio questo il suo pregio maggiore. È una collaborazione che parla il linguaggio dell’hype, ma lo sporca di concetto; entra nello streetwear, ma lascia sulla stoffa una traccia quasi teorica. Più che un drop, sembra un’operazione di posizionamento culturale. E in questo, MM6 e Supreme hanno trovato una formula rara: quella che non produce solo capi da comprare, ma immagini da ricordare. </p>



<p class="has-text-align-center">Fonte: www.maisonmargiela.com</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>H&#038;M lancia H&#038;M&#038;NEW YORK</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/03/02/hm-new-york/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[collab]]></category>
		<category><![CDATA[H&M]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>New York non è uno sfondo. È un manifesto vivente di stile, energia e identità. H&#38;M accende i riflettori su una nuova piattaforma creativa internazionale che celebra lo stile globale e l’espressione personale, partendo dal cuore pulsante di New York. Il progetto, in continua evoluzione per tutto il 2026, attraverserà quattro metropoli iconiche raccontandone l’identità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">New York non è uno sfondo. È un manifesto vivente di stile, energia e identità. </h2>



<p class="has-text-align-center"><a href="https://www.instagram.com/hm/">H&amp;M</a> accende i riflettori su una nuova piattaforma creativa internazionale che celebra lo stile globale e l’espressione personale, partendo dal cuore pulsante di New York. Il progetto, in continua evoluzione per tutto il 2026, attraverserà quattro metropoli iconiche raccontandone l’identità attraverso immagini, storie e prospettive culturali. Non una semplice campagna, ma un archivio urbano in movimento.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/New-York-724x1024.jpg" alt="New York" class="wp-image-57641" style="aspect-ratio:0.7070452563232872;width:416px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><a href="https://www.adlmag.it/2026/02/17/new-york-fashion-week-fw26-recap/">New York</a> come primo capitolo </h2>



<p class="has-text-align-center">La serie si apre a New York City, catturata dall’obiettivo del fotografo Rafael Pavarotti. La città diventa laboratorio visivo, teatro umano, atlante di individualità. Le strade non fanno da contorno: diventano narrazione. Ogni scatto è un frammento di energia metropolitana, un dialogo silenzioso tra moda e quotidianità.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="57643" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Ice-Spice-724x1024.jpg" alt="Ice Spice" class="wp-image-57643" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="57642" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Jay-Guapo-724x1024.jpg" alt="Jay Guapo" class="wp-image-57642" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Un cast tra iconicità e strada</h2>



<p class="has-text-align-center">Il progetto riunisce volti noti e personalità incontrate direttamente per le vie della città. Tra i protagonisti spiccano <a href="https://www.instagram.com/icespice/">Ice Spice</a>, John Turturro, Liya Kebede, Paloma Elsesser, Kareem Rahma, Jay Guapo e Lynn Yaeger. Accanto a loro, newyorkesi scelti per autenticità e carisma. Il risultato è un mosaico umano che supera la logica della celebrity e abbraccia la potenza dell’individuo.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="57645" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Styling-1-724x1024.jpg" alt="Styling 1" class="wp-image-57645" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="57644" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Styling-2-724x1024.jpg" alt="Styling 2" class="wp-image-57644" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La moda come linguaggio democratico </h2>



<p class="has-text-align-center">Attraverso contenuti fotografici e video, ogni protagonista racconta il proprio rapporto con la moda. Non styling imposti, ma dichiarazioni personali. Ice Spice sottolinea come il suo modo di vestire sia stato plasmato dall’energia della città. La piattaforma si inserisce così nella visione democratica di H&amp;M: la moda come spazio aperto, come molteplicità di linguaggi, come possibilità. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Rio-de-Janeiro-724x1024.jpg" alt="Rio de Janeiro" class="wp-image-57646" style="aspect-ratio:0.7070602451234248;width:418px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Oltre New York: un tour globale</h2>



<p class="has-text-align-center">H&amp;M&amp;NEW YORK è solo l’inizio. La piattaforma continuerà a espandersi nel corso dell’anno. La seconda tappa sarà Rio de Janeiro con H&amp;M&amp;RIO, in arrivo in primavera. Le prossime destinazioni verranno annunciate nei mesi successivi, costruendo un percorso che attraversa culture, estetiche e comunità diverse. Una geografia emotiva prima ancora che commerciale.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Luca-Fersko-724x1024.jpg" alt="Luca Fersko" class="wp-image-57647" style="width:436px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Espressione personale come atto culturale</h2>



<p class="has-text-align-center">Come affermato dal Chief Creative Officer Jörgen Andersson, il progetto rappresenta un nuovo passo nell’esplorazione di come la comunità globale esprima sé stessa. La moda diventa specchio e amplificatore. Non detta regole, ma raccoglie voci. In un’epoca in cui l’identità è fluida e stratificata, H&amp;M sceglie di raccontarla città dopo città, volto dopo volto.</p>



<p class="has-text-align-center">Fonte: about.hm.com </p>



<p></p>
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		<title>A$AP Rocky x PUMA alla New York Fashion Week</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/02/22/aap-rocky-x-puma-ny/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[A$AP ROCKY]]></category>
		<category><![CDATA[collab]]></category>
		<category><![CDATA[NYFW]]></category>
		<category><![CDATA[puma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Motorsport, tailoring e cultura urbana si incontrano sulla passerella di New York Alla New York Fashion Week, A$AP Rocky non ha semplicemente presentato AWGE. Ha orchestrato un cortocircuito visivo dove motorsport, tailoring e cultura urbana si fondono in una nuova grammatica dello streetwear. La collaborazione con PUMA non è un’operazione capsule, ma un’architettura identitaria: calzature, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Motorsport, tailoring e cultura urbana si incontrano sulla passerella di New York</h2>



<p class="has-text-align-center">Alla New York Fashion Week, <a href="https://www.instagram.com/asaprocky/">A$AP Rocky</a> non ha semplicemente presentato AWGE. Ha orchestrato un cortocircuito visivo dove motorsport, tailoring e cultura urbana si fondono in una nuova grammatica dello streetwear. La collaborazione con <a href="https://www.instagram.com/puma/">PUMA</a> non è un’operazione capsule, ma un’architettura identitaria: calzature, accessori e capi che attraversano passerella e mercato con la stessa ambizione. Non è solo moda. È posizionamento. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/AWGE-724x1024.jpg" alt="AWGE" class="wp-image-56931" style="width:398px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">AWGE: la <a href="https://www.adlmag.it/2026/02/03/domenico-orefice-lumen/">collezione</a> che firma la visione</h2>



<p class="has-text-align-center">AWGE è la collezione presentata da A$AP Rocky alla New York Fashion Week. Un progetto che prende forma in passerella come estensione diretta del suo immaginario. Le silhouette sono strutturate, tecniche, attraversate da riferimenti motorsport e layering controllato. Il tailoring incontra il racing senza perdere tensione. Qui la collezione non accompagna l’identità di Rocky. La mette in scena. La rende sistema visivo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/PUMA-Racing-724x1024.jpg" alt="PUMA Racing" class="wp-image-56932" style="aspect-ratio:0.7070489329596896;width:408px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">PUMA Racing: dal circuito alla passerella </h2>



<p class="has-text-align-center">Il cuore pulsante della collaborazione è l’eredità motorsport di PUMA. Le grafiche tecniche, i patch ispirati alle tute da gara, le cromie ad alta intensità diventano statement pieces. Non è nostalgia Y2K, ma un upgrade strategico. Il racing diventa couture urbana. Performance e stile smettono di essere categorie separate.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="56934" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Sneakers-724x1024.jpg" alt="Sneakers" class="wp-image-56934" /></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="56933" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Sneakers-2-724x1024.jpg" alt="Sneakers 2" class="wp-image-56933" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le sneakers mai viste prima</h2>



<p class="has-text-align-center">Tra i pezzi più attesi: nuove silhouette PUMA x A$AP Rocky presentate in anteprima assoluta. Versioni custom, modelli 3D e reinterpretazioni radicali che giocano con volumi, materiali e layering. Alcune arriveranno sul mercato in autunno, ma il messaggio è già chiaro: la sneaker non accompagna il look. Lo costruisce.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-8 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="56936" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Oil-can-bag-724x1024.jpg" alt="Oil can bag" class="wp-image-56936" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="56935" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Dumb-sunglasses-724x1024.jpg" alt="Dumb sunglasses" class="wp-image-56935" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Accessori come codice di potere </h2>



<p class="has-text-align-center">Oil Can Bag, Racing Hoodie, dettagli su misura. Gli accessori non sono complementi ma strumenti di definizione identitaria. In passerella si percepisce una tensione precisa: il lusso non è decorazione, è funzionalità elevata. È oggetto che comunica appartenenza.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Suede-black-n-white-724x1024.jpg" alt="Suede black n white" class="wp-image-56937" style="aspect-ratio:0.707056307911618;width:428px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">PUMA Suede: l&#8217;icona rinasce </h2>



<p class="has-text-align-center">La storica PUMA Suede, proposta in black e white, appare come ancora narrativa dentro una collezione proiettata nel futuro. È il punto di equilibrio tra heritage e sperimentazione. In un contesto dominato dall’hyper-design, la Suede ricorda che le icone non hanno bisogno di gridare. Resistono.</p>



<p class="has-text-align-center">Fonte: www.eu.puma.com</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>PUMA X Daniëlle Cathari</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/02/21/puma-x-danielle-cathari/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Feb 2026 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[collab]]></category>
		<category><![CDATA[Daniëlle Cathari]]></category>
		<category><![CDATA[puma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando lo sportswear diventa architettura morbida C’è un momento in cui lo sportswear smette di correre e inizia a raccontare. La collaborazione tra PUMA e Daniëlle Cathari non è una semplice capsule collection, ma un esercizio di equilibrio tra memoria e materia. Qui la performance rallenta, si distende, si fa atmosfera. La sneaker non è [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Quando lo sportswear diventa architettura morbida </h2>



<p class="has-text-align-center">C’è un momento in cui lo sportswear smette di correre e inizia a raccontare. La collaborazione tra <a href="https://www.instagram.com/pumasportstyle/">PUMA</a> e <a href="https://www.instagram.com/daniellecathari/">Daniëlle Cathari</a> non è una semplice capsule collection, ma un esercizio di equilibrio tra memoria e materia. Qui la performance rallenta, si distende, si fa atmosfera. La sneaker non è più solo oggetto funzionale: diventa superficie narrativa.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Suede-724x1024.jpg" alt="Suede" class="wp-image-56441" style="width:382px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il ritorno della Suede </h2>



<p class="has-text-align-center">La Suede torna come icona culturale, ma con una nuova postura. Non è nostalgia, è rilettura. Daniëlle Cathari interviene sull’archivio PUMA con delicatezza progettuale, trasformando un classico in un oggetto più morbido, quasi domestico. Le palette si muovono tra tonalità naturali e polverose. La texture della pelle scamosciata diventa protagonista: non è solo materiale, è esperienza tattile. È heritage che si fa presente senza diventare rumore.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Speedcat-724x1024.jpg" alt="Speedcat" class="wp-image-56442" style="aspect-ratio:0.7070320798810282;width:402px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Speedcat, ma inversione intima </h2>



<p class="has-text-align-center">La Speedcat abbandona l’adrenalina pura della pista per entrare in uno spazio più intimo. Rimangono le linee affilate, ma l’energia si fa controllata, misurata. È una scarpa che non cerca di imporsi, ma di accompagnare. La silhouette conserva la memoria racing, ma la traduce in una sensibilità più contemporanea, quasi editoriale. Lo sportswear si alleggerisce e si trasforma in linguaggio.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Sportswear-724x1024.jpg" alt="Sportswear" class="wp-image-56443" style="width:420px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Lo sportswear come <a href="https://www.adlmag.it/2026/02/09/dior-addict-glow/">stato d&#8217;animo </a></h2>



<p class="has-text-align-center">Questa collaborazione non costruisce semplici look: costruisce atmosfera. Le immagini di campagna raccontano corpi rilassati, ambienti neutri, luce naturale. Non c’è eccesso, non c’è ostentazione. La femminilità è presente ma non spettacolarizzata. Lo sportswear diventa uno spazio abitabile. Una forma di architettura morbida che avvolge il corpo invece di dominarlo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Heritage-724x1024.jpg" alt="Heritage" class="wp-image-56444" style="width:434px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Heritage senza rumore</h2>



<p class="has-text-align-center">PUMA non rinnega il proprio DNA, lo modula. Il logo non invade, accompagna. Il dialogo con Daniëlle Cathari è misurato, coerente, contemporaneo. Nessuna operazione nostalgica forzata, ma un lavoro di rifinitura. È un’idea di lusso silenzioso applicato allo sportswear. Un equilibrio tra comfort e costruzione.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Why-it-matters-724x1024.jpg" alt="Why it matters" class="wp-image-56445" style="width:438px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Why it matters</h2>



<p class="has-text-align-center">In un panorama dominato da collaborazioni iper-logate e drop rumorosi, PUMA x Daniëlle Cathari sceglie la via opposta. Meno hype, più identità. Meno performance ostentata, più presenza. E forse è proprio questo il nuovo gesto radicale: rallentare.</p>



<p class="has-text-align-center">Fonte: www.eu.puma.com</p>



<p></p>
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		<title>Non chiamatela Olimpiade</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/01/27/non-chiamatela-olimpiade/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Soba]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[collab]]></category>
		<category><![CDATA[Milano Cortina]]></category>
		<category><![CDATA[mm6]]></category>
		<category><![CDATA[Moncler]]></category>
		<category><![CDATA[Olimpiadi]]></category>
		<category><![CDATA[Salomon]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Milano Cortina 2026 è moda Se si ascolta il rumore che circonda Milano Cortina 2026, si scopre una verità scomoda: non è il suono degli sci sulla neve. È quello dei loghi che si moltiplicano, delle collaborazioni che si accavallano, delle capsule collection che arrivano prima ancora delle gare. Dell’Olimpiade, oggi, si parla poco come [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/01/27/non-chiamatela-olimpiade/">Non chiamatela Olimpiade</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"> Milano Cortina 2026 è moda </h2>



<p class="has-text-align-center">Se si ascolta il rumore che circonda Milano Cortina 2026, si scopre una verità scomoda: non è il suono degli sci sulla neve. È quello dei loghi che si moltiplicano, delle collaborazioni che si accavallano, delle capsule collection che arrivano prima ancora delle gare.</p>



<p class="has-text-align-center">Dell’Olimpiade, oggi, si parla poco come evento sportivo. Se ne parla moltissimo come&nbsp;<strong>fenomeno culturale, commerciale, visivo</strong>. E soprattutto come&nbsp;<strong>territorio di conquista per la moda</strong>.</p>



<p class="has-text-align-center">L&#8217;Olimpiade non è ancora iniziata, eppure è già ovunque: nelle sneaker, nelle giacche tecniche, nei concept store, nelle Fashion Week, nei comunicati che raccontano più il&nbsp;<em>design</em>&nbsp;che la competizione. È un’Olimpiade che ha deciso di vestirsi prima ancora di mettersi in forma.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-9 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="333" data-id="55274" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/https-hypebeast.com-image-2025-12-04-ralph-lauren-team-usa-olympics-2026-uniforms-opening-closing-ceremony-info-25.jpg" alt="" class="wp-image-55274" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/https-hypebeast.com-image-2025-12-04-ralph-lauren-team-usa-olympics-2026-uniforms-opening-closing-ceremony-info-25.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/https-hypebeast.com-image-2025-12-04-ralph-lauren-team-usa-olympics-2026-uniforms-opening-closing-ceremony-info-25-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="641" data-id="55276" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/EA7_Milano_Goggia-1024x641.jpg" alt="" class="wp-image-55276" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/EA7_Milano_Goggia-980x613.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/EA7_Milano_Goggia-480x300.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="286" data-id="55275" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/KIKO_Mi-Co_BV_DigitalWindow_1080x1920_BV.jpg" alt="" class="wp-image-55275" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/KIKO_Mi-Co_BV_DigitalWindow_1080x1920_BV.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/KIKO_Mi-Co_BV_DigitalWindow_1080x1920_BV-480x275.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>
</figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Per Milano Cortina lo sport sta diventando un pretesto</h3>



<p class="has-text-align-center">Non è una critica, è una constatazione.<br>Lo sport, in questa narrazione, è diventato il pretesto più elegante per parlare d’altro: identità, lifestyle, appartenenza, desiderio. Il corpo dell’atleta non è più solo corpo performante, ma superficie simbolica. La montagna non è più solo altitudine, ma immaginario condiviso.</p>



<p class="has-text-align-center">Salomon lo ha capito con lucidità chirurgica. La <strong>XT-6 GORE-TEX Milano Cortina 2026</strong> non nasce per stupire, ma per affermare una posizione precisa: l’abbigliamento tecnico non deve più scegliere tra funzione e stile. Può, e deve, essere entrambe le cose. La sneaker, nata per il trail, diventata oggetto urbano, si carica del logo olimpico come di un sigillo culturale. Non racconta una gara, racconta un’epoca </p>



<p class="has-text-align-center">È lo stesso percorso che Salomon aveva già intrapreso con&nbsp;<strong>Maison Margiela</strong>: la montagna riletta attraverso il concettuale, la performance trasformata in pensiero. Qui lo sport non è mai fine a se stesso. È materia prima.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-10 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="281" data-id="55281" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/MM6_SALOMON_HERO_BANNER_DESKTOP-1.jpg" alt="" class="wp-image-55281" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/MM6_SALOMON_HERO_BANNER_DESKTOP-1.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/MM6_SALOMON_HERO_BANNER_DESKTOP-1-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="666" data-id="55282" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/FW25_MICO26_XT6GOLDGTX_L49161300_BEAUTYSHOT_HD_04-1.jpg" alt="" class="wp-image-55282" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/FW25_MICO26_XT6GOLDGTX_L49161300_BEAUTYSHOT_HD_04-1.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/FW25_MICO26_XT6GOLDGTX_L49161300_BEAUTYSHOT_HD_04-1-480x639.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="750" data-id="55283" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/SH0AM0067_M35594_729_F-1.jpg" alt="" class="wp-image-55283" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/SH0AM0067_M35594_729_F-1.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/SH0AM0067_M35594_729_F-1-480x720.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Armani e l’identità che non ha bisogno di rumore</h2>



<p class="has-text-align-center">In questo panorama iper-stimolato,&nbsp;<strong>Giorgio Armani</strong>&nbsp;resta un caso a parte. Le sue divise olimpiche non inseguono la tendenza, non cercano l’effetto virale. Sono una lezione di continuità. Armani veste l’Italia come si veste un’idea: con rigore, misura, controllo.<br>Mentre tutto intorno si parla di drop, capsule, collaborazioni, Armani ricorda che lo stile può ancora essere una forma di disciplina. E che l’eleganza, nello sport come nella moda, è spesso la scelta più radicale.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="750" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/EA7-Emporio-Armani-Italia-Team-Uniforms_2_credits_SGP.jpg-copia.jpg" alt="" class="wp-image-55284" style="width:349px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/EA7-Emporio-Armani-Italia-Team-Uniforms_2_credits_SGP.jpg-copia.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/EA7-Emporio-Armani-Italia-Team-Uniforms_2_credits_SGP.jpg-copia-480x720.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Starbucks e la sponsorizzazione che diventa cultura</h3>



<p class="has-text-align-center">Poi ci sono i casi più interessanti: quelli in cui la sponsorizzazione smette di essere visibile e diventa&nbsp;<strong>struttura narrativa</strong>. Starbucks, con&nbsp;<strong>The House of Coffee</strong>, non si limita a “presidiare” Milano Cortina: la interpreta.</p>



<p class="has-text-align-center">Alla Reserve Roastery di Milano, lo sport entra in scena attraverso il design, l’arte, la collaborazione. Con Sarah Andelman alla direzione creativa, Lucas Zanotto alle grafiche e partner come&nbsp;<strong>K-Way</strong>,&nbsp;<strong>Nordica</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Poldo Dog Couture</strong>, nasce un ecosistema che ha poco di sportivo in senso stretto e moltissimo di culturale. Sci, giacche, accessori diventano oggetti di racconto, non strumenti di gara.</p>



<p class="has-text-align-center">Qui l’Olimpiade non è mai nominata come competizione. È evocata come atmosfera. Come mood. Come scusa perfetta per parlare di Milano, creatività, comunità.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-11 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="625" data-id="55285" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/K-Way.jpg" alt="" class="wp-image-55285" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/K-Way.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/K-Way-480x600.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="625" data-id="55286" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Nordica.jpg" alt="" class="wp-image-55286" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Nordica.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Nordica-480x600.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Moncler e il lessico della montagna</h2>



<p class="has-text-align-center">E poi c’è&nbsp;<strong>Moncler</strong>, che non ha bisogno di presentazioni né di pretesti. La montagna è il suo vocabolario originario. Il piumino, da capo funzionale, è diventato nel tempo un simbolo globale. Con Milano Cortina, Moncler non cambia linguaggio: lo consolida. Dimostra che quando l’identità è chiara, non serve rincorrere l’evento. Basta abitarlo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="625" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/cbdn-olympics-uniform-ai-product-details-1-1200x1500-1.jpg" alt="" class="wp-image-55287" style="width:362px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/cbdn-olympics-uniform-ai-product-details-1-1200x1500-1.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/cbdn-olympics-uniform-ai-product-details-1-1200x1500-1-480x600.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il punto è questo</h3>



<p class="has-text-align-center">Milano Cortina 2026 non è raccontata come una sfida sportiva.<br>È raccontata come&nbsp;<strong>un grande esercizio di stile collettivo</strong>.</p>



<p class="has-text-align-center">Si parla di sponsor, di moda, di collaborazioni, di edizioni speciali. Di chi veste chi, di quali brand ci saranno, di quali oggetti resteranno. Le medaglie verranno dopo. Forse.</p>



<p class="has-text-align-center">Ma forse è proprio questo il segno dei tempi: lo sport non è più solo competizione, è&nbsp;<strong>palcoscenico</strong>. E chi sale su quel palcoscenico non corre soltanto. Comunica. Prende posizione. Costruisce potere simbolico.</p>



<p class="has-text-align-center">Non chiamatela Olimpiade, allora.<br>Chiamatela per quello che è già diventata: un racconto di moda, identità e influenza globale, con la neve come scenografia.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-12 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="500" data-id="55289" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/14-20250822-copia.jpg" alt="" class="wp-image-55289" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/14-20250822-copia.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/14-20250822-copia-480x480.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="900" height="600" data-id="55290" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/SAL__7-1-1.jpg" alt="" class="wp-image-55290" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/SAL__7-1-1.jpg 900w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/SAL__7-1-1-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 900px, 100vw" /></figure>
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<p>Photocredits: Salomon press kit, Starbucks x Nordica e K Way Es_pr press kit, Pinterest</p>
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		<title>XT-QUEST OAMC: Il ritorno della tecnica emotiva</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/01/22/salomon-xt-quest-oamc/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jan 2026 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[collab]]></category>
		<category><![CDATA[Salomon]]></category>
		<category><![CDATA[shoes]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Salomon e OAMC riscrivono il linguaggio dell&#8217;outdoor con una sneaker che è memoria, materia e manifesto. Nel panorama attuale, dove il design si contamina di nostalgia e il techwear diventa linguaggio culturale, la XT-Quest OAMC emerge come un oggetto radicale. Non è solo una sneaker: è una dichiarazione di intenti. Salomon e OAMC si incontrano [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Salomon e OAMC riscrivono il linguaggio dell&#8217;outdoor con una sneaker che è memoria, materia e manifesto. </h2>



<p class="has-text-align-center">Nel panorama attuale, dove il design si contamina di nostalgia e il techwear diventa linguaggio culturale, la XT-Quest OAMC emerge come un oggetto radicale. Non è solo una sneaker: è una dichiarazione di intenti. <a href="https://www.instagram.com/salomon/">Salomon</a> e <a href="https://www.instagram.com/oamc_official/">OAMC</a> si incontrano in un gesto di archeologia contemporanea, recuperando codici visivi del trail running vintage e trasfigurandoli in un’estetica nuova, resistente, poetica. Il risultato è una scarpa che non chiede di essere capita, ma vissuta.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Archivio-vivente-1-768x1024.jpg" alt="Archivio vivente" class="wp-image-54987" style="width:450px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Archivio vivente </h2>



<p class="has-text-align-center">La XT-Quest OAMC nasce da un’operazione di scavo. I suoi inserti stratificati, le texture metalliche e il mix di materiali evocano un’epoca in cui l’outdoor era essenziale, crudo, non mediato. Ma qui l’archivio non è citazione: è materia viva, rielaborata con la precisione di chi conosce il peso del passato e lo trasforma in linguaggio.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Tecnologia-come-tatto-768x1024.jpg" alt="Tecnologia come tatto" class="wp-image-54988" style="aspect-ratio:0.7500060531222005;width:468px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Tecnologia come tatto</h2>



<p class="has-text-align-center">La costruzione moderna <a href="https://www.adlmag.it/2025/12/09/salomon-slam-jam-collaborazione-capsule-outdoor-urbano/">Salomon</a> non è solo performance: è sensibilità. I tessuti tecnici aggiornati e la silhouette rivisitata parlano a chi cerca una connessione con la natura che sia anche estetica. La sneaker diventa interfaccia tra corpo e paesaggio, tra gesto e terreno, tra stile e funzione.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Oudoor-come-attitudine-768x1024.jpg" alt="Oudoor come attitudine" class="wp-image-54989" style="width:486px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Outdoor come attitudine</h2>



<p class="has-text-align-center">Non si tratta di sport. Si tratta di postura. La XT-Quest OAMC è pensata per chi vive l’outdoor come linguaggio, come estetica, come modo di stare nel mondo. È una scarpa che cammina tra le rovine del techwear e le visioni del nuovo romanticismo urbano.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Dialogo-tra-mondi-1-768x1024.jpg" alt="Dialogo tra mondi" class="wp-image-54991" style="width:500px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dialogo tra mondi</h2>



<p class="has-text-align-center">Salomon porta il rigore tecnico. OAMC porta la visione creativa. Insieme, costruiscono un oggetto che fonde utilità e desiderio, memoria e innovazione. È un dialogo tra mondi che raramente si incontrano, ma che qui trovano una sintesi potente e necessaria.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Disponiblita-come-rito-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-54992" style="width:500px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Disponibilità come rito</h2>



<p class="has-text-align-center">Dal 15 gennaio, la XT-Quest OAMC è disponibile su salomon.com, oamc.com, negli store dei brand e presso retailer selezionati. Prezzo: €200. Ma più che un acquisto, è un rito di appartenenza. A una comunità che cammina, esplora, resiste. Con stile.</p>



<p class="has-text-align-center">Fonte: Pinterest</p>
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		<title>Dua Lipa e Jacquemus: il desiderio ha una nuova forma</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/01/19/dua-lipa-jacquemus/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[collab]]></category>
		<category><![CDATA[Dua Lipa]]></category>
		<category><![CDATA[Jacquemus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando una collaborazione non lancia un prodotto, ma un&#8217;immagine collettiva. Non è solo una capsule, né l’ennesimo incontro tra moda e pop culture. È una fotografia mentale che si imprime subito, come una cartolina che non arriva da un luogo preciso ma da un immaginario condiviso. Dua Lipa e Jacquemus si incontrano in un punto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Quando una collaborazione non lancia un prodotto, ma un&#8217;immagine collettiva. </h2>



<p class="has-text-align-center">Non è solo una capsule, né l’ennesimo incontro tra moda e pop culture. È una fotografia mentale che si imprime subito, come una cartolina che non arriva da un luogo preciso ma da un immaginario condiviso. <a href="https://www.instagram.com/dualipa/">Dua Lipa</a> e <a href="https://www.instagram.com/jacquemus/">Jacquemus</a> si incontrano in un punto esatto, calibrato, dove i confini tra musica, stile e identità visiva smettono di essere distinguibili. Il risultato non è nostalgia né revival forzato, ma una visione compatta, coerente, immediatamente riconoscibile. Un’estetica che non chiede spiegazioni: si offre, e basta.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Corpo-simbolico-1-768x1024.jpg" alt="Corpo simbolico" class="wp-image-54770" style="aspect-ratio:0.7500138850319356;width:464px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dua Lipa come <a href="https://www.adlmag.it/2026/01/13/anima-e-corpo-inconciliabile-respiro/">corpo</a> simbolico</h2>



<p class="has-text-align-center">Dua Lipa non è una testimonial nel senso tradizionale del termine. Non presta il volto, ma il linguaggio. La sua presenza non serve a legittimare il brand, bensì a incarnarlo. Il suo corpo diventa superficie narrativa, un luogo in cui l’estetica Jacquemus si deposita e prende forma. Solare, sensuale, essenziale solo in apparenza, Dua Lipa traduce visivamente un’idea di femminilità contemporanea che non è mai passiva. Non è strumento promozionale, ma elemento strutturale dell’immaginario. Senza di lei, questa collaborazione non avrebbe la stessa densità simbolica.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Collab-768x1024.jpg" alt="Collab" class="wp-image-54771" style="aspect-ratio:0.7500069097039883;width:448px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Jacquemus e la potenza dell&#8217;immagine semplice</h2>



<p class="has-text-align-center">Jacquemus continua a lavorare per sottrazione, dimostrando che la semplicità, quando è pensata, è tutt’altro che neutra. Questa collaborazione non punta sulla complessità narrativa né su un eccesso di concetti. Linee pulite, volumi netti, palette luminose, richiami primi anni Duemila e un immaginario outdoor quasi naïf costruiscono un’estetica immediata ma non banale. La forza sta nella chiarezza: ogni elemento è leggibile, ogni immagine funziona da sola. In un sistema moda saturo di stratificazioni, Jacquemus sceglie la semplicità come gesto radicale.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Jacquemus-Yeti-768x1024.jpg" alt="Jacquemus Yeti" class="wp-image-54772" style="aspect-ratio:0.750010137464012;width:454px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il ritorno del Moon Boot come segnale </h2>



<p class="has-text-align-center">Il Moon Boot non ritorna per nostalgia né per puro esercizio di stile. Ritorna perché è iconico, infantile, sproporzionato. È un oggetto che porta con sé una memoria collettiva fatta di inverni, neve, vacanze e goffaggine felice. In un’epoca di minimalismo esasperato e silhouette controllate, Jacquemus sceglie volutamente qualcosa che sembra quasi fuori posto. Ed è proprio in questo scarto che l’oggetto acquista potenza. Il Moon Boot diventa segnale visivo, elemento di rottura, dichiarazione emotiva più che funzionale.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-13 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="54777" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Jacquemus-x-Moon-Boot-768x1024.jpg" alt="Jacquemus x Moon Boot" class="wp-image-54777" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="54776" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Dua-Lipa-wears-Moon-Boots-1-768x1024.jpg" alt="Dua Lipa wears Moon Boots" class="wp-image-54776" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Pop, moda, memoria</h2>



<p class="has-text-align-center">La vera forza di questa uscita risiede nella capacità di attivare una memoria condivisa. Non parla solo di stile, ma di sensazioni: il freddo sulla pelle, il viaggio, l’infanzia, il tempo sospeso delle vacanze. Pop e moda si intrecciano per costruire un racconto emotivo, non aspirazionale. Qui non si promette un futuro ideale, ma si rievoca un sentimento comune. La moda smette di essere distanza e diventa prossimità. Non chiede di essere desiderata, ma riconosciuta.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Simon-Porte-Jacquemus-and-Dua-Lipa-768x1024.jpg" alt="Simon Porte Jacquemus and Dua Lipa" class="wp-image-54778" style="aspect-ratio:0.7500059790017458;width:482px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Quando la collaborazione diventa sistema</h2>



<p class="has-text-align-center">Dua Lipa x Jacquemus non è un featuring, né una semplice operazione di visibilità. È un allineamento perfetto di immaginari, un sistema coerente in cui ogni elemento dialoga senza attriti. Non c’è forzatura, non c’è rumore, non c’è sovraccarico narrativo. Tutto è calibrato, misurato, inevitabile. In un momento storico in cui la moda moltiplica drop e collaborazioni, questa operazione lancia un messaggio chiaro: oggi vince chi costruisce mondi solidi e riconoscibili, non chi accumula prodotti.</p>



<p class="has-text-align-center">Fonte: Pinterest</p>
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		<title>Il basket non finisce al fischio finale</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/01/13/puma-represent/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[basket]]></category>
		<category><![CDATA[collab]]></category>
		<category><![CDATA[puma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PUMA x Represent e l&#8217;estetica del gioco che diventa stile Il basket non è più solo un gioco: è un sistema visivo, un’attitudine, una grammatica estetica che continua a vivere ben oltre il parquet. Con la nuova collaborazione, PUMA e Represent intercettano questa trasformazione e la traducono in una collezione che fonde performance e streetwear [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">PUMA x Represent e l&#8217;estetica del gioco che diventa stile </h2>



<p class="has-text-align-center">Il basket non è più solo un gioco: è un sistema visivo, un’attitudine, una grammatica estetica che continua a vivere ben oltre il parquet. Con la nuova collaborazione, <a href="https://www.instagram.com/puma/">PUMA </a>e <a href="https://www.instagram.com/representclo/">Represent</a> intercettano questa trasformazione e la traducono in una collezione che fonde performance e streetwear con naturalezza. Non si tratta di nostalgia sportiva, ma di una rilettura contemporanea dei codici del basket come linguaggio culturale.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Nuovo-linguaggio-768x1024.jpg" alt="Nuovo linguaggio" class="wp-image-54310" style="aspect-ratio:0.7500069589422408;width:441px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Quando lo sport diventa <a href="https://www.adlmag.it/2025/12/17/jacob-mathias-egeberg/">linguaggio</a></h2>



<p class="has-text-align-center">La collezione nasce da una reinterpretazione consapevole dei capi essenziali ispirati al basket, rielaborati attraverso un design sofisticato e dettagli curati. Tagli netti, costruzioni cut-and-sew e materiali tecnici trasformano l’abbigliamento sportivo in un’estetica controllata, pensata per essere indossata tanto in movimento quanto nella vita quotidiana.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Tuta-1-768x1024.jpg" alt="Tuta" class="wp-image-54306" style="width:436px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dal parquet all&#8217;off-court</h2>



<p class="has-text-align-center">L’energia del campo si espande nello spazio urbano. Graphic T-shirt, hoodie, coach jacket e pants coordinati costruiscono un guardaroba che parla di comfort e identità, senza rinunciare a una forte presenza visiva. È qui che la collaborazione trova il suo equilibrio: capi che mantengono un DNA sportivo, ma si muovono con disinvoltura nel contesto streetwear contemporaneo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Divisa-da-basket-768x1024.jpg" alt="Divisa da basket" class="wp-image-54307" style="width:448px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Jersey e Shorts: il richiamo al game day</h2>



<p class="has-text-align-center">Jersey e Shorts, le due squadre di basket coinvolte, emergono come riferimento visivo diretto al mondo del game-day. Le loro divise ispirano grafiche e dettagli che richiamano l’estetica rétro del campo: mesh strutturato, bordature a contrasto e un branding essenziale che rielabora i codici del basket giocato in chiave contemporanea e lifestyle.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/All-Pro-Nitro-2-768x1024.jpg" alt="All-Pro Nitro 2" class="wp-image-54308" style="width:454px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">NITRO&#x2122;: tecnica che fa estetica </h2>



<p class="has-text-align-center">La All-Pro NITRO&#x2122; 2 rappresenta il cuore performance della collaborazione. L’ammortizzazione NITRO&#x2122; e la tomaia ULTRAWEAVE raccontano la tecnologia PUMA applicata al basket moderno, mentre la colorway bicolore white &amp; black riduce il design all’essenziale. La sneaker diventa così un ponte tra campo e strada, dove la funzione si trasforma in stile.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Majesty-low-top-768x1024.jpg" alt="Majesty low-top" class="wp-image-54309" style="width:466px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Tra heritage e contemporaneità</h2>



<p class="has-text-align-center">A completare la visione, la Majesty low-top introduce un richiamo controllato agli anni ’80. La silhouette classica viene reinterpretata attraverso materiali premium e contrasti mirati, dimostrando come l’heritage possa dialogare con il presente senza cadere nella nostalgia. A incarnare questa fusione, Dennis Schröder: atleta e icona, perfetto equilibrio tra performance e stile off-court.</p>



<p class="has-text-align-center">Fonte: www.eu.puma.com</p>
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		<title>Galassia indossata: Columbia x Star Wars come nuovo mito dell&#8217;outdoor</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/01/08/columbia-x-star-wars-endor-collection/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[collab]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[star wars]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando la funzionalità diventa epica, e l&#8217;epica diventa esperienza. La collaborazione tra Columbia e Star Wars non è un semplice incontro tra moda e cinema: è un cortocircuito culturale. L’outdoor diventa linguaggio narrativo, la saga più iconica di sempre si trasforma in abbigliamento tecnico. Non si tratta di giacche o poncho, ma di indossare un [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Quando la funzionalità diventa epica, e l&#8217;epica diventa esperienza. </h2>



<p class="has-text-align-center">La collaborazione tra<a href="https://www.instagram.com/columbia1938/"> Columbia</a> e Star Wars non è un semplice incontro tra moda e cinema: è un cortocircuito culturale. L’outdoor diventa linguaggio narrativo, la saga più iconica di sempre si trasforma in abbigliamento tecnico. Non si tratta di giacche o poncho, ma di indossare un immaginario, di abitare un paesaggio che esiste tra natura e mito. È un progetto che non si limita a vestire, ma a raccontare: ogni capo è un frammento di galassia, un segno che unisce performance e narrazione.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Endor-768x1024.jpg" alt="Endor" class="wp-image-54135" style="aspect-ratio:0.7500056340567463;width:422px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Endor: La foresta come icona </h2>



<p class="has-text-align-center">La luna boscosa di Endor non è solo un set cinematografico: è simbolo di resistenza e comunità. Columbia la reinterpreta come spazio estetico, dove l’outdoor diventa manifesto. Ogni capo è un frammento di quella foresta, un ponte tra avventura reale e mito galattico. Indossare la collezione significa portare con sé l’energia di un paesaggio che ha segnato l’immaginario collettivo, trasformando la natura in linguaggio visivo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Boots-768x1024.jpg" alt="Boots" class="wp-image-54136" style="aspect-ratio:0.750013316997816;width:430px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Tecnologia come armatura </h2>



<p class="has-text-align-center">Non è costume, ma <a href="https://www.adlmag.it/2025/12/16/k-way-sceglie-scotty-james-performance-stile-e-neve-si-incontrano/">performance</a>. Tessuti impermeabili, dettagli tattici, sistemi termici: Columbia trasforma l’iconografia ribelle in armatura contemporanea. Indossare un poncho ispirato a Leia o un trench che richiama Han Solo significa vivere l’avventura con la protezione di un brand che ha fatto della tecnologia il suo DNA. Qui la funzionalità non è nascosta, ma esibita: ogni dettaglio tecnico diventa estetica, ogni protezione diventa stile.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Capsule-come-universo-768x1024.jpg" alt="Capsule come universo" class="wp-image-54137" style="aspect-ratio:0.7500132268133961;width:431px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La capsule come universo </h2>



<p class="has-text-align-center">La collezione non è una linea di prodotti, ma un universo narrativo. Giacche, poncho, boots, fleece: ogni elemento è pensato come parte di un sistema di segni. È un linguaggio che unisce generazioni, dagli appassionati di outdoor agli amanti della saga, creando un terreno comune tra cultura pop e funzionalità. Non si tratta di vestire un personaggio, ma di abitare un mondo, di trasformare l’abbigliamento tecnico in esperienza culturale.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Legame-emotivo-768x1024.jpg" alt="Legame emotivo" class="wp-image-54138" style="aspect-ratio:0.7500127936134282;width:442px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il legame emotivo</h2>



<p class="has-text-align-center">Questa collaborazione non parla solo di estetica, ma di memoria. Ogni capo è un omaggio a personaggi e momenti che hanno segnato l’immaginario collettivo. Indossarli significa portare con sé un frammento di storia, trasformando l’abbigliamento tecnico in rito culturale. È un dialogo tra generazioni: chi ha vissuto la saga al cinema e chi la scopre oggi attraverso la moda. Columbia diventa ponte tra epoche, tra mito e quotidiano. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Manifesto-culturale-768x1024.jpg" alt="Manifesto culturale" class="wp-image-54139" style="aspect-ratio:0.7500126281759862;width:452px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Oltre la collab: un manifesto culturale </h2>



<p class="has-text-align-center">Columbia x Star Wars non è merchandising, ma dichiarazione. È la prova che il cinema può diventare abbigliamento, che l’outdoor può diventare mito, che la moda può diventare cultura. Endor non è più solo un luogo immaginario: è un paesaggio da indossare, un’esperienza da vivere, un manifesto che unisce ribellione e funzionalità. La collezione diventa così un nuovo capitolo di cultura visiva, dove la galassia si fonde con la terra, e il mito si traduce in gesto quotidiano.</p>



<p class="has-text-align-center">Fonte: www.columbiasportswear.it</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/01/08/columbia-x-star-wars-endor-collection/">Galassia indossata: Columbia x Star Wars come nuovo mito dell&#8217;outdoor</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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