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	<title>collab Archivi - AdL Mag</title>
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	<title>collab Archivi - AdL Mag</title>
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		<title>Salomon x FEID</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[collab]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ACS NEXXT: THE GREEN STAR BY FEID trasforma il verde Ferxxo in una dichiarazione di stile tra DNA tecnico, dettagli iridescenti e attitude contemporanea. La sneaker smette di essere soltanto una sneaker e diventa un’estensione dell’identità. È questo il punto d’incontro tra Salomon e Feid, che con ACS NEXXT: THE GREEN STAR BY FEID inaugurano [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/10/07/salomon-feid-acs-nexxt-green-star/">Salomon x FEID</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">ACS NEXXT: THE GREEN STAR BY FEID trasforma il verde Ferxxo in una dichiarazione di stile tra DNA tecnico, dettagli iridescenti e attitude contemporanea.</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La sneaker smette di essere soltanto una sneaker e diventa un’estensione dell’identità. È questo il punto d’incontro tra <a href="https://www.instagram.com/salomon/">Salomon</a> e <a href="https://www.instagram.com/feid/">Feid</a>, che con ACS NEXXT: THE GREEN STAR BY FEID inaugurano un nuovo capitolo della loro collaborazione. Da una parte il linguaggio tecnico del brand francese, dall’altra l’universo estetico dell’artista colombiano, fatto di verde Ferxxo, sicurezza espressiva e codici immediatamente riconoscibili. Il risultato? Una silhouette che non chiede permesso per farsi notare.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="67628" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/efe4c70dc78ba73947c1092f48e05469c96f57ad-2000x2667-1-768x1024.jpg" alt="Feid" class="wp-image-67628" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="452" height="678" data-id="67629" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/images-3.jpg" alt="Verde ferxxo" class="wp-image-67629" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/images-3.jpg 452w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/images-3-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 452px) 100vw, 452px" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il verde Ferxxo non è solo un colore</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ci sono colori che completano un look e colori che diventano una firma. Il verde Ferxxo appartiene decisamente alla seconda categoria. Nella nuova ACS NEXXT, Feid lo porta direttamente sulla suola, reinterpretandola con un motivo cow-print che rende la sneaker ancora più distintiva. Il colore diventa così un elemento identitario, quasi un codice linguistico. Non è un semplice accento cromatico, ma il collegamento immediato con l’immaginario dell’artista, con la sua estetica e con quella cultura contemporanea che trasforma la moda in un territorio di appartenenza. La scelta del cow-print aggiunge poi una componente più ironica e pop, creando un contrasto interessante con la struttura tecnica della scarpa. Il risultato è una sneaker capace di muoversi tra performance e fashion statement senza scegliere necessariamente una sola direzione. E proprio qui sta il fascino del progetto: Feid non applica semplicemente il proprio universo a una sneaker Salomon, lo incorpora nella sua costruzione visiva.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="480" height="640" data-id="67630" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/images-1.jpg" alt="" class="wp-image-67630" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/images-1.jpg 480w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/images-1-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-id="67631" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/HTejBu7XcAA_mL1-819x1024.webp" alt="Shoes and socks" class="wp-image-67631" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">ACS NEXXT: quando il techwear cambia attitude</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La ACS NEXXT nasce da una famiglia di silhouette che ha fatto della tecnologia il proprio punto di partenza. Al centro rimane l’Agile Chassis&#x2122; System, insieme alla caratteristica tomaia con struttura <em>cage</em>, elementi che appartengono al DNA tecnico di Salomon. Ma questa volta il linguaggio cambia prospettiva. L’eredità introdotta dalla ACS PRO viene reinterpretata attraverso una silhouette pensata per avvicinarsi ancora di più ai codici della cultura contemporanea. È il momento in cui il technical footwear abbandona l’idea di essere esclusivamente funzionale e diventa parte integrante dello styling. La sneaker tecnica non è più soltanto quella che accompagna il movimento: è quella che costruisce il look. La collaborazione con Feid amplifica proprio questo passaggio. La struttura della ACS NEXXT rimane riconoscibile, ma viene caricata di una nuova personalità. Più audace, più pop, più immediatamente legata all’universo dell’artista. Il risultato è una silhouette che conserva la propria identità Salomon senza rinunciare alla contaminazione. Tecnologia e cultura pop entrano nella stessa scarpa.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="387" height="516" data-id="67632" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/images.jpg" alt="Iridescenza" class="wp-image-67632" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/images.jpg 387w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/images-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 387px) 100vw, 387px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="67633" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/SALOMON_ACS-NEXXT-BY-FEID-768x1024.jpg" alt="Feid and shoes" class="wp-image-67633" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Iridescenza, cromo e una firma che parla</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Se il verde è il primo elemento a catturare lo sguardo, sono i dettagli a costruire il resto della storia. La ACS NEXXT: THE GREEN STAR BY FEID introduce infatti dettagli cromati iridescenti, capaci di cambiare percezione a seconda della luce e di aggiungere una dimensione quasi futuristica alla silhouette. È un dettaglio prezioso perché rompe la compattezza dell’impianto tecnico e introduce una componente più fashion. Il cromato riflette, cattura, moltiplica. L’iridescenza, invece, rende il design meno statico: la scarpa cambia insieme a chi la indossa. A completare il progetto c’è poi un elemento ancora più personale: la firma di Feid disegnata a mano sull’etichetta in tessuto. Un piccolo dettaglio che funziona come una sorta di certificato estetico, trasformando la collaborazione in qualcosa di immediatamente riconducibile all’artista. È proprio questa attenzione agli elementi personali a rendere la sneaker diversa da una semplice variante cromatica. Ogni dettaglio contribuisce a costruire un oggetto che parla il linguaggio di Feid, ma continua a respirare il DNA Salomon.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="854" height="1024" data-id="67635" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/PNG-2000px-max-72dpi-854x1024.webp" alt="Posing " class="wp-image-67635" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="480" height="640" data-id="67634" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/images-2.jpg" alt="Concert" class="wp-image-67634" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/images-2.jpg 480w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/images-2-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Feid, Salomon e la cultura della sneaker</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La collaborazione racconta anche qualcosa di più ampio: oggi la sneaker è uno dei territori privilegiati in cui musica, moda e identità si incontrano. Feid arriva nel progetto con un universo creativo già fortemente riconoscibile e con una relazione consolidata con Salomon come brand ambassador. La sua presenza permette alla ACS NEXXT di spostarsi ulteriormente verso la cultura contemporanea, intercettando un pubblico per cui il footwear è molto più di un accessorio. La sneaker diventa infatti una dichiarazione. Racconta gusti, appartenenze, riferimenti culturali e soprattutto attitude. In questo senso, THE GREEN STAR funziona proprio perché non prova a cancellare l’identità tecnica di Salomon. La prende, la porta dentro il mondo Ferxxo e la lascia cambiare pelle. Il progetto mette così in dialogo due universi apparentemente diversi: il rigore funzionale del technical footwear e l’energia colorata, sicura e provocatoria dell’estetica di Feid. Una collisione che produce una sneaker pensata per essere riconosciuta al primo sguardo. </p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-id="67636" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/1790705375-feid-salomon-acs-nexxt-green-star-3-819x1024.avif" alt="Posing 2" class="wp-image-67636" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/1790705375-feid-salomon-acs-nexxt-green-star-3-819x1024.avif 819w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/1790705375-feid-salomon-acs-nexxt-green-star-3-240x300.avif 240w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/1790705375-feid-salomon-acs-nexxt-green-star-3-768x961.avif 768w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/1790705375-feid-salomon-acs-nexxt-green-star-3-1228x1536.avif 1228w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/1790705375-feid-salomon-acs-nexxt-green-star-3-1638x2048.avif 1638w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/1790705375-feid-salomon-acs-nexxt-green-star-3-1080x1351.avif 1080w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/1790705375-feid-salomon-acs-nexxt-green-star-3-1280x1601.avif 1280w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/1790705375-feid-salomon-acs-nexxt-green-star-3-980x1226.avif 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/1790705375-feid-salomon-acs-nexxt-green-star-3-480x600.avif 480w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/1790705375-feid-salomon-acs-nexxt-green-star-3.avif 1919w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="67637" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Feid-Solomon-Sneakers-1024x768.webp" alt="Posing 3" class="wp-image-67637" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Feid-Solomon-Sneakers-980x735.webp 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Feid-Solomon-Sneakers-480x360.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">THE GREEN STAR arriva a <a href="https://www.adlmag.it/2026/10/01/lug-von-siga-porta-il-silenzio-a-milano/">Milano</a></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La nuova Feid x Salomon ACS NEXXT: THE GREEN STAR BY FEID sarà disponibile in Italia da sabato 10 ottobre 2026, esclusivamente presso il brand store Salomon di Corso Garibaldi 12 a Milano, al prezzo di 150 euro. Una release esclusiva che rende Milano il primo punto di accesso italiano alla nuova collaborazione. Il progetto arriva in un momento in cui la sneaker continua a occupare uno spazio sempre più centrale nell’industria della moda, superando definitivamente i confini tra performance, streetwear e lusso culturale. E la Green Star sembra conoscere perfettamente le regole di questo nuovo territorio. Verde Ferxxo, cow-print, cromature iridescenti, tecnologia e firma personale: la formula è precisa, ma il risultato ha qualcosa di istintivo. Salomon costruisce la struttura. Feid mette la firma. Il verde fa il resto.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fonte: www.salomon.com </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>A$AP Rocky x PUMA SS27</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/10/03/asap-rocky-puma-ss27-paris-fashion-week/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla Suede ’94 alla Straycat, A$AP Rocky porta PUMA dentro il suo universo: la nuova stagione è già in movimento. Parigi si accende e A$AP Rocky non arriva semplicemente in passerella: arriva in modalità full speed. Durante la Paris Fashion Week, AWGE, il brand del rapper, presenta la sua quarta collezione con uno show sincronizzato [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dalla Suede ’94 alla Straycat, A$AP Rocky porta PUMA dentro il suo universo: la nuova stagione è già in movimento.</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Parigi si accende e <a href="https://www.instagram.com/asaprocky/">A$AP Rocky</a> non arriva semplicemente in passerella: arriva in modalità full speed. Durante la Paris Fashion Week, <a href="https://www.instagram.com/awgenization/?hl=it">AWGE</a>, il brand del rapper, presenta la sua quarta collezione con uno show sincronizzato con la tappa parigina del DON’T BE DUMB TOUR all’Accor Arena. Al centro della scena, la collaborazione con <a href="https://www.instagram.com/puma/">PUMA</a>, che trasforma alcuni dei suoi modelli più riconoscibili in nuove dichiarazioni di stile. Tra heritage street, silhouette più robuste e accessori dall’attitudine decisa, la SS27 guarda al passato ma corre decisamente verso il futuro. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="67366" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Outfit-1-724x1024.jpg" alt="Outfit 1" class="wp-image-67366" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="67365" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Outfit-2-724x1024.jpg" alt="Outfit 2" class="wp-image-67365" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Parigi, il palcoscenico di AWGE</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La quarta collezione di AWGE sceglie Parigi come terreno di gioco e lo fa con una formula che rompe la separazione tra moda e performance. Il runway show viene infatti sincronizzato con la tappa parigina del DON’T BE DUMB TOUR, creando un unico racconto tra passerella e palco. A$AP Rocky non presenta soltanto nuovi look: porta il proprio universo creativo direttamente nel cuore della Fashion Week. La collezione SS27 diventa così parte di un progetto più ampio, in cui la musica e la moda procedono sulla stessa traiettoria. Una scelta coerente con l’identità di AWGE, dove lo streetwear non è soltanto una categoria estetica, ma un linguaggio capace di muoversi tra cultura, performance e immagine.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="67370" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/PUMA-Suede-94-724x1024.jpg" alt="PUMA Suede &apos;94" class="wp-image-67370" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="67368" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Outfit-with-Suede-94-724x1024.jpg" alt="Outfit with Suede &apos;94" class="wp-image-67368" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Suede &#8217;94: il passato torna in scena</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Tra le protagoniste della collaborazione con PUMA c’è la Suede ’94, reinterpretazione di una silhouette che appartiene alla storia del brand. Il modello guarda alla cultura street newyorkese degli anni ’90, riportandone l’attitudine all’interno della nuova collezione. Il risultato non è una semplice operazione nostalgia. A$AP Rocky prende un modello classico e lo inserisce nel proprio vocabolario estetico, trasformandolo in un elemento capace di dialogare con la sua visione contemporanea. La Suede ’94 diventa così il punto d’incontro tra heritage e nuova generazione: una sneaker con un piede nella storia e l’altro già nella SS27.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-8 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="67372" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/PUMA-Straycat-724x1024.jpg" alt="PUMA Straycat" class="wp-image-67372" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="67371" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Outfit-straycat-724x1024.jpg" alt="Outfit straycat" class="wp-image-67371" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Straycat, quando la sneaker cambia personalità</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Se la Suede ’94 guarda al passato, la Straycat spinge invece la collaborazione verso una dimensione più robusta. Il modello viene reinterpretato con una suola Vibram® e un battistrada ispirato agli pneumatici, elementi che ne accentuano il carattere tecnico e deciso. La sneaker cambia quindi linguaggio: dalla classica silhouette street a una presenza più aggressiva e strutturata. E non è soltanto una promessa da passerella. A$AP Rocky è stato infatti avvistato con la Straycat durante diverse esibizioni del DON’T BE DUMB TOUR, trasformando il modello in una presenza concreta anche fuori dal runway. La moda, in questo caso, non aspetta il momento giusto per essere indossata. Entra direttamente nello show. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-9 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="67373" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Outfit-3-724x1024.jpg" alt="Outfit 3" class="wp-image-67373" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="67375" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Outfit-4-724x1024.jpg" alt="Outfit 4" class="wp-image-67375" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="67374" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Outfit-5-724x1024.jpg" alt="Outfit 5" class="wp-image-67374" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dalla passerella al palco: la <a href="https://www.adlmag.it/2026/09/28/milano-fashion-week-ss27/">SS27</a> si muove</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il confine tra collezione e performance diventa ancora più sottile quando i nuovi modelli PUMA vengono indossati da Rocky durante il concerto parigino. Dopo la sfilata SS27, le sneaker fanno immediatamente il salto dal runway al palco. È proprio questa continuità a definire il progetto: la collezione non viene presentata come qualcosa di distante dalla vita reale, ma come parte integrante dell’immaginario di A$AP Rocky. La Suede ’94 e la Straycat diventano quindi strumenti di styling, movimento e performance. Il risultato è una SS27 che non resta ferma sotto i riflettori della Fashion Week, ma continua a vivere anche quando la passerella si spegne.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-10 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="67377" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Oil-slick-bag-724x1024.jpg" alt="Oil slick bag" class="wp-image-67377" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="67376" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/10/Outfit-with-bag-724x1024.jpg" alt="Outfit with bag" class="wp-image-67376" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Oil slick bag: l&#8217;accessorio che completa il codice AWGE</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">A completare la collaborazione ci sono anche gli accessori A$AP Rocky x PUMA, tra cui spicca la Oil Slick Bag. La borsa amplia il progetto oltre il footwear e contribuisce a costruire un’estetica coerente, in cui ogni elemento partecipa allo stesso linguaggio. La SS27 di AWGE e PUMA diventa così un racconto fatto di silhouette riconoscibili, reinterpretazioni tecniche e dettagli capaci di passare dalla passerella al palco. A$AP Rocky mette ancora una volta in comunicazione moda e musica, mentre PUMA fornisce la base su cui riscrivere alcuni dei propri codici. Parigi è soltanto il punto di partenza: la stagione è già partita, e corre decisamente veloce.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fonte: live.awge.com</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Louis Vuitton x Singer</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/08/22/louis-vuitton-singer-porsche/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[collab]]></category>
		<category><![CDATA[Louis Vuitton]]></category>
		<category><![CDATA[porsche]]></category>
		<category><![CDATA[Singer]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due icone, due visioni, un&#8217;unica ossessione per l&#8217;eccellenza: Louis Vuitton e Singer trasformano la Porsche 911 in un manifesto di lusso, design e savoir-faire. Louis Vuitton e Singer svelano il loro primo progetto co-firmato, un incontro inedito tra l’heritage della Maison, la cultura automobilistica californiana e la visione creativa di Nicolas Ghesquière. Il risultato prende [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Due icone, due visioni, un&#8217;unica ossessione per l&#8217;eccellenza: Louis Vuitton e Singer trasformano la Porsche 911 in un manifesto di lusso, design e savoir-faire.</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><a href="https://www.instagram.com/louisvuitton/">Louis Vuitton</a> e Singer svelano il loro primo progetto co-firmato, un incontro inedito tra l’heritage della Maison, la cultura automobilistica californiana e la visione creativa di Nicolas Ghesquière. Il risultato prende forma attraverso due Porsche 911 Reimagined by Singer, nate per celebrare l’Arte del Viaggio e portare l’idea di lusso oltre il guardaroba.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-11 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="65828" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/08/LV-x-Singer-724x1024.jpg" alt="LV x Singer" class="wp-image-65828" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="65827" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/08/Cambio-LV-724x1024.jpg" alt="Cambio LV" class="wp-image-65827" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Un dialogo tra due mondi</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La collaborazione nasce dall’incontro tra due realtà accomunate da una stessa filosofia: reinterpretare l’eccellenza senza cancellarne la storia. Da una parte Louis Vuitton, Maison che ha costruito il proprio immaginario attorno al viaggio, alla manifattura e alla personalizzazione. Dall’altra Singer, atelier californiano celebre per le sue restaurazioni su misura delle Porsche 911 classiche. Insieme, i due universi costruiscono un linguaggio fatto di materiali preziosi, dettagli sartoriali e ossessione per la perfezione. Il progetto rappresenta così un naturale punto di contatto tra moda, design e automotive, dove l’automobile smette di essere soltanto un oggetto da guidare e diventa un’esperienza da vivere. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/08/911-724x1024.jpg" alt="911" class="wp-image-65829" style="aspect-ratio:0.7070435172723194;width:406px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La prima 911 veste la <a href="https://www.adlmag.it/2026/07/24/valentino-la-maison-che-ha-fatto-del-rosso-una-firma/">maison</a></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La prima Porsche 911 Reimagined by Singer interpreta l’identità Louis Vuitton attraverso una livrea esclusiva nei colori iconici della Maison: zafferano, blu cobalto e giallo. La palette, realizzata appositamente per il progetto, porta sulla carrozzeria un codice cromatico immediatamente riconoscibile, trasformando l’auto in una vera dichiarazione estetica. È un esercizio di equilibrio tra memoria e contemporaneità: la silhouette della classica 911 resta protagonista, mentre la personalizzazione introduce una nuova dimensione, più sofisticata e fashion-oriented. Il risultato non cerca di imitare Louis Vuitton, ma di tradurne l’universo visivo in un oggetto completamente diverso, mantenendo intatto il carattere iconico della vettura. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-12 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="65831" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/08/Interni-724x1024.jpg" alt="Interni" class="wp-image-65831" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="65830" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/08/Contachilometri-724x1024.jpg" alt="Contachilometri" class="wp-image-65830" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tocco di Nicolas Ghesquière</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La seconda Porsche 911 Reimagined by Singer, la Classic Turbo, porta invece la firma creativa di Nicolas Ghesquière, Direttore Artistico delle Collezioni Donna di Louis Vuitton. Pensata come una cabriolet, si presenta in bianco Calcaire Lutétien e viene impreziosita da raffinati inserti in legno pregiato. Qui il linguaggio della moda diventa più sottile: non esplode, ma si deposita nei materiali, nelle proporzioni e nella cura dei dettagli. La scelta del legno introduce una dimensione quasi architettonica e tattile, mentre il bianco enfatizza la purezza delle linee. È la visione di Ghesquière applicata a un territorio nuovo, dove il design automobilistico diventa superficie narrativa e il savoir-faire si trasforma in una forma di espressione. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/08/Porsche-724x1024.jpg" alt="Porsche" class="wp-image-65832" style="aspect-ratio:0.7070452563232872;width:412px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">L&#8217;arte del viaggio, fuori dalla valigia</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Al centro della collaborazione resta uno dei codici più profondi di Louis Vuitton: l’Arte del Viaggio. La Maison porta questa filosofia direttamente nel mondo automobilistico, dimostrando che viaggiare può significare molto più che raggiungere una destinazione. Può diventare un rituale, un’esperienza sensoriale, una celebrazione della bellezza. Le due Porsche sono infatti arricchite da creazioni Louis Vuitton realizzate su misura, pensate per accompagnare il viaggio e amplificarne l’esperienza. Il savoir-faire della Maison incontra così quello di Singer, creando un progetto nel quale ogni dettaglio contribuisce a trasformare l’automobile in uno spazio personale e raffinato.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-13 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="65834" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/08/LV-bag-724x1024.jpg" alt="LV bag" class="wp-image-65834" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="65833" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/08/Porsche-bianca-724x1024.jpg" alt="Porsche bianca" class="wp-image-65833" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Quando il lusso cambia strada</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il primo progetto co-firmato tra Louis Vuitton e Singer racconta una nuova idea di lusso: non più soltanto qualcosa da indossare o possedere, ma qualcosa da attraversare. Le due Porsche 911 Reimagined by Singer diventano il punto d’incontro tra heritage, creatività e performance, mettendo in dialogo la tradizione della Maison con l’approccio artigianale dell’atelier californiano. È un progetto che parla di esclusività senza bisogno di eccessi, affidandosi alla personalizzazione e alla precisione. Dalla palette cromatica alla scelta dei materiali, tutto suggerisce una stessa direzione: trasformare il viaggio in una forma di espressione. Louis Vuitton e Singer non si limitano quindi a creare due automobili straordinarie. Disegnano un nuovo capitolo dell’Arte del Viaggio, dove moda, automotive e design percorrono finalmente la stessa strada.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fonte: italianwatchspotter.com</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Autry x Hotel Corazón: la sneaker-espadrillas</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/06/01/autry-hotel-corazon-sandy/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[autry]]></category>
		<category><![CDATA[collab]]></category>
		<category><![CDATA[hotel corazón]]></category>
		<category><![CDATA[sneakers]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra canvas, sabbia, retreat mediterranei e nostalgia barefoot, Autry riscrive la Sandy come simbolo di un&#8217;estate lenta, tattile e ultra-desiderabile. C’è un momento preciso in cui una sneaker smette di essere solo una sneaker e diventa atmosfera. Succede quando incontra un luogo, una luce, una temperatura mentale. È quello che accade con Autry x Hotel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Tra canvas, sabbia, retreat mediterranei e nostalgia barefoot, Autry riscrive la Sandy come simbolo di un&#8217;estate lenta, tattile e ultra-desiderabile. </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">C’è un momento preciso in cui una sneaker smette di essere solo una sneaker e diventa atmosfera. Succede quando incontra un luogo, una luce, una temperatura mentale. È quello che accade con <a href="https://www.instagram.com/autryglobal/?hl=it">Autry</a> x <a href="https://www.instagram.com/hotelcorazon/">Hotel Corazón</a>, la capsule che porta la Sandy sneaker-espadrillas dentro l’immaginario sensuale e rilassato di Maiorca. Non una semplice collaborazione, ma una piccola fuga editoriale: il Mediterraneo come moodboard, il retreat come passerella silenziosa, la scarpa come oggetto ibrido tra comfort, nostalgia e desiderio di evasione.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-14 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="62872" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Auxtry-x-Hotel-Corazon-724x1024.jpg" alt="Auxtry x Hotel Corazón" class="wp-image-62872" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="62873" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Sandy-724x1024.jpg" alt="Sandy" class="wp-image-62873" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La sneaker va in retreat </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Autry sceglie Hotel Corazón, rifugio immerso tra Deià e Sóller, per raccontare una nuova idea di estate: meno caos da beach club, più intimità da finca maiorchina. Il risultato è una collaborazione che profuma di muri caldi, pelle salata e pomeriggi sospesi. La Sandy, già nata come reinterpretazione delle iconiche sneaker Medalist, viene rilette attraverso una lente più morbida, quasi contemplativa. Non urla performance, non cerca l’effetto sportivo aggressivo: si appoggia al paesaggio e lo traduce in forma. È una scarpa da valigia leggera, da colazione lenta, da strada bianca percorsa senza fretta.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Espadrillas-724x1024.jpg" alt="Espadrillas" class="wp-image-62874" style="width:400px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Espadrillas, ma con l&#8217;attitudine da <a href="https://www.adlmag.it/2026/04/27/sei-sneakers-di-nuova-generazione-per-la-stagione-calda/">sneaker</a></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il punto più interessante della capsule è la contaminazione. La Sandy non è completamente sneaker, non è completamente espadrillas: vive in quella zona liquida dove il guardaroba contemporaneo diventa più libero. La costruzione in canvas non foderato, la suola flessibile in sughero ed EVA e il dettaglio open-back la rendono un oggetto pratico, quasi istintivo. Si può indossare come una slipper, ripiegando la parte posteriore, in un gesto che richiama il barefoot luxury: quella forma di eleganza rilassata che non ha bisogno di rigidità per sembrare chic. È la scarpa perfetta per chi vuole sembrare appena uscito da una stanza bianca, con i capelli ancora umidi e una playlist indie in sottofondo.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-15 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="62876" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Rosa-antico-724x1024.jpg" alt="Rosa antico" class="wp-image-62876" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="62875" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Sabbia-724x1024.jpg" alt="Sabbia" class="wp-image-62875" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">I colori della costa, non della vetrina</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Rosa antico, marrone e sabbia: la palette della capsule sembra rubata direttamente al paesaggio dell’isola. Non sono colori da scaffale commerciale, ma tonalità da tramonto, da pietra, da tessuto scolorito dal sole. Il rosa antico porta una nota romantica ma non zuccherosa; il marrone aggiunge profondità terrena; il sabbia diventa la base più naturale, quasi invisibile, come se la scarpa fosse già parte del paesaggio. Autry lavora così su una desiderabilità più sottile, lontana dal logo gridato. Qui il lusso non è l’eccesso, ma il modo in cui un colore riesce a evocare una geografia emotiva.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/T-shirt-724x1024.jpg" alt="T-shirt" class="wp-image-62877" style="aspect-ratio:0.7070320798810282;width:410px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Hotel Corazón: quando il luogo diventa brand language </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Hotel Corazón non entra nella collaborazione come semplice location, ma come codice estetico. Fondato da Kate Bellm e dall’artista messicano Edgar Lopez, l’hotel porta con sé un immaginario culturale fatto di arte, natura, comunità e sensualità spontanea. La capsule assorbe questa identità e la trasforma in prodotto: non solo scarpe, ma anche T-shirt, cappellini, bandane e dust bag decorati con grafiche e loghi condivisi. È un piccolo universo lifestyle, pensato per chi non compra soltanto un accessorio, ma una promessa: vivere, anche solo per un attimo, dentro una cartolina più libera, più calda, più autentica.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-16 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="62879" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Scatto-2-724x1024.jpg" alt="Scatto 2" class="wp-image-62879" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="62878" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Scatto-1-724x1024.jpg" alt="Scatto 1" class="wp-image-62878" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La campagna come diario mediterraneo</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La campagna fotografata da Kate Bellm completa il racconto con un’estetica intima e analogica. Le immagini non sembrano costruite per vendere, ma per trattenere una sensazione: pelle, luce, interni vissuti, corpi rilassati, scorci assolati. È una narrazione visiva che dialoga con il nuovo modo di comunicare la moda, dove il prodotto non basta più. Serve un mondo. Serve una temperatura. Serve un’identità che si possa immaginare addosso. Autry x Hotel Corazón funziona proprio perché non forza la seduzione: la lascia accadere. La Sandy diventa così il feticcio gentile dell’estate, una sneaker-espadrillas che non corre verso la città, ma rallenta verso il mare.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fonte: www.autry-usa.com</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>BAÉ x Adidas Baltic: il collab che riscrive lo sportswear al femminile</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/05/01/bae-adidas-baltic-aw26/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 08:57:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[adidas]]></category>
		<category><![CDATA[aw26]]></category>
		<category><![CDATA[BAÉ]]></category>
		<category><![CDATA[collab]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sartorialità architettonica, memoria tessile e desiderio contemporaneo: quando l&#8217;upcycling smette di essere etico e diventa irresistibile. C’è un momento preciso in cui il passato smette di essere nostalgia e diventa materia viva. La collezione AW26 di BAÉ nasce esattamente lì: in quello spazio sospeso tra ciò che è stato e ciò che può ancora diventare. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Sartorialità architettonica, memoria tessile e desiderio contemporaneo: quando l&#8217;upcycling smette di essere etico e diventa irresistibile. </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">C’è un momento preciso in cui il passato smette di essere nostalgia e diventa materia viva. La collezione AW26 di <a href="https://www.instagram.com/bae.special.moments/">BAÉ </a>nasce esattamente lì: in quello spazio sospeso tra ciò che è stato e ciò che può ancora diventare. In collaborazione con <a href="https://www.instagram.com/adidas/">Adidas</a> Baltic, il brand costruisce un racconto visivo stratificato dove lo sportswear non viene semplicemente reinterpretato, ma smontato, dissezionato e riassemblato in una nuova grammatica estetica. Non è una citazione, è una riscrittura. Il risultato è una tensione controllata tra tecnica e sensualità, tra funzione e forma, tra memoria e futuro. Un equilibrio instabile che funziona proprio perché non cerca di essere rassicurante. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Look-1-724x1024.jpg" alt="Look 1" class="wp-image-61366" style="aspect-ratio:0.707031435209331;width:446px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Sportswear, ma rendered unrecognizable</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Dimentica lo sportswear come linguaggio prevedibile fatto di comfort e performance. Qui le iconiche stripes, i tessuti tecnici e i dettagli funzionali vengono trattati come materiale grezzo da laboratorio creativo. Tagliati, ricomposti, spostati. Non c’è reverenza per l’originale, ma una volontà chiara di tradirlo per evolverlo. Le silhouette sfiorano l’haute couture senza mai diventare rigide, oscillando tra costruzione e fluidità. È una moda che non vuole essere subito leggibile: richiede uno sguardo più lento, più attento. E proprio per questo resta.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-17 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="61368" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Look-2-724x1024.jpg" alt="Look 2" class="wp-image-61368" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="61367" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Close-up-look-2-724x1024.jpg" alt="Close up look 2" class="wp-image-61367" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Architetture morbide</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La costruzione sartoriale incontra un senso quasi liquido del movimento. Bustier scolpiti, vite segnate, linee allungate che sembrano progettate più che disegnate. E poi, all’improvviso, il cedimento: drappeggi inattesi che spezzano la rigidità dei materiali tecnici, pieghe che introducono ritmo, superfici che si muovono con il corpo invece di dominarlo. È una tensione continua tra controllo e abbandono. L’abbigliamento sportivo, qui, non corre. Respira. E in questo respiro trova una nuova intimità. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Look-3-724x1024.jpg" alt="Look 3" class="wp-image-61369" style="aspect-ratio:0.7070405075290772;width:448px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Upcycling, ma make it desirable</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Parlare di sostenibilità oggi è quasi inevitabile. Renderla desiderabile è tutta un’altra storia. BAÉ prende materiali pre-esistenti e li trasforma in capi che non comunicano sacrificio, ma attrazione. Non sembrano “riciclati”, sembrano necessari. Ogni pezzo conserva tracce del suo passato, ma non come limite: come profondità. Il valore non sta solo nella trasformazione, ma nella capacità di creare qualcosa che le persone vogliono davvero indossare. Non è attivismo estetico. È seduzione consapevole.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-18 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="61372" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Look-4-724x1024.jpg" alt="Look 4" class="wp-image-61372" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="61371" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Close-up-look-4-724x1024.jpg" alt="Close up look 4" class="wp-image-61371" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La femminilità come costruzione</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Questa collezione non si limita a rappresentare la femminilità. La costruisce attivamente, pezzo dopo pezzo. Attraverso contrasti calibrati: rigore e morbidezza, struttura e movimento, forza e vulnerabilità. Non c’è un unico modello, ma una serie di possibilità. Le silhouette diventano strumenti di espressione, non contenitori. Indossare questi capi significa partecipare alla definizione di sé, non aderire a un’immagine già scritta. È una femminilità che non chiede approvazione. Si impone con precisione.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Look-5-724x1024.jpg" alt="Look 5" class="wp-image-61373" style="aspect-ratio:0.707033510442422;width:450px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Slow <a href="https://www.adlmag.it/2026/04/22/k-pop-at-coachella/">fashion</a>, fast impact</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In un sistema che accelera continuamente, BAÉ sceglie di rallentare. Ma non nel senso romantico del termine. Rallentare qui significa progettare per durare, creare pezzi che attraversano il tempo invece di inseguirlo. Abiti pensati per essere riutilizzati, trasformati, reinterpretati. La versatilità diventa un gesto politico contro l’obsolescenza programmata della moda. Non più capi da consumare, ma da costruire nel tempo. E mentre tutto scorre veloce, BAÉ resta. Non come resistenza passiva, ma come presenza consapevole, quasi ostinata.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fonte: Pinterest</p>
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		<title>PUMA x Porsche Pink Pigs</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/03/29/puma-x-porsche-pink-pigs/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[collab]]></category>
		<category><![CDATA[pink]]></category>
		<category><![CDATA[porsche]]></category>
		<category><![CDATA[puma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal circuito di Le Mans alle silhouette contemporanee: il rosa più irriverente delle corse accende una nuova idea di heritage fashion. Ci sono collaborazioni che nascono per piacere, e altre che sembrano progettate per lasciare il segno. La nuova Porsche Legacy x PUMA appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Al centro del racconto c’è la [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dal circuito di Le Mans alle silhouette contemporanee: il rosa più irriverente delle corse accende una nuova idea di heritage fashion.</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ci sono collaborazioni che nascono per piacere, e altre che sembrano progettate per lasciare il segno. La nuova <a href="https://www.instagram.com/porsche/?hl=it">Porsche</a> Legacy x <a href="https://www.instagram.com/puma/">PUMA</a> appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Al centro del racconto c’è la leggendaria livrea “Pink Pigs”, una delle immagini più eccentriche e memorabili della storia del motorsport, che oggi torna a vivere in una capsule capace di fondere memoria sportiva, design tecnico e desiderabilità streetwear. Il risultato è un’operazione che non si limita a citare il passato, ma lo trasforma in un linguaggio visivo contemporaneo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Il-rosa-che-ha-cambiato-le-regole-del-racing-724x1024.jpg" alt="Il rosa che ha cambiato le regole del racing" class="wp-image-59742" style="aspect-ratio:0.707045854741057;width:368px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il rosa che ha cambiato le regole del racing</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel mondo delle corse, dominato da codici cromatici aggressivi e da un’estetica spesso rigorosa, il rosa delle Porsche Pink Pigs ha rappresentato una rottura netta. Introdotta per la prima volta nel 1971 sulla Porsche 917/20, questa livrea fuori dagli schemi trasformò un’auto da competizione in un oggetto quasi surreale, impossibile da ignorare. Era ironica, provocatoria, teatrale. Proprio per questo, è diventata iconica. Non un semplice esercizio grafico, ma una dichiarazione di carattere in pista.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Un-design-nato-per-provocare-724x1024.jpg" alt="Un design nato per provocare" class="wp-image-59743" style="aspect-ratio:0.7070391578460292;width:364px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Un <a href="https://www.adlmag.it/2026/03/21/raiffe-borse-vetro-josh-raiffe/">design</a> nato per provocare</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La particolarità della Pink Pigs non stava solo nel colore, ma nel concept stesso. La carrozzeria era segnata da grafiche ispirate ai tagli della carne, con ogni sezione dell’auto etichettata come se fosse una mappa anatomica. Un’idea giocosa, quasi dissacrante, che rompeva con il linguaggio classico del motorsport e dimostrava come anche la velocità potesse dialogare con l’ironia. In questo senso, la Pink Pigs è stata molto più di una livrea: è stata una visione estetica radicale, entrata nella cultura visiva delle corse. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Dalla-pista-alla-strada-senza-perdere-potenza-724x1024.jpg" alt="Dalla pista alla strada, senza perdere potenza" class="wp-image-59744" style="aspect-ratio:0.7070399033343883;width:368px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dalla pista alla strada, senza perdere potenza</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Oggi PUMA e Porsche riportano quella stessa energia fuori dal paddock e dentro il guardaroba urbano. La capsule Porsche Legacy x PUMA SAU trasla l’immaginario endurance in capi dal taglio contemporaneo, dove la componente tecnica incontra la costruzione streetwear. Hoodie, cap, sneakers e altri essentials vengono attraversati da dettagli grafici che richiamano direttamente l’universo “butcher-style” della vettura originale. È qui che la nostalgia smette di essere decorativa e diventa progetto.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Heritage-e-street-culture-parlano-la-stessa-lingua-724x1024.jpg" alt="Heritage e street culture parlano la stessa lingua" class="wp-image-59745" style="aspect-ratio:0.7070413712593605;width:372px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Heritage e street culture parlano la stessa lingua</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il vero punto di forza della collaborazione è la sua capacità di tenere insieme due mondi solo apparentemente distanti. Da un lato c’è il peso mitico dell’heritage Porsche, con tutta la forza simbolica che il marchio porta con sé. Dall’altro c’è PUMA, che lavora su codici più fluidi, urbani e accessibili, traducendo la memoria del motorsport in una grammatica visiva pronta a vivere nel presente. Il rosa, in questa operazione, non è un dettaglio estetico: è un segnale. È il colore di chi non ha paura di farsi vedere. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-19 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="59747" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Cofano-724x1024.jpg" alt="Cofano" class="wp-image-59747" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="59746" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Tappetino-724x1024.jpg" alt="Tappetino" class="wp-image-59746" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il rosa che corre oltre la pista</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Più che una semplice capsule, Porsche Legacy x PUMA trasforma una delle livree più audaci del motorsport in un racconto fashion contemporaneo. La leggendaria Pink Pigs non viene soltanto celebrata come icona delle corse, ma reinterpretata come simbolo di stile, identità e anticonformismo. Tra memoria di Le Mans, immaginario pop e desiderabilità streetwear, la collaborazione dimostra come il motorsport sia oggi un vero archivio culturale da riscrivere in chiave moda. Il risultato è un’operazione che rende attuale l’eccentricità del passato e ricorda che essere iconici significa avere il coraggio di distinguersi.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fonti: shop.porsche.com e eu.puma.com</p>
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		<title>Supreme x MM6 Maison Margiela</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/03/24/supreme-x-mm6-maison-margiela/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[collab]]></category>
		<category><![CDATA[Maison Margiela]]></category>
		<category><![CDATA[Supreme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando il linguaggio di Supreme incontra la grammatica decostruita di MM6, il risultato non è solo una collaborazione: è un cortocircuito visivo che ridefinisce il lusso urbano Nel panorama delle collaborazioni che cercano di stupire, poche riescono davvero a generare un immaginario nuovo. Supreme x MM6 Maison Margiela ci riesce con una naturalezza quasi provocatoria: [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Quando il linguaggio di Supreme incontra la grammatica decostruita di MM6, il risultato non è solo una collaborazione: è un cortocircuito visivo che ridefinisce il lusso urbano</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel panorama delle collaborazioni che cercano di stupire, poche riescono davvero a generare un immaginario nuovo. <a href="https://www.instagram.com/supremenewyork/">Supreme</a> x <a href="https://www.instagram.com/maisonmargiela/">MM6 Maison Margiela</a> ci riesce con una naturalezza quasi provocatoria: da una parte l’attitudine raw, immediata e recognisable del brand newyorkese, dall’altra la tensione sperimentale di MM6, da sempre fedele a un lessico fatto di decostruzione, ironia e sabotaggio delle regole classiche del vestire.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-20 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="59444" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Leather-jacket-724x1024.jpg" alt="Leather jacket" class="wp-image-59444" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="59445" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/T-shirt-724x1024.jpg" alt="T-shirt" class="wp-image-59445" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Streetwear, ma con accento concettuale </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La forza del progetto sta tutta qui: non è la solita capsule costruita per mettere due loghi sulla stessa superficie. Supreme porta il suo codice diretto, quasi brutale nella sua riconoscibilità, mentre MM6 inserisce quella patina intellettuale che rende ogni pezzo qualcosa di più di un oggetto da indossare. Il risultato è una collezione che si muove tra street culture e sperimentazione fashion, con una selezione di capi che include leather jacket Schott, hoodie, shirt, jersey, jeans, sweatpants, cap, scarf e backpack, trasformando il guardaroba urbano in un campo di tensione estetica. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Silhouette-1-724x1024.jpg" alt="Silhouette" class="wp-image-59446" style="aspect-ratio:0.7070464479561939;width:446px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il fascino del pezzo sbagliato, quindi giusto</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">A rendere questa collaborazione particolarmente interessante è il modo in cui MM6 innesta nel sistema Supreme una sensibilità quasi anti-perfetta. Non si tratta solo di vestire la città, ma di farlo con quell’effetto di “disordine pensato” che appartiene da sempre all’universo Margiela. La capsule riprende alcuni codici storici del brand, inclusa una ricerca su texture e silhouette fuori asse, con dettagli che allontanano il prodotto dal semplice hype e lo spingono verso una dimensione più collezionabile, quasi archivistica. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-21 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="59448" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Timberland-724x1024.jpg" alt="Timberland" class="wp-image-59448" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="59447" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Everlast-724x1024.jpg" alt="Everlast" class="wp-image-59447" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Non solo apparel: il <a href="https://www.adlmag.it/2026/03/01/diyadiya-studio-diya-joukani-indian-streetwear/">drop</a> si espande e costruisce un universo </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La collaborazione non si ferma all’abbigliamento. Uno degli elementi più forti del progetto è la sua capacità di allargarsi a un immaginario completo, includendo anche partnership trasversali con nomi come Timberland ed Everlast. Questo dettaglio è fondamentale perché conferma come il drop non voglia essere solo moda, ma una dichiarazione di lifestyle: non un guardaroba isolato, ma una scena intera, fatta di oggetti, riferimenti e segni di appartenenza. È qui che Supreme resta Supreme, mentre MM6 ne sposta il baricentro verso qualcosa di più ambiguo, più colto, più affilato. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Fit-724x1024.jpg" alt="Fit" class="wp-image-59449" style="width:456px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il vero lusso, oggi, è saper contaminare</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Questa capsule arriva in un momento in cui il confine tra lusso e streetwear non è più una linea netta, ma una superficie porosa. Supreme x MM6 Maison Margiela intercetta perfettamente questo passaggio: non cerca di rendere lo streetwear “elegante”, né prova a rendere MM6 “più commerciale”. Fa qualcosa di più interessante. Mostra che il lusso contemporaneo può vivere nella felpa, nel denim, nella giacca di pelle, purché ci sia una visione forte dietro. E quella visione, in questo caso, si vede eccome. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-22 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="59450" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Collab-724x1024.jpg" alt="Collab" class="wp-image-59450" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="59451" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Fit-2-724x1024.jpg" alt="Fit 2" class="wp-image-59451" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Una collaborazione che non chiede permesso</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In un mercato saturo di capsule prevedibili, Supreme x MM6 Maison Margiela funziona perché mantiene una certa dose di attrito. Non vuole piacere a tutti, e forse è proprio questo il suo pregio maggiore. È una collaborazione che parla il linguaggio dell’hype, ma lo sporca di concetto; entra nello streetwear, ma lascia sulla stoffa una traccia quasi teorica. Più che un drop, sembra un’operazione di posizionamento culturale. E in questo, MM6 e Supreme hanno trovato una formula rara: quella che non produce solo capi da comprare, ma immagini da ricordare. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fonte: www.maisonmargiela.com</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>H&#038;M lancia H&#038;M&#038;NEW YORK</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/03/02/hm-new-york/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[collab]]></category>
		<category><![CDATA[H&M]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>New York non è uno sfondo. È un manifesto vivente di stile, energia e identità. H&#38;M accende i riflettori su una nuova piattaforma creativa internazionale che celebra lo stile globale e l’espressione personale, partendo dal cuore pulsante di New York. Il progetto, in continua evoluzione per tutto il 2026, attraverserà quattro metropoli iconiche raccontandone l’identità [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">New York non è uno sfondo. È un manifesto vivente di stile, energia e identità. </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><a href="https://www.instagram.com/hm/">H&amp;M</a> accende i riflettori su una nuova piattaforma creativa internazionale che celebra lo stile globale e l’espressione personale, partendo dal cuore pulsante di New York. Il progetto, in continua evoluzione per tutto il 2026, attraverserà quattro metropoli iconiche raccontandone l’identità attraverso immagini, storie e prospettive culturali. Non una semplice campagna, ma un archivio urbano in movimento.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/New-York-724x1024.jpg" alt="New York" class="wp-image-57641" style="aspect-ratio:0.7070452563232872;width:416px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><a href="https://www.adlmag.it/2026/02/17/new-york-fashion-week-fw26-recap/">New York</a> come primo capitolo </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La serie si apre a New York City, catturata dall’obiettivo del fotografo Rafael Pavarotti. La città diventa laboratorio visivo, teatro umano, atlante di individualità. Le strade non fanno da contorno: diventano narrazione. Ogni scatto è un frammento di energia metropolitana, un dialogo silenzioso tra moda e quotidianità.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-23 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="57643" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Ice-Spice-724x1024.jpg" alt="Ice Spice" class="wp-image-57643" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="57642" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Jay-Guapo-724x1024.jpg" alt="Jay Guapo" class="wp-image-57642" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Un cast tra iconicità e strada</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il progetto riunisce volti noti e personalità incontrate direttamente per le vie della città. Tra i protagonisti spiccano <a href="https://www.instagram.com/icespice/">Ice Spice</a>, John Turturro, Liya Kebede, Paloma Elsesser, Kareem Rahma, Jay Guapo e Lynn Yaeger. Accanto a loro, newyorkesi scelti per autenticità e carisma. Il risultato è un mosaico umano che supera la logica della celebrity e abbraccia la potenza dell’individuo.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-24 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="57645" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Styling-1-724x1024.jpg" alt="Styling 1" class="wp-image-57645" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="57644" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Styling-2-724x1024.jpg" alt="Styling 2" class="wp-image-57644" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La moda come linguaggio democratico </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Attraverso contenuti fotografici e video, ogni protagonista racconta il proprio rapporto con la moda. Non styling imposti, ma dichiarazioni personali. Ice Spice sottolinea come il suo modo di vestire sia stato plasmato dall’energia della città. La piattaforma si inserisce così nella visione democratica di H&amp;M: la moda come spazio aperto, come molteplicità di linguaggi, come possibilità. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Rio-de-Janeiro-724x1024.jpg" alt="Rio de Janeiro" class="wp-image-57646" style="aspect-ratio:0.7070602451234248;width:418px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Oltre New York: un tour globale</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">H&amp;M&amp;NEW YORK è solo l’inizio. La piattaforma continuerà a espandersi nel corso dell’anno. La seconda tappa sarà Rio de Janeiro con H&amp;M&amp;RIO, in arrivo in primavera. Le prossime destinazioni verranno annunciate nei mesi successivi, costruendo un percorso che attraversa culture, estetiche e comunità diverse. Una geografia emotiva prima ancora che commerciale.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Luca-Fersko-724x1024.jpg" alt="Luca Fersko" class="wp-image-57647" style="width:436px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Espressione personale come atto culturale</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Come affermato dal Chief Creative Officer Jörgen Andersson, il progetto rappresenta un nuovo passo nell’esplorazione di come la comunità globale esprima sé stessa. La moda diventa specchio e amplificatore. Non detta regole, ma raccoglie voci. In un’epoca in cui l’identità è fluida e stratificata, H&amp;M sceglie di raccontarla città dopo città, volto dopo volto.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fonte: about.hm.com </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>A$AP Rocky x PUMA alla New York Fashion Week</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/02/22/aap-rocky-x-puma-ny/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[A$AP ROCKY]]></category>
		<category><![CDATA[collab]]></category>
		<category><![CDATA[NYFW]]></category>
		<category><![CDATA[puma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Motorsport, tailoring e cultura urbana si incontrano sulla passerella di New York Alla New York Fashion Week, A$AP Rocky non ha semplicemente presentato AWGE. Ha orchestrato un cortocircuito visivo dove motorsport, tailoring e cultura urbana si fondono in una nuova grammatica dello streetwear. La collaborazione con PUMA non è un’operazione capsule, ma un’architettura identitaria: calzature, [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Motorsport, tailoring e cultura urbana si incontrano sulla passerella di New York</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Alla New York Fashion Week, <a href="https://www.instagram.com/asaprocky/">A$AP Rocky</a> non ha semplicemente presentato AWGE. Ha orchestrato un cortocircuito visivo dove motorsport, tailoring e cultura urbana si fondono in una nuova grammatica dello streetwear. La collaborazione con <a href="https://www.instagram.com/puma/">PUMA</a> non è un’operazione capsule, ma un’architettura identitaria: calzature, accessori e capi che attraversano passerella e mercato con la stessa ambizione. Non è solo moda. È posizionamento. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/AWGE-724x1024.jpg" alt="AWGE" class="wp-image-56931" style="width:398px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">AWGE: la <a href="https://www.adlmag.it/2026/02/03/domenico-orefice-lumen/">collezione</a> che firma la visione</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">AWGE è la collezione presentata da A$AP Rocky alla New York Fashion Week. Un progetto che prende forma in passerella come estensione diretta del suo immaginario. Le silhouette sono strutturate, tecniche, attraversate da riferimenti motorsport e layering controllato. Il tailoring incontra il racing senza perdere tensione. Qui la collezione non accompagna l’identità di Rocky. La mette in scena. La rende sistema visivo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/PUMA-Racing-724x1024.jpg" alt="PUMA Racing" class="wp-image-56932" style="aspect-ratio:0.7070489329596896;width:408px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">PUMA Racing: dal circuito alla passerella </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il cuore pulsante della collaborazione è l’eredità motorsport di PUMA. Le grafiche tecniche, i patch ispirati alle tute da gara, le cromie ad alta intensità diventano statement pieces. Non è nostalgia Y2K, ma un upgrade strategico. Il racing diventa couture urbana. Performance e stile smettono di essere categorie separate.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-25 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="56934" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Sneakers-724x1024.jpg" alt="Sneakers" class="wp-image-56934" /></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="56933" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Sneakers-2-724x1024.jpg" alt="Sneakers 2" class="wp-image-56933" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le sneakers mai viste prima</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Tra i pezzi più attesi: nuove silhouette PUMA x A$AP Rocky presentate in anteprima assoluta. Versioni custom, modelli 3D e reinterpretazioni radicali che giocano con volumi, materiali e layering. Alcune arriveranno sul mercato in autunno, ma il messaggio è già chiaro: la sneaker non accompagna il look. Lo costruisce.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-26 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="56936" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Oil-can-bag-724x1024.jpg" alt="Oil can bag" class="wp-image-56936" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="56935" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Dumb-sunglasses-724x1024.jpg" alt="Dumb sunglasses" class="wp-image-56935" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Accessori come codice di potere </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Oil Can Bag, Racing Hoodie, dettagli su misura. Gli accessori non sono complementi ma strumenti di definizione identitaria. In passerella si percepisce una tensione precisa: il lusso non è decorazione, è funzionalità elevata. È oggetto che comunica appartenenza.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Suede-black-n-white-724x1024.jpg" alt="Suede black n white" class="wp-image-56937" style="aspect-ratio:0.707056307911618;width:428px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">PUMA Suede: l&#8217;icona rinasce </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La storica PUMA Suede, proposta in black e white, appare come ancora narrativa dentro una collezione proiettata nel futuro. È il punto di equilibrio tra heritage e sperimentazione. In un contesto dominato dall’hyper-design, la Suede ricorda che le icone non hanno bisogno di gridare. Resistono.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fonte: www.eu.puma.com</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>PUMA X Daniëlle Cathari</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/02/21/puma-x-danielle-cathari/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Feb 2026 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[collab]]></category>
		<category><![CDATA[Daniëlle Cathari]]></category>
		<category><![CDATA[puma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando lo sportswear diventa architettura morbida C’è un momento in cui lo sportswear smette di correre e inizia a raccontare. La collaborazione tra PUMA e Daniëlle Cathari non è una semplice capsule collection, ma un esercizio di equilibrio tra memoria e materia. Qui la performance rallenta, si distende, si fa atmosfera. La sneaker non è [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Quando lo sportswear diventa architettura morbida </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">C’è un momento in cui lo sportswear smette di correre e inizia a raccontare. La collaborazione tra <a href="https://www.instagram.com/pumasportstyle/">PUMA</a> e <a href="https://www.instagram.com/daniellecathari/">Daniëlle Cathari</a> non è una semplice capsule collection, ma un esercizio di equilibrio tra memoria e materia. Qui la performance rallenta, si distende, si fa atmosfera. La sneaker non è più solo oggetto funzionale: diventa superficie narrativa.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Suede-724x1024.jpg" alt="Suede" class="wp-image-56441" style="width:382px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il ritorno della Suede </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La Suede torna come icona culturale, ma con una nuova postura. Non è nostalgia, è rilettura. Daniëlle Cathari interviene sull’archivio PUMA con delicatezza progettuale, trasformando un classico in un oggetto più morbido, quasi domestico. Le palette si muovono tra tonalità naturali e polverose. La texture della pelle scamosciata diventa protagonista: non è solo materiale, è esperienza tattile. È heritage che si fa presente senza diventare rumore.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Speedcat-724x1024.jpg" alt="Speedcat" class="wp-image-56442" style="aspect-ratio:0.7070320798810282;width:402px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Speedcat, ma inversione intima </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La Speedcat abbandona l’adrenalina pura della pista per entrare in uno spazio più intimo. Rimangono le linee affilate, ma l’energia si fa controllata, misurata. È una scarpa che non cerca di imporsi, ma di accompagnare. La silhouette conserva la memoria racing, ma la traduce in una sensibilità più contemporanea, quasi editoriale. Lo sportswear si alleggerisce e si trasforma in linguaggio.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Sportswear-724x1024.jpg" alt="Sportswear" class="wp-image-56443" style="width:420px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Lo sportswear come <a href="https://www.adlmag.it/2026/02/09/dior-addict-glow/">stato d&#8217;animo </a></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Questa collaborazione non costruisce semplici look: costruisce atmosfera. Le immagini di campagna raccontano corpi rilassati, ambienti neutri, luce naturale. Non c’è eccesso, non c’è ostentazione. La femminilità è presente ma non spettacolarizzata. Lo sportswear diventa uno spazio abitabile. Una forma di architettura morbida che avvolge il corpo invece di dominarlo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Heritage-724x1024.jpg" alt="Heritage" class="wp-image-56444" style="width:434px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Heritage senza rumore</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">PUMA non rinnega il proprio DNA, lo modula. Il logo non invade, accompagna. Il dialogo con Daniëlle Cathari è misurato, coerente, contemporaneo. Nessuna operazione nostalgica forzata, ma un lavoro di rifinitura. È un’idea di lusso silenzioso applicato allo sportswear. Un equilibrio tra comfort e costruzione.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Why-it-matters-724x1024.jpg" alt="Why it matters" class="wp-image-56445" style="width:438px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Why it matters</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In un panorama dominato da collaborazioni iper-logate e drop rumorosi, PUMA x Daniëlle Cathari sceglie la via opposta. Meno hype, più identità. Meno performance ostentata, più presenza. E forse è proprio questo il nuovo gesto radicale: rallentare.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fonte: www.eu.puma.com</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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