Non solo calcio, basket e tennis, lo sportswear ha innumerevoli forme. Tra queste spicca il pattinaggio, uno sport sempre rimasto alle periferie del fashion system
Quanti di voi da piccoli sognavano di sfrecciare per le strade della propria città su un paio di pattini? E poi, come finiva? Dopo aver supplicato mamma e papà fino alla morte finalmente cedevano. Mettevate casco, ginocchiere e tutto quello che poteva proteggervi, ma poi, alla fine, il ginocchio sbucciato era l’unica certezza. C’è qualcosa di estremamente affascinante in quelle ruote che fanno attrito sull’asfalto, oppure, per i più temerari, in quelle lame che graffiano il ghiaccio. Che siano a rotelle o per il giacchio i pattini hanno un appeal a cui nessuno può resistere, nemmeno la moda.
Moda su rotelle

Secondo quanto scrive L’Oficiell Italia i pattini a rotelle sono stati uno dei must dell’estate del 2021. Il loro periodo di massimo splendore, però, sono senza dubbio gli anni ’80. Complici i drive in, dove le cameriere li indossavano per servire più velocemente ai tavoli, o alle macchine. I pattini, rigorosamente abbinati a scaldamuscoli e body in colori sgargianti sono uno dei temi ricorrenti del decennio più kitsch del ‘900. Lo chiamavano il “look da rotelle” quello che univa comodità e gusto, se così vogliamo chiamarlo, per grandi e piccini: nessuno poteva farne a meno.

I pattini a rotelle sono anche protagonisti di numerosi film. Tra i più famosi “Roller boogie” del 1979 con Linda Blair e Roger Perry. Dove i pattini a rotelle diventano parte integrante del look da Night Fever anni ’70. Ma anche pellicole italiane come “Innamorato pazzo” con Celentano e Ornella Muti, dove i pattini sono protagonisti anche della locandina ai piedi di uno scatenato Adriano Celentano al top della sua carriera.
In tempi pi più recenti il pattinaggio su rotelle è tornato in voga grazie a programmi adolescenziali come “Soy Luna”, serie argentina per ragazzi in onda su Disney Channel che ha tenuto una giovane Gen Z incollata al piccolo schermo. O ancora la serie Netflix Euphoria che, un’altra volta, è maestra nella creazione di trend. Sulle note di “Run the road” di Santigold, infatti, Rue e Jules si scatenano su una pista da pattinaggio che sembra più una discoteca con luci colorate a dominare la scena.
Moda sul ghiaccio
Decisamente meno pop, ma anche più raffinata è invece la storia del rapporto tra moda e pattinaggio sul ghiaccio. Nelle performance di pattinaggio artistico, infatti, il look è parte integrante delle esibizioni degli atleti che, in più occasioni, hanno ispirato la moda. Nel 1994, per un evento di beneficenza newyorkese, le super model Linda Evangelista e Cindy Crawford sfilano a Central Park indossando look da pattinatrici. nel 1995, invece, è Thierry Mugler ad ispirarsi al mondo del pattinaggio artistico per uno show. E nel 1999 le pattinatrici sono il focus di uno show di Alexander McQueen che propone una passerella ghiacciata e pattinatrici pronte ad esibirsi in piroette ed evoluzioni di varia natura.

Più recentemente anche altri brand si sono lasciati ispirare dal pattinaggio artistico. Nel 2021 è stato Louis Vuitton, il colosso del gruppo LVMH, a proporre la danza dei pattini per uno show. Mentre nel 2022 è il brand italiano Vivetta a realizzare una collezione interamente ispirata al mondo del pattinaggio anni ’60 con atlete in abiti dalle fantasie psichedeliche al posto delle modelle.

Non solo le passerelle la moda è parte integrante anche del pattinaggio da gara. i costumi per le competizioni, infatti, si evolvono di pari passo con il cambiare della moda fuori dai palazzetti. Negli anni ’20 l’atleta norvegese Sonja Henie propone abiti corti e d’avanguardia ispirandosi alle flapper girl. Negli anni ’60, invece, la diffusione dei materiali elasticizzati e il trend della minigonna diedero i natali agli abiti da gara così come li conosciamo oggi. Non più gonne abbinate a body, ma un pezzo unico che terminava in una gonna molto corta, spesso tempestato di Swarovski e caratterizzato da colori sgargianti.
Tra le icone di stile, in tal senso, ricordiamo Linda Fratianne. Atleta anni ’80 famosa, innanzitutto, per aver portato in gara, per la prima volta, due salti tripli. Ma anche per i suoi abiti bellissimi che l’hanno trasformata in una vera trendsetter.

In fin dei conti, come sempre, la moda si annida anche laddove ci sembra distante. Non esiste ambito della vita in cui la moda non si infiltri in qualche sua forma. E d’altro canto non esiste realtà di cui la moda non si nutra. D’altronde ovunque andiamo è necessario mettere qualcosa addosso.


