Orizzonti | Rosso è la mostra inaugurale della Fondazione Garavani-Giammetti

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La Fondazione Garavani-Giammetti inaugura la sua nuova sede in Piazza Mignanelli a Roma con Orizzonti | Rosso: l’esposizione che celebra il rosso come codice estetico e simbolico.

Amore, passione, intensità. Ma anche pericolo, rabbia, energia indomabile. Il colore rosso, oltre a sciogliersi in mille sfumature, si veste di altrettanti significati, diventando sinonimo di un’inesauribile eterogeneità di sensazioni. Per questo fu il primo colore che l’uomo abbia mai riprodotto ed utilizzato. E per questo, fu scelto da Valentino Garavani come punto di riferimento e simbolo della sua stessa identità creativa, durante tutta la sua carriera.

La mostra inaugurale della rinnovata Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, Orizzonti | Rosso, esplora l’iconico “rosso Valentino” in un percorso espositivo che fonde arte e moda, accordandole in uno spartito fatto di abiti d’archivio e opere che spaziano dal neoespressionismo alla pop art.

La mostra manifesto

I love beauty, it’s not my fault. “Amo la bellezza, non è colpa mia”: uno specchio tanto alto da toccare il soffitto dà il benvenuto all’interno della mostra, recitando la famosa citazione di Garavani. Alla sua sinistra domina una scultura di Jeff Koons, di un brillante rosso, e alla sua destra, un ritratto dello stilista firmato Andy Warhol. Le tre opere definiscono da subito il fil rouge (non a caso) dell’intera esposizione: la poetica della bellezza coniugata in rosso, da sempre firma estetica della Maison.

I manichini bianchi a supporto della moltitudine di stoffe rosse sono modellati sui tratti della top model Natalia Vodianova. Cinquanta abiti e trenta opere d’arte moderna invadono gli spazi della Fondazione, attraversando cinque decenni di storia della moda e dell’arte.

I cinque atti

La prima stanza, “Rosso: nell’orbita della bellezza”, celebra la bellezza nella sua forma più mutevole e dinamica. Gli abiti sono quindi accompagnati da opere di espressionismo astratto, corrente che aspirava al sublime attraverso pennellate spontanee e audaci. Ci si immerge poi nel secondo atto, “Il rosso e l’identità”, che esplora il processo attraverso cui emerge il codice personale di un artista. Qui, le opere di Basquiat all’apice della sua produzione accompagnano le forme divenute distintive dei design di Valentino.

“Paesaggi emotivi” è il titolo della terza stanza, luogo in cui le vulnerabilità si fanno spazio grazie ad abiti dai tagli asimmetrici, che lasciano scoperti collo, spalle e schiena. Il quarto capitolo è dedicato alla “Superficie del rosso”: se in moda il concetto prende vita grazie a pieghe e drappeggi, in arte sono i tagli dei Concetti Spaziali di Lucio Fontana a rendere l’idea del progressivo modellamento della materia. Nel finale “Orizzonti onirici”, il rosso diventa una visione. Ad abbracciare l’ultima serie di abiti, un’opera su larga scala dell’artista Thomas Paquet, che immerge il visitatore in uno spazio ellittico che sembra eludere il tempo.

La PM23, questo il nome della Fondazione, fa della moda oggetto di studio, sfidandone i limiti e rendendola esperienza. A cura di Anna Coliva e Pamela Golbin, la prima mostra della Fondazione Garavani-Giammetti è visitabile dal 25 maggio al 31 agosto 2025 presso Piazza Mignanelli 23, nel cuore della città eterna.

Foto: Redazione