Cosa dobbiamo aspettarci dal Balenciaga di Pierpaolo Piccioli?

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Kering annuncia la nuova direzione creativa di Balenciaga firmata da Pierpaolo Piccioli, storico direttore creativo di Valentino. Dopo l’era di Demna è tempo di un nuovo corso per il brand

Se quando pensate a Balenciaga vi vengono in mente felpe e pantaloni oversize certo non è merito del suo fondatore. L’era del brand diretta da Demna ha il merito di aver riportato in auge il nome del brand, ma ha anche offuscato la memoria su quello che Balenciaga è stato in origine.

Un po’ di storia

Correva l’anno 1937 e la guerra civile spagnola costringeva un sarto iberico a scappare a Parigi. Il suo nome era Cristóbal Balenciaga che quell’anno presentava la sua prima collezione d’haute couture a Parigi. In Avenue George V apriva l’atelier che avrebbe cambiato per sempre il volto della moda del ‘900. Il primo stilista spagnolo in territorio francese suscitò scalpore tra la stampa. Era un unicum nel panorama parigino, le sue sfilate erano le più ambite e i suoi abiti i più eleganti di tutta Parigi. 


In una Francia che proponeva silhouette a clessidra, ispirate al new look di Dior, Cristóbal lavorava su nuove forme. Geometrici e scultorei gli abiti firmati Balenciaga, per la prima volta allontanano il tessuto dal copro e indagano sul vuoto che li divide. I cappotti e gli abiti da sera del maestro spagnolo non cadono sul corpo, non accompagnano le forme, ma ne creano di nuove. Così Balenciaga passa dal vestire l’aristocrazia spagnola a diventare la firma più ambita di Parigi, il più glamour degli stilisti del momento che, nel 1958, riceve la legione d’onore francese. Dieci anni dopo lo stilista si ritira nella sua casa spagnola e, nel 1972 muore. L’anno successivo al Met è già in scena una mostra su di lui: “The World of Balenciaga”.


Passano quasi 30 anni prima che Balenciaga torni in carreggiata. Nel 1997 è Nicolas Ghesquière a prendere le redini della maison che, qualche anno dopo, è stata acquistata dal gruppo Kering. Che ne detiene la proprietà ancora oggi. La vera svolta però arriverà nel 2015. L’anno dell’arrivo di Demna Gvasalia alla direzione creativa. In men che non si dica il marchio prende un’inaspettata svolta streetwear e il pubblico giovane se ne innamora. Demna fa suoi i canoni di Cristóbal traghettando il brand in una realtà streetwear molto fruttuosa. Le sue sfilate, un o’come quelle delle origini, diventano l’evento più atteso di Goni fashion week. I suoi capi sono sempre al centro della cronaca tra trovate geniali e provocazioni a regola d’arte.

E adesso?


Dopo l’annuncio di Demna da Gucci era ovvio che la sua direzione creativa in Balenciaga avrebbe avuto ancora vita breve. La sua estetica, associata al brand, aveva cominciato ad annoiare e c’era bisogno di un nuovo corso per la maison francese. L’annuncio di Pierpaolo Piccioli alla scrivania del brand, preceduto da numerosi rumors, evidenzia la voglia di cambiare completamente la direzione. Visti i precedenti in Valentino difficilmente immaginiamo Piccioli firmare collezioni di puro streetwear complete di pantaloni e felpe over size. Con tutta probabilità il designer riscoprirà l’identità più classica del brand giocando con l’archivio in una maniera meno disraptive. Da Balenciga tornerà l’armonia delle forme, ma come la prenderanno i clienti? Senza dubbio gli acquirenti di Demna non apprezzeranno lo stile di Piccioli. Balenciaga perderà una fetta di consumatori e ne acquisirà un’altra. Difficilmente alla moda non piaceranno le collezioni di Pierpaolo, il dubbio rimane sul pubblico.

Balenciaga riuscirà a rimanere rilevante anche senza rotoli di scotch come braccialetti?

Foto: Pinterest