Chiamatela Miley

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Via il cognome, dentro una nuova era. Miley Cyrus sceglie di presentarsi semplicemente come Miley proprio mentre annuncia Bass Persuades, il suo decimo album in studio, in uscita il 18 settembre. Un nuovo disco e un’identità ridotta all’essenziale per una delle artiste più camaleontiche della sua generazione. Dal fenomeno Hannah Montana, dal rock di Plastic Hearts alla maturità di Something Beautiful, Miley sembra essere arrivata al punto in cui non ha più bisogno di aggiungere nulla al proprio nome.

Miley (niente Cyrus)

Ci sono artisti che hanno bisogno del cognome. E poi ci sono quelli che, a un certo punto della carriera, possono permettersi di perderlo.

È quello che sta accadendo a Miley Cyrus. O, meglio, a Miley.

Proprio nei giorni in cui ha annunciato il suo decimo album in studio, Bass Persuades, la cantante americana ha modificato la propria identità sui social, scegliendo di presentarsi semplicemente con il suo nome. Non più Miley Cyrus, ma Miley. Un gesto apparentemente minimale che, inserito nel contesto della nuova era musicale, assume il significato di una vera dichiarazione d’intenti.

Miley Bass Persuades

L’album arriverà il 18 settembre 2026 via Atlantic Records, poco più di un anno dopo Something Beautiful. E mentre il primo singolo omonimo ha già iniziato a smuovere curiosità, Miley sembra voler suggerire che questa volta la trasformazione non riguarda soltanto la musica. Riguarda lei.

Dalla ragazza Disney alla Pop star

Miley ha praticamente trascorso tutta la sua vita sotto gli occhi del pubblico.

Prima ancora di diventare Miley Cyrus, era Destiny Hope Cyrus. Poi è arrivata Hannah Montana, il personaggio Disney che l’ha trasformata in una delle adolescenti più riconoscibili del pianeta. La televisione, la musica, i concerti, i red carpet: tutto è accaduto velocemente e davanti a milioni di persone.

Ma il vero percorso artistico di Miley è iniziato quando ha cominciato a separarsi dall’immagine della ragazza Disney.

Con Meet Miley Cyrus e Breakout ha costruito le basi della propria carriera solista. Can’t Be Tamed ha rappresentato una prima dichiarazione di indipendenza. Poi è arrivato Bangerz, nel 2013, e con lui una delle metamorfosi più radicali della cultura pop di quegli anni.

Miley Cyrus

“We Can’t Stop”, “Wrecking Ball”: Miley rompeva l’immagine precedente e costruiva una nuova versione di sé, più provocatoria, adulta e imprevedibile. Bangerz non era soltanto un album di successo: era il momento in cui Miley dichiarava pubblicamente di non voler essere più definita dal personaggio che l’aveva resa famosa.

L’evoluzione artistica

Il bello della carriera di Miley è che non ha mai seguito una sola traiettoria.

Dopo Bangerz è arrivato Miley Cyrus & Her Dead Petz, progetto più sperimentale e lontano dalle logiche del pop tradizionale. Poi Younger Now, con un ritorno a sonorità più morbide e una Miley apparentemente più introspettiva.

Nel 2020 è stata la volta di Plastic Hearts, forse uno dei capitoli più importanti per comprendere l’artista che è oggi. Miley si è avvicinata al rock, alla tradizione glam, alle chitarre e a una vocalità più ruvida, collaborando con figure come Billy Idol e Joan Jett.

Poi Endless Summer Vacation, nel 2023. Un album pop, elegante e adulto, costruito intorno a una Miley più consapevole. Da quel progetto è arrivata “Flowers”, diventata uno dei più grandi successi della sua carriera e il brano che le ha finalmente portato il suo primo Grammy Award.

Nel 2025 è arrivato Something Beautiful, il suo nono album in studio: un progetto più ambizioso, sperimentale e visivo, accompagnato da un film musicale e costruito intorno a temi come la guarigione, la vulnerabilità e la ricerca della bellezza anche nei momenti più difficili.

Miley Cyrus Something Beautiful

È una discografia che sembra quasi una collezione di identità. Ogni album è una stanza diversa della stessa casa.

Bass Persuades

E ora c’è Bass Persuades.

Il titolo è già una piccola dichiarazione poetica. Non parla soltanto del basso come elemento musicale: per Miley il basso è qualcosa che persuade il corpo, che arriva prima delle parole, che ci prende e ci spinge a reagire.

Ad annunciare il decimo album, Miley ha scritto sui social:

“Il mio decimo album in studio, ‘Bass Persuades’, sarà disponibile il 18 settembre. La musica ci cattura. La sentiamo, la cantiamo, a volte ci balliamo sopra, la lasciamo uscire e andiamo avanti. È potente, vulnerabile, dolce e forte. Cuore colmo, dolore, ogni sfumatura della vita. Questo è ciò che il titolo significa per me. Grazie per aver contribuito a realizzare i miei sogni più sfrenati. Spero sinceramente che questo album vi piaccia.”

In queste parole c’è probabilmente la chiave dell’intero progetto. La musica come qualcosa che non si limita ad accompagnare la vita, ma che la attraversa. Che può essere potente e vulnerabile nello stesso momento. Che può parlare di cuore spezzato e, pochi secondi dopo, farci ballare.

Bass Persuades sembra dunque voler trasformare il movimento in una forma di liberazione.

Il primo assaggio: ballare di nuovo

Miley Cyrus

Il singolo omonimo, pubblicato il 3 settembre con un videoclip firmato Mert Alas, è il primo frammento concreto di questa nuova era.

Le prime immagini avevano fatto pensare a una Miley più rock, con la cantante ritratta mentre imbraccia una Fender Stratocaster.

Nel ritornello Miley canta “I ragazzi non vogliono ballare” e si chiede: “Se non ci muoviamo, perché siamo qui?”

È quasi una provocazione. Una richiesta di tornare a usare la musica per quello che è sempre stata: un invito a muoversi, a perdere il controllo per qualche minuto, a lasciarsi trascinare.

Il videoclip diretto da Mert Alas porta questo concetto dentro un poker club di New York, trasformando uno spazio apparentemente statico in una pista da ballo improvvisata. Miley non osserva la festa: la provoca.

Una nuova Miley?

Il cambio di nome arriva quindi nel momento perfetto.

Miley ha 33 anni. Ha alle spalle una carriera iniziata da bambina, nove album in studio, decine di hit, Grammy Award, trasformazioni estetiche e musicali, una vita intera trascorsa dentro la macchina della cultura pop.

A questo punto, Cyrus è quasi superfluo.

Il pubblico non ha bisogno di una seconda parola per capire di chi stiamo parlando. Come accade con Beyoncé, Madonna, Adele o altri artisti diventati identificabili attraverso un unico nome, “Miley” è ormai sufficiente.

E forse il cambio di ID sui social non è tanto un tentativo di reinventarsi quanto il contrario: un modo per dichiarare di non avere più bisogno di reinventarsi per essere riconosciuta.

La domanda, adesso, è inevitabile: che cosa dobbiamo aspettarci da questa nuova Miley?

Miley Cyrus

Photocredit: Pinterest

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