Flashback ’80z

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La rubrica mensile ideale per conoscere coloro che hanno scritto la storia della fotografia di moda. I protagonisti di oggi sono: Oliviero Toscani, Peter Lindbergh, Gianpaolo Barbieri, Herb Ritts

La fotografia di moda negli anni ’80

Negli anni ’80, la fotografia di moda ha vissuto una trasformazione radicale, diventando uno specchio scintillante del decennio più eccessivo e glamour del XX secolo. Diventa spettacolo, lusso, eccesso. Le top model diventano star, al pari di attrici e cantanti. I servizi fotografici non raccontano solo abiti, ma un intero stile di vita. Pose teatrali, luci artificiali, colori accesi. Tutto grida glamour. È l’epoca dell’immagine come mito.

Quattro grandi nomi hanno contribuito in modo decisivo a plasmare questa nuova era: Oliviero Toscani, Peter Lindbergh, Gianpaolo Barbieri e Herb Ritts. Ognuno di loro ha portato una visione unica, trasformando non solo l’estetica della moda ma anche il modo in cui essa veniva percepita dal pubblico.

(Photo by Giorgio Perottino/Getty Images)

Oliviero Toscani: la provocazione che ha scosso il mondo

“La vita ha senso solo se si vive contro. Il conformismo uccide la creatività e finisce per annientare l’uomo”. Delle parole indimenticabili, che risuonano nella testa di chiunque guardi le sue fotografie.

Oliviero Toscani non ha mai avuto paura di scardinare le regole della fotografia di moda. La sua carriera è una serie di provocazioni che hanno fatto storia. 

Flashback ’80z - fotografia di moda - ADL Mag
Oliviero Toscani x Benetton, “Coperta”, 1990

Nel 1982, iniziò la sua lunga collaborazione con Benetton, per cui realizzò campagne pubblicitarie molto controverse. Queste affrontavano temi sociali come il razzismo, la religione e l’AIDS, suscitando critiche e dibattiti accesi, ma allo stesso tempo facendogli ricevere anche numerosi premi internazionali per il suo modo di innovare la fotografia e di comunicare. Queste immagini forti e cariche di significato sono diventate leggendari esempi di come la fotografia di moda possa oltre l’estetica e diventare uno strumento di comunicazione sociale.

Una delle sue immagini più celebri è quella del condannato a morte in attesa dell’esecuzione, che ha scosso il mondo per il suo contenuto shock. 

Una curiosità che non tutti sanno, è che nel 1990 — assieme all’amico e grafico Tibor Kalman — fondò “Colors” una rivista internazionale completamente visiva, dunque senza confini linguistici e rivolta a tutti, che anticipava quel tipo di comunicazione globale che ora vediamo ovunque. Ovviamente la rivista era profondamente provocatoria come tutta la sua arte, e affrontava temi spinosi e delicati come la diversità culturale, la discriminazione, l’ambiente e la giustizia sociale.

Flashback ’80z - fotografia di moda - ADL Mag
Oliviero Toscani x Benetton, Tutti i colori del mondo, 1997

Toscani ha usato la moda per parlare di razzismo, guerra e tolleranza, mostrando al mondo che le immagini possono essere molto più di pubblicità: possono essere una forma di attivismo.

Peter Lindbergh: una bellezza…tutta al naturale

Dalla Duchessa del Sussex a Julianne Moore, fino a Uma Thurman e Lupita Nyong’o: Peter Lindbergh ha fotografato alcune delle star più famose del mondo, scegliendo sempre di mostrarle al naturale. Amava la semplicità e credeva nella bellezza autentica, tanto che nei suoi contratti chiedeva espressamente di non usare ritocchi o Photoshop. Una scelta coraggiosa, soprattutto in un’epoca in cui tutti cercano la perfezione con filtri e modifiche digitali. Si racconta che, quando Meghan Markle fu fotografata da lui per la copertina di Vanity Fair nel 2017, disse di essere emozionatissima: per la prima volta, il mondo avrebbe visto davvero il suo volto, con tutte le sue lentiggini, così com’era.

“L’unica cosa che mi interessa è essere autentico.” dichiarò lui stesso al Sunday Times nel 2017. 

Peter Lindbergh, Vogue, 1990

Peter Lindbergh ha avuto così il coraggio di mettere in discussione la visione tradizionale della bellezza, attraverso la sua visione audace e l’uso magistrale del bianco e nero. Lindbergh voleva che le sue fotografie fossero un inno alla bellezza genuina, lontana dalle immagini patinate che dominavano all’epoca. E le sue immagini più iconiche, come quelle delle modelle senza trucco e in pose naturali, hanno cambiato il volto della moda. 

È stata una foto scattata per Vogue America nell’agosto del 1988 a dare il via al mito delle supermodelle: un gruppo di giovani donne, vestite solo con una camicia bianca e con il mare alle spalle, apparivano naturali, forti e bellissime. C’erano Linda, Tatjana, Christy… e da lì a poco sarebbero diventate le icone di una nuova era nella moda. 

Peter Lindbergh, Supermodels, 1988

Poi, a novembre dello stesso anno, Peter Lindbergh scattò un’altra immagine destinata a fare storia: la copertina del primo numero di Vogue diretto da Anna Wintour. La protagonista era Michaela Bercu, modella israeliana, con i capelli sciolti, un sorriso spontaneo e un top decorato firmato Christian Lacroix. Un’immagine fresca, diversa, che aprì le porte a un nuovo modo di raccontare la moda.

Peter Lindbergh, Vogue, 1988

Queste foto non erano solo belle, ma raccontavano storie di donne reali, forti e autentiche, e hanno fatto sì che il mondo della moda iniziasse a guardare la bellezza in un modo completamente nuovo.

Gianpaolo Barbieri: la cinematografia di moda

Un equilibrio perfetto tra eleganza e naturalezza: la fotografia di Gian Paolo Barbieri ha saputo raccontare oltre cinquant’anni di moda, cinema e cultura italiana. Dai vivaci anni Sessanta della Dolce Vita fino ai giorni nostri, Barbieri ha continuato a lavorare con passione, firmando campagne pubblicitarie e servizi editoriali che hanno fatto la storia. I suoi ritratti iconici — da Audrey Hepburn a Monica Bellucci e Sophia Loren — sono veri e propri frammenti di bellezza senza tempo.

Gianpaolo Barbieri ha portato un tocco cinematografico alla fotografia di moda, creando immagini che sembravano sempre parte di un film. Le sue fotografie sono un viaggio nel sogno, ricche di atmosfere drammatiche e romantiche, dove ogni scatto racconta una storia. 

La sua collaborazione storica con Vogue Italia ha contribuito a costruire uno stile unico, riconoscibile al primo sguardo: raffinato, teatrale, ma sempre profondamente umano. Ed è con Valentino Garavani che concepì la campagna pubblicitaria contemporanea della moda. 

Gianpaolo Barbieri x Valentino, Roma, 1974

 Barbieri non ha mai scattato solo per vendere vestiti, ma per creare emozioni: ogni sua foto è un piccolo capolavoro cinematografico che ha lasciato un segno indelebile nella storia della fotografia di moda.

Tra glamour e libertà: la fotografia di Herb Ritts

Herb Ritts è stato un maestro della fotografia di moda, capace di catturare l’essenza di un’intera generazione di star negli anni ’80 e ’90. Con il suo stile elegante e sensuale, ha trasformato il glamour di quegli anni in immagini iconiche, diventando un punto di riferimento per l’estetica del tempo. Le sue fotografie hanno reso immortali le supermodelle come Naomi Campbell, Cindy Crawford, Christy Turlington, Tatjana Patitz e Linda Evangelista, creando ritratti che mescolavano bellezza, potenza e grazia e catturando la perfezione dei corpi femminili in modo naturale e senza tempo.

Herb Ritts, Five Supermodels, 1989

Una delle sue immagini più celebri è “Fred with Tyres”, scattata nel 1984, in cui un uomo muscoloso emerge tra pneumatici, simbolizzando la sensualità maschile con fierezza e senza tabù. Questa foto è diventata un punto di riferimento nella rappresentazione dell’erotismo maschile e ha avuto un forte impatto anche sulla comunità gay.

Un altro capolavoro di Ritts è “El Mirage – Versace Dress”, scattato nel deserto californiano. In questa foto, Naomi Campbell indossa un abito Versace, la sua figura scolpita in una posa potente. Il contrasto tra la delicatezza del vestito e la vastità del deserto crea una scena magica che racconta la bellezza, la forza e la libertà.

Herb Ritts, El Mirage, 1990

La luce naturale che Ritts utilizzava nei suoi scatti non solo illuminava i soggetti, ma li rendeva sensuali senza mai risultare volgari. Il suo approccio unico alla fotografia di moda ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo della fotografia, continuando a ispirare generazioni di artisti e fotografi.

Foto: Artnet, GoogleImmagini, VogueIT, Fondazione Gianpaolo Barbieri

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