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	<title>aw26 Archivi - AdL Mag</title>
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	<title>aw26 Archivi - AdL Mag</title>
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		<title>BAÉ x Adidas Baltic: il collab che riscrive lo sportswear al femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 08:57:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[adidas]]></category>
		<category><![CDATA[aw26]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sartorialità architettonica, memoria tessile e desiderio contemporaneo: quando l&#8217;upcycling smette di essere etico e diventa irresistibile. C’è un momento preciso in cui il passato smette di essere nostalgia e diventa materia viva. La collezione AW26 di BAÉ nasce esattamente lì: in quello spazio sospeso tra ciò che è stato e ciò che può ancora diventare. [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Sartorialità architettonica, memoria tessile e desiderio contemporaneo: quando l&#8217;upcycling smette di essere etico e diventa irresistibile. </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">C’è un momento preciso in cui il passato smette di essere nostalgia e diventa materia viva. La collezione AW26 di <a href="https://www.instagram.com/bae.special.moments/">BAÉ </a>nasce esattamente lì: in quello spazio sospeso tra ciò che è stato e ciò che può ancora diventare. In collaborazione con <a href="https://www.instagram.com/adidas/">Adidas</a> Baltic, il brand costruisce un racconto visivo stratificato dove lo sportswear non viene semplicemente reinterpretato, ma smontato, dissezionato e riassemblato in una nuova grammatica estetica. Non è una citazione, è una riscrittura. Il risultato è una tensione controllata tra tecnica e sensualità, tra funzione e forma, tra memoria e futuro. Un equilibrio instabile che funziona proprio perché non cerca di essere rassicurante. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Look-1-724x1024.jpg" alt="Look 1" class="wp-image-61366" style="aspect-ratio:0.707031435209331;width:446px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Sportswear, ma rendered unrecognizable</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Dimentica lo sportswear come linguaggio prevedibile fatto di comfort e performance. Qui le iconiche stripes, i tessuti tecnici e i dettagli funzionali vengono trattati come materiale grezzo da laboratorio creativo. Tagliati, ricomposti, spostati. Non c’è reverenza per l’originale, ma una volontà chiara di tradirlo per evolverlo. Le silhouette sfiorano l’haute couture senza mai diventare rigide, oscillando tra costruzione e fluidità. È una moda che non vuole essere subito leggibile: richiede uno sguardo più lento, più attento. E proprio per questo resta.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="61368" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Look-2-724x1024.jpg" alt="Look 2" class="wp-image-61368" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="61367" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Close-up-look-2-724x1024.jpg" alt="Close up look 2" class="wp-image-61367" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Architetture morbide</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La costruzione sartoriale incontra un senso quasi liquido del movimento. Bustier scolpiti, vite segnate, linee allungate che sembrano progettate più che disegnate. E poi, all’improvviso, il cedimento: drappeggi inattesi che spezzano la rigidità dei materiali tecnici, pieghe che introducono ritmo, superfici che si muovono con il corpo invece di dominarlo. È una tensione continua tra controllo e abbandono. L’abbigliamento sportivo, qui, non corre. Respira. E in questo respiro trova una nuova intimità. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Look-3-724x1024.jpg" alt="Look 3" class="wp-image-61369" style="aspect-ratio:0.7070405075290772;width:448px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Upcycling, ma make it desirable</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Parlare di sostenibilità oggi è quasi inevitabile. Renderla desiderabile è tutta un’altra storia. BAÉ prende materiali pre-esistenti e li trasforma in capi che non comunicano sacrificio, ma attrazione. Non sembrano “riciclati”, sembrano necessari. Ogni pezzo conserva tracce del suo passato, ma non come limite: come profondità. Il valore non sta solo nella trasformazione, ma nella capacità di creare qualcosa che le persone vogliono davvero indossare. Non è attivismo estetico. È seduzione consapevole.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="61372" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Look-4-724x1024.jpg" alt="Look 4" class="wp-image-61372" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="61371" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Close-up-look-4-724x1024.jpg" alt="Close up look 4" class="wp-image-61371" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La femminilità come costruzione</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Questa collezione non si limita a rappresentare la femminilità. La costruisce attivamente, pezzo dopo pezzo. Attraverso contrasti calibrati: rigore e morbidezza, struttura e movimento, forza e vulnerabilità. Non c’è un unico modello, ma una serie di possibilità. Le silhouette diventano strumenti di espressione, non contenitori. Indossare questi capi significa partecipare alla definizione di sé, non aderire a un’immagine già scritta. È una femminilità che non chiede approvazione. Si impone con precisione.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Look-5-724x1024.jpg" alt="Look 5" class="wp-image-61373" style="aspect-ratio:0.707033510442422;width:450px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Slow <a href="https://www.adlmag.it/2026/04/22/k-pop-at-coachella/">fashion</a>, fast impact</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In un sistema che accelera continuamente, BAÉ sceglie di rallentare. Ma non nel senso romantico del termine. Rallentare qui significa progettare per durare, creare pezzi che attraversano il tempo invece di inseguirlo. Abiti pensati per essere riutilizzati, trasformati, reinterpretati. La versatilità diventa un gesto politico contro l’obsolescenza programmata della moda. Non più capi da consumare, ma da costruire nel tempo. E mentre tutto scorre veloce, BAÉ resta. Non come resistenza passiva, ma come presenza consapevole, quasi ostinata.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fonte: Pinterest</p>
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		<title>Tokyo James Fall Winter 2026</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/03/07/tokyo-james-fall-2026/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[aw26]]></category>
		<category><![CDATA[collection]]></category>
		<category><![CDATA[Tokyo James]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra struttura, leggerezza e identità culturale, Harmony racconta un lusso consapevole che non ha bisogno di compromessi Con Harmony, presentata al Leather Fashion Hub all’interno di LINEAPELLE DESIGNERS EDITION, Tokyo James firma una collezione Autumn Winter 2026 che riflette su equilibrio, coesistenza e trasformazione. In un mondo frammentato, il designer immagina una moda capace di [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Tra struttura, leggerezza e identità culturale, Harmony racconta un lusso consapevole che non ha bisogno di compromessi</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Con Harmony, presentata al Leather Fashion Hub all’interno di LINEAPELLE DESIGNERS EDITION, <a href="https://www.instagram.com/tokyojamess/">Tokyo James</a> firma una collezione Autumn Winter 2026 che riflette su equilibrio, coesistenza e trasformazione. In un mondo frammentato, il designer immagina una moda capace di tenere insieme opposti solo apparentemente inconciliabili: forza e leggerezza, morbidezza e struttura, individualità e coerenza. Il risultato è una proposta sofisticata e profondamente contemporanea, in cui ogni silhouette sembra raccontare una sicurezza silenziosa, costruita su misura, materia e visione.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Oltre-il-caos-724x1024.jpg" alt="Oltre il caos" class="wp-image-58100" style="width:402px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Harmony, oltre il caos </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il titolo della collezione non è solo una suggestione, ma una dichiarazione d’intenti. Harmony esplora la possibilità di esistere nel contrasto senza esserne travolti. Tokyo James immagina uno spazio dove le differenze non si annullano, ma convivono, creando un equilibrio dinamico e vivo. I capi parlano di una personalità moderna, stratificata, consapevole, che non teme le contraddizioni ma le indossa come parte della propria identità. È una moda che interpreta il presente senza semplificarlo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Silhouette-724x1024.jpg" alt="Silhouette" class="wp-image-58101" style="aspect-ratio:0.707037643207856;width:418px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La <a href="https://www.adlmag.it/2026/03/05/larabesque-fw-2026-2027/">silhouette</a> come equilibrio in movimento</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le forme della collezione oscillano tra controllo e fluidità. Tagli precisi e linee morbide costruiscono capi che accompagnano il corpo senza irrigidirlo, mantenendo però una forte definizione visiva. Le proporzioni, il ritmo e la misura diventano strumenti di linguaggio, dando vita a una silhouette che trasmette presenza, eleganza e lucidità. In questa tensione calibrata tra fermezza e leggerezza si riconosce una delle firme più interessanti del lavoro di Tokyo James: quella di un tailoring che sa essere deciso senza diventare rigido.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Pelle-724x1024.jpg" alt="" class="wp-image-58102" style="aspect-ratio:0.707037643207856;width:422px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Pelle, materia, coerenza</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Un ruolo centrale è affidato alla materia, trattata come elemento architettonico ed emotivo insieme. La presenza della pelle, rigorosamente vegana o riciclata, non invade la silhouette ma vi si integra con precisione, sottolineando la volontà del designer di unire forma e funzione, bellezza e responsabilità. Ogni capo comunica un equilibrio consapevole tra tensione e armonia, dimostrando come design e sentimento possano convivere senza bisogno di spiegazioni. Qui il lusso non è ostentazione, ma consistenza.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Lagos-e-Londra-724x1024.jpg" alt="" class="wp-image-58103" style="aspect-ratio:0.7070434291606315;width:426px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Un brand tra Lagos e Londra</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fondato nel 2015 da Iniye Tokyo James, il brand continua a distinguersi per una visione che fonde tailoring classico, colori decisi, tessuti insoliti e silhouette strutturate. Anche in questa collezione emerge con forza l’identità nigeriano-britannica della maison, capace di intrecciare tradizione e innovazione, energia creativa di Lagos e rigore sartoriale londinese. Harmony conferma così la capacità del designer di costruire un linguaggio personale, colto e potente, dove i riferimenti culturali non sono decorazione ma ossatura narrativa.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/TJ-724x1024.jpg" alt="TJ" class="wp-image-58104" style="aspect-ratio:0.707047619047619;width:428px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Una moda che costruisce spazio </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">A sostenere il percorso del designer è anche AFRO Fashion Association, realtà impegnata nella promozione di una rappresentazione più equa e strutturata dei professionisti BIPOC nel sistema moda italiano e internazionale. Questo dialogo rafforza il significato della collezione, che non si limita a proporre abiti, ma rivendica uno spazio culturale preciso. Con Harmony, Tokyo James ribadisce così la sua idea di lusso: un lusso consapevole, sfaccettato, culturalmente radicato, pensato per chi desidera indossare capi coraggiosi, sofisticati e perfettamente centrati nel proprio tempo.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fonte: www.dazeddigital.com</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Copenhagen Fashion Week AW26</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/01/30/copenhagen-fashion-week-aw-2026/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Dolfini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 20:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[aw26]]></category>
		<category><![CDATA[Copenhagen]]></category>
		<category><![CDATA[fashion week]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra sperimentazione estetica, funzionalità e impegno sostenibile, la Copenhagen Fashion Week AW 26 racconta una moda consapevole e visionaria La Copenhagen Fashion Week Autunno/Inverno 2026 si è appena conclusa lasciando dietro di sé un’ondata di energia, innovazione e nuove prospettive sul panorama internazionale della moda. Ormai ampiamente riconosciuta come “la quinta settimana della moda”, accanto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/01/30/copenhagen-fashion-week-aw-2026/">Copenhagen Fashion Week AW26</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Tra sperimentazione estetica, funzionalità e impegno sostenibile, la Copenhagen Fashion Week AW 26 racconta una moda consapevole e visionaria</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La <a href="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/COPENHAGEN20_SS26_STREETSTYLE_Day3_Acielle_56.jpg-scaled.webp">Copenhagen Fashion Week</a> Autunno/Inverno 2026 si è appena conclusa lasciando dietro di sé un’ondata di energia, innovazione e nuove prospettive sul panorama internazionale della moda. Ormai ampiamente riconosciuta come “<em>la quinta settimana della moda</em>”, accanto a Parigi, Milano, Londra e New York, CPHFW ha rafforzato il suo ruolo di protagonista globale, attirando editor, influencer e creativi da tutto il mondo, pronti a immergersi in un calendario di eventi e sfilate dal carattere unico.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In programma dal 27 al 30 gennaio, questa edizione ha celebrato il ventesimo anniversario dell’evento, riaffermando Copenhagen come un hub creativo imprescindibile, capace di fondere sostenibilità, artigianalità e l’inconfondibile flair scandinavo. Nonostante le temperature rigide e la neve che hanno fatto da cornice all’intera settimana, passerelle e street style hanno raccontato una moda vibrante e sfaccettata, dove funzionalità, estetica e audacia dialogano in perfetto equilibrio.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Sciarpe e drappeggi</h2>



<div class="wp-block-group is-nowrap is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-8f761849 wp-block-group-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="656" height="984" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-OperaSport-Runway-2x3-James-Cochrane-9.jpg" alt="" class="wp-image-55535" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-OperaSport-Runway-2x3-James-Cochrane-9.jpg 656w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-OperaSport-Runway-2x3-James-Cochrane-9-480x720.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 656px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Opéra SPORT AW26</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="656" height="984" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-Anne-Sofie-Madsen-Runway-2x3-James-Cochrane-12.jpg" alt="" class="wp-image-55537" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-Anne-Sofie-Madsen-Runway-2x3-James-Cochrane-12.jpg 656w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-Anne-Sofie-Madsen-Runway-2x3-James-Cochrane-12-480x720.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 656px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Anne Sofie Madsen AW26</figcaption></figure>
</div>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Tra le tendenze più incisive emerse in passerella spicca la rilettura della <strong>sciarpa</strong>. Il suo ruolo tradizionale di accessorio viene abbandonato per diventare parte integrante della silhouette. Designer come OpéraSPORT, Herskind, The Garment e Aiayu hanno proposto sciarpe e tessuti drappeggiati capaci di trasformarsi in gonne, abiti e sovrapposizioni dalla forte valenza scultorea. Indossate basse sui fianchi, stratificate sopra i pantaloni o elevate a elemento centrale del look, queste interpretazioni aggiungono un tocco sensuale e giocoso agli outfit. Nel caso di Anne Sofie Madsen, le sciarpe si arricchiscono di dettagli ironici e inattesi (artigli di mostri, nastri, fiocchi e fibbie da cintura) che accentuano il lato sperimentale della collezione.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Gonne rivisitate</h2>



<div class="wp-block-group is-nowrap is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-8f761849 wp-block-group-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="656" height="984" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-Rave-Review-Runway-2x3-James-Cochrane-2.jpg" alt="" class="wp-image-55558" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-Rave-Review-Runway-2x3-James-Cochrane-2.jpg 656w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-Rave-Review-Runway-2x3-James-Cochrane-2-480x720.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 656px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Rave Review AW26</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="656" height="984" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-Rave-Review-Runway-2x3-James-Cochrane-25.jpg" alt="" class="wp-image-55559" style="object-fit:cover" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-Rave-Review-Runway-2x3-James-Cochrane-25.jpg 656w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-Rave-Review-Runway-2x3-James-Cochrane-25-480x720.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 656px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Rave Review AW26</figcaption></figure>
</div>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La <strong>gonna</strong> torna protagonista con un’energia rinnovata, grazie a silhouette contemporanee che reinterpretano la sartoria classica attraverso tagli asimmetrici, stratificazioni dinamiche e materiali dalla finitura lucida. Le versioni in pelle sontuosa firmate Gestuz, così come le proposte di Anne Sofie Madsen, abbinate a cappucci o sovrapposizioni di tessuti fluidi, mettono in scena un raffinato gioco di contrasti tra struttura e movimento, rigidità e leggerezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Pelle e morbidezza</h2>



<div class="wp-block-group is-nowrap is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-8f761849 wp-block-group-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="656" height="984" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-Baum-und-Pferdgarten-Runway-2x3-James-Cochrane-27.jpg" alt="" class="wp-image-55547" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-Baum-und-Pferdgarten-Runway-2x3-James-Cochrane-27.jpg 656w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-Baum-und-Pferdgarten-Runway-2x3-James-Cochrane-27-480x720.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 656px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Baum und Pferdgarten AW26</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="656" height="984" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-Runway-Nicklas-Skovgaard-2x3-James-Cochrane-28.jpg" alt="" class="wp-image-55546" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-Runway-Nicklas-Skovgaard-2x3-James-Cochrane-28.jpg 656w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-Runway-Nicklas-Skovgaard-2x3-James-Cochrane-28-480x720.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 656px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Nicklas Skovgaard AW26</figcaption></figure>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Un’altra tendenza trasversale è l’uso della <strong>pelle</strong> declinata in giacche, gonne, pantaloni e accessori. Il più delle volte, accostata a tessuti morbidi e fluttuanti. Questo equilibrio tra superfici robuste e materiali delicati dà vita a look che uniscono forza e sensualità, definendo un’estetica urbana ma al tempo stesso raffinata, capace di esprimere una nuova idea di femminilità contemporanea.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Faux fur accents</h2>



<div class="wp-block-group is-nowrap is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-8f761849 wp-block-group-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="656" height="984" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-The-Garment-Runway-2x3-James-Cochrane-27.jpg" alt="" class="wp-image-55543" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-The-Garment-Runway-2x3-James-Cochrane-27.jpg 656w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-The-Garment-Runway-2x3-James-Cochrane-27-480x720.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 656px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">The Garment AW26</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="656" height="984" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-Gestuz-Runway-2x3-James-Cochrane-7.jpg" alt="" class="wp-image-55544" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-Gestuz-Runway-2x3-James-Cochrane-7.jpg 656w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-Gestuz-Runway-2x3-James-Cochrane-7-480x720.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 656px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Gestuz AW26</figcaption></figure>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La <strong>pelliccia</strong> ecologica emerge come uno degli elementi chiave della stagione. Protagonista non solo nei cappotti ma anche in colletti, sciarpe e inserti strategici capaci di aggiungere texture e profondità senza appesantire l’insieme. Questo <em>“pop di pelliccia”</em>, che si discosta dalla più familiare logica del <em>pop of color,</em> introduce un accento giocoso e fortemente in sintonia con l’estetica invernale. La tendenza si riflette anche nello street style, dove teddy e shearling dominano l’outerwear, confermando la faux fur come una scelta imprescindibile per la stagione. </p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Practical layering</h2>



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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="960" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-Aaiyu-Runway-4x5-James-Cochrane-4.jpg" alt="" class="wp-image-55554" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-Aaiyu-Runway-4x5-James-Cochrane-4.jpg 768w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-Aaiyu-Runway-4x5-James-Cochrane-4-480x600.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 768px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Aiayu AW26</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="960" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-Aaiyu-Runway-4x5-James-Cochrane-22.jpg" alt="" class="wp-image-55553" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-Aaiyu-Runway-4x5-James-Cochrane-22.jpg 768w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-Aaiyu-Runway-4x5-James-Cochrane-22-480x600.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 768px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Aiayu AW26</figcaption></figure>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La stratificazione si afferma come uno dei leitmotiv più forti della settimana. Un <strong>layering </strong>pratico ma femminile, che gioca con trasparenze, volumi e texture diverse dando vita a outfit complessi ma armoniosi. Questa attitudine, al tempo stesso funzionale e giocosa, ha portato in passerella look pensati per essere vissuti, capaci di unire protezione dal freddo ed espressione stilistica, senza compromessi.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Power dressing e silhouette forti</h2>



<div class="wp-block-group is-nowrap is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-8f761849 wp-block-group-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="656" height="984" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-MKDT-Studio-Runway-2x3-James-Cochrane-3.jpg" alt="" class="wp-image-55551" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-MKDT-Studio-Runway-2x3-James-Cochrane-3.jpg 656w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-MKDT-Studio-Runway-2x3-James-Cochrane-3-480x720.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 656px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">MKDT studio AW26</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="656" height="984" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-MKDT-Studio-Runway-2x3-James-Cochrane-1.jpg" alt="" class="wp-image-55552" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-MKDT-Studio-Runway-2x3-James-Cochrane-1.jpg 656w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/AW26-Copenhagen-Fashion-Week-MKDT-Studio-Runway-2x3-James-Cochrane-1-480x720.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 656px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">MKDT studio AW26</figcaption></figure>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Tra le influenze più marcate spicca il ritorno deciso agli anni ’80, espresso attraverso spalle ampie e strutturate, leggings con dettagli tecnici da Gestuz, giacche di pelle cropped con volumi pronunciati, fiocchi oversize firmati Caro Editions e spalle affilate persino su salopette da Herskind. Questo rinnovato power dressing trasmette un senso di autorità e teatralità consapevole: un omaggio al glamour del passato reinterpretato in chiave contemporanea e sofisticata. Ne emerge una “dualità intenzionale”, in cui una mascolinità netta si intreccia con elementi morbidi e femminili, dando forma a un’estetica forte ma equilibrata. </p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Street style e sostenibilità</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fuori dalle passerelle, lo street style ha rispecchiato con naturalezza l’energia delle collezioni, imponendo il concetto di <em>statement coat</em>. Capispalla iconici, capaci di definire l’intero look da soli. Combinazioni coordinate e audaci, come mini gonne in lana abbinate a trousers strutturati, raccontano una moda che bilancia praticità e forte espressione personale.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’Autunno/Inverno 2026 di Copenhagen, però, non si è limitato a una ricerca puramente estetica. La CPHFW ha riaffermato con decisione il proprio impegno verso pratiche sostenibili e artigianali, ponendo al centro la comunità e la valorizzazione dei brand emergenti. Sei designer nordici sono stati messi in luce durante la settimana, incarnando una visione di moda consapevole e profondamente radicata nel territorio. L’upcycling è emerso come linguaggio progettuale chiave: i tessuti riutilizzati non sono più un dettaglio nascosto, ma diventano protagonisti visibili. Materiali innovativi, collezioni orientate alla performance e collaborazioni attente all’impatto sociale e ambientale delineano così un approccio responsabile.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Una visione che guarda oltre la passerella</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La CPHFW AW 2026 si conferma come molto più di un semplice osservatorio sulle tendenze. È uno spazio di sperimentazione continua, in cui estetica e funzione convivono con una visione etica chiara e condivisa. Tra sciarpe drappeggiate, pellicce sintetiche, layering intelligente questa edizione lascia intravedere una direzione precisa per il futuro. Una moda che nasce dal dialogo tra creatività e comunità, capace di rispondere alle esigenze del presente senza perdere il desiderio di innovare. Copenhagen consolida così il suo ruolo di capitale creativa, non per imitazione, ma per visione.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Foto: <em>James Cochrane &#8211; Cphfw website</em></p>
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