L’arabesque FW 2026/2027

da | FASHION

Tra Picasso, Ballets Russes e suggestioni surrealiste, la nuova collezione FW 2026/2027 di l’arabesque trasforma la moda in una coreografia visiva. 

Durante la fashion week, la moda incontra l’arte e torna a danzare nella nuova collezione l’arabesque.

In un panorama fashion sempre più veloce e dominato dalle tendenze effimere, c’è chi sceglie di rallentare. Di guardare indietro. Di tornare all’arte.

È da questa scelta quasi controcorrente che nasce la nuova collezione Autunno Inverno 2026/2027 di l’arabesque, presentata a Milano in occasione della press preview del 26 febbraio. Una collezione che non si limita a vestire, ma costruisce una narrazione visiva: un dialogo tra moda, teatro e pittura, ispirato all’immaginario scenico di Pablo Picasso e ai costumi dei leggendari Ballets Russes. 

L’eredità dei Ballets Russes

Il punto di partenza creativo affonda le radici nel primo Novecento, quando artisti come Picasso trasformavano il palcoscenico in un laboratorio visivo. In anni segnati da tensioni e cambiamenti, i costumi teatrali diventavano luoghi di evasione, sospensioni poetiche dove musica e danza alleggerivano la realtà. 

La collezione di l’arabesque recupera proprio questo spirito.

Immagina le quinte cubiste di un teatro ideale: figure che emergono dall’ombra, colori che evocano atmosfere nordiche e lontane, silhouette che sembrano pronte a muoversi nello spazio. Non si può parlare di moda. È scenografia indossabile.

Colori, rose e suggestioni surrealiste

La palette della collezione suggerisce paesaggi emotivi più che semplici cromie.

Il rosa, morbido e avvolgente, diventa il filo conduttore che raccoglie sentimenti e li trasforma in rose infinite. Le marsine reinterpretano la tradizione maschile trasformandosi in giacche notturne, leggere e teatrali, come compagni di danza su un palcoscenico immaginario.  Le gonne, invece, sembrano progettate per muoversi. Il neoprene disegna linee bicolore che enfatizzano il movimento, mentre il raso diventa una tela su cui appare la Rosa Meditativa di Dalí, omaggio al surrealismo. L’organza nera aggiunge profondità e mistero, nascondendo altre forme sotto volant impalpabili.  Il risultato è un gioco continuo tra leggerezza, volume e teatralità.

Il valore del dettaglio sartoriale

Accanto alle suggestioni artistiche, la collezione rivela un forte rispetto per la tradizione del lavoro sartoriale. La camicia con collo edoardiano, arricchita da rouches, diventa simbolo della cura per il tessuto e per il gesto artigianale. Non è un semplice elemento decorativo: è un richiamo alla preziosità del fare moda con lentezza e consapevolezza.  Tra i capi più evocativi emerge il paletot di lana Harrington, che ricopre la silhouette con un giardino di rose, trasformandole quasi in una collana sensuale intorno al collo. 

La collezione AI 2026/2027 di l’arabesque

La nuova stagione di l’arabesque si costruisce così come una coreografia di tessuti, forme e memorie artistiche.

In un momento storico in cui la moda spesso rincorre il rumore delle tendenze, questa collezione sceglie una strada diversa: quella della narrazione, della cultura visiva e della contaminazione tra discipline creative. Una scelta che restituisce, forse, alla moda il suo ruolo più autentico.

Photocredits: White Lady Pr Press kit