La neutralità è una scelta

da | CULTURE

“La musica deve restare fuori dalla politica”. Una frase che spesso abbiamo sentito ma che difficilmente regge la realtà.

La musica esiste davvero in un universo separato? Un concerto si tiene all’interno di una società, davanti a delle persone, in uno stadio di qualche città, organizzato da un’azienda e regolato da contratti. La bufera che ha travolto Ed Sheeran e Macklemore solleva un problema di cui ancora oggi non si parla abbastanza: quanto è davvero libera la parola di chi si trova su un palco quando quel palco appartiene a chi è più grande di lui economicamente?


Due idee diverse

Macklemore ha espresso la sua solidarietà alla Palestina all’inizio del concerto. Ed Sheeran ha scelto il silenzio. Non è necessario decretare quale delle due posizioni sia giusta o sbagliata. Un’artista può infatti scegliere di commentare o no una tragedia del mondo. Ma la stessa libertà deve valere anche al contrario. Perché altrimenti la neutralità non è più una scelta: é una condizione imposta.


Dietro le quinte

Ma cos’è stato davvero significativo in questa vicenda? Il dietro le quinte. Dopo le sue dichiarazioni su Gaza, Macklemore è stato fatto fuori dalle successive date del tour di Ed Sheeran, il quale ha apertamente detto che il problema non era lui, ma gli organizzatori dell’evento. Ciò ci porta inevitabilmente a pensare: un artista ha libertà di parola solo fin quando ciò che dice non interferisce con gli interessi economici e i contratti? Allora torniamo alla domanda iniziale e diamo una risposta: no, un concerto non è mai completamente fuori dal mondo. La differenza tra lo scegliere di non parlare e farlo è che una delle due spesso viene considerata neutrale, mentre l’altra viene letta come una violazione delle regole.


D’accordo o non

Le persone possono non condividere una singola parola detta da Macklemore, è possibile considerare le sue affermazioni inopportune e pensare che un concerto sia un luogo di sola musica. Ciò, però, appartiene al terreno del confronto. Ma cosa succede quando il confronto diventa rimozione della voce? Vivere in una società libera non vuol dire quantificare le opinioni su cui siamo d’accorto. Vuol dire avere la capacità di ascoltare anche quelle che ci irritano e ci disturbano.


Musica e silenzio

La musica può essere rifugio, evasione. Può essere protesta e testimonianza. Può dire molto o nulla. Quello su cui dovremmo riflettere non è solo la questione tra i due cantanti, ma su chi ha il potere di decidere cosa sia possibile dire davanti ad un pubblico. Chi ha il potere economico di far fuori qualcuno solo perché ha scelto di non restare zitto davanti a ciò che succede nel nostro mondo. La musica non può fermare una guerra. Ma non è obbligata neanche a fingere che non esista.

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