A Napoli la conferenza che lancia l’allarme sulla salute
Gli scienziati: “Nei pazienti con microplastiche aumentano rischio di ictus, infarto e mortalità”
Le microplastiche non sono più soltanto un problema ambientale. Oggi la scienza le collega sempre più direttamente anche alla salute umana. Ed è proprio da Napoli che arriva uno degli allarmi più forti degli ultimi mesi.
Al Circolo Canottieri Napoli si è svolta la quinta edizione di The Custodians Earth Solutions Conference, conferenza internazionale promossa da BioDesign Foundation insieme alla Marina Militare e all’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, dedicata all’impatto delle microplastiche sulla salute e sulla biodiversità.

Napoli al centro del dibattito internazionale sulle microplastiche
A presenziare all’evento sono stati Giancarlo Bracale, presidente del Circolo Canottieri Napoli, Massimiliano Manfredi, presidente del Consiglio Regionale della Campania, Gianfranco Nicoletti, rettore dell’Università Vanvitelli, Claudia Pecoraro, assessora regionale con deleghe all’ambiente e alle pari opportunità, e Gianluca Baiesi, Stadium Manager e direttore operativo del Calcio Napoli.
Presenti anche numerosi scienziati internazionali, tra cui Gaetano Guerra della European Association of Professors Emeriti, Giorgio Budillon dell’Università Parthenope, Maria Emanuela Errico dell’IPCBNCR, Pasquale Iovino e Raffaele Marfella dell’Università Vanvitelli e Ciryll Hugi di ENESPA.
Microplastiche nel sangue: i dati che preoccupano i ricercatori
Durante la conferenza sono stati presentati dati che stanno facendo discutere il mondo scientifico.
Secondo quanto emerso dagli studi illustrati durante l’evento, nei pazienti con microplastiche presenti nelle placche aterosclerotiche è stato osservato un rischio significativamente più alto di infarto, ictus e mortalità.
Su 257 pazienti con stenosi carotidea superiore al 70% sottoposti a intervento chirurgico, in 150 casi è stato rilevato polietilene e in 31 polivinilcloruro (PVC). Ancora più impressionante il dato relativo ai pazienti con infarto acuto: oltre l’80% presentava micro e nanoplastiche nel sangue.



Tra i fattori ambientali associati al fenomeno figurano anche il fumo di sigaretta e l’esposizione agli inquinanti atmosferici.
Ogni anno oltre 430 milioni di tonnellate di plastica prodotte nel mondo
L’emergenza ambientale continua intanto a crescere. Ogni anno vengono prodotte circa 430 milioni di tonnellate di plastica nel mondo, mentre milioni di rifiuti finiscono negli oceani, con conseguenze sempre più evidenti sugli ecosistemi marini e sulla salute umana.
Napoli è stata scelta come simbolo di una possibile trasformazione ambientale e centro operativo del progetto internazionale “The Custodians Plastic Race”, iniziativa dedicata alla pulizia del territorio e alla sensibilizzazione ambientale.
Le possibili cure contro le microplastiche nel corpo umano
Come spiegato dal professor Raffaele Marfella dell’Università Vanvitelli, il centro di ricerca nato all’interno dell’ateneo campano sta studiando due possibili strategie terapeutiche.

La prima riguarda farmaci capaci di ridurre l’infiammazione provocata dalle microplastiche. La seconda punta invece a eliminare completamente le particelle dall’organismo attraverso enzimi ispirati a batteri e funghi in grado di degradare la plastica.
Una ricerca che apre scenari ancora poco esplorati ma che potrebbe diventare fondamentale nei prossimi anni.
Photocredits: BioDesign Foundation web site


