Custodians Plastic Race

da | SUSTAINABILITY

La sfida contro l’inquinamento: oggi custodire la Terra è un atto personale

“All Together Now” The Custodians Plastic Race è il momento in cui l’ambiente smette di essere un tema e può diventare una scelta

Ci sono parole che abbiamo consumato. “Sostenibilità”. “Emergenza”. “Ambiente”.

Le abbiamo ripetute così tante volte da renderle innocue, quasi decorative. Come certi concetti che stanno bene nei discorsi, ma non arrivano mai davvero a toccarci. Poi, però, ci sono i numeri.
E quelli non hanno bisogno di essere interpretati. Fino a cinque grammi di plastica ingeriti ogni settimana. L’equivalente di una carta di credito.  E allora qualcosa cambia. Perché non è più un’idea. È una presenza.

L’azione smette di essere simbolica

“All Together Now – The Custodians Plastic Race” nasce nel 2023 a Genova, nel contesto dell’Ocean Race, ma non si limita a essere un’iniziativa tra le tante. È una costruzione lenta, concreta.

Oltre 1.060.000 kg di plastica e reti da pesca raccolti non sono solo un risultato: sono la dimostrazione che l’azione, quando è condivisa, può diventare sistema.  E che la cura non è un gesto isolato, ma una pratica che si apprende.

Un gesto che si ripete, fino a diventare abitudine

Ogni ultimo weekend del mese, in città diverse (Milano, Roma, Palermo, Torino) gruppi di persone si ritrovano per pulire. 

Non è spettacolare. Non è eroico. È quotidiano. E proprio per questo, forse, è radicale.

Il progetto culminerà in una mobilitazione nazionale dal 25 al 31 maggio 2026, una settimana in cui l’Italia intera è chiamata a partecipare.  Non per dimostrare qualcosa, bensì per assumersi una responsabilità.

Custodians: custodire, non salvare

La parola scelta è precisa: Custodians. Non salvatori. Non attivisti nel senso più rumoroso del termine. Custodi.

Persone che riconoscono un legame con il luogo in cui vivono e decidono di agire attraverso un modello semplice:
pulire, misurare, rigenerare.  C’è qualcosa di profondamente contemporaneo in questa visione. E allo stesso tempo, qualcosa di antico. L’idea che ciò che ci circonda non ci appartiene davvero, ma ci è affidato.

Dal consumo alla cura

Il progetto introduce un termine che potrebbe sembrare teorico, ma che in realtà è estremamente concreto: Custocene.

Un tempo in cui l’essere umano smette di essere soltanto consumatore e diventa custode del proprio futuro.  Non è una rivoluzione dichiarata. È uno spostamento silenzioso: dal fare per necessità, al fare per responsabilità.

La plastica

La plastica è stata una conquista. Ha conservato, protetto, reso possibile.

Ma la sua gestione, o meglio, la sua dispersione, l’ha trasformata in una delle principali cause di inquinamento globale, con conseguenze dirette sulla biodiversità e sulla salute umana.  È qui che si apre la frattura. Non tra giusto e sbagliato.
Ma tra ciò che sappiamo e ciò che scegliamo di fare.

Custodians è un modello che nasce locale e guarda lontano

L’ambizione del progetto è chiara: trasformare questa esperienza in un format replicabile, capace di uscire dai confini italiani. Non come esempio virtuoso da raccontare: bensì come pratica da adottare. Perché, in fondo, la vera innovazione non è inventare qualcosa di nuovo, ma rendere possibile ciò che già sappiamo essere necessario.

La scelta, alla fine, è sempre personale

Dal 25 al 31 maggio, chiunque può partecipare, scegliendo il proprio tempo, il proprio spazio, il proprio modo.  È un gesto semplice. Quasi minimo. Eppure, contiene una domanda più grande di quanto sembri: quanto siamo disposti a restare, davvero, dentro il mondo che abitiamo?

Photocredits: press kit and website BioDesign Foundation