I saldi risparmiano soldi e anni alla Terra

da | FASHION

Il periodo dei saldi nasconde condizioni misere e tristi. Siccome il prezzo sull’etichetta è conveniente, si fa finta di niente e si va avanti in cassa

I saldi sono problematici

Arriva il momento di cambio stagione e la propria sovrapproduzione dei marchi li porta a dover liberare i magazzini. Abbassano il prezzi e mettono tutto fuori. All’inizio del periodo vediamo le cose scontate di poco e quando ripassiamo, il 60%. Visto che non solo catene di fast fashion ma Diesel, Jacquemus e anche Valentino fanno i saldi, avvicinano al cliente a certi oggetti che magari altrimenti non avrebbero mai preso.

Si continua a rafforzare quanto siano buone le offerte per invogliare solo la vendita. Nessuno pensa alla qualità o a cosa si sta comprando veramente ma a un numero. Alle grandi aziende non piace perdere soldi quindi se io ho preso la maglietta a 5 euro, quanto l’avranno pagata loro? Continua ad essere una crisi che scala e con ogni periodo si chiudono gli occhi e continua a comprare perché è conveniente e “mi serve”. Nessuno ha bisogno di comprare 7 magliette nuove ogni mese. 

I video haul e le tendenze imposte

Purtroppo, ancora oggi le tendenze vengono dettate dagli influencer. Anche se si pensa di non essere affettato da questo sistema, lo siamo. Finisce per succedere che si esce in strada e tutti si vestono come X influencer. Perdita di cultura, perdita di personalità e stile proprio. La responsabilità sugli acquisti rimane sempre propria, ma chi ha una voce potrebbe usarla meglio…

Foto in cui si vedono parecchi pacchi di Zara comprati online

Alcune influencer lo fanno per volontà propria e altre vengono pagate per fare dei video haul. Cosa sono? I haul sono dei video in cui si fanno vedere grandi acquisti che sono stati fatti. Si pubblicano durante tutto l’anno ma l’epoca dei saldi, per ovvie ragioni, rimane sempre la vittima di questo contenuto. Anziché andare in negozio e provarlo, cerchiamo chi l’ha comprato prima e vediamo come sta a loro e cosa hanno da dire. Se è una persona che è ammirata, è estremamente probabile che se a lei non piace, neanche ai suoi followers.

Video che fanno vedere sacchetti pieni di cose che si useranno poche volte e dovuto alla bassa qualità si romperanno anche al secondo uso.  Video veloci in cui veniamo “sorpresi” dagli acquisti fatti e opiniamo dalla comodità delle nostre case. Sia di vestiti che trucchi, i haul sono nati attorno al 2000 su Youtube. Oggi con il successo di Tiktok, si capisce perfettamente perché sono ancora presenti.

Svelare o ribadire il concetto? 

Accessibilità. Come prezzo e come contenuto. Siamo tutti capaci di entrare sui social per vedere cosa ha comprato la nostra influencer preferita e di andare anche noi a comprarlo. Soprattutto nei saldi. Una cosa che lo sanno i team di marketing da anni. L’acquisto, in generale,  crea dopamina e un piccolo momento di felicità e soddisfazione. Chiamato anche doom spending, è un sentimento che sparisce velocemente. come un shot che prima brucia e poi diventa niente. È fugace ed effimero. Visto come consolazione dentro l’incertezza in cui viviamo non ci possiamo fidare di questo sentimento per avere una vera felicità.

Il fast-fashion nasconde dietro un prezzo accessibile condizioni povere di lavoro, scarti di materiali, tendenze che si rincorrono tra di loro e bassa qualità. Anche se l’ultima non è molto nascosta. I saldi e il loro prezzo basso non sono altro che un motivazione all’acquisto per ragioni proprie. Ai brand ormai non interessa il danno che causano ma le loro tasche e i loro portafogli. Vendere senza pensare ad un futuro ma a vedere il mese chiuso con tanti zeri.

Si pensa che il cambio individuale non faccia niente. “Il deserto di Atacama e il mercato di Kantamanto esistono già, che posso farci io” potrebbe essere un pensiero di chiunque. Ma in realtà si può far tanto per evitare di accrescere la gravità di queste situazioni. C’è bisogno di un cambio collettivo sicuramente ma che non può darsi se non si inizia individualmente.

Foto: Pinterest