Non si mangiano i valori

da | CULTURE

I boicottaggi agli alimentari sono sempre più presenti. Aderire rappresenta solo volontà o la capacità di rimpiazzarle? 

Cosa sono i boicottaggi

Il boicottaggio si definisce come una strategia funzionante, a volte, che da ai consumatori una voce. Esistono oggi due tipi di boicottaggio: quello politico e quello che nasce indipendentemente. Quello politico parte da gruppi di cittadini indipendentemente dalle indicazioni del Governo. Nel secondo, che di solito iniziano dai social, raramente arrivano a creare dei danni grandi. 

Una forma di essere ascoltati con il nostro “unico” strumento: i soldi. Ciò che importa quando il mese finisce in ogni azienda, è se le vendite sono salite o discese. Una tattica che possiamo tutti mettere in atto dalle nostre case e anche dai socials. Non servono altre risorse che non acqistare o non supportare per voler boicottare un marchio.

È un problema quando questi marchi si presentano indispensabili. Quando le tattiche di marketing sono talmente effettive che pensiamo l’unica cena disponibile è quella del McDonald’s. Soprattutto con marchi come Amazon che presentano una grande offerta di prodotti, spedizioni veloci e forse fra poco anche le riviste di moda…Lo stesso con Starbucks: in alcune città è l’unica opzione di caffetteria o anche se non lo fosse, la sua velocità e prezzo conveniente (di fronte ad altre scelte), fa al consumatore cascare.

Foto con il logo di Amazon modificato da un user. Invece di essere scritto come Amazon dice Amazoff.

Com’è oggi il boicottaggio

Il boicottaggio per essere effettivo si deve fare in massa. Oggi con i social è più facile perchè il messaggio arriva a tutto il mondo e rapidamente. Per creare un effetto decadente, devono crollare le vendite e l’unica forma di farlo è se tante persone non consumano quel brand. 

Negli anni 2000, la fondazione Naturewatch ha iniziato un boicottaggio verso il brand L’Oreal per fermare il testing sugli animali e fino ad oggi, il brand ha cambiato leggermente le loro politiche. I diritti sociali e ambientali, in confronto a un paio di anni fa, oggi sono una tematica molto presente. Le condizioni dei lavoratori, gli scarti che genera una azienda, la loro posizione durante guerre o sulla comunità LGBTQ+ sono importanti. Soprattutto per la GenZ.

Abbiamo ogni giorno di fronte a noi il boicottaggio più grande tra amici e familiari. Il veganismo. Anche se è uno stile di vita e una dieta, Animal Ethics lo definisce come ‘una presa di posizione morale di chi si oppone allo sfruttamento e ad altri tipi di maltrattamento verso gli animali”. Questa dieta ha sicuramente fatto perdere soldi a ristoranti ma di più all’industria della carne. Per questo, oggi vediamo opzioni vegane praticamente dappertutto e diventa anche un buon marketing per loro. Fanno vedere quanto siano inclusivi. 

Foto dell'entrata di un McDonald's con una segnaletica che dice "Do Not Enter" inglese per "Non entrare". Foto inserita in un articolo sul boicottaggio.

Serve boicottare?

Come detto prima, i boycott sono di solito associati a valori o azioni delle aziende con cui i consumatori non sono d’accordo. Chiamasi sfruttamento, maltratto animale oppure la posizione sui conflitti sociali. In più, il successo di un boycott dipende più dal marchio che dal consumatore. Essendo facilmente rimpiazzabili, i consumatori li vedono vulnerabili quando è il momento di boicottare qualcuno. Per quello catene come Starbucks e McDonald’s vengono colpite molto spesso.

Oggi le manifestazioni sono sicuramente presenti ma i casi in cui danneggiano l’economia di un’azienda, molto di meno. Esiste il caso di “X” (ex-Twitter). Quando Elon Musk prende il controllo nel 2022, 60 organizzazioni chiedono fermare la tossicità dell’app. Hanno scritto una lettera ai 20 pubblicisti più attivi chiedendo di cessare l’attività sull’app globalmente. 500 pubblicisti hanno fermato l’attività ma X continua ad essere com’era tranne per la piccola aggiunta delle note per chiarificare i tweets. 

Chi ha i milioni di soldi in tasca, avere in più o in meno, alla fine della giornata non gli interessa tanto. Spesso di fronte a guerre, il boicottaggio è più forte quando un’azienda appoggia un paese o l”altro, Nonostante, ci vuole volontà e il saper rimpiazzare queste catene per non ricadere su di loro. Ormai il mercato è pieno di prodotti e la convinzione dei nostri valori dovrebbe essere più forti della fame o delle foto carine su Instagram. 

Foto: Pinterest