Flashback ’90z

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La rubrica mensile ideale per conoscere coloro che hanno scritto la storia della fotografia di moda. I protagonisti di oggi sono: Patrick Demachelier, Mario Testino, Steven Meisel, Terry Richardson

La fotografia di moda negli anni ’90

Negli anni ’90, la fotografia di moda si fece audace e provocante, rompendo gli schemi tradizionali per esplorare nuove forme di sensualità ed espressione. Era il decennio delle supermodelle e degli scatti che giocavano con il corpo, l’erotismo e la ribellione, spesso spingendosi al limite tra arte e provocazione. Le riviste di moda non si limitavano più a mostrare abiti, ma mettevano in scena veri e propri racconti visivi, carichi di tensione, carattere e seduzione. In quegli anni, la fotografia non cercava solo il bello: voleva stupire, scuotere e restare impressa.

Patrick Demarchelier: l’occhio elegante della moda

Patrick Demarchelier è stato uno dei fotografi più influenti e amati del panorama fashion internazionale. Originario della Francia, Demarchelier ha costruito la sua carriera a New York, diventando un punto di riferimento per riviste come Vogue e Harper’s Bazaar. Il suo stile era riconoscibile e inconfondibile: elegante ma spontaneo, sofisticato ma mai artificiale. Celebre per la sua capacità di mettere a proprio agio i soggetti, ha saputo catturare l’essenza della bellezza in modo naturale e autentico. I suoi ritratti della principessa Diana hanno fatto la storia, mostrando un lato intimo e vulnerabile di una figura pubblica spesso idealizzata. 

Demarchelier ha lavorato con le più grandi maison – Dior, Chanel, Versace, Louis Vuitton – e con le top model che hanno segnato gli anni ’90, come Naomi Campbell e Linda Evangelista. Per molti, le sue immagini erano vere opere d’arte: equilibrate, sensuali e senza tempo. 

Negli ultimi anni, la sua carriera è stata oscurata da accuse di molestie emerse durante il movimento #MeToo, che hanno portato alla sospensione delle sue collaborazioni con Condé Nast. Nonostante ciò, il suo contributo alla fotografia di moda resta indelebile, con uno stile che ha saputo unire classe e modernità come pochi altri.

Mario Testino, tra sensualità e provocazione

Mario Testino è uno dei fotografi di moda più celebri al mondo, noto per il suo stile patinato, sensuale e ricco di glamour. Ha lavorato con le più grandi riviste internazionali — Vogue, Vanity Fair, GQ — e ha immortalato star come Madonna, Kate Moss e Lady Diana, rendendole protagoniste di immagini iconiche ed eternamente affascinanti.

Uno dei momenti più discussi e dirompenti della sua carriera è stato sicuramente il periodo delle campagne pubblicitarie per Gucci, negli anni ’90 e primi 2000. In quegli scatti, Testino ha spinto i confini della moda verso la provocazione, contribuendo a ridefinire il concetto di lusso come qualcosa di audace, erotico e volutamente controverso.

Con la direzione creativa di Tom Ford, le sue fotografie per Gucci mischiavano corpi seminudi, sguardi sfacciati e pose cariche di tensione sessuale, sfidando le convenzioni e trasformando la moda in una dichiarazione visiva forte e spesso scandalosa. Quelle campagne non solo hanno fatto discutere, ma hanno segnato un’epoca, rendendo Gucci sinonimo di desiderio, potere e trasgressione.

Steven Meisel: la fotografia che ha cambiato la moda

Steven Meisel è uno dei fotografi di moda più enigmatici e influenti degli ultimi decenni. Di origine americana, ha costruito un immaginario visivo potente e riconoscibile, fatto di trasformazioni, provocazioni e riferimenti alla cultura pop e alla società contemporanea. È noto soprattutto per la sua collaborazione di lunga data con Vogue Italia, dove, sotto la direzione di Franca Sozzani, ha avuto carta bianca per esplorare temi profondi e spesso controversi: la chirurgia estetica, la dipendenza, la guerra, il razzismo, la crisi ambientale.

Meisel non si è mai limitato a fotografare abiti: ha raccontato storie. Ogni suo editoriale è una narrazione in cui le modelle — come Linda Evangelista, Karen Elson o Stella Tennant — diventano attrici, personaggi, icone mutevoli.

Celebre per il suo occhio camaleontico, ha saputo reinventare l’estetica della moda, mescolando riferimenti storici, cinematografici e sociali in immagini di straordinaria potenza visiva.

Anche nel campo della pubblicità ha lasciato un’impronta forte, firmando campagne per Prada, Valentino, Versace e altre grandi maison. I suoi lavori per Prada, in particolare, sono considerati capolavori per l’eleganza grafica e il tono quasi pittorico delle composizioni.

Pur mantenendo un profilo molto basso — rilascia raramente interviste e non ama la ribalta — Steven Meisel è da decenni una figura centrale nel mondo della moda. La sua fotografia va oltre il glamour: è riflessione, sperimentazione, arte.

Terry Richardson e lo stile che ha diviso il mondo della moda

Terry Richardson è un fotografo statunitense celebre per il suo approccio audace e spesso controverso alla fotografia di moda. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcune delle testate e dei marchi più influenti del settore, lavorando con top model come Kate Moss, Emily Ratajkowski e Cara Delevingne. Oltre alla moda, ha diretto videoclip memorabili, tra cui il celebre Wrecking Ball di Miley Cyrus, e ha realizzato ritratti su commissione di personaggi di spicco come Barack Obama e Oprah Winfrey, dimostrando una versatilità che va oltre il fashion.

La carriera di Terry Richardson inizia negli anni ’90, con fotografie che erano spesso divertenti, giocose e un po’ allusive, ispirate al mondo pulp e al soft-porn. Diventò famoso anche per scattare foto a modelle nude mentre era nudo lui stesso, sostenendo che così tutti si sentivano più a loro agio. Col tempo, l’elemento sessuale è diventato sempre più forte e presente nelle sue immagini, così come la volontà di provocare, spesso con campagne pubblicitarie molto controverse, e talvolta anche censurate.

Oltre alle celebri campagne per Tom Ford, ricordiamo quella per Sisley nel 2001 chiamata “Farming”, in cui alcune modelle giocano con schizzi di latte proveniente da una mucca, un’immagine che fece molto discutere.

Terry Richardson x Sisley – “Farming”, 2001

Nel 2007, invece, realizzò la famosissima e provocatoria campagna “Fashion Junkie”: due ragazze dall’aspetto emaciato e con trucco marcato sembrano “sniffare” un abito bianco, posizionato per richiamare l’idea di una sostanza stupefacente, simbolo dell’eroina chic.

Terry Richardson x Sisley – “Fashion Junkie”, 2007

Oltre a queste campagne scandalose, Terry ha realizzato il Calendario Pirelli, che nel 2010 con lui tornò al nudo esplicito. Ma non sono mancati neppure gli scatti con celebrità di fama mondiale, che hanno contribuito a rendere il suo stile inconfondibile e riconosciuto ovunque.

Dopo un periodo di grande successo, la sua carriera ha subito un brusco stop nel 2017, quando è stato accusato da diverse donne di molestie sessuali e comportamenti inappropriati. Queste accuse, emerse durante l’ondata del movimento #MeToo, hanno portato le principali riviste come Vogue, GQ e Vanity Fair a interrompere ogni collaborazione con lui, e Terry è sparito per diversi anni dal mondo della moda.

Nel 2025, però, Richardson è tornato a farsi vedere con nuovi progetti fotografici, riaccendendo il dibattito tra chi vede nel suo lavoro un talento innegabile e chi non dimentica il suo passato controverso. 

Foto: Vogue, Pinterest, GoogleImmagini

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