Borsalino torna per l’Autunno/Inverno 2026 e ci ricorda quanto un cappello possa cambiare tutto. Una campagna in bianco e nero dove a fare la differenza è chi lo indossa.
Ci sono accessori che passano inosservati e altri che riescono a cambiare un intero look. Il cappello è uno di questi. Borsalino lo mette al centro della nuova campagna Autunno/Inverno 2026 e lo racconta nel modo più semplice possibile: attraverso le persone che lo indossano.
Una campagna in bianco e nero
Per la nuova stagione Borsalino lascia da parte colori, ambientazioni elaborate e grandi scenografie. Le fotografie di Zeb Daemen sono in bianco e nero e hanno come protagonisti volti, sguardi e naturalmente cappelli.
Una scelta che funziona proprio perché c’è poco altro da guardare. L’attenzione cade subito sulla persona e su come indossa il proprio Borsalino. C’è chi lo porta con più eleganza, chi gli dà un’aria rilassata e chi riesce a renderlo quasi provocatorio. Cambia il volto, cambia l’atteggiamento e cambia anche il cappello.


Lo stesso cappello, persone diverse
La campagna riunisce donne e uomini di età e origini diverse. Una scelta che racconta bene l’idea alla base della collezione: non esiste un solo tipo di persona che può indossare Borsalino.
Ed è forse questa la parte più interessante. Un cappello così riconoscibile potrebbe sembrare legato a un’immagine molto precisa, quasi classica. In queste fotografie succede invece il contrario. Ognuno lo porta a modo proprio.
Il risultato è un accessorio che cambia insieme a chi lo indossa. Non serve costruirgli intorno un look complicato: può bastare il modo in cui viene portato per raccontare qualcosa della persona.


Un cappello con più di 160 anni di storia
Borsalino nasce ad Alessandria nel 1857 e da allora il suo nome è diventato praticamente sinonimo di cappello italiano. Negli anni i suoi modelli sono passati dal cinema alla musica, attraversando generazioni molto diverse tra loro.
La campagna FW26 parte proprio da questa storia, ma evita l’effetto nostalgia.
Anche il bianco e nero aiuta. Guardando le immagini è difficile capire a quale epoca appartengano davvero. Potrebbero essere fotografie di qualche decennio fa oppure essere state scattate ieri. Ed è esattamente ciò che rende interessante un marchio con una storia così lunga: riuscire a essere riconoscibile senza sembrare fermo nel passato.


Il cappello torna protagonista
Negli ultimi anni siamo tornati a dare sempre più importanza agli accessori. Una borsa, un paio di occhiali o una scarpa possono diventare il punto da cui nasce un intero outfit. Borsalino prova a fare lo stesso con il cappello.
La campagna Autunno/Inverno 2026 lo riporta in primo piano e lo fa senza cercare di trasformarlo nell’ennesima tendenza del momento. Perché alla fine il messaggio è molto più semplice: puoi mettere lo stesso Borsalino su dieci persone diverse e ottenere dieci immagini completamente diverse.
Il cappello è quello di sempre. A fare la differenza è chi lo indossa.


