Forme del futuro: incontro tra Zaha Hadid e Iris Van Herpen

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Moda e architettura si avvicinano grazie al lavoro di due protagoniste che hanno trasformato la sperimentazione in un nuovo linguaggio espressivo: Iris Van Herpen e Zaha Hadid

L’architettura contemporanea ha visto emergere nuove forme espressive che si allontanano dalle geometrie tradizionali per richiamare linee fluide e un’estetica futuristica. Tra i protagonisti di questa rivoluzione spicca l’architetta irachena-britannica Zaha Hadid. Hadid ha rivoluzionato l’architettura contemporanea con edifici che sembrano scolpiti dal vento. Le superfici scorrono, le pareti si incurvano, mentre gli spazi si aprono come se fossero stati plasmati da una forza invisibile. Grandi esempi del suo lavoro sono l’Heydar Aliyev Centre in Azerbaigian, il MAXXI a Roma o l’Opera House di Guangzhou in Cina, le quali appaiono quasi come organismi che respirano.

La sua visione ha introdotto un nuovo modo di percepire l’ambiente: non più un contenitore, ma un territorio che coinvolge chi lo attraversa. Nel mondo della moda possiamo ritrovare questa visione nelle creazioni della stilista olandese Iris Van Herpen. I suoi abiti non seguono il corpo, ma lo reinterpretano, richiamando membrane, strutture acquatiche o, addirittura, forme in metamorfosi.

Ogni collezione è un laboratorio di sperimentazione in cui vengono utilizzate la stampa 3D, la modellazione digitale, materiali tecnici, resine trasparenti e tessiture ottenute con processi scientifici. Eppure, dietro ogni innovazione c’è una cura artigianale che richiama la tradizione dell’Haute Couture parigina. Le parti stampate vengono rifinite a mano, mentre le strutture digitali vengono assemblate con precisione sartoriale. La tecnologia viene integrata con il fine di diventare un’estensione dell’artigianato.

Zaha Hadid e Iris van Herpen sembrano appartenere allo stesso orizzonte creativo, pur lavorando in campi diversi. Una immagina edifici che sembrano muoversi, l’altra crea abiti che sembrano crescere sul corpo. Entrambe progettano forme che sfuggono alla rigidità e trasformano lo spazio in un’esperienza. Nel loro lavoro c’è un’idea condivisa, che il futuro non come linea retta, bensì come una materia fluida che si modella attraverso tecnologia, intuizione e sensibilità artistica. Il punto d’incontro tra Hadid e van Herpen è la fluidità come linguaggio.

Hadid e van Herpen: forme in movimento

Le due creative cercano forme che creano movimento, al fine di donare la vita alle proprie creazioni. Hadid costruisce spazi che orientano il corpo in modo nuovo; van Herpen trasforma il corpo in un paesaggio mobile. La collezione Architectonics ne è un esempio, la quale presenta abiti che sembrano crescere come architetture acquatiche, ispirati ai principi della progettazione parametrica. È un modo di intendere il design che unisce scienza, natura e immaginazione. Il loro impatto culturale supera i loro confini disciplinari. Hadid ha cambiato il modo di pensare l’architettura e ha collaborato con marchi di moda, dimostrando che il pensiero spaziale può andare al di là della sola costruzione di immobili e vivere persino su una silhouette. Van Herpen ha portato la couture nei musei e ha trasformato la sfilata in una performance artistica, come quando ha sospeso modelle e abiti alle pareti per la collezione Autunno/Inverno 2024.

Insieme, anche senza essersi mai realmente incontrate e senza aver mai collaborato concretamente, rappresentano un’idea di futuro in cui le discipline creative si intrecciano. Le loro opere sembrano provenire da un mondo in cui materia, spazio e corpo si muovono all’unisono, dando forma a un’estetica che appartiene a una visione condivisa in cui tutto è possibile.

Articolo a cura di Maddalena Serra

Foto: Pinterest