The (Light) Dinner: Critics’ Choice Awards

da | CULTURE

Forse ci siamo persi il senso di festeggiare e ci focalizziamo troppo sulle critiche social

Si sono appena conclusi i Critics’ Choice Awards, uno dei tanti eventi che, ogni anno, celebrano il cinema e chi lo rende possibile. Premi, red carpet, discorsi di ringraziamento: un rituale ormai consolidato, che si inserisce in un calendario sempre più fitto di appuntamenti, dai Golden Globes al Met Gala. E come ogni evento che si rispetti, anche qui entra in gioco un elemento apparentemente imprescindibile: il cibo.

Eppure, quest’anno, si è parlato della cena servita durante l’evento. O meglio, della sua presunta inadeguatezza: “Sembra il cibo servito in aereo”, hanno scritto molti, sottolineando come a un evento di tale importanza sia stata proposta una “light dinner”.

Ma fermiamoci un attimo. Forse stiamo perdendo di vista il vero focus di questi eventi. I Critics’ Choice Awards non nascono per stupire il palato, ma per premiare i successi artistici e professionali di attori, registi e addetti ai lavori. E diciamolo con onestà: chi, davvero, mangia durante i grandi eventi?

Il menù, tanto discusso, era composto da un “piattino” con formaggi, uova, bruschette, hummus, crackers, spiedini di caprese, torta salata e pomodori. Una proposta semplice, equilibrata, forse poco scenografica. Non un’esperienza gourmet, certo.

Forse alcune celebrity si aspettavano un trattamento da ristorante stellato, dimenticando che il valore di un piatto non sta solo nella sua presentazione, ma anche nel suo contenuto. Cambia il modo in cui viene servito, ma la sostanza resta la stessa.

E allora viene spontaneo chiedersi: non sarebbe più utile interrogarsi sullo spreco di cibo che spesso accompagna questi eventi? Buffet sontuosi, piatti intatti, cibo destinato a essere buttato. In questo contesto, una cena “light” appare non come una mancanza, ma come una scelta consapevole.

Optare per un menù semplice significa ridurre gli sprechi, permettere a chi lo desidera di mangiare davvero e riportare l’attenzione su ciò che conta: la celebrazione del cinema e delle carriere che lo rendono vivo.

Foto: Pinterest