Usò metalli, smalti e pietre per liberare, insieme a Coco Chanel, il mondo della gioielleria dal rigore: Fulco di Verdura, il designer che narrava attraverso i gioielli
La contemporaneità ci ha abituati ad acclamare il minimalismo in ogni campo. Motti come less is more sono diventati uno stile di vita, soprattutto dal punto di vista estetico: linee nitide, colori neutri, accessori che preferiscono sussurrare invece di calamitare l’attenzione. Questa febbre minimalista, ad un certo punto, ha contagiato tutto – persino la gioielleria. Un tempo tuttavia, quasi per definizione, il gioiello era l’opposto: non un garbato mormorio, piuttosto, una chiassosa dichiarazione. In quell’epoca in cui la brillantezza non era un eccesso ma un invito a guardare, Fulco di Verdura fece della gioielleria un gesto di creatività libera.
Il duca siciliano è ricordato come il creativo che ha liberato il gioiello dalla sua tradizionale severità. Le grandi icone del tempo – da Coco Chanel a Greta Garbo, da Marlene Dietrich a Diana Vreeland – lo scelsero perché non adornava: piuttosto, narrava. Ma come lo faceva?

Fulco Santostefano della Cerda, duca di Verdura
Fulco di Verdura nasce a Palermo nel 1898. Trascorre la sua infanzia nella dorata cornice aristocratica di villa Niscemi, residenza immersa in un parco popolato da animali, mosaici bizantini e sculture fiabesche. Grazie a questo immaginario sviluppa la sua formazione estetica, matrice simbolica di molte sue future creazioni.
La Palermo di quegli anni, crocevia cosmopolita frequentato dall’élite internazionale, offre a Verdura incontri destinati a cambiare la sua vita. È qui che conosce Cole e Linda Porter, che lo introducono nei circoli mondani europei: nel 1925, lo accolgono tra gli ospiti di un ballo a Venezia. Stesso ballo al quale partecipa Coco Chanel. I due si incontrano, parlano, e l’intesa creativa è alle stelle. Immediata. Tanto da far sì che Coco lo inviti a Parigi per collaborare nella sua maison. Inizialmente Verdura lavora come designer di tessuti, ma Mademoiselle capisce presto che il suo talento giace altrove. Gli chiede così di reinterpretare alcuni dei suoi bijoux personali, di ridisegnare con assoluta libertà vecchi regali di ammiratori, amanti e corteggiatori. Inizia così la rivoluzione del gioiello del Novecento.

Quando l’immaginazione supera il lusso
Gabrielle Chanel era convita che i gioielli dovessero esercitare stupore, non ostentazione. Che l’eleganza risiedesse nell’effetto. Che dovesse essere accessibile. Viva. Verdura traduce questa visione in linguaggio: accosta materiali preziosi e semipreziosi, alterna metalli di valore a leghe più semplici, gioca con il colore, con le forme, con i volumi e le asimmetrie. Rende il gioiello vivace, ironico. Insomma: è colui a cui tutti gli amanti del gioiello massimalista devono un grazie.
Il simbolo più celebre della collaborazione fra Verdura e Chanel è la croce di Malta. Ispirandosi alle insegne dei Cavalieri di San Giovanni, il designer siciliano trasforma questo emblema araldico in un motivo vibrante e contemporaneo. Nel 1935 realizza per Gabrielle due bracciali in smalto bianco, decorati con cabochon colorati. Lei, li indosserà per tutta la vita, al punto da consumarne i bordi.


Tra le altre più importanti creazioni ricordiamo poi la spilla “Wing” indossata da Joan Crawford nel film “Il Sospetto” di Alfred Hitchcock, i pezzi surrealisti firmati insieme a Dalì, gli orecchini “Target”, che ritraevano un bersaglio con frecce. Ancora, la spilla “Wrapped Heart”, quella ispirata a Medusa, e gli infiniti bijoux a forma di pigne, conchiglie, lune crescenti, ortaggi.


Gioielli che raccontano storie
Nonostante il suo ritiro nel 1973, la poetica di Verdura ha segnato un passaggio decisivo nella storia del gioiello del Novecento. La sua collaborazione con Chanel ha demolito le barriere tra alta gioielleria e bigiotteria, dimostrando che il valore di un gioiello non è solo materiale, ma narrativo.

Oggi, alcuni dei suoi pezzi più celebri tornano finalmente a catturare l’attenzione del pubblico. Il 10 dicembre, Christie’s New York presenterà una selezione di gioielli firmati Verdura: un’occasione unica per ammirare da vicino la sua arte. E per rendere omaggio al suo genio, ancora, purtroppo, poco conosciuto.
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