Loewe festeggia i 180 anni con una capsule collection

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Un’epopea di pelle prima della lampadina ed elettricità

Centoottanta. Non solo un numero, è un’era geologica se applicato alla moda contemporanea. Fondata a Madrid nel 1846, quando la luce elettrica era ancora un miraggio e il telefono una fantasia fantascientifica, Loewe spegne oggi le sue candeline confermandosi come la seconda maison di lusso più antica del globo terrestre. Nata come un piccolo, quasi silenzioso laboratorio di pelletteria madrilegno, la corazzata spagnola celebra oggi quasi due secoli di storia posizionandosi non come un polveroso museo da riverire, ma come la forza creativa più eccitante e intellettuale del mercato globale.

Mentre l’industria del lusso a volte arranca dietro a trend passeggeri e loghi urlati, Loewe risponde con l’unica moneta che non si svaluta: l’immaginazione pura come strumento del mestiere. Per inaugurare questo anniversario epocale, la maison non ha scelto la via del classicismo nostalgico, ma ha orchestrato un ecosistema visivo d’avanguardia. La fotografa d’arte Talia Chetrit cattura un cast corale intergenerazionale e destabilizzante: da Julia Garner a Sissy Spacek, passando per l’artista visiva Kara Walker e Giselle delle aespa. Un evento culturale che trova il suo compimento commerciale in una capsule collection che ridefinisce il concetto di heritage.

Atelier, manifattura, eredità

Il ruggito pop: l’ironia del leone tra uncinetto e intarsi

Andiamo al sodo: i pezzi. Il filo conduttore di questa collezione speciale è un felino. Un gioco di parole colto e sfacciato, dato che “Loewe” in tedesco significa proprio leone (omaggio all’artigiano Enrique Loewe Roessberg che si unì ai fondatori spagnoli nel 1872). Ma scordatevi l’araldica monarchica o le stampe barocche. Qui il re della savana è un disegno naïf, quasi infantile, che dissacra la sacralità del lusso.
Il pezzo forte è indubbiamente la Borsa Lion Intarsio Amazona 180 piccola. Parliamo di un capolavoro in pelle di vitello color burro. Qui il volto del leone è inserito sul quadrante tramite un lavoro d’intarsio millimetrico, con le orecchie dell’animale che spuntano tridimensionali oltre il profilo della borsa. Un accessorio che urla know-how artigianale ma con un’attitudine totalmente disinvolta.
Ad affiancarla, pezzi ready-to-wear apparentemente basici ma dalla manifattura maniacale. Le T-shirt in cotone sono disponibili sia in taglio regolare bianco con maxi stampa, sia in versione rilassata nera con logo ricamato effetto “hand-made”. Destinate a diventare i nuovi uniform-piece della stagione. Nota di merito per il Ciondolo testa di leone. Una micro-scultura da borsa realizzata all’uncinetto in filo rosso con dettagli in vitello. La perfetta sintesi di quell’alto artigianato che non si prende mai troppo sul serio.

Amazona 180: l’emancipazione femminile si fa morbida

Se c’è un elemento che merita un capitolo a parte nel giornalismo di moda contemporaneo, è l’archeologia delle silhouette. Nel 1975 Loewe lanciava l’Amazona Bag. Non era una borsa qualunque: nasceva nel momento esatto in cui la Spagna si apriva a una nuova era di libertà e opportunità post-franchista. Era la borsa pensata per le donne che entravano finalmente nel mondo del lavoro indipendente, una valigetta morbida ma strutturata che conteneva l’emancipazione femminile dell’epoca.

Oggi, per il 180° anniversario, i designer Jack McCollough e Lazaro Hernandez ereditano questo totem stilistico e lo stravolgono. La nuova Amazona 180 si spoglia delle rigidità geometriche del passato. Il duo creativo infonde al modello un tocco profondamente sensuale, destrutturato e fluido. È una borsa che da continuità ad una storia in evoluzione. Si adatta al corpo, si piega sotto il braccio, asseconda i ritmi caotici e ibridi della nostra generazione. Rimane il legame indissolubile con l’atelier di Madrid, ma cambia la destinazione d’uso: il lusso oggi non è più un’armatura rigida, è comfort intellettuale.

Il cinema incontra l’archivio: la narrazione digital di Banderas

Cosa resta quando lo shooting finisce e la capsule collection va esaurita? Resta la narrazione. Loewe dimostra di aver capito le regole del gioco multimediale pubblicando un film d’animazione celebrativo che ripercorre le tappe della maison. A dare corpo e gravità teatrale alla storia è la voce profonda e inconfondibile di Antonio Banderas. Un ritorno alle radici culturali spagnole che evita l’effetto nostalgia grazie a un’estetica cinematografica fresca e dinamica.

Questa operazione dimostra che il brand non sta semplicemente vendendo pelletteria eccellente; sta vendendo un’appartenenza culturale. Centoottanta anni dopo, Loewe è ancora qui a ricordarci che l’alto artigianato non è un concetto statico da preservare sotto una teca di vetro, ma un foglio bianco da accartocciare, ridisegnare e reinterpretare con un perenne, splendido spirito spensierato.

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Crediti foto: Pinterest, Loewe Official Website, Loewe Instagram Page.

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