A 91 anni compiuti da poco ci lascia tristemente Ornella Vanoni, la grande signora della musica italiana. Una donna straordinaria che ha fatto dell’eleganza inconsapevole il suo cavallo di battaglia.
Non ha certo bisogno di presentazioni la stupenda e indimenticabile Ornella Vanoni, la voce malinconica della musica leggera italiana. La sua ironia, la sua spontaneità e la sua sfrontatezza hanno conquistato tutti negli anni. Una carriera durata più di mezzo secolo, che l’ha vista amata da tutte le generazioni. Dalle prime apparizioni a teatro alle sue ultime ospitate a Che Tempo che Fa. Ornella Vanoni, tra un meme e una canzone iconica, è stata veramente il fil rougedell’italianità. Ad accompagnarla in tutto il suo percorso è stata un’innata eleganza, un senso della moda incredibilmente naturale e una disinvolta raffinatezza che non l’hanno mai abbandonata.
Storia di un’eleganza inconsapevole
Tra le cantanti italiane della sua epoca è stata, senza dubbio, una delle più eleganti. Mara Maionchi, suo ufficio stampa agli esordi, la ricorda così in un post su Instagram: “Ciao Ornella, rendevi tutto elegante, anche me che ricevevo in dono i tuoi vestiti dopo che li avevi indossati!”. Per la Vanoni, che ha fatto della trasgressione la sua firma, gli abiti erano parte fondamentale della sua arte. “Anche le mutande sono un costume di scena” dichiara a Simone Furlan in una splendida intervista pubblicata su Vogue Italia a novembre 2022. “È la tua decisione di entrare in scena in quel modo. La differenza dell’abbigliamento… Siccome io mi vesto e non mi cambio, non amo uscire e cambiarmi. Il vestito che avrò mi servirà sia per cantare sia per recitare. Non faccio ‘un personaggio’: faccio me stessa e quindi non ho bisogno di un look diverso”.


Prima che gli stylist entrassero a far parte dell’entourage dei cantanti, Ornella già prestava particolare attenzione al suo look. Nella stessa intervista ricorda che, prima che nascesse il prêt-à-porter, i vestiti se li comprava da sola. Tra i suoi luoghi di shopping preferiti c’era una boutique romana, “Bang Bang”, dove si faceva fare i vestiti su misura. Oppure ancora gli abiti di San Lazzaro o le creazioni degli stilisti francesi. La sua eleganza non passò affatto inosservata e, agli albori della moda italiana, Ornella diventò una delle personalità più apprezzate dai nuovi stilisti del made in Italy.
Ornella Vanoni e la Milano della moda
Non solo abiti su misura scelti da lei stessa e creatori francesi: Ornella Vanoni ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della moda italiana. “Ho conosciuto Gianni che non era nessuno, sconosciuto, e siamo diventati amici all’istante” racconta a Simone Furlan su Vogue, e parla proprio di Gianni Versace. Fino alla sua tragica morte, Ornella Vanoni è stata una delle muse di Gianni Versace. Meraviglioso il ricordo del loro primo incontro che Ornella ci lascia, raccontato in un video realizzato da Fox TV per la promozione della serie sull’omicidio Versace.


Lui, che ai tempi disegnava ancora per Byblos, le manda alcuni dei suoi abiti con un biglietto e lei aveva già capito che il ragazzo aveva della stoffa. Dopo qualche tempo, a Milano, mentre è su un taxi in via Senato vede due vetrine con la scritta “Gianni Versace”, fa fermare la macchina, si incontrano e comincia così una storia fatta di moda, arte, musica, seduzione, ma soprattutto amicizia. “Un’amicizia vera che va oltre lo stilista e la cantante” dice Ornella raccontando il rapporto con Versace.


Ma la storia d’amore con la moda non si ferma certo a Gianni Versace: l’altra fiamma del suo stile fu un altro grande della moda milanese, l’architetto della moda, Gianfranco Ferré. “Quando è morto Gianni ho cercato un’altra persona. Poteva essere Armani, che amo, ma siccome mi prendeva sempre in giro: ‘Vanoni in Versace, Vanoni in Versace…’, ho pensato di rivolgermi a Ferré e anche lì è stato un bellissimo rapporto” spiega Ornella Vanoni, ricordando uno stupendo abito in velluto, talmente bello che non si capiva dove iniziasse e dove finisse, che Gianfranco aveva fatto per lei, ma che le è stato rubato.
L’intelligenza del corpo
Ma l’eleganza di Ornella Vanoni, che già da tempo aveva deciso che si sarebbe fatta cremare in una bara di poco prezzo vestita Dior, non si limita agli abiti. In una puntata di Che Tempo che Fa con Elodie parla di un’attitudine che definisce “intelligenza del corpo”. Molto più che semplice seduzione, un’inclinazione quasi psicologica che permette di essere percepite belle, eleganti, sensuali in una maniera più profonda. Anche quando parla di vestiti, o quando decide di toglierli, Ornella ne sottolinea il lato più introspettivo. Quando scattò la copertina di Playboy decise che non sarebbe mai stata nuda integrale, ma sempre velata. Perché il vedo-non-vedo è molto più sexy.
“Siamo noi che mandiamo il messaggio allo specchio. Siamo noi che riflettiamo la nostra immagine.”
Con questa frase chiudo questo triste coccodrillo che riflette la perdita di una delle donne che più hanno segnato la storia del nostro Paese ma che, un po’ come la Carrà e altre icone, non smetterà mai di far sentire la sua voce.
Foto: Pinterest


