Il progetto SANIN e la rigenerazione di una specie

da | SUSTAINABILITY

Al Teatro alla Scala di Milano, durante i CNMI Sustainable Fashion Awards, è stato conferito al progetto SANIN il Climate Action Award. Un riconoscimento a chi ha innovato, progettato e creato con responsabilità ambientale

Dietro al nome SANIN si nasconde un’ intera impresa: Giovanni Schneider e Laura Ros, presidente e CEO, che giorno dopo giorno immaginano un futuro più sostenibile. Il rispetto della natura e la tutela ambientale sono al cuore di questo progetto di collaborazione, responsabilità e impatto rigenerativo. È un progetto che parte dall’America del Sud – dalle alture delle Ande argentine – e che viene premiato al centro della moda internazionale nella capitale globale della moda.

Laura Ros e G. Shcneider accettando il premio.

La rinascita di una fibra

Il progetto SANIN nasce nel 2007, in una delle regioni più remote del pianeta, dove la biodiversità e i territori sono sotto minaccia dai governi locali ed esterni. L’iniziativa parte dalla vigogna, animale nativo delle Ande, la cui fibra è da secoli considerata una delle più pregiate al mondo. Il suo sottopelo non è solo morbido e ultrafine ma, dovuto alle variazioni climatiche del suo habitat, ha la capacità di termoregolazione.

Il progetto SANIN rappresenta un programma di conservazione continuo che ha 18 anni di lavoro sulla conservazione della biodiversità, empowerment delle comunità e approvvigionamento responsabile delle fibre naturali. Nel 2025 raggiunge una tappa storica creando la prima balla di “Vicuña Superfine Argentina”, con una finezza di 11,7 micron. Un livello senza precedenti che stabilisce un benchmark globale per l’eccellenza e la sostenibilità.

La fibra pregiata di vigogna

Quando G. Schneider avviò il progetto, si stimava che rimanessero meno di 800 vigogne nella Reserva de la Biosfera de Laguna Grande. Dal 1969 la vigogna è una specie a rischio che ha un massimo grado di protezione ma ha dato solo inizio alla caccia furtiva che è stata penalizzata dai governi argentini e peruviani. Grazie all’azione coordinata tra comunità locali, istituzioni pubbliche oggi la popolazione è cresciuta a più di 5.000 esemplari con più di 100.000 ettari di ecosistemi ad alta quota tutelati. 

Le tosature sono condotte una volta all’anno con pratiche etiche da tosatori locali formati sotto supervisione veterinaria. Le comunità artigianali regionali sostengono i programmi di distribuzione della fibra partecipando attivamente nelle pratiche che avvengono nel loro territorio. In più, la filiera è tracciabile e responsabile con la fibra più pregiata ma anche preziosa per la sua scarsità al mondo.

Il Climate Action Award: un premio alla visione

Il Climate Action Award premia le realtà della moda, delle imprese o dei fornitori che hanno saputo sviluppare strategie per condividere la responsabilità che l’industria ha sulla realtà ambientale. Contribuire all’azione climatica è un atto collettivo. Il riconoscimento del CNMI è un segnale e un potente promemoria di come la sostenibilità dev’essere una priorità in ogni calendario aziendale. 

Il CNMI ha premiato un progetto lungo e paziente che abbraccia la biodiversità, l’inclusione sociale e la rigenerazione del territorio. Il progetto SANIN ha coltivato, creduto e sostenuto quotidianamente il loro desiderio e il premio è più che meritato. Durante l’evento, la consegna del premio è stata affidata a Paola Deda, Presidente UN Alliance for Sustainable Fashion e Director UNECE; ha riconosciuto le pratiche visionarie e l’impegno a lungo termine nella tutela ambientale del progetto.

La moda responsabile: aldilà dell’estetica

Essendo un punto di riferimento, la visibilità di SANIN dopo aver ricevuto il Climate Action Award al CNMI si amplifica. È una spinta per altre aziende che vogliano intraprendere percorsi simili. Serve essere coerenti, trasparenti e fare un investimento reale sulle comunità. Non è etico lavorare con le risorse altrui e prendere il credito, soprattutto con le regioni isolate e abbandonate dai propri governi.

Indagare il “come” e il “perché” nella moda e nei vestiti che portiamo ogni giorno dovrebbe essere una priorità. La qualità delle fibre che sono a contatto a diario con il nostro corpo non dovrebbe essere solo una conoscenza ma una pratica. Queste pratiche sono più ampie di noi e del nostro controllo. Scegliendo dove compriamo aggiungiamo, o no, la nostra goccia d’acqua in un lago di sostenibilità che fortunatamente è incamminato a diventare un mare.

Foto: sito web di Group Schneider, Pinterest