La scuola italiana insegna anche a vivere la vita?

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La scuola. Fin dal principio, il sistema scolastico ha il compito di insegnare la storia, la matematica, la grammatica, l’inglese, e l’obiettivo principale è sempre stato ottenere il voto più bello, per rendere in questo modo contenti i propri genitori. Oggi, la scuola si pone nuovi traguardi, che non riguardano più esclusivamente l’apprendimento culturale e lo sviluppo intellettivo, bensì la creazione di individui migliori, con principi e valori solidi in rapporto alla società che li circonda

La domanda che ci poniamo noi è: in Italia è già avvenuto questo cambiamento?

La scuola italiana ci insegna a vivere nel mondo, non di oggi, ma di ieri

Entriamo in una scuola. Varchiamo il cancello e ci troviamo davanti ad un vecchio edificio in stile anni Settanta. Saliamo le scale, color marmo antico, spento e scolorito; passiamo la porta d’ingresso; l’atrio è spoglio, non ci sono fotografie, né particolari decorazioni. Le pareti sono dipinte di colori sbiaditi e stinti; i corridoi lunghi e sguarniti; le uniche cose che attirano la nostra attenzione sono delle scritte nere su fogli bianchi appesi alle porte delle aule. Qua e là qualche macchinetta, spesso poco fornita, e delle scrivanie sgombre da oggetti.

La descrizione di questo luogo, percepito vuoto, desolato, silenzioso, quasi privo di emozioni e sensazioni, diventa la metafora del suo contenuto. La scuola italiana si è fermata, non si sa esattamente a quando, ma è rimasta lì, sospesa in un tempo non precisamente definito, che potrebbe avvicinarsi agli anni Sessanta, Settanta (ben sessant’anni fa, giusto per dare l’idea). La scuola di oggi ha la stessa impostazione di quando non c’era alcuna traccia di Internet, la tv era appena entrata nelle case degli italiani e la i giornali erano il principale mezzo di informazione. 

Per farla breve, il sistema scolastico in Italia non è al passo con i tempi. Proprio per nulla

Al giorno d’oggi il mondo muta rapidissimamente. Grazie a internet, alla globalizzazione, alle scoperte scientifiche, tecnologiche, mediche, etc. la società si evolve molto velocemente e in modo più dinamico rispetto al passato, le abitudini cambiano di anno in anno e con esso le esigenze della società. L’errore più grande che possa commettere questa istituzione è mancare di aggiornarsi, sia in termini di contenuti che di modalità di apprendimento. 

Ricordo personalmente il periodo in cui vennero introdotte, in quasi ogni aula, le cosiddette “LIM” (Lavagne interattive multimediali). Il problema? Gli insegnati non erano stati istruiti su come utilizzare questo strumento (Spesso non sapevano nemmeno accenderlo), e venivano perse ore intere a cercare di farlo funzionare, per poi alla fine lasciarlo spento e tornare alla vecchia lavagna con gesso, semplice e funzionale. 

A seguire, ci ricordiamo tutti i famosi banchi con le ruote durante il periodo del covid… o per dirne un’altra, proprio quest’anno, molti genitori si stanno lamentando di aver speso cifre esorbitanti per l’acquisto dei libri di scuola, all’interno dei quali ci sono numerosi apprendimenti collegati a internet tramite codice qr… il problema è che con la nuova riforma, in vigore da questo nuovo anno scolastico, i ragazzi non potranno più portare in classe il cellulare… La falla, come si può constatare, è nel sistema organizzativo. 

Ma lasciando da parte i problemi relativi alla regolamentazione, la scuola italiana fallisce anche dal punto di vista educativo

Il concetto di “scuola” per gli studenti è diventato sinonimo di stress e competizione. Come confermato da sondaggi e report, nella Penisola si registra una percentuale molto elevata di giovani che vivono questa esperienza con disagio ogni anno, anziché con la giusta leggerezza con cui dovrebbe essere affrontata. Anche perché, una volta arrivati al lavoro come faranno?

Le principali cause sono da ritrovarsi nel carico di compiti eccessivo, nella sproposita competizione con i compagni, nella forte pressione per ottenere buoni voti e nelle aspettative degli adulti, che incidono negativamente sul benessere psicologico e sul rendimento degli figli.  

Non c’è da stupirsi sono rimasti in pochi ad essere spronati e ad avere ancora voglia di mettersi in gioco e studiare.

Il concetto è che, se, invece, di studiare i sumeri, i babilonesi, gli egizi, etc. ogni qualvolta che iniziamo una nuova scuola (dalle elementari all’università), studiassimo la storia relativa al presente, il Novecento, cosa sta succedendo nel mondo, probabilmente, oltre ad essere più interessati, saremmo in grado di farci una nostra idea, un’opinione. I social ci forniscono sì, tantissime informazioni, ma invece di leggere le notizie riportate in modo diverso in base alla fonte da cui vengono pubblicate, creando solo caos, studiarle a scuola, con degli esperti, ci darebbe una formazione più professionale e attendibile. 

Stesso discorso vale per la politica

Si vota a 18 anni. Alcuni (molti pochi) si sono fatti un’idea sulla situazione politica attuale; tutti gli altri, a meno che non ne abbiano discusso in famiglia, non hanno sono informati su nulla: per chi si sta votando, per quale motivo e come funziona in Italia il governo. Non credete che qualche lezione in più di Cittadinanza e Costituzione forse farebbe bene al futuro del Paese?!

Ma si sa, l’ignoranza è sempre più facile da controllare…

Tra le altre cose, ciò che manca davvero alla scuola italiana è senza dubbio un’Educazione Digitale, che al giorno d’oggi viene sottovalutata. Se venisse integrata nei programmi e spiegata già ai più piccoli, che si approcciano agli smartphone a cinque anni, ci sarebbero molti meno problemi, casi di bullismo e qualsiasi complesso legato a questo argomento di forte discussione. Abbiamo di fronte nuovi strumenti, tra questi anche l’Intelligenza Artificiale, usati ed abusati da chiunque, che nessuno ci educa a controllare e con cui ci interfacciamo quotidianamente. Necessitiamo di corsi e formazione per sfruttarli al meglio, al fine di renderli un aiuto, un supporto, e non un male. 

Non si parla mai, invece, di Educazione Sessuale, o anzi, se ne parla, ma sempre sotto voce… Negli ultimi anni sono aumentate spropositamente le infezioni legate alle malattie sessualmente trasmissibili. Invece che parlarne un’ora (se va bene) in totale, su 3 anni di scuole medie, e affrontando esclusivamente argomenti superficiali e poco spinosi, bisognerebbe aggiornare l’intero sistema e pianificare progetti interi relativi a questo argomento così significativo. 

A ciò, si aggiunge l’orientamento e l’inclusività verso tutte persone con difficoltà. Non bastano i milioni casi di bullismo che abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi?! Tutte le morti causate dalle prese in giro sui social e non? Introdurre seminari specifici sarebbe un’altra delle cose su cui il governo dovrebbe riflettere e modificare. 

Si parla di una vera e propria crisi dell’istruzione in Italia

La colpa non è degli insegnanti, ma del sistema governativo. 

L’obiettivo della scuola dovrebbe essere lo sviluppo integrale della persona, ossia la crescita personale interiore e l’apprendimento del mondo; la scuola dovrebbe fornire più strumenti possibili per permettere allo studente di diventare un adulto, un cittadino e una persona con dei valori e delle idee chiare.

Siamo noi gli adulti del futuro, e se continuiamo in questo modo avremo in mano un mondo che non sapremo controllare. Fate qualcosa.  

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