Giovani stanchi di avere coinquilini. L’indipendenza è bella, ma costosa 

da | LIFESTYLE

Il 52% dei giovani europei che abita con dei coinquilini preferirebbe vivere da solo: un desiderio utopico destinato a realizzarsi soltanto dopo il matrimonio o con un botta di … alla lotteria

Convivere e avere coinquilini può essere fantasticamente divertente oppure terribilmente disastroso.

Quando si spartiscono gli spazi vitali con qualcuno, che non sia un genitore o un fratello o una sorella (Gente con cui non siamo cresciuti in casa, insomma), ciò che rischia di compromettersi veramente non è tanto un’amicizia o un rapporto interpersonale, ma la sanità mentale. 

Niente ironia, né battute, la pura e semplice verità è che bisogna avere cura del proprio benessere psicofisico, prima di arrivare all’esaurimento. Vivere con un estraneo è una sfida con noi stessi, una prova di adattamento, un modo per conoscerci più a fondo e scoprire dei lati del nostro carattere di cui eravamo ancora all’oscuro. Si diventa migliori e si cresce. Niente paura però, non ci sono solo litigi e problemi all’ordine del giorno. Come potete immaginare, qualcosa in comune avremo con “costui” con cui dividiamo l’appartamento, che, come noi, ha deciso di andare via di casa per costruirsi un futuro migliore. 

Spesso si dice “Trovare un buon coinquilino è come fare terno al lotto”. Beh, vi posso assicurare che non è sempre così. Ad esempio: a me è andata bene. 

Essendo stata io fuori-sede per tre anni durante l’università, ed essendomi poi radicata nella frenetica Milano, ho condiviso l’appartamento con un ragazza di un’altra città, che fino a quel momento non conoscevo e avevo scoperto su Instagram che avrebbe frequentato la mia stessa Accademia. Dopo aver scambiato due messaggi ed esserci incontrate dal vivo, giusto per assicurarci che non fossimo due pazze squilibrate, la ricerca della casa ha avuto inizio. Un appartamentino dotato di bagno, cucina e una stanza sola per entrambe. Sono stati tre anni piacevoli. Frequentando le stesse amicizie e avendo una “vita simile” la convivenza andava alla grande: pranzi e cene insieme, momenti di studio e condivisione del taxi al ritorno di una serata.

In seguito a qualche misunderstanding iniziale, d’obbligo per chiarirsi (Volete dirmi che c’è gente a cui non succede?! Impossibile, ve lo assicuro) tutto è filato liscio. Dopo l’università, ognuna con i propri impegni, forse andava ancora meglio: chi entrava, chi usciva, non ci si dava neanche il minimo fastidio. Ma ecco che dopo un po’ di tempo la voglia di avere sempre più spazi tutti per sé iniziava a farsi sentire. Amicizie diverse e necessità diverse. E così adesso si è ugualmente amiche, ma a distanza di un piano, con una porta d’ingresso come separé.

Questo per dirvi che la convivenza non è poi così orribile come si pensa, ci sono pro e contro, ma in età post-adolescenziale/universitaria avere un coinquilino con cui convivere avventure e sventure ti forma come persona e come adulto

L’unico rischio di vivere con un amico potrebbe essere rovinare un’amicizia, perché tutto è fantastico quando alle superiori ci si incontra ogni pomeriggio dopo scuola con il compagno di banco, in discoteca insieme, in biblioteca insieme, ovunque insieme. Ma vivere con qualcuno è una cosa totalmente diversa, ognuno ha le sue abitudini. È più facile litigare con qualcuno con cui si è in confidenza, mentre se si è con un estraneo, almeno all’inizio, si cerca di evitare di entrare con il piede di guerra e, invece, chiarirsi con le migliori maniere.

Forse quando non c’erano gli smartphone, i computer e i device, era sicuramente più apprezzato avere dei coinquilini, rispetto ad oggi. 

C’è poi chi, ancora a casa dei genitori, sogna di avere un’esperienza di coinquilinaggio, immaginandola soltanto come: spasso, feste e divertimento, tutto rose e fiori, ma non è esattamente così…

Giusto per raccontarvene alcune: 

L’esperienza bagno

Appropriarsi del bagno spesso può diventare un’impresa, la mattina, all’ora di punta. Pensate condividere una casa con altre tre o quattro persone e avere soltanto una toilette…

Non disturbare i vicini di stanza

Due possono essere le situazioni: cercare di avere momenti intimi con qualcuno che avete ospitato e provare a non disturbare i coinquilini, oppure al contrario, essere quello che non vuole essere disturbato. Esempio: torni a casa, stanco, dopo un’intensa giornata di lavoro e i tuoi coinquilini stanno danno il party del secolo con 4794268 invitati sbronzi e eccitati… non proprio quello speravi.

Turni pulizie e spazzatura

Forse il problema maggiore quando si parla di sopravvivenza con dei coinquilini è il discorso ordine e pulizie. Se si è in tanti è bene progettare una tabella con i vari turni e le mansioni. Se queste non verranno rispettate, allora si che potrebbe scatenarsi un vero inferno. 

Tolto il fatto che spesso avere una stanza condivisa, in un appartamento con altre tre persone, un solo bagno (In quattro), a Milano, può arrivare a costare fino a 600/700 euro al mese… condividere rimane comunque una bella opzione (Fino ad un certo punto)

In Europa più della metà dei giovani vorrebbero non avere coinquilini

A questo proposito, è emerso da un recente sondaggio condotto da HousingAnywhere, una delle principali piattaforme europee di affitti a medio termine, che in Europa il sogno del 52% di studenti è avere un appartamentino tutto per sé, dove fare ciò che si vuole, senza limitazioni, né troppi sbattimenti.

Vogliamo lasciare il lavello stracolmo di piatti? Vivendo da soli si può fare. Non abbiamo tempo di fare le pulizie, nonostante la casa sia un disastro? Senza coinquilini nessuno rompe le scatole. Vogliamo tornare a casa la sera e lanciare letteralmente i vestiti sulla scrivania? Da soli si può (Sembra una specie di slogan di protesta politica esposto nelle piazze durante le manifestazioni, ma il concetto lo avete capito tutti, vero?!) 

Secondo lo studio, le percentuali variano da Stato a Stato: nei Paesi Bassi sono il 60% coloro che vorrebbero avere una casa propria; in Germania il 56%, in Italia il 47% e in Spagna il 46%. Più o meno siamo tutti sulla stessa barca. 

Alcune soluzioni

A fronte di tutte queste problematiche si è sviluppato un nuovo fenomeno, quello del cohousing, ossia spazi privati, ma con servizi in comune. Oltre a un sito, creato da uno studente di Bristol, per trovare il match perfetto tra coinquilini.

E voi, se poteste decidere, preferireste soli o mal accompagnati? 

Immagini: Pinterest