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	<title>SEO Archivi - AdL Mag</title>
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	<title>SEO Archivi - AdL Mag</title>
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		<title>Il titolo che colpisce: l’headline diventa la calamita del click</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Martina Gallazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Sep 2024 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[titolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che sia un post di Instagram, un link sul web, un libro o uno strillo di copertina su una rivista, la prima cosa che notiamo è sempre il Titolo.&#160;Accompagnato delle immagini, che sono le fondamenta della società odierna, il titolo, nell&#8217;era digitale, è l’esca che attira il lettore nella rete della curiosità&#160; Quanti di voi, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong><em>Che sia un post di Instagram, un link sul web, un libro o uno strillo di copertina su una rivista, la prima cosa che notiamo è sempre il Titolo.&nbsp;Accompagnato delle immagini, che sono le fondamenta della società odierna, il titolo, nell&#8217;era digitale, è l’esca che attira il lettore nella rete della curiosità&nbsp;</em></strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Quanti di voi, scorrendo le notizie sul web o sui social, hanno cliccato un link dopo aver letto un <strong>titolo</strong> accattivante?&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">E, quanti invece, hanno fatto scroll down, ignorando una notizia, a causa di un <strong>titolo</strong> poco comprensibile e noioso?</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il <strong>titolo</strong> è una specie di <em>call to action</em>, che se piccante e allettante richiama l’attenzione del lettore e lo indirizza ovunque voglia.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Il titolo: l’elemento più importante e il più visibile</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il <strong>titolo</strong> ha la funzione di presentare al lettore i contenuti essenziali della notizia o dell’argomento dell’articolo, senza esaurirlo. Domina e introduce il pezzo giornalistico, ed è sempre evidenziato rispetto al resto del testo.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">&nbsp;Il suo scopo è catturare l&#8217;attenzione, e allo stesso tempo invogliare il lettore a cominciare la lettura; ma, nella stesura, non bisogna dimenticare la parte più importante: rispecchiare il contenuto dell’articolo.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Un buon titolo deve essere un compromesso fra: sintesi del contenuto ed esaltazione dell’elemento centrale.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Esistono due tipi di <strong>titoli.</strong> Ci sono i<strong> titoli caldi</strong> (coinvolgenti ed emotivi) e i <strong>titoli freddi </strong>(distaccati e informativi). I titoli caldi fanno leva sulle emozioni e sui sentimenti del lettore, colpendolo con espressioni e parole forti; mentre quelli freddi informano formando dei dati concreti e trasparenti, immediatamente comprensibili, e in cui non trapela il parere del giornalista.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Un esempio di titolo caldo:<em> San-Giuliano, non è poi così Santo…</em></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Un esempio di titolo freddo: <em>Incendio distrugge la zecca di stato&nbsp;</em></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Per farvi un esempio più concreto, il <strong>Vernacoliere</strong>, <strong>LivornoCronaca</strong>, un mensile di “<em>satira, umorismo e mancanza di rispetto in vernacolo livornese e in italiano, nato nel 1982”,</em> utilizza moltissimo e quasi esclusivamente i titoli caldi. Ecco la copertina di Agosto 2024:&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="460" height="600" data-id="26279" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/copertina-agosto-2024.jpg" alt="" class="wp-image-26279" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/copertina-agosto-2024.jpg 460w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/copertina-agosto-2024-230x300.jpg 230w" sizes="(max-width: 460px) 100vw, 460px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Mai a caso</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Anche il <strong>titolo</strong>, come tutti gli elementi che compongono un articolo, deve rispettare la linea editoriale del giornale o del sito, per essere coerente e contribuire a creare l’identità del media che rappresenta.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Il titolista</strong></h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Un tempo era il giornalista ad intitolare il proprio pezzo, mentre, oggi esiste una figura che si occupa solo di questo: il <strong>titolista.&nbsp;</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il <strong>titolista</strong> si occupa solo di <strong>scrivere l’headline</strong> per attirare lettori. La sua importanza è cruciale per fare una buona prima impressione, soprattutto nel mondo digitale. In un&#8217;epoca in cui gli utenti scorrono velocemente le notizie sui dispositivi, un <strong>titolo</strong> interessante potrebbe fare la differenza tra un articolo letto e uno ignorato. Inoltre, grazie alle nuove tecniche SEO, un buon <strong>titolo</strong> restituisce visibilità ad un articolo e al suo sito nei risultati dei motori di ricerca.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Allo stesso tempo, i <strong>titoli</strong> non devono risultare fuorvianti o sensazionalistici, poiché potrebbero danneggiare la reputazione del sito o del giornale in questione, se per richiamare il lettore lo ingannano.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"> È questo il caso del <strong>Clickbaiting</strong>.</p>



<h4 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Curiosità: Clickbaiting è il titolo acchiappa-click&nbsp;</strong></h4>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Significa letteralmente <strong>esca da click. </strong>L’obiettivo è farsi notare da chi legge, e trascinare l’utente sul sito, aumentandone le visite.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Dicono poco o nulla sul contenuto dell’articolo, ma suscitano curiosità attraverso giochi di parole o espressioni che fanno leva sull’interesse proprio dell’individuo di sapere e di conoscere sempre di più.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">È una specie di manipolazione, che agisce quasi inconsciamente sulle persone.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Esempio di <strong>Clickbaiting</strong> : <em>“Come sono diventato milionario in una settimana”, “Il segreto per perdere 10 kg in un mese”, “Fa sosta in autogrill. Non immaginerete cosa succede dopo”.</em></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ecco perché la figura del <strong>titolista</strong> non va sottovalutata. Ci sono dei percorsi di studi appositi per fare questo mestiere.&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong><em>“Fare il titolista è una forma d&#8217;arte.”</em></strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong><em>Jennifer Lee</em></strong></p>
</blockquote>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="564" height="418" data-id="26282" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/9e46f7424a9fc2a7452e63159f6206f3.jpg" alt="" class="wp-image-26282" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/9e46f7424a9fc2a7452e63159f6206f3.jpg 564w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/09/9e46f7424a9fc2a7452e63159f6206f3-480x356.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 564px, 100vw" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h5 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Questo articolo non ha titolo</strong></h5>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La testa del gruppo <strong><em>Condé Nast</em></strong>, <strong><em>Wired Italia,</em>&nbsp;</strong>il 30 giugno 2021, per 24 ore, ha deciso&nbsp;di&nbsp;pubblicare sul proprio sito esclusivamente articoli aventi come titolo&nbsp;“<strong><em>Questo articolo non ha titolo”.&nbsp;</em></strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Una vera e propria provocazione pensata per&nbsp;<em>“invitare i lettori a non restare in superficie</em>”&nbsp;e ad approfondire, senza essere influenzati dalle due o tre parole che formano il <strong>titolo</strong>.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Sulla base di questa iniziativa il numero Estate 2021 di <strong><em>Wired</em></strong> trattava la tematica del “Grande Inganno”, <em>dedicato all’eccessiva polarizzazione delle discussioni che nascono e si diffondono online.</em></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Spesso ci facciamo un’idea di qualcosa soltanto sulla base del titolo. Sbagliando, pensiamo sia sufficiente una frase a fornirci le competenze per sviluppare un’opinione o un giudizio riguardo qualcosa. Il <strong>titolo</strong> è fondamentale per indirizzarci verso i nostri interessi, ma spesso mette in atto meccanismi di sintesi e banalizzazione che non ci consentono di imparare e conoscere nuove cose.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>“Sappiamo benissimo che i titoli sono fondamentali per un sito di news o un giornale: aiutano i lettori a orientarsi a scegliere cosa leggere. Quindi non vogliamo dare alcuna lezione di giornalismo. Ma per oggi vogliamo privilegiare la complessità delle questioni che affrontiamo. Ben consapevoli ovviamente che molto spesso è importante avere opinioni nette. Sulla vaccinazione e sul Ddl Zan, solo per citare due esempi, qui a Wired abbiamo le idee chiare e siamo in entrambi i casi favorevoli. Ma è importante che il giudizio sia consapevole e arrivi quindi dopo un approfondimento. Perché tra i principali compiti di un organo di informazione come è Wired c’è quello di contribuire a un sano sviluppo della discussione pubblica. E oggi il nostro contributo vuole essere questo”, afferma </em><strong><em>Federico Ferrazza, direttore di Wired Italia.</em></strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Immagini: Pinterst</p>
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		<title>Cosa vuol dire SEO? Saper Essere Ottimizzati&#8230;</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2023/06/09/cosa-vuol-dire-seo-saper-essere-ottimizzati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaia Simonetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 08:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[Come aumentare visualizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa vuol dire SEO? Saper essere ottimizzati. Sì, è una ripetizione, subito all’inizio dell’introduzione. E così una l’abbiamo. Perché affacciarsi concretamente al mondo dell’editoria vuol dire anche questo. Imparare a familiarizzare con il SEO.&#160;E imparare a ripetersi. Eccoci dunque da studenti a giornalisti, si passa dall’aula alla realtà. Dalla teoria alla pratica. È un attimo. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa vuol dire SEO? Saper essere ottimizzati. Sì, è una ripetizione, subito all’inizio dell’introduzione. E così una l’abbiamo. Perché affacciarsi concretamente al mondo dell’editoria vuol dire anche questo. Imparare a familiarizzare con il <a href="https://www.insidemarketing.it/glossario/definizione/seo/">SEO</a>.&nbsp;E imparare a ripetersi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Eccoci dunque da studenti a giornalisti, si passa dall’aula alla realtà. Dalla teoria alla pratica. È un attimo. Per fortuna, così si è preparati a cosa c&#8217;è fuori, una volta usciti da questa bolla di privilegio che è lo status da universitario.&nbsp;Perché te lo raccontano. Delle ripetizioni, delle parole chiave. “Per aumentare la visibilità nei motori di ricerca”. È lo stesso acronimo (Search Engine Optimization) a dirci a cosa serva. Ma poi devi familiarizzarci. E inizia il dramma.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché il dramma? Innanzitutto perché qualsiasi cosa tu abbia scritto non va bene. Sei soddisfatto, fiero di te. Carichi il tuo articolo. Leggibilità: rossa. Le frasi sono tutte più lunghe di soggetto, predicato e verbo.  Manca la frase chiave. Scrivi la frase chiave. Cinque parole? Rossa, devono essere massimo quattro. Riscrivi la frase chiave. Ottimo lavoro, però non è <strong>all’inizio </strong>della frase meta, del titolo e del primo paragrafo. Poi manca un paio di volte nel testo, così, anche a caso.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Praticamente scopri che i quindici anni di studio della lingua e della letteratura italiana che ti hanno portato a questo giorno sono serviti a poco e niente. Non bisogna ripetere le parole? Sacrosanti siano i sinonimi? E allora <strong>ripetiamo le intere frasi in serie</strong>. “Purtroppo l’algoritmo è stupido e per niente creativo. Il Seo è una dittatura ottusa a cui dobbiamo piegarci se vogliamo che qualcuno ci legga”, mi è stato spiegato. Ed è purtroppo così. Perché noi vogliamo che ci leggano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che mi chiedo a questo punto è: perché, affinché un testo venga letto, deve essere basico e mediocre? I giornali, alla loro origine, hanno lo scopo di insegnare qualcosa agli altri. So qualcosa che tu non sai, voglio raccontartela. Te la lascio per iscritto, nero su bianco.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando escono notizie importanti, di quelle che vanno lanciate immediatamente, come “è morta la Regina Elisabetta”, finiscono per uscire una serie di articoli tutti uguali. Sgrammaticati fino all’inverosimile. Tutti uguali non solo tra loro ma anche nel titolo, introduzione, testo e conclusione. Una serie di ripetizioni di frasi chiave. Un po’ come i manuali scritti dal alcuni docenti universitari, autopubblicati, sfogliando i quali si incontrano le stesse pagine più e più volte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per me, è sempre più frequente fare la telefonata di rito che inizia con “Leggo tanti articoli ma non capisco cosa stia succedendo, sai chiarirmi le idee?”. Perché ormai le notizie escono e si diffondono sempre più velocemente. Vengono aggiornate di continuo e di conseguenza le informazioni sono sempre più frammentarie e confusionarie. Si finisce per accontentare il SEO &#8211; e le tasche tintinnanti &#8211; al suono di ogni clickbait. Piccolo segreto: l&#8217;articolo scritto in fretta e furia lo apriranno in tanti, ma quello che racconta per davvero qualcosa viene condiviso. E allora una soluzione c&#8217;è.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così se fino a ieri mi leggevo intorno con sdegno, ora capisco. Compatisco anche, ma ci sto comunque stretta. So che comunque qui, su AdlMag, vogliamo trovare la chiave per superare l&#8217;omologazione. Per accontentare l&#8217;algoritmo in modo che un articolo però sia leggibile. E godibile. Quindi per concludere, ecco cosa vuol dire <em>SEO: Saper Essere Ottimizzati.</em> Così, di ripetizioni nel testo, ne abbiamo due. Ma l&#8217;algoritmo l&#8217;abbiamo fregato&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2023/06/09/cosa-vuol-dire-seo-saper-essere-ottimizzati/">Cosa vuol dire SEO? Saper Essere Ottimizzati&#8230;</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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