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	<title>scarpe Archivi - AdL Mag</title>
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	<title>scarpe Archivi - AdL Mag</title>
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		<title>Maharani Indira Devi: la moda come rivoluzione culturale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarpe intarsiate e sari di chiffon, il gusto di Maharani Indira Devi è stato un forte simbolo politico che ha stravolto l&#8217;estetica e l&#8217;indluenza di un paese intero. Nella storia della moda sono diverse le figure cardine, alcune di queste le conosciamo tutti e non avremmo problemi a nominarne almeno un paio. Esistono però anche [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Scarpe intarsiate e sari di chiffon, il gusto di Maharani Indira Devi è stato un forte simbolo politico che ha stravolto l&#8217;estetica e l&#8217;indluenza di un paese intero.</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nella storia della moda sono diverse le figure cardine, alcune di queste le conosciamo tutti e non avremmo problemi a nominarne almeno un paio. Esistono però anche dei personaggi senza i quali alcuni di quelli che amiamo oggi (e ieri) nel mondo della moda non avrebbero saputo da dove iniziare. Sono persone che hanno fatto la storia, ma il cui storico, appunto, non è riuscito a rimanere sufficientemente a galla per dimostrare la sua potenza e importanza. Una di queste storie è quella di <strong>Maharani Indira Devi. </strong></p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Indira Devi è passata alla storia per essere stata una delle più grandi collezioniste e &#8220;influencer&#8221; ante litteram nel mondo delle calzature di lusso, ma è stata molto di più.</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In realtà Indira Devi ha fatto politica con il suo stile, riuscendo ad influenzare il ruolo delle donne nelle élite indiane durante il periodo di passaggio dal dominio coloniale all&#8217;indipendenza del paese. L&#8217;uso che ha fatto della moda è un caso importante di costruzione dell&#8217;identità in un&#8217;epoca delicatissima di transizione. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="640" height="640" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/id-10.webp" alt="" class="wp-image-55173" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/id-10.webp 640w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/id-10-480x480.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 640px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Historified</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Un caso importantissimo è legato all&#8217;invenzione del Chiffon Sari. Prima di lei i sari delle nobili indiane erano pesanti, rigidi, carichi di tessuti opachi come il broccato. Indira Devi durante uno dei suoi viaggi a Parigi scoprì lo chiffon di seta: leggero, trasparente e fluido. Chiese che venisse prodotto in larghezze adatti al sari e una volta portato in India con sé, trasportò anche un&#8217;immagine di dinamismo e libertà di movimento. E&#8217; così che la figura della nobile indiana spezzava le catene con l&#8217;idea di una statuaria rinchiusa nel palazzo, diventando una donna che poteva camminare, viaggiare e stare nei salotti internazionali proprio come le europee. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Indira Devi ha coltivato per tutta la sua vita un grandissimo amore per le scarpe, in special modo quelle di Salvatore Ferragamo.</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">E&#8217; questo il motivo che ha portato la sua figura a legarsi con quella di amante e collezionista di calzature di lusso. Famosissima è la sua commessa a Ferragamo a cui ordinò un centinaio di paia di scarpe, su per giù, in una sola volta. (E come darti torto Indira&#8230;). Uno dei modelli più iconico fu realizzato con seta ricamata di altissima qualità fornitagli dalla stessa Indira.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L&#8217;ordine a Ferragamo era pensato per poter avere una scarpa per ogni modello di sari in chiffon, creando così un&#8217;immagine pubblica decisamente coerente, oltre che un&#8217;estetica in grado di fondere l&#8217;india reale con l&#8217;alta-moda europea. I diamanti, le perle e i rubini che faceva includere nelle sue calzature le spediva direttamente lei a Firenze, dal tesoro reale indiano alle mani di Ferragamo per incastonarli nelle tomaie o nei tacchi. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Ferragamo inventò anche un modello a suo nome, il sandalo Maharani, rivestito di velluto e decorato con una struttura in ottone sbalzato, ricoperto di gemme preziose. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La scelta dei tessuti è dovuta proprio all&#8217;estro di Indira. La nobile indiana amava i contrasti tattili e visivi e per questo le sue scarpe erano spesso realizzate in velluto, seta, raso e anche pelle di capretto. Il suo amore per le scarpe la portò assieme a Mary Pickford e Joan Crawford nelle memorie del calzaturiere fiorentino, dove divise tutte le sue clienti famose in tre categorie, basate sulla forma e la misura del piede. Indira Devi, assieme alle altre due iconiche donne, fu classificata come Cenerentola, per il suo piede piccolo, il suo amore per la moda e la sua estrema femminilità. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="559" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/maharani-indira-devi-footwear-3.webp" alt="" class="wp-image-55172" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/maharani-indira-devi-footwear-3.webp 800w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/maharani-indira-devi-footwear-3-480x335.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 800px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Luxury Launches</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In realtà Indira portava con se un accessorio ancora più eccentrico, se possibile, un vero e proprio talismano vivente. Questa era una piccola tartaruga viva il cui guscio era incastonato di pietre preziose. La nobile indiana la usava come portafortuna nelle sue serata ai casino di Parigi o della Riviera. Luoghi anche questi in cui la sua presenza permetteva a un intero Paese di affermarsi nella scena occidentale a parimerito di tutti gli altri. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Gli accessori e il suo spiccato stile, decisamente eccentrico per il periodo, l&#8217;hanno resa una figura che domina la scena sociale, rappresentando il potere indiano nei luogi dell&#8217;élite occidentale. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Oggettivamente nelle fasi pre-indipendenza l&#8217;abbigliamento è stato un campo di battaglia politico. Basti pensari al Khadi di Gandhi e quello che ha rappresentato. Indira Devi in questa situazione ha proposto una terza via e mentre Gandhi proponeva un ritorno alla semplicità rurale del paese, Indira parlava di un&#8217;India sofisticata, colta e globale. Il suo stile ha anche influenzato intere generazioni di donne delle alte classi a pensare alla moda non come una frivolezza, ma come un modo per rivendicare la propria presenza nella sfera pubblica. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Anche il suo amore per le scarpe ha in realtà rappresentato una rivoluzione culturale. Infatti, in India le calzature avevano un forte connotato di casta e riutualità, Indira Devi indossando tacchi alti di design italiano sotto un sari di chiffon, creava un&#8217;estetica a cui i colonizzatori britannici dovevano adattarsi e non giudicare. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">L&#8217;utilizzo di oggetti del lusso occidentale le permettevano di legittimare la propria autorità negli ambienti europei, rompendo lo stereotipo della donna indiana esotica e arretrata. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ma soprattuto Indira Devi ha rotto la tradizione dei matrimoni combinati. Destinata a sposarsi con il Mahraja di Gwalior, ruppe il fidanzamneto per sposare per amore Jitendra Narayan di Cooch Behar. Questo, in una società fatta di caste e tradizioni ferree, fu un atto di ribellione individuale estremo che segnò la transizione verso modelli di famiglia più moderni. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Rimasta vedova divenne poi reggente per il figlio. Anche qui controcultura: invece di ritirarsi a vita privata, come da tradizione, gestì il potere politico e sociale con polso fermo. Indira Devi, di nuovo, si conferma un soggetto politico attivo, abbandonando l&#8217;associazione donna-oggetto di rappresentanza. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Nemmeno Vogue o Harper&#8217;s Bazaar rimasero immuni a questo cambiamento e la sua influenza segnò anche qui un momento di svolta sociologica. </h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="914" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Maharani20Gayatri20Devi20of20Jaipur.jpg" alt="" class="wp-image-55174" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Maharani20Gayatri20Devi20of20Jaipur.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Maharani20Gayatri20Devi20of20Jaipur-480x596.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Vogue India</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Per la prima volta la donna indiana non viene ritratta solo come un soggetto etnico, coloniale, ma diventa una delle protagoniste dell&#8217;eleganza globale. Infatti, prima di lei, l&#8217;immagine dell&#8217;india nelle riviste occidentali era legata al folclore. Con lei tutto cambia. Vogue la elegge a icona e Indira Devi comincia ad apparire nelle cronache mondane proprio per le sue scelte di stile. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La sua influenza fu così importante che Vogue iniziò a pubblicare editoriali su come indossare il sari o trarre ispirazioni dai suoi drappeggi. Vogue trasformò Indira in un modello di consumatrice d&#8217;élite, quindi non più solo regina che ereditava tesori, ma cliente che sceglieva e commissionava. Simbolo che la ricchezza indiana stava alimentando l&#8217;industria del lusso europea, quindi non più colonia da cui estrarre risorse, ma un mercato di individui sofisticati con un gusto che influenzava i designer di Parigi e Firenze. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il culmine della sua influenza arriva nel 1940, quando sua figlia Gayatri Devi venne inclusa da Vogue nella lista delle dieci donne più belle del mondo. </h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="250" height="330" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Indira_Devi_of_Kapurthala_at_the_BBC_c_1946.jpg" alt="" class="wp-image-55175" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Indira_Devi_of_Kapurthala_at_the_BBC_c_1946.jpg 250w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Indira_Devi_of_Kapurthala_at_the_BBC_c_1946-227x300.jpg 227w" sizes="(max-width: 250px) 100vw, 250px" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Wikipedia</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Indira Devi è quindi l&#8217;esempio perfetto di quella che è la transculturalità, ossia un&#8217;identità che non appartiene più a una sola cultura, ma ne attraversa diverse creandone una nuova, più ricca e complessa. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In un momento di delicatissima transizione politica, la moda attraverso Indira Devi ha fatto da simbolo politico in grado di definire la forza di un&#8217;identità culturale, dapprima considerata secondaria e poi diventata forte influenza. </p>
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		<title>Vivaia Official</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Borrazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SUSTAINABILITY]]></category>
		<category><![CDATA[scarpe]]></category>
		<category><![CDATA[sustainability]]></category>
		<category><![CDATA[Vivaia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Brand di calzature sostenibili che coniuga comfort quotidiano e stile consapevole Nato negli Stati Uniti, Vivaia è un brand di calzature sostenibili che ha costruito la propria identità sull’incontro tra innovazione, design e rispetto per l’ambiente. Nel 2025 il marchio ha rafforzato la sua presenza in Europa aprendo due store in Italia, a Milano e [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Brand di calzature sostenibili che coniuga comfort quotidiano e stile consapevole</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nato negli Stati Uniti, <a href="https://www.vivaia.com/article/about-us">Vivaia</a> è un brand di calzature sostenibili che ha costruito la propria identità sull’incontro tra innovazione, design e rispetto per l’ambiente. Nel 2025 il marchio ha rafforzato la sua presenza in Europa aprendo due store in Italia, a Milano e a Roma.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Vivaia è diventato rapidamente riconoscibile per le sue calzature pensate per ogni occasione: modelli versatili, eleganti e soprattutto confortevoli, capaci di accompagnare la quotidianità senza rinunciare allo stile. L’obiettivo del brand è offrire scarpe che rispondano alle esigenze di una vita dinamica, superando l’idea che la sostenibilità debba necessariamente sacrificare l’estetica.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="830" height="1024" data-id="54712" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2270-830x1024.jpg" alt="" class="wp-image-54712" /></figure>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il nome “Vivaia” nasce dall’unione di due forme diverse del design della scarpa, la &#8220;V&#8221; e la &#8220;A&#8221;, mentre la doppia &#8220;I&#8221; richiama simbolicamente la forma della bottiglia di plastica. Un riferimento non casuale, che sottolinea uno degli elementi centrali dell’identità del brand: il riutilizzo creativo dei materiali e la trasformazione degli scarti in risorse.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Al centro della filosofia Vivaia c’è infatti l’impiego di materiali eco-sostenibili, tra cui bottiglie di plastica riciclate, selezionate e lavorate per garantire resistenza, flessibilità e comfort. L’impegno del brand è orientato a ridurre il più possibile l’impatto ambientale lungo il processo produttivo.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="836" height="1024" data-id="54714" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2271-836x1024.jpg" alt="" class="wp-image-54714" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="836" height="1024" data-id="54715" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2274-836x1024.jpg" alt="" class="wp-image-54715" /></figure>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Vivaia celebra un’idea di comfort contemporaneo, lontana dalla classica sneaker sportiva. Le sue calzature sono progettate per essere comode ma raffinate, pensate per chi cerca una scarpa pratica, leggera e versatile.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>Foto: @Vivaia_Official </em></p>
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		<title>Perché continuiamo a desiderare scarpe impossibili?</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/11/28/perche-continuiamo-a-desiderare-scarpe-impossibili/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lisa Saletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2025 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[BigRedBoots]]></category>
		<category><![CDATA[genZ]]></category>
		<category><![CDATA[scarpe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’è qualcosa di profondamente umano nel fissarsi con le scarpe. Non semplici calzature: piccole architetture personali che ci separano dal mondo, o ci fanno inciampare in esso. Prima ancora che diventassero ossessioni da vetrina, le scarpe avevano un ruolo molto più semplice: evitare che ci facessimo male. Punto. Eppure oggi, se scorriamo Instagram o guardiamo [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading">C’è qualcosa di profondamente umano nel fissarsi con le scarpe. Non semplici calzature: piccole architetture personali che ci separano dal mondo, o ci fanno inciampare in esso. </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Prima ancora che diventassero ossessioni da vetrina, le scarpe avevano un ruolo molto più semplice: <strong>evitare che ci facessimo male</strong>. Punto. Eppure oggi, se scorriamo Instagram o guardiamo una qualsiasi passerella, la domanda torna prepotente: <strong>com’è possibile che gli oggetti pensati per proteggerci siano diventati tra le cose meno pratiche che possediamo?</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ma partiamo dall&#8217;inizio.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Cenerentola e<strong> il ballo di mezzanotte</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La prima scarpa davvero “impossibile” che molti di noi hanno incontrato? Quella di <strong>Cenerentola</strong>. E non importa quanti anni hai: l’idea di portare ai piedi un paio di<strong> scarpe di vetro</strong> fa ancora strabuzzare gli occhi. Fragili, scomode, rigidissime, eppure fondamentali alla trama.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="674" height="504" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3667-edited.jpg" alt="" class="wp-image-51668" style="width:366px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3667-edited.jpg 674w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_3667-edited-480x359.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 674px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Quelle scarpette, però, non erano solo un vezzo estetico: erano un <strong>simbolo</strong>. Piccole, delicate, aristocratiche. Se la protagonista avesse avuto un 41, probabilmente la storia avrebbe preso una piega molto meno romantica.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Quando la scarpa diventa un messaggio</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Che ci piaccia o no, ciò che indossiamo ai piedi dice molto più di quanto vorremmo ammettere.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Indigeni del Nord America realizzavano mocassini ornati da settimane di lavoro: il tempo impiegato era esso stesso un segno d’affetto e ricchezza. Molti di questi oggetti, oggi esposti in musei occidentali, ricordano una storia tanto splendida quanto dolorosa.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel Seicento, Luigi XIV regolamentava l’uso del tacco rosso, riservandolo a chi faceva parte della cerchia più alta della nobiltà. Il progenitore delle <strong>Louboutin</strong>, praticamente.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="697" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/Portrait_of_Louis_XIV_of_France_in_Coronation_Robes_by_Hyacinthe_Rigaud_-_Louvre_Museum-1.jpg" alt="" class="wp-image-51670" style="width:253px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/Portrait_of_Louis_XIV_of_France_in_Coronation_Robes_by_Hyacinthe_Rigaud_-_Louvre_Museum-1.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/Portrait_of_Louis_XIV_of_France_in_Coronation_Robes_by_Hyacinthe_Rigaud_-_Louvre_Museum-1-480x669.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Dall’India all’Europa del Settecento, le calzature reali erano piccoli monumenti di seta, argento, oro. Scarpe bellissime, inutilizzabili: perfette per dire “ho abbastanza servitori da non dover camminare”.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>La storia cammina sempre su zeppe troppo alte</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Se c’è una cosa che la storia delle scarpe ci insegna, è che l’essere umano ha sempre trovato modi geniali ( o deliranti)  per complicarsi la vita pur di sembrare importante. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le <strong>geta giapponesi</strong>, ad esempio, trasformavano ogni passo in una piccola cerimonia; le usavano soprattutto cortigiane e performer di alto rango, che avanzavano lente e spettacolari, quasi fluttuando. A Venezia invece spopolavano le <strong>chopine</strong>, zeppe esagerate che potevano raggiungere altezze da trampoli: ufficialmente servivano a evitare il fango, ma in realtà erano un segno di lusso.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="468" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/17520_1.jpg.webp" alt="" class="wp-image-51675" style="width:397px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/17520_1.jpg.webp 640w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/17520_1.jpg-480x351.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 640px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel mondo ottomano, gli <strong>zoccoli da bagno turchi</strong> — scolpiti in legno, intarsiati e altissimi — erano così instabili che muoversi senza aiuto era quasi impossibile: più personale ti sorreggeva, più era evidente il tuo status. E poi ci sono le <strong>poulaines medievali</strong>, con la punta tanto lunga da dover infilare un filo di ferro per mantenerla dritta: un capriccio estetico che causò una vera e propria epidemia di piedi deformati. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="287" height="446" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/Arsen_5104_f14_detail2.jpg" alt="" class="wp-image-51671" style="width:241px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/Arsen_5104_f14_detail2.jpg 287w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/Arsen_5104_f14_detail2-193x300.jpg 193w" sizes="(max-width: 287px) 100vw, 287px" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Tutti questi esempi dimostrano la stessa cosa: se potevi permetterti scarpe in cui era impossibile muoversi, significava che non avevi bisogno di correre, lavorare o affaticarti ed eri, letteralmente, al di sopra degli altri.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Pulizie, rituali e purezza: quanto contano i piedi?</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’ossessione umana per il piede pulito affonda le radici in tradizioni antiche. In molte culture, il piede — proprio perché è la parte del corpo più vicina alla terra, alla polvere, al “basso” della vita quotidiana — è diventato simbolo di purezza, umiltà o devozione. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">I <strong>rituali religiosi</strong> che prevedono il lavaggio dei piedi non sono meri gesti d’igiene, ma atti di rispetto e riconoscimento reciproco. E questa stessa logica, anche se in forma completamente diversa, sopravvive oggi nel mondo <strong>streetwear</strong>: pulire le proprie sneakers è un rito quasi sacro, un modo di dimostrare cura, identità, appartenenza a una comunità. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le sneakers bianche devono rimanere <strong>immacolate</strong>. Il “cleaning day” è un appuntamento fisso, una dimostrazione di dedizione che va oltre il semplice amore per una scarpa. Tutto questo dimostra che le calzature non sono solo un accessorio neutro. </p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dal passato ad oggi</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La scena di Naomi Campbell che crolla sulla passerella con le gillie di <strong>Vivienne Westwood</strong> è ormai un pezzo di storia della moda. Non è solo una caduta spettacolare: è la prova di quanto la moda sia disposta a sacrificare la praticità pur di creare un momento indimenticabile. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="622" height="620" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/naomi-campball-falls-over-1587832306.jpg.avif" alt="" class="wp-image-51676" style="width:317px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/naomi-campball-falls-over-1587832306.jpg.avif 622w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/naomi-campball-falls-over-1587832306.jpg-300x300.avif 300w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/naomi-campball-falls-over-1587832306.jpg-150x150.avif 150w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/naomi-campball-falls-over-1587832306.jpg-480x478.avif 480w" sizes="(max-width: 622px) 100vw, 622px" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Più recentemente, le sfilate di <strong>Valentino</strong> hanno regalato un altro tipo di spettacolo: modelle inesperte messe in difficoltà da scarpe impossibili, costrette a proseguire scalze. Un’immagine quasi poetica del rapporto complicato tra design e funzionalità, dove spesso la seconda perde.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">E poi c’è <strong>MSCHF</strong>, che della follia ha fatto un linguaggio creativo. Le<strong> Big Red Boots</strong>, opere pensate per essere virali e far parlare, più che per essere indossate.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/NYFW-STREETSTYLE-PHILOH-DAY1-11.jpeg.webp-1024x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-51677" style="width:323px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/NYFW-STREETSTYLE-PHILOH-DAY1-11.jpeg.webp-980x980.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/NYFW-STREETSTYLE-PHILOH-DAY1-11.jpeg.webp-480x480.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Indossare scarpe troppo belle per il mondo reale</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">E poi ci siamo noi, che magari non viviamo in una corte seicentesca, ma abbiamo lo stesso debole per le scarpe che non possiamo portare davvero.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Carrie Bradshaw, del resto, camminava per New York con <strong>Manolo Blahnik</strong> come se fossero ciabatte. Ma quella era fiction: nella realtà, un tacco 12 sui sanpietrini è un test di sopravvivenza.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="913" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/gettyimages-115384338-master-1541675665.jpg.avif" alt="" class="wp-image-51678" style="width:308px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/gettyimages-115384338-master-1541675665.jpg.avif 640w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/gettyimages-115384338-master-1541675665.jpg-210x300.avif 210w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/gettyimages-115384338-master-1541675665.jpg-480x685.avif 480w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Perchè continuiamo a farci del male? </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Alla fine, la domanda rimane sempre la stessa: perché continuiamo a farci del male con scarpe che ci sfidano, ci inciampano e a volte ci tradiscono? </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Forse perché le scarpe, da sempre, sono molto più di strumenti. Sono piccole estensioni della nostra identità, segnali silenziosi di appartenenza, oggetti d’arte che indossiamo anche quando non hanno alcuna ragione pratica di esistere. Spesso diventano talismani, ricordi materiali di chi eravamo o di chi vorremmo diventare; altre volte, semplicemente, sono follie che ci fanno sorridere e sognare. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">E la verità è che tutti abbiamo almeno un paio di scarpe così: un reperto che non serve a camminare, ma a ricordarci come desideriamo muoverci nel mondo, con quali intenzioni, con quale audacia, con quale scintilla di bellezza inutile e necessaria allo stesso tempo.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>Immagini: Pinterest</em></p>
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		<title>Church&#8217;s: la nuova collezione Deco</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/02/10/churchs-nuova-collezione-deco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Feb 2024 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[church's]]></category>
		<category><![CDATA[oxford]]></category>
		<category><![CDATA[scarpe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con un&#8217;evidente ispirazione alle collezioni iconiche dell&#8217;azienda dall&#8217;antichitissima storia, Church&#8217;s presenta una nuova collezione dedicata all&#8217;Art Déco. C’è chi di storia se ne intende e chi di storia ne fa, nel caso di Church’s ci troviamo davanti a un’azienda che ne sa e ne fa. Fondata nel 1873 non ha mai perso il suo fascino, [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Con un&#8217;evidente ispirazione alle collezioni iconiche dell&#8217;azienda dall&#8217;antichitissima storia, Church&#8217;s presenta una nuova collezione dedicata all&#8217;Art Déco.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">C’è chi di storia se ne intende e chi di storia ne fa, nel caso di Church’s ci troviamo davanti a un’azienda che ne sa e ne fa. Fondata nel 1873 non ha mai perso il suo fascino, partita dalla Gran Bretagna si è fatta spazio ovunque e tutt’ora le scarpe Church&#8217;s hanno il loro fascino su tutto il continente. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="669" data-id="18047" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/02/1_cc470b9f-cd0a-4a83-88ae-6108cc8857d8.jpg" alt="" class="wp-image-18047" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/02/1_cc470b9f-cd0a-4a83-88ae-6108cc8857d8.jpg 700w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/02/1_cc470b9f-cd0a-4a83-88ae-6108cc8857d8-480x459.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="680" height="962" data-id="18046" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/02/churchs.jpeg" alt="" class="wp-image-18046" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/02/churchs.jpeg 680w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/02/churchs-480x679.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 680px, 100vw" /></figure>
</figure>



<h3 class="wp-block-heading">La loro storia in realtà nasce molti anni prima, nel 1617 con Anthony Church, grande mastro calzolaio che a Northampton fabbricava scarpe. </h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="468" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/02/cq5dam.web_.1920.1920.jpg" alt="" class="wp-image-18043" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/02/cq5dam.web_.1920.1920.jpg 700w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/02/cq5dam.web_.1920.1920-480x321.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Le scarpe tutt’ora vengono realizzate a mano mantenendosi fedeli alla tradizione artigiana della calzaturiera inglese. La loro estetica senza tempo si riconferma amata da tutti ancora oggi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Con questa premessa parliamo della nuova collezione presentata dall’azienda inglese. </p>



<h3 class="wp-block-heading">La collezione si chiama Deco e presenta otto modelli iconici di scarpe maschili. </h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="394" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Churchs-Deco-Calf_Cowes_1.jpg" alt="" class="wp-image-18048" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Churchs-Deco-Calf_Cowes_1.jpg 700w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Churchs-Deco-Calf_Cowes_1-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le calzature vogliono rappresentare la sublime arte della calzaturiera inglese. I modelli presentati vedono la classica e indimenticabile Oxford, formale e mai passata di moda. Poi viene presentato il Chelsea, lo stivale super pratico e versatile adatto a qualsiasi occasione. Poi ancora la Derby e un modello di mocassino per chi se la vuole prendere più comoda. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="394" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Churchs-Deco-Calf_Milford_1.jpg" alt="" class="wp-image-18049" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Churchs-Deco-Calf_Milford_1.jpg 700w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Churchs-Deco-Calf_Milford_1-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">La collezione riprende modellerie classiche e le va ad arricchire con un <em>finish</em> sfumato che le rende super sofisticate. Questo tocco in più nasce da uno speciale processo di tintura a due fasi: la scarpa viene prima colorata e poi successivamente decolorata a mano, dando alla pelle un aspetto &#8220;<em>anticato</em>&#8221; per accentuarne il fascino artigianale. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="560" height="700" data-id="18050" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Churchs-Deco-Calf_Amberley.jpeg" alt="" class="wp-image-18050" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Churchs-Deco-Calf_Amberley.jpeg 560w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Churchs-Deco-Calf_Amberley-480x600.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 560px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="560" height="700" data-id="18051" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Churchs-Deco-Calf_Consul-2.jpeg" alt="" class="wp-image-18051" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Churchs-Deco-Calf_Consul-2.jpeg 560w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Churchs-Deco-Calf_Consul-2-480x600.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 560px, 100vw" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Church’s però non si ferma qui. L&#8217;azienda decide di presentare la collezione con delle immagini ispirate dal movimento Art Déco dalle architetture slanciate e i motivi decorativi indimenticabili che si associano benissimo alle linee classiche, alle tonalità <em>Burnt</em> e agli effetti artistici che vanno a caratterizzare la collezione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le scarpe Church’s della linea Deco sono disponibili ora negli store Church’s e online. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E voi quale modello vi sentite di più in questa stagione? </p>
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		<title>Creeper Phatty: la nuova scarpa FENTY x PUMA</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2023/11/22/creeper-fenty-puma/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Nov 2023 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[fenty]]></category>
		<category><![CDATA[puma]]></category>
		<category><![CDATA[Rihanna]]></category>
		<category><![CDATA[scarpe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uscita per la prima volta nel 2015, il modello di scarpe immaginato da Rihanna e prodotto da Puma, viene riproposto oggi in una versione più audace. La Creeper Phatty è il nuovo progetto di FENTY e PUMA. Rihanna l’ha fatto di nuovo. Ancora una volta, assieme a PUMA, la pop-star e fondatrice del marchio FENTY, [&#8230;]</p>
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]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">Uscita per la prima volta nel 2015, il modello di scarpe immaginato da Rihanna e prodotto da Puma, viene riproposto oggi in una versione più audace. La Creeper Phatty è il nuovo progetto di FENTY e PUMA. </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Rihanna l’ha fatto di nuovo. Ancora una volta, assieme a PUMA, la pop-star e fondatrice del marchio FENTY, ha <em>ri</em>-portato alla ribalta una scarpa super cool. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Infatti, la scarpa in questione non è la prima volta che si trova sotto i riflettori. </p>



<h3 class="wp-block-heading">E’ proprio lei, l’iconica<em> Creeper</em>, ora ri-soprannominata <em>Creeper Phatty</em>. </h3>



<p class="wp-block-paragraph">Lanciata sul mercato per la prima volta nel 2015 con l’<em>infamous</em> silhouette della sneaker suede, prodotto PUMA, con un alta suola in gomma rigida. Viene poi nominata <em>Shoe Of The Year</em> nel 2016 ed è stato l’inizio dell’impatto culturale di PUMA negli ultimi 10 anni. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Questa volta è tornata più grande e più <em>bold</em> che mai. </h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="2560" height="1920" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/11/23AW_PR_SP_Fenty-Creeper_One_Foot_Ri_01103_RGB-scaled.jpg" alt="Rihanna e creeper phatty fenty x puma " class="wp-image-14974" style="aspect-ratio:3/2;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/11/23AW_PR_SP_Fenty-Creeper_One_Foot_Ri_01103_RGB-scaled.jpg 2560w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/11/23AW_PR_SP_Fenty-Creeper_One_Foot_Ri_01103_RGB-1280x960.jpg 1280w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/11/23AW_PR_SP_Fenty-Creeper_One_Foot_Ri_01103_RGB-980x735.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/11/23AW_PR_SP_Fenty-Creeper_One_Foot_Ri_01103_RGB-480x360.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 2560px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading">La scarpa è stata immaginata e prodotta da Rihanna. </h3>



<p class="wp-block-paragraph">Questa nuova <em>Creeper</em> è adatta a tutte le età e a qualsiasi gender, pensata per mettere d’accordo tutta la famiglia. Finalmente mia sorella non mi ruberà più le scarpe? Probabilmente no, ma questa sembra una valida opzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova <em>Creeper</em> FENTY x PUMA porta la classica <em>Creeper</em> al massimo delle sue possibilità: design oversize, che ci piace tanto ultimamente, suola in gomma stratificata e tocchi di colore super audaci. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="2560" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/11/23AW_PR_SP_Fenty-Creeper_Purple_Black_Sargent_Wilde_0430-scaled.jpg" alt="creeper fenty x puma adatta a tutti " class="wp-image-14977" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/11/23AW_PR_SP_Fenty-Creeper_Purple_Black_Sargent_Wilde_0430-scaled.jpg 1920w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/11/23AW_PR_SP_Fenty-Creeper_Purple_Black_Sargent_Wilde_0430-1280x1707.jpg 1280w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/11/23AW_PR_SP_Fenty-Creeper_Purple_Black_Sargent_Wilde_0430-980x1307.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/11/23AW_PR_SP_Fenty-Creeper_Purple_Black_Sargent_Wilde_0430-480x640.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 1920px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><em>Creeper Phatty</em> dove <strong><em>Phatty</em></strong> sta a rappresentare l’extra confidence, l’extra style e rende extra everything. </h3>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che Rihanna voleva fare era riportare in strada le <em>Creeper</em> in una versione ancora più bold. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo modello è rivestito in suede con formstrip imbottito e in rilievo. Il logo FENTY, sulla linguetta, è anch&#8217;esso in rilievo. Poi continuiamo con i dettagli: lacci con puntali dorati e una suola in gomma impilata. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono tre possibilità di scelta per quanto riguarda il colore: iconica Black and White, extra-bright Blue and Green e Lavander and Cherry Red. Rihanna ha quindi preso una scarpa iconica e l’ha resa più cattiva e più grande, come dice lei: “<em>Badder and Bigger</em>”. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="2560" height="1708" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/11/23AW_PR_SP_Fenty-Creeper_On-White_Group_Adult_0624-scaled.jpg" alt="colorazioni creeper" class="wp-image-14978" style="aspect-ratio:3/2;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/11/23AW_PR_SP_Fenty-Creeper_On-White_Group_Adult_0624-scaled.jpg 2560w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/11/23AW_PR_SP_Fenty-Creeper_On-White_Group_Adult_0624-1280x854.jpg 1280w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/11/23AW_PR_SP_Fenty-Creeper_On-White_Group_Adult_0624-980x654.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/11/23AW_PR_SP_Fenty-Creeper_On-White_Group_Adult_0624-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 2560px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Le 3 diverse colorazioni</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La creeper originale è stata molto amata da tutti, ha riempito le strade di tutte le città e tutti l’hanno desiderata e amata. Questa versione ancora più audace riuscirà a conquistare i nostri cuori ancora una volta? Le previsioni ci fanno sperare in ottimi risultati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La FENTY x PUMA <em>Creeper Phatty</em> sarà disponibile in tutto il mondo sul sito PUMA e in selezionati rivenditori, tra cui Foot Locker, dal 30 novembre alle 16:00. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Strade di tutto il mondo, fate attenzione, sta per arrivare una nuova baddie a calpestare le vie. Siete pronti? </p>
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		<title>Ma come ti vesti?! S.O.S. sabot</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2023/09/05/sabot/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Benedetta Capone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Sep 2023 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[sabot]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scarpa odi et amo più criticata di sempre è tornata di moda: i sabot. E non tutti sono felici di questa notizia! Chiusa avanti e aperta dietro (i feticisti ne saranno contenti), il sabot da sempre si è contraddistinta come calzatura anticonformista e spregiudicata. E nonostante tutto, a molti piace tantissimo. Ormai si sa, [&#8230;]</p>
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<h3 class="wp-block-heading"><strong>La scarpa odi et amo più criticata di sempre è tornata di moda: i sabot. E non tutti sono felici di questa notizia! Chiusa avanti e aperta dietro (i feticisti ne saranno contenti), il sabot da sempre si è contraddistinta come calzatura anticonformista e spregiudicata. E nonostante tutto, a molti piace tantissimo. </strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ormai si sa, nella moda non tutto viene fatto per piacere. E le scarpe sono sicuramente l&#8217;accessorio che più divide le opinioni, accendendo enormi dibattiti. Un esempio? Le Birkestock. Per citare Liana Satenstein, &#8220;le scarpe brutte per eccellenza&#8221;, sandali con la suola ortopedica in sughero. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad aver ammesso la bruttezza di questa scarpa è stato addirittura lo stesso brand, affermando che le Birkenstock nascono come scarpa comoda o anche ugly for a reason. Questo perchè, secondo il brand, da un piede comodo deriva una vita felice. E direi che hanno proprio fatto centro! Odiate o amate questa calzatura ha spopolato (e se ad indossarle è stata addirittura Barbie, allora possiamo farlo tutti). </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="966" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/barbie.webp" alt="margot robbie indossa le birkenstock" class="wp-image-10578" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/barbie.webp 640w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/barbie-480x725.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 640px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, a quanto pare, più una scarpa è strana e soprattutto brutta, e più questa fa tendenza, arrivando velocemente sulle passerelle dell&#8217;alta moda. E i sabot ne sono stati la dimostrazione, prima con Dior, poi Gucci, Hermes, Balenciaga, Miu Miu, Prada e tanti altri. Hanno fatto breccia nel cuore -o nel portafoglio- di molti brand, diventando così la scarpa più odiata ma più venduta di sempre. Basti pensare al modello Boston di Birkenstock, che nel 2022, ha avuto così tanto successo da essere introvabile, nei negozi e online. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma cosa sono esattamente i sabot? (da non confondere con le mules, già più eleganti, e quasi sempre con un tacco sottile). I sabot non sono nient&#8217;altro che zoccoli di legno. Semplicissimi zoccoli di legno provenienti dal Belgio e dai Paesi Bassi, usati da chi lavorava nei campi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A dirla tutta, i sabot, come ha affermato Nanni Moretti, “non sono scarpe serie. Se si coprono le dita non si può lasciare scoperto il calcagno”. Dietro a questa calzatura infatti si nasconde «una tragica visione del mondo».</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/sabot-1.webp" alt="sabot" class="wp-image-10557" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/sabot-1.webp 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/sabot-1-980x654.webp 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/sabot-1-480x320.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/sabot-9-906x1024.jpg" alt="sabot louboutin " class="wp-image-10560" style="width:384px;height:434px" width="384" height="434" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/sabot-13.jpg" alt="" class="wp-image-10558" style="width:378px;height:502px" width="378" height="502" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/sabot-13.jpg 445w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/sabot-13-226x300.jpg 226w" sizes="(max-width: 378px) 100vw, 378px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/sabot-7-1024x936.jpg" alt="crocs" class="wp-image-10562" style="width:373px;height:341px" width="373" height="341" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/sabot-6.webp" alt="" class="wp-image-10563" style="width:385px;height:385px" width="385" height="385" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/sabot-4-906x1024.webp" alt="sabot balenciaga" class="wp-image-10564" style="width:379px;height:428px" width="379" height="428" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/sabot-2-768x1024.jpg" alt="sabot gucci" class="wp-image-10565" style="width:384px;height:511px" width="384" height="511" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/w2000_q60-768x1024.jpg" alt="sabot balenciaga" class="wp-image-10566" style="width:380px;height:506px" width="380" height="506" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/sabot-19-819x1024.webp" alt="sabot balenciaga" class="wp-image-10567" style="width:370px;height:463px" width="370" height="463" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/boston.webp" alt="birkenstock boston" class="wp-image-10574" style="width:384px;height:577px" width="384" height="577" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/sabot-vuiton-1024x576.webp" alt="sabot louis vuitton" class="wp-image-10575" style="width:383px;height:216px" width="383" height="216" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/09/sabot-lv-1024x1024.png" alt="sabot lv" class="wp-image-10576" style="width:363px;height:363px" width="363" height="363" /></figure>
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