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	<title>Nobili Archivi - AdL Mag</title>
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	<title>Nobili Archivi - AdL Mag</title>
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		<title>L’abbronzatura nelle diverse culture: tra pallore e colorito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Aug 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[Abbronzatura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’abbronzatura non è amata in tutti i Paesi, anzi, in alcune culture si va alla ricerca spasmodica del pallore. “Tutto il mondo è paese!”, l’ho sentito dire un sacco di volte dai miei nonni. Questo proverbio si tramanda da più tempo di quello che ci si possa immaginare e racconta di come alla fine questa [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">L’abbronzatura non è amata in tutti i Paesi, anzi, in alcune culture si va alla ricerca spasmodica del pallore. </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">“<em>Tutto il mondo è paese!”</em>, l’ho sentito dire un sacco di volte dai miei nonni. Questo proverbio si tramanda da più tempo di quello che ci si possa immaginare e racconta di come alla fine questa grande differenza tra i diversi paesi non ci siano. Dall’origine latina, sottolinea come le varie realtà sociali e politiche abbiano in comune problemi e dinamiche spesso simili. Abbiamo interiorizzato così bene il concetto che quando sentiamo qualcuno in estate che dice di non volersi abbronzare, rimaniamo non stupiti, di più!</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ma in che senso si può andare al mare senza abbronzarsi?</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La percezione dell’abbronzatura nelle diverse culture è un chiaro esempio di come i canoni di bellezza non siano universali, ma siano socialmente costruiti e dipendano molto dal paese in cui ci si trova. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">L’abbronzatura può avere significati culturali, economici e sociali profondi che possono cambiare radicalmente nel tempo e nello spazio. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La pelle quindi diventa una specie di “messaggero” di messaggi sociali, volontari e involontari, che riflettono le dinamiche di potere, lo stile di vita e i valori dominanti in una società in un dato momento storico. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nella società occidentale, ad esempio, assistiamo a un’inversione di tendenza decisamente radicale. Fino al XX secolo la pelle pallida è stata simbolo indiscusso di prestigio e ricchezza nelle zone d’Europa e in Nord America. Avere la carnagione chiara, infatti, indicava che una persona non era costretta a lavorare nei campi o a svolgere lavori manuali all’aperto, quindi poteva permettersi una vita agiata, protetta dal sole.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="676" height="313" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_1551.webp" alt="" class="wp-image-45932" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_1551.webp 676w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_1551-480x222.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 676px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Spleen Magazine</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Nobili e aristocratici mantenevano il loro pallore con ombrellini, guanti e cappelli a tesa larga. Poi a inizio ‘900 con la “terapia della luce” di Finsens si arriva a una percezione più positiva dell’esposizione solare. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Se prima <a href="https://www.adlmag.it/2024/06/27/abbronzatura/">l’abbronzatura</a> era quindi associata alle classi lavoratrici e alla povertà, nei primi del Novecento, dimostrati i benefici del sole per alcune malattie le cose cambiano. Coco Chanel, poi, negli anni ‘20 ritorna da una crociera con la pelle leggermente abbronzata ed ecco che l’abbronzatura divenne simbolo di moda e lusso.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Oggi, sopratutto con l’aiuto dei mass media e la promozione di una vita più glamour si arriva perfino al fenomeno dei lettini abbronzanti. Insomma, tutta un’altra storia. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Tutt’ora il mondo occidentale è legato all’abbronzatura in quanto simbolo di salute, nonostante siano sempre più noti i rischi che un’eccessiva esposizione al sole può causare. Parte delle nuove generazioni sta quindi prediligendo un approccio più cauto, valorizzando l’uso della protezione solare. L’altra parte non vede l’ora di avere il segno del costume al ritorno dalla vacanza. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Nelle culture asiatiche, invece, c’è tutto un altro approccio arrivando perfino a un vero e proprio culto della pelle bianca.</h3>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-tiktok wp-block-embed-tiktok"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="tiktok-embed" cite="https://www.tiktok.com/@girlmeetsdream/video/7477874539511237906" data-video-id="7477874539511237906" data-embed-from="oembed" style="max-width:605px; min-width:325px;"> <section> <a target="_blank" title="@girlmeetsdream" href="https://www.tiktok.com/@girlmeetsdream?refer=embed">@girlmeetsdream</a> <p>I’m just showing what this product does since this type of cream has been going viral on TikTok recently! I don’t use it personally but it’s interesting so I thought I’d make a video!  <a title="skincare" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/skincare?refer=embed">#skincare</a> <a title="viral" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/viral?refer=embed">#viral</a> <a title="fyp" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/fyp?refer=embed">#fyp</a> <a title="aespa" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/aespa?refer=embed">#aespa</a> <a title="whitening" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/whitening?refer=embed">#whitening</a> <a title="kbeauty" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/kbeauty?refer=embed">#kbeauty</a> <a title="fyp" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/fyp?refer=embed">#fyp</a> <a title="kpop" target="_blank" href="https://www.tiktok.com/tag/kpop?refer=embed">#kpop</a> </p> <a target="_blank" title="♬ Whiplash - aespa" href="https://www.tiktok.com/music/Whiplash-7424651013095950353?refer=embed">♬ Whiplash &#8211; aespa</a> </section> </blockquote> <script async src="https://www.tiktok.com/embed.js"></script>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Sopratutto nell’Asia orientale e sud-orientale, l’ideale di bellezza è rimasto sempre lo stesso. Qui la pelle chiara è state ed è tutt’ora segno di bellezza, purezza e status sociale elevato. Anche in questo caso è un fatto di storia: chi lavorava all’aperto si abbronzava a differenza delle classi benestanti e la nobiltà che non dovendosi occupare di nulla, poteva permettersi di rimanere al riparo, mantenendo il proprio pallore. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le cose però, a differenza di com’è successo nell’Occidente, non sono cambiate e tutt’ora l’ideale di bellezza punta a una pelle super chiara. Oggi, infatti, l’industria cosmetica asiatica è dominata da prodotti “sbiancanti” e l’uso di ombrellini, cappelli e protezioni solari. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">La pelle bianca nei paesi asiatici è vista come un attributo di delicatezza e femminilità. Completamente opposto all’ideale di bellezza occidentale. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ecco spiegato la <em>mise</em> di alcuni asiatici, durante le giornate estive nelle calde città europee.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In America Latina la situazione è più complessa e varia, infatti mentre in alcuni paesi l’abbronzatura può essere valorizzata, in altre si denota una preferenza per la pelle chiara. Questo spesso a causa di un’eredità coloniale che ha storicamente associato la pelle chiara a un elevato status sociale. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="560" height="315" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_1549.jpeg" alt="" class="wp-image-45929" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_1549.jpeg 560w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_1549-480x270.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 560px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via La Repubblica </figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In India tutt’ora la percezione della pelle chiara è associata a una casta più alta o un’ascendenza più pura, spesso in relazione all’arrivo dei popoli ariani. Ecco che i prodotti schiarenti trovano un ampio mercato inserendosi benissimo in quelle regioni in cui questa concezione è ancora forte. Qui, quindi, l’abbronzatura non è un obbiettivo di bellezza, ma un effetto collaterale da evitare assolutamente.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">In Africa e Medio Oriente la pelle più abbronzata è la norma e l’ideale di bellezza può variare, ma non si basa sulla dicotomia abbronzato/pallido, come avviene in Europa e in Asia. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nei paesi Asiatici però la situazione è decisamente più “intensa”. Si arriva perfino alla comparsa di “facekini”, un copricapo simile a un passamontagna realizzato spesso in nylon che va a coprire l’intero volto. Questo viene usato principalmente dalle donne sulle spiagge così da assicurarsi il proprio pallore. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="680" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_1547-1024x680.jpeg" alt="" class="wp-image-45927" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_1547-980x651.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_1547-480x319.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Inchiostro Virtuale</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Se una cosa del genere per noi rappresenta uno choc culturale, immaginatevi a parti inverse come possa essere vista la nostra dipendenza per l’abbronzatura. Si parla di “tanorexia”, la dipendenza psicologica dall’esplosione ai raggi UV, associabile a un disturbo dismorfico. Chi ne soffre non riesce mai a percepire la propria abbronzatura come sufficiente e continua ad esporsi al sole, senza considerare i rischi per la propria salute. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1020" height="680" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_1548.jpeg" alt="Abbronzatura " class="wp-image-45928" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_1548.jpeg 1020w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_1548-980x653.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_1548-480x320.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1020px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Focus.it</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">In Polinesia, invece, il corpo diventa una tela per i tatuaggi e il colore non fa nessuna differenza. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nemmeno in passato la pelle abbronzata ha rappresentato un simbolo di povertà o ricchezza. La pelle nella cultura polinesiana è servita come uno sfondo su cui narrare la propria storia, il proprio status sociale e i propri successi. La pelle diventa quindi un supporto alla storia personale e collettiva, che sia più chiara o più scura non cambia nulla a nessuno. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In Italia durante gli anni ‘50 e ‘60, con il boom economico, si arriva al grande e amatissimo fenomeno delle ferie al mare. Il nuovo benessere rese possibile a sempre più persone di trascorre le proprie vacanze al mare. Ecco che l’abbronzatura, prima evitata, diventa adesso un simbolo visibile di questa nuova possibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="354" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_1550.jpeg" alt="Abbronzatura " class="wp-image-45931" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_1550.jpeg 600w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_1550-480x283.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 600px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Il Metapontino</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Tornare dalle ferie con un’abbronzatura dorata significava non essere più contadini, ma rappresentava questa nuova possibilità di andata in vacanza, di godersi la spiaggia e il relax.</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Era quindi uno status symbol del tempo libero e del benessere finalmente raggiunto. L’abbronzatura era la prova tangibile di essere riusciti a staccare la spina dalla routine lavorativa. L’industria della moda ha abbracciato e promosso questo ideale, portando costumi da bagno sempre più audaci e lanciando prodotti solari che permettevano un’abbronzatura perfetta e duratura.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Inoltre, il cinema del neorealismo della commedia italiana contribuiva a veicolare un’immagine di spensieratezza e di vita all’aria aperta. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Oggi l’abbronzatura è percepita come un attributo che rende la pelle più sana, il corpo più scolpito e l’aspetto più luminoso. Quanto spesso ci capita di sentirsi dire “<em>stai meglio abbronzato”</em>. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">E poi l’estate in Italia è quasi sinonimo di abbronzatura. Per molti non abbronzarsi durante i mesi estivi è quasi inconcepibile e si arriva a ricercare il colorito perfetto anche con l’aiuto di lampade o autoabbronzanti. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Immaginate dire una cosa del genere a un asiatico…</p>
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		<title>I gioielli dei nobili: alcune delle storie più strane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 May 2025 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra maledizioni, scandali e sventure, le parure dei gioielli reali sembrano vantare alcune delle storie più affascinanti e misteriose. Qualche settimana fa mi imbatto in una storia interessantissima di una tiara, quella della regina Silvia di Svezia. Uno dei gioielli più grandi della corona nazionale, presenta una delle storie più affascinanti di alta gioielleria. Realizzata [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Tra maledizioni, scandali e sventure, le parure dei gioielli reali sembrano vantare alcune delle storie più affascinanti e misteriose. </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Qualche settimana fa mi imbatto in una storia interessantissima di una tiara, quella della regina Silvia di Svezia. Uno dei gioielli più grandi della corona nazionale, presenta una delle storie più affascinanti di alta gioielleria. Realizzata in Brasile nel 1829 per la seconda moglie del sovrano Pedro I, nientemeno che la principessa Amélie di Leuchtenberg, nipote di Giuseppina Bonaparte. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La tiara è un modello <i>rivière</i> con una sequenza di diamanti a ricreare l&#8217;effetto cascata al contrario. Alla caduta di Pedro I, l&#8217;imperatrice Amélie impegna la parure di Braganza, che si compone di un paio di orecchini e di una spilla floreale, assieme alla tiara. Questo per la necessità di sostenere i costi della guerra di successione e fino alla vittoria dell&#8217;Imperatore nel 1834 i gioielli rimangono al sicuro a Londra. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Ma come arriva la tiara in Svezia?</h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="316" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/tumblr_a3e56da16d695441810f041838ada95b_1e2823db_500.jpeg" alt="" class="wp-image-39427" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/tumblr_a3e56da16d695441810f041838ada95b_1e2823db_500.jpeg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/tumblr_a3e56da16d695441810f041838ada95b_1e2823db_500-480x303.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">via The Royal Watcher</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel 1873 Amélie muore e persa la prima figlia i gioielli si spostano nelle mani della sorella Joséphine di Leuchtneberg, moglie del principe ereditario Oscar della casa svedese dei Bernadotte. Nel 1844 Joséphine diventa la regina di Svezia e Norvegia. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La storia narra, poi, che tutte le sovrane di Svezia abbiano indossato la tiara Braganza, ma purtroppo non ci sono immagini o ritratti con il gioiello. L&#8217;attuale sovrana, invece, risulta decisamente meno timida nell&#8217;indossare il prezioso e si fa immortalare da anni con la tiara tra i capelli. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="436" height="366" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Braganza-0000.jpg" alt="" class="wp-image-39430" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Braganza-0000.jpg 436w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Braganza-0000-300x252.jpg 300w" sizes="(max-width: 436px) 100vw, 436px" /><figcaption class="wp-element-caption">via Tiaras y Joyas Reales</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ora, l&#8217;ho tirata corta, ma dopo aver letto le peripezie di questo bellissimo gioiello mi sono chiesta quali potessero essere le storie più strane dietro le parure reali. Ho scoperto che ne esistono tante di storie, in realtà. Soprattutto per quanto riguarda i gioielli maledetti. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Uno dei più famosi è il Diamante Hope: tutti lo vogliono, ma chiunque lo tocchi ha sfortuna a vita. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Dal blu brillante e un peso di 45 carati, la sua storia risale al XVII secolo. Viene rubato in India da quella che sembrerebbe essere una statua di una divinità Indù e da subito porta sventure e sciagure ai suoi proprietari. Ricco o nobile che sia, chi ha prova a sfoggiarlo si ritrova in rovina. Il suo primo proprietario occidentale, Jean-Baptiste Tavernier, viene attaccato da dei cani selvatici e ne muore. Re Luigi XVI&nbsp;e Maria Antonietta indossano il diamante prima di finire ghigliottinati. Peggio di così&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="800" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/il-diamante-hope-si-trova-attualmente-nel-museo-di-storia-naturale-della-smithsonian-institution-di-washington_e7dddef6_800x800-2.jpg" alt="gioielli" class="wp-image-39431" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/il-diamante-hope-si-trova-attualmente-nel-museo-di-storia-naturale-della-smithsonian-institution-di-washington_e7dddef6_800x800-2.jpg 800w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/il-diamante-hope-si-trova-attualmente-nel-museo-di-storia-naturale-della-smithsonian-institution-di-washington_e7dddef6_800x800-2-480x480.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 800px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Via National Geographic</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Attualmente è chiuso allo Smithsonian Museum di Washington, così da tenere tutti al sicuro. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">La collana di Maria Antonietta: il gioiello dello Scandalo.</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Questa collana, in realtà, non è mai stata indossata da Maria Antonietta, ma anche solo l&#8217;essere legata alla sua immagine fece impazzire i francesi. Questo perchè la collana era in realtà destinata alla favorita del re Luigi XV, Madame du Barry. Il re però muore e la collana viene offerta a Maria Antonietta che però la rifiuta. Lo scandalo avvenne quando si sentì del tentativo di acquistarla a suo nome, senza però il suo consenso, facendo così cadere il nome della regina in disgrazia e aumentando l&#8217;odio popolare verso la corte. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Insomma, questa collana portò alla rivoluzione francese e non venne nemmeno mai indossata dalla famosissima Maria Antonietta. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Le_Collier_de_la_reine.jpg" alt="" class="wp-image-39433" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Le_Collier_de_la_reine.jpg 800w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Le_Collier_de_la_reine-480x614.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 800px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Un&#8217;altra storia di sfortune è legata alla Perla di La Peregrina.</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Una delle perle naturali più grandi e perfette mai trovate, viene rinvenuta nel Golfo di Panama nel XVI secolo. Gira diverse mani nobili e reali, ma ognuno di essi finisce invischiato in disgrazie e incidenti misteriosi. Regalata a Elizabeth Taylor dal marito Richard Burton, amava staccarsi dal gioiello, facendosi poi ritrovare dalla Taylor in diversi e improbabili punti della casa. Montata poi su un collier Cartier, sembrerebbe accusata di aver rovinato la relazioni tra i due, portandoli fino al divorzio.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="880" height="880" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Assael_La-Peregina_Feature.jpg" alt="gioielli" class="wp-image-39434" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Assael_La-Peregina_Feature.jpg 880w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Assael_La-Peregina_Feature-480x480.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 880px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">via Assael</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ma una delle storie più interessanti si cela dietro la bellissima collana di Anna Bolena. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">In un quadro del XVI secolo si vede la regina con addosso il gioiello: una collana di perle. Al centro un pendente: una <em>B </em>in oro da cui pendono altre tre perle a goccia.</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Era l&#8217;accessorio più amato dalla regina, ma dove si trovi adesso non lo sa nessuno. Si pensa che la collana sia stata messa da parte dopo la sua morte e conservata da persone fidate per la figlia Elisabetta, infatti esiste un quadro che la raffigura con addosso una collana simile. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Qualcun altro dice che la collana sia stata smembrata e che le sue perle siano rimaste alla corona inglese e poi incastonate nella Imperial State Crown, la corona della regina Elisabetta II, indossata alla sua incoronazione. Parrebbe che siano tra il rubino del re e lo zaffiro degli Stuart, sottolineando l&#8217;importanza del passaggio di Anna Bolena per la casa reale. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="450" height="452" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/AnneBoleyn.jpg" alt="" class="wp-image-39436" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/AnneBoleyn.jpg 450w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/AnneBoleyn-300x300.jpg 300w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/AnneBoleyn-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /><figcaption class="wp-element-caption">via Gocce di Storia</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Un altro scandalo è legato alla corona preferita della regina Vittoria.</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ben undici zaffiri e centinaia di diamanti, tutti in una struttura d&#8217;oro e d&#8217;argento. Risulta essere uno dei gioielli inglesi più belli che siano mai stati realizzati. Nel 1840 il principe Alberto la disegna e la fa realizzare per regalarla come dono di nozze alla sua futura moglie, Vittoria. Nel 1442 Vittoria viene ritratta con addosso la tiara. La particolarità? La indossa sul retro della nuca, intorno allo chignon. Vittoria e la sua tiara vengono amati da tutti. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="730" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Queen_Victoria_by_Franz_Xaver_Winterhalter.jpeg-730x1024.webp" alt="gioielli" class="wp-image-39439" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Queen_Victoria_by_Franz_Xaver_Winterhalter.jpeg-730x1024.webp 730w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Queen_Victoria_by_Franz_Xaver_Winterhalter.jpeg-480x673.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 730px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">via Vanity Fair</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Vittoria muore e il gioiello inizia a girare le prime mani. Nel 1922 si trova sulla nuca della Principessa Mary, zia della regina Elisabetta. Nel 1977 una contessa la indossa per incontrare una regina. Poi, nel 1997 la famiglia della stessa contessa la presta a una famosissima gioielleria londinese e da lì inizia ad essere fotografata ed esposta a vari eventi.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel 2016 viene comprata da un acquirente straniero per ben 6 milioni e mezzo, ma una volta richiesta la sua esportazione dal paese scatta un tumulto. Il trambusto fu tale che si cercò disperatamente un compratore del Regno Unito, in grado di acquistarla al prezzo richiesto e fortunatamente venne trovato: il miliardario irlandese William Bollinger. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Come scordare i due anelli di fidanzamento di Grace Kelly. </h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="980" height="662" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/matrimonio-grace-kelly-e-principe-ranieri4-1.jpg" alt="gioielli" class="wp-image-39441" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/matrimonio-grace-kelly-e-principe-ranieri4-1.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/matrimonio-grace-kelly-e-principe-ranieri4-1-480x324.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 980px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Grace Kelly mostra l&#8217;anello di fidanzamento che le ha regalato il principe Ranieri, il 6 gennaio 1956 a Philadelphia. L&#8217;anello ear fatto di diamanti e rubini che richiamavano i colori della bandiera del Principato di Monaco (rosso e bianco)
(AP Photo)</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Indossati sempre, sono stati regalati dal principe Ranieri: il primo un <em>eternity band </em>in rubini e diamanti, il secondo un diamante taglio smeraldo da quasi 11 carati. Entrambi sono firmati Cartier. Ma perchè avere due anelli di fidanzamento?</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il primo viene regalato al secondo incontro dal vivo tra i due. Il principe sceglie un modello poco eccentrico perchè spaventato dal possibile rifiuto di lei, ma la futura principessa indossa il gioiello immediatamente. Pochi mesi dopo, forse perchè più sicuro della situazione, fa dono a Grace del secondo anello, un enorme diamante. Questo sarebbe stato regalatò da Ranieri una volta scoperto che l&#8217;attrice avrebbe dovuto indossare un gioiello di scena come anello di fidanzamento nel film. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="385" height="199" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/184480_grace-kelly-engagement-ring_385x199.jpg" alt="gioielli" class="wp-image-39442" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/184480_grace-kelly-engagement-ring_385x199.jpg 385w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/184480_grace-kelly-engagement-ring_385x199-300x155.jpg 300w" sizes="(max-width: 385px) 100vw, 385px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">C&#8217;è chi dice che il secondo anello fosse nella mente del principe da sempre e che l&#8217;altro servisse come anello provvisorio in attesa del completamento di quest&#8217;ultimo. Rimane che sono due meravigliosi gioielli.</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Un&#8217;altra storia misteriosa è legata all&#8217;Opale di Orlov. La pietra dalle dimensioni e bellezza straordinari, risultava incastonata nella statua di Brahma, il dio creatore nella religione induista, adorato come simbolo sacro. Dalla capacità unica di riflettere la luce in modo quasi ipnotico, viene considerato un occhio divino in grado di vigilare sui devoti e proteggere il tempio dalla sfortuna.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La leggenda racconta che un soldato francese la trafuga, facendole iniziare il suo viaggio verso l&#8217;Europa. Ahimè, ogni possessore risulta destinato a perdere tutto. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="484" height="391" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Orlov-Black-Diamond.png" alt="gioielli" class="wp-image-39443" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Orlov-Black-Diamond.png 484w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Orlov-Black-Diamond-480x388.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 484px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">via Vulcan&#8217;s Forge</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L&#8217;opale riesce ad arrivare alla corte russa. La storia parla dell&#8217;acquisto da parte di Caterina la Grande per la sua collezione personale e così l&#8217;Opale di Orlov diventa parte dei gioielli imperali e un accessorio amato e temuto da tutta la corte. L&#8217;opale porta rapidamente sfortuna alla famiglia reale e alcuni suoi membri cadono in disgrazia. Inoltre le tensioni politiche crescono intorno all&#8217;intera nobiltà russa.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il gioiello avrebbe causato problemi di salute e tensioni in chiunque lo indossasse, come se in grado di assorbire e riflettere le ambizioni e le ombre dei suoi possessori, assieme alla sua luce. </h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Sarà il fascino reale o l&#8217;<em>allure</em> dei nobili, ma le parure e i gioielli reali risultano sempre ricoperti da un&#8217;alone di mistero, di extra-ordinario. Pietre lavorate dai gioiellieri più famosi del mondo e diamanti che chissà cosa potrebbero raccontare se solo sapessero parlare.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Tra scandali e maledizioni, questi gioielli a volte sembrano essere i veri <a href="https://www.adlmag.it/2025/03/14/la-nuova-nobilta-reali-che-lavorano/">potenti</a>, in grado di tirare le fila dei più grandi regni reali.</h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Celati dalle teche risultano innocui, ma chissà cosa potrebbero fare al collo o al polso di una qualsiasi reale. Ma nessuna paura, un diamante è per tutta la vita, o almeno finché lo decide lui&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/05/08/i-gioielli-dei-nobili-alcune-delle-storie-piu-strane/">I gioielli dei nobili: alcune delle storie più strane</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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