Tra maledizioni, scandali e sventure, le parure dei gioielli reali sembrano vantare alcune delle storie più affascinanti e misteriose.
Qualche settimana fa mi imbatto in una storia interessantissima di una tiara, quella della regina Silvia di Svezia. Uno dei gioielli più grandi della corona nazionale, presenta una delle storie più affascinanti di alta gioielleria. Realizzata in Brasile nel 1829 per la seconda moglie del sovrano Pedro I, nientemeno che la principessa Amélie di Leuchtenberg, nipote di Giuseppina Bonaparte.
La tiara è un modello rivière con una sequenza di diamanti a ricreare l’effetto cascata al contrario. Alla caduta di Pedro I, l’imperatrice Amélie impegna la parure di Braganza, che si compone di un paio di orecchini e di una spilla floreale, assieme alla tiara. Questo per la necessità di sostenere i costi della guerra di successione e fino alla vittoria dell’Imperatore nel 1834 i gioielli rimangono al sicuro a Londra.
Ma come arriva la tiara in Svezia?

Nel 1873 Amélie muore e persa la prima figlia i gioielli si spostano nelle mani della sorella Joséphine di Leuchtneberg, moglie del principe ereditario Oscar della casa svedese dei Bernadotte. Nel 1844 Joséphine diventa la regina di Svezia e Norvegia.
La storia narra, poi, che tutte le sovrane di Svezia abbiano indossato la tiara Braganza, ma purtroppo non ci sono immagini o ritratti con il gioiello. L’attuale sovrana, invece, risulta decisamente meno timida nell’indossare il prezioso e si fa immortalare da anni con la tiara tra i capelli.

Ora, l’ho tirata corta, ma dopo aver letto le peripezie di questo bellissimo gioiello mi sono chiesta quali potessero essere le storie più strane dietro le parure reali. Ho scoperto che ne esistono tante di storie, in realtà. Soprattutto per quanto riguarda i gioielli maledetti.
Uno dei più famosi è il Diamante Hope: tutti lo vogliono, ma chiunque lo tocchi ha sfortuna a vita.
Dal blu brillante e un peso di 45 carati, la sua storia risale al XVII secolo. Viene rubato in India da quella che sembrerebbe essere una statua di una divinità Indù e da subito porta sventure e sciagure ai suoi proprietari. Ricco o nobile che sia, chi ha prova a sfoggiarlo si ritrova in rovina. Il suo primo proprietario occidentale, Jean-Baptiste Tavernier, viene attaccato da dei cani selvatici e ne muore. Re Luigi XVI e Maria Antonietta indossano il diamante prima di finire ghigliottinati. Peggio di così…

Attualmente è chiuso allo Smithsonian Museum di Washington, così da tenere tutti al sicuro.
La collana di Maria Antonietta: il gioiello dello Scandalo.
Questa collana, in realtà, non è mai stata indossata da Maria Antonietta, ma anche solo l’essere legata alla sua immagine fece impazzire i francesi. Questo perchè la collana era in realtà destinata alla favorita del re Luigi XV, Madame du Barry. Il re però muore e la collana viene offerta a Maria Antonietta che però la rifiuta. Lo scandalo avvenne quando si sentì del tentativo di acquistarla a suo nome, senza però il suo consenso, facendo così cadere il nome della regina in disgrazia e aumentando l’odio popolare verso la corte.
Insomma, questa collana portò alla rivoluzione francese e non venne nemmeno mai indossata dalla famosissima Maria Antonietta.

Un’altra storia di sfortune è legata alla Perla di La Peregrina.
Una delle perle naturali più grandi e perfette mai trovate, viene rinvenuta nel Golfo di Panama nel XVI secolo. Gira diverse mani nobili e reali, ma ognuno di essi finisce invischiato in disgrazie e incidenti misteriosi. Regalata a Elizabeth Taylor dal marito Richard Burton, amava staccarsi dal gioiello, facendosi poi ritrovare dalla Taylor in diversi e improbabili punti della casa. Montata poi su un collier Cartier, sembrerebbe accusata di aver rovinato la relazioni tra i due, portandoli fino al divorzio.

Ma una delle storie più interessanti si cela dietro la bellissima collana di Anna Bolena.
In un quadro del XVI secolo si vede la regina con addosso il gioiello: una collana di perle. Al centro un pendente: una B in oro da cui pendono altre tre perle a goccia.
Era l’accessorio più amato dalla regina, ma dove si trovi adesso non lo sa nessuno. Si pensa che la collana sia stata messa da parte dopo la sua morte e conservata da persone fidate per la figlia Elisabetta, infatti esiste un quadro che la raffigura con addosso una collana simile.
Qualcun altro dice che la collana sia stata smembrata e che le sue perle siano rimaste alla corona inglese e poi incastonate nella Imperial State Crown, la corona della regina Elisabetta II, indossata alla sua incoronazione. Parrebbe che siano tra il rubino del re e lo zaffiro degli Stuart, sottolineando l’importanza del passaggio di Anna Bolena per la casa reale.

Un altro scandalo è legato alla corona preferita della regina Vittoria.
Ben undici zaffiri e centinaia di diamanti, tutti in una struttura d’oro e d’argento. Risulta essere uno dei gioielli inglesi più belli che siano mai stati realizzati. Nel 1840 il principe Alberto la disegna e la fa realizzare per regalarla come dono di nozze alla sua futura moglie, Vittoria. Nel 1442 Vittoria viene ritratta con addosso la tiara. La particolarità? La indossa sul retro della nuca, intorno allo chignon. Vittoria e la sua tiara vengono amati da tutti.

Vittoria muore e il gioiello inizia a girare le prime mani. Nel 1922 si trova sulla nuca della Principessa Mary, zia della regina Elisabetta. Nel 1977 una contessa la indossa per incontrare una regina. Poi, nel 1997 la famiglia della stessa contessa la presta a una famosissima gioielleria londinese e da lì inizia ad essere fotografata ed esposta a vari eventi.
Nel 2016 viene comprata da un acquirente straniero per ben 6 milioni e mezzo, ma una volta richiesta la sua esportazione dal paese scatta un tumulto. Il trambusto fu tale che si cercò disperatamente un compratore del Regno Unito, in grado di acquistarla al prezzo richiesto e fortunatamente venne trovato: il miliardario irlandese William Bollinger.
Come scordare i due anelli di fidanzamento di Grace Kelly.

Indossati sempre, sono stati regalati dal principe Ranieri: il primo un eternity band in rubini e diamanti, il secondo un diamante taglio smeraldo da quasi 11 carati. Entrambi sono firmati Cartier. Ma perchè avere due anelli di fidanzamento?
Il primo viene regalato al secondo incontro dal vivo tra i due. Il principe sceglie un modello poco eccentrico perchè spaventato dal possibile rifiuto di lei, ma la futura principessa indossa il gioiello immediatamente. Pochi mesi dopo, forse perchè più sicuro della situazione, fa dono a Grace del secondo anello, un enorme diamante. Questo sarebbe stato regalatò da Ranieri una volta scoperto che l’attrice avrebbe dovuto indossare un gioiello di scena come anello di fidanzamento nel film.

C’è chi dice che il secondo anello fosse nella mente del principe da sempre e che l’altro servisse come anello provvisorio in attesa del completamento di quest’ultimo. Rimane che sono due meravigliosi gioielli.
Un’altra storia misteriosa è legata all’Opale di Orlov. La pietra dalle dimensioni e bellezza straordinari, risultava incastonata nella statua di Brahma, il dio creatore nella religione induista, adorato come simbolo sacro. Dalla capacità unica di riflettere la luce in modo quasi ipnotico, viene considerato un occhio divino in grado di vigilare sui devoti e proteggere il tempio dalla sfortuna.
La leggenda racconta che un soldato francese la trafuga, facendole iniziare il suo viaggio verso l’Europa. Ahimè, ogni possessore risulta destinato a perdere tutto.

L’opale riesce ad arrivare alla corte russa. La storia parla dell’acquisto da parte di Caterina la Grande per la sua collezione personale e così l’Opale di Orlov diventa parte dei gioielli imperali e un accessorio amato e temuto da tutta la corte. L’opale porta rapidamente sfortuna alla famiglia reale e alcuni suoi membri cadono in disgrazia. Inoltre le tensioni politiche crescono intorno all’intera nobiltà russa.
Il gioiello avrebbe causato problemi di salute e tensioni in chiunque lo indossasse, come se in grado di assorbire e riflettere le ambizioni e le ombre dei suoi possessori, assieme alla sua luce.
Sarà il fascino reale o l’allure dei nobili, ma le parure e i gioielli reali risultano sempre ricoperti da un’alone di mistero, di extra-ordinario. Pietre lavorate dai gioiellieri più famosi del mondo e diamanti che chissà cosa potrebbero raccontare se solo sapessero parlare.
Tra scandali e maledizioni, questi gioielli a volte sembrano essere i veri potenti, in grado di tirare le fila dei più grandi regni reali.
Celati dalle teche risultano innocui, ma chissà cosa potrebbero fare al collo o al polso di una qualsiasi reale. Ma nessuna paura, un diamante è per tutta la vita, o almeno finché lo decide lui…


