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	<title>font Archivi - AdL Mag</title>
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		<title>I 3 font preferiti dai designer</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara De Bonis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 May 2024 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[font]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tipologia del font, dimensione, stile dei caratteri e layout complessivo, influiscono sulla percezione del testo e&#160;sintetizzano visivamente l&#8217;intera estetica e l&#8217;identità di un brand.&#160; I caratteri tipografici costruiscono l’atmosfera emotiva che ci circonda. Trasmettono sensazioni, esprimono stati d’animo e danno alle parole precise colorazioni. Il logo di un marchio è come una firma visiva, ne [&#8230;]</p>
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<h3 class="wp-block-heading">Tipologia del font, dimensione, stile dei caratteri e layout complessivo, influiscono sulla percezione del testo e&nbsp;sintetizzano visivamente l&#8217;intera estetica e l&#8217;identità di un brand.&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">I caratteri tipografici costruiscono l’atmosfera emotiva che ci circonda. Trasmettono sensazioni, esprimono stati d’animo e danno alle parole precise colorazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il logo di un marchio è come una firma visiva, ne rappresenta l&#8217;essenza in modo conciso e riconoscibile.&nbsp;Ogni dettaglio del suo design, compresa la font utilizzata per il nome, ha un impatto significativo sull&#8217;immagine e sulla percezione del brand da parte del pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un carattere rotondo e morbido può suggerire gentilezza e calore, mentre uno spigoloso e angolare può evocare tensione o rigidità.&nbsp; Un carattere elegante può dare un tocco di raffinatezza, mentre uno audace può trasmettere un senso di forza o enfasi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la più piccola variazione tipografica può compromettere l&#8217;identità consolidata del marchio e la sua posizione nel mercato. Pertanto ogni modifica deve essere attentamente valutata, per potenziare l&#8217;immagine e il riconoscimento del brand senza comprometterne l’essenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che font è? Boh, forse è l’Helvetica!</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Gary Hustwit, autore del <a href="https://watchdocumentaries.com/helvetica/">film “HELVETICA”</a> basa la sua trama sulla teoria secondo cui per le strade l’Helvetica fosse come l’ossigeno, quindi non si può&nbsp;fare a meno di respirarlo e di vederlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>“Most people who use Helvetica use it because it&#8217;s ubiquitous. It&#8217;s like going to McDonalds instead of thinking about food. Because its there, it&#8217;s on every street corner. So let&#8217;s eat crap, because it&#8217;s on the corner.&#8221; </strong>                  Molte persone utilizzano questo font senza pensarci troppo o considerare altre opzioni, semplicemente perché è il font più comune e facilmente accessibile. Allo stesso modo si sceglie di mangiare cibo di bassa qualità solo perché è facilmente reperibile e presente ovunque.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il carattere Helvetica, ideato nel 1957 dal designer svizzero Max Miedinger e da Eduard Hoffmann, è apprezzato per la sua semplicità e chiarezza. Grazie al suo design &#8220;sans-serif”&nbsp;(senza grazie) e alla forma pulita, è adatto a un&#8217;ampia varietà di utilizzi, dal branding alla segnaletica stradale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante la sua natura &#8220;neutra&#8221; possa sembrare poco distintiva, è proprio questa capacità di adattarsi a contesti, settori e messaggi diversi che ha contribuito al suo successo.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="822" height="1024" data-id="21491" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/nss-magazine-helvetica-history-4-1-822x1024.png" alt="font helvetica" class="wp-image-21491" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="913" data-id="21490" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/tica-nyc-2-copia-1024x913.jpg" alt="New York metropolitana " class="wp-image-21490" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/tica-nyc-2-copia-1024x913.jpg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/tica-nyc-2-copia-980x874.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/tica-nyc-2-copia-480x428.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso dei decenni sono numerosi i brand che hanno scelto il font per i propri loghi e la loro comunicazione: <strong>American Airlines, Lufthansa, Jeep, BMW, Knoll&#8230;</strong> La <strong>metropoli di New York</strong> l&#8217;ha adottato per le sue mappe, per la segnaletica e i trasporti pubblici. &nbsp; &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con <strong>Off-White</strong> le parole appaiono dove non erano mai state presenti prima. Nella collaborazione con <strong>Nike</strong> per la collezione &#8220;Ten Ten” e non solo, il font Helvetica diventa il benchmark dell&#8217;immaginario di Abloh, e il protagonista di una comunicazione diretta, oggettiva, clean, trasversale, in grado di attrarre un pubblico variegato.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="21492" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/nss-magazine-virgil-abloh-nike-the-ten-1-1024x683.jpg" alt="font helvetica off white" class="wp-image-21492" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/nss-magazine-virgil-abloh-nike-the-ten-1-980x653.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/nss-magazine-virgil-abloh-nike-the-ten-1-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="732" data-id="21493" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/nss-magazine-virgil-abloh-nike-the-ten-5-1024x732.jpg" alt="Helvetica off white" class="wp-image-21493" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/nss-magazine-virgil-abloh-nike-the-ten-5-980x700.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/nss-magazine-virgil-abloh-nike-the-ten-5-480x343.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima del successo del designer, il fashion system si era già accorto delle potenzialità comunicative del font.&nbsp;In <strong>Burberry,&nbsp;Balmain,&nbsp;Celine, Diane Von Furstenberg,&nbsp;The North Face,&nbsp;Fendi&#8230;</strong> nasce l’esigenza di rendere il logo rappresentativo più immediato, facile da ricordare, e trasformandolo quindi in qualcosa di molto simile a quelli già in circolazione.&nbsp;È facile intuire quindi come Helvetica sia il comune denominatore di brand molto differenti, ognuno simbolo di un’estetica e di un immaginario diversi, tanto nel mondo streetwear quanto in quello del lusso.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Paradossalmente il font che più di tutti non ha particolari segni distintivi è quello scelto per distinguersi. La popolarità raggiunta da Helvetica ha generato un&#8217;omologazione di loghi e branding che non rispecchia la pluralità delle voci della moda.&nbsp;La tendenza è quella di semplificare, eliminare qualsiasi ornamento superfluo, per riuscire a parlare nel migliore e più immediato modo possibile con il consumatore.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Bodoni per Armani e Lady Gaga</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Bodoni è eredità di eleganza e nitidezza senza tempo. Nato alla fine del XVIII grazie al celebre tipografo italiano Giambattista Bodoni, è diventato uno dei capolavori della tipografia moderna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si distinuge per le sue linee sottili, un contrasto deciso tra tratti spessi e sottili e seriffi squadrati. Il font eccelle per la sua bellezza e leggibilità, specialmente in dimensioni più ampie. Tuttavia, nonostante la sua popolarità e ammirazione, alcuni designer ritengono che il suo alto contrasto (tra grazie sottili dritte e aste verticali spessissime) e le forme squadrate possano renderlo meno leggibile in dimensioni ridotte o su schermi digitali, suscitando così dibattiti sulla sua adattabilità moderna e autenticità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il font incarna le quattro virtù fondamentali definite da Bodoni stesso per un alfabeto: regolarità, bellezza, nitidezza e buon gusto. Ancora oggi, è un simbolo per la città di Parma e uno dei caratteri più utilizzati nell&#8217;editoria. Tra i tanti impieghi del Bodoni, o di sue strette derivazioni, è diventato un&#8217;icona per numerosi marchi di moda: <strong>Valentino, Vogue, Armani, Dior, Calvin Klein, Elle.</strong> Non solo nel mondo del fashion, ma anche nell&#8217;ambito musicale, ha trovato il favore di artisti quali <strong>Bruce Springsteen, Nirvana e Lady Gaga</strong> che lo hanno utilizzato per le loro identità visive.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="508" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/bodoni2-1024x508.jpeg" alt="font bodoni" class="wp-image-21486" style="width:762px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/bodoni2-980x486.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/bodoni2-480x238.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli ultimi celebri utilizzi del font vi è l&#8217;identità di <strong>Zara</strong>. La rinomata casa di abbigliamento spagnola, ha scelto questo carattere per dare un nuovo impulso alla propria presenza globale. Questo dimostra che nonostante i suoi oltre 200 anni di storia, il Bodoni rimane una scelta sempre attuale e rilevante nel mondo del design e della comunicazione visiva.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="369" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/Insight-Typography-Bodoni-Single_Image-15_191025_134823-1400x505-1-1024x369.jpg" alt="font bodoni" class="wp-image-21485" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/Insight-Typography-Bodoni-Single_Image-15_191025_134823-1400x505-1-980x354.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/Insight-Typography-Bodoni-Single_Image-15_191025_134823-1400x505-1-480x173.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La FUTURA-MANIA di SUPREME</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">1927, Germania, Paul Renner inventa il carattere Futura che diventerà un&#8217;icona della tipografia moderna e del design.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua genesi risiede nell&#8217;estetica del costruttivismo sovietico e della <a href="https://www.adlmag.it/2024/04/17/moda-e-design/">Bauhaus</a>, e si distingue per la sua rigorosa impostazione geometrica&nbsp;<strong>basata sulle tre forme geometriche essenziali</strong>: il cerchio, il quadrato e il triangolo.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="668" data-id="21495" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/futuokkka_03-2048x1335-1-1024x668.jpeg" alt="font futura" class="wp-image-21495" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/futuokkka_03-2048x1335-1-980x639.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/futuokkka_03-2048x1335-1-480x313.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Trova spazio non solo nelle pagine della storia ma anche sulla plancia dell&#8217;<strong>Apollo 11</strong> e nei film di <strong>Kubrick.</strong> L&#8217;artista <strong>Barbara Kruger</strong> ha contribuito a rendere il Futura ancora più riconoscibile, adottandone una versione bold e in corsivo per le sue opere sovversive, che hanno segnato l&#8217;epoca della scena artistica di New York. Fu poi preso in prestito da&nbsp;James Jebbia per il suo brand <strong>SUPREME</strong>, che con l’artista statunitense condivideva lo sguardo irriverente verso la cultura dominante.&nbsp;Questa &#8220;Futura-mania” vota la semplicità e l&#8217;industrializzazione, trasmettendo un senso di ordine e modernità.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Futura ha trovato posto in una vasta gamma di applicazioni: dalla <strong>RAI</strong> al sistema ferroviario italiano, dai loghi di grandi marchi come <strong>Nike, Dolce&amp;Gabbana e Louis Vuitton</strong> alle locandine di film come <strong>&#8220;V per Vendetta&#8221;</strong> e <strong>&#8220;American Beauty”.&nbsp;</strong></p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-id="21511" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/05/supreme-2-6-819x1024.jpg" alt="font futura supreme" class="wp-image-21511" /></figure>



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</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Foto: Nss Mag, Cba Design.</p>
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