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	<title>diamanti Archivi - AdL Mag</title>
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	<title>diamanti Archivi - AdL Mag</title>
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		<title>Maharani Indira Devi: la moda come rivoluzione culturale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarpe intarsiate e sari di chiffon, il gusto di Maharani Indira Devi è stato un forte simbolo politico che ha stravolto l&#8217;estetica e l&#8217;indluenza di un paese intero. Nella storia della moda sono diverse le figure cardine, alcune di queste le conosciamo tutti e non avremmo problemi a nominarne almeno un paio. Esistono però anche [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Scarpe intarsiate e sari di chiffon, il gusto di Maharani Indira Devi è stato un forte simbolo politico che ha stravolto l&#8217;estetica e l&#8217;indluenza di un paese intero.</h2>



<p class="has-text-align-center">Nella storia della moda sono diverse le figure cardine, alcune di queste le conosciamo tutti e non avremmo problemi a nominarne almeno un paio. Esistono però anche dei personaggi senza i quali alcuni di quelli che amiamo oggi (e ieri) nel mondo della moda non avrebbero saputo da dove iniziare. Sono persone che hanno fatto la storia, ma il cui storico, appunto, non è riuscito a rimanere sufficientemente a galla per dimostrare la sua potenza e importanza. Una di queste storie è quella di <strong>Maharani Indira Devi. </strong></p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Indira Devi è passata alla storia per essere stata una delle più grandi collezioniste e &#8220;influencer&#8221; ante litteram nel mondo delle calzature di lusso, ma è stata molto di più.</h3>



<p class="has-text-align-center">In realtà Indira Devi ha fatto politica con il suo stile, riuscendo ad influenzare il ruolo delle donne nelle élite indiane durante il periodo di passaggio dal dominio coloniale all&#8217;indipendenza del paese. L&#8217;uso che ha fatto della moda è un caso importante di costruzione dell&#8217;identità in un&#8217;epoca delicatissima di transizione. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="640" height="640" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/id-10.webp" alt="" class="wp-image-55173" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/id-10.webp 640w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/id-10-480x480.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 640px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Historified</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center">Un caso importantissimo è legato all&#8217;invenzione del Chiffon Sari. Prima di lei i sari delle nobili indiane erano pesanti, rigidi, carichi di tessuti opachi come il broccato. Indira Devi durante uno dei suoi viaggi a Parigi scoprì lo chiffon di seta: leggero, trasparente e fluido. Chiese che venisse prodotto in larghezze adatti al sari e una volta portato in India con sé, trasportò anche un&#8217;immagine di dinamismo e libertà di movimento. E&#8217; così che la figura della nobile indiana spezzava le catene con l&#8217;idea di una statuaria rinchiusa nel palazzo, diventando una donna che poteva camminare, viaggiare e stare nei salotti internazionali proprio come le europee. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Indira Devi ha coltivato per tutta la sua vita un grandissimo amore per le scarpe, in special modo quelle di Salvatore Ferragamo.</h3>



<p class="has-text-align-center">E&#8217; questo il motivo che ha portato la sua figura a legarsi con quella di amante e collezionista di calzature di lusso. Famosissima è la sua commessa a Ferragamo a cui ordinò un centinaio di paia di scarpe, su per giù, in una sola volta. (E come darti torto Indira&#8230;). Uno dei modelli più iconico fu realizzato con seta ricamata di altissima qualità fornitagli dalla stessa Indira.</p>



<p class="has-text-align-center">L&#8217;ordine a Ferragamo era pensato per poter avere una scarpa per ogni modello di sari in chiffon, creando così un&#8217;immagine pubblica decisamente coerente, oltre che un&#8217;estetica in grado di fondere l&#8217;india reale con l&#8217;alta-moda europea. I diamanti, le perle e i rubini che faceva includere nelle sue calzature le spediva direttamente lei a Firenze, dal tesoro reale indiano alle mani di Ferragamo per incastonarli nelle tomaie o nei tacchi. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Ferragamo inventò anche un modello a suo nome, il sandalo Maharani, rivestito di velluto e decorato con una struttura in ottone sbalzato, ricoperto di gemme preziose. </h3>



<p class="has-text-align-center">La scelta dei tessuti è dovuta proprio all&#8217;estro di Indira. La nobile indiana amava i contrasti tattili e visivi e per questo le sue scarpe erano spesso realizzate in velluto, seta, raso e anche pelle di capretto. Il suo amore per le scarpe la portò assieme a Mary Pickford e Joan Crawford nelle memorie del calzaturiere fiorentino, dove divise tutte le sue clienti famose in tre categorie, basate sulla forma e la misura del piede. Indira Devi, assieme alle altre due iconiche donne, fu classificata come Cenerentola, per il suo piede piccolo, il suo amore per la moda e la sua estrema femminilità. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="559" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/maharani-indira-devi-footwear-3.webp" alt="" class="wp-image-55172" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/maharani-indira-devi-footwear-3.webp 800w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/maharani-indira-devi-footwear-3-480x335.webp 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 800px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Luxury Launches</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center">In realtà Indira portava con se un accessorio ancora più eccentrico, se possibile, un vero e proprio talismano vivente. Questa era una piccola tartaruga viva il cui guscio era incastonato di pietre preziose. La nobile indiana la usava come portafortuna nelle sue serata ai casino di Parigi o della Riviera. Luoghi anche questi in cui la sua presenza permetteva a un intero Paese di affermarsi nella scena occidentale a parimerito di tutti gli altri. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Gli accessori e il suo spiccato stile, decisamente eccentrico per il periodo, l&#8217;hanno resa una figura che domina la scena sociale, rappresentando il potere indiano nei luogi dell&#8217;élite occidentale. </h3>



<p class="has-text-align-center">Oggettivamente nelle fasi pre-indipendenza l&#8217;abbigliamento è stato un campo di battaglia politico. Basti pensari al Khadi di Gandhi e quello che ha rappresentato. Indira Devi in questa situazione ha proposto una terza via e mentre Gandhi proponeva un ritorno alla semplicità rurale del paese, Indira parlava di un&#8217;India sofisticata, colta e globale. Il suo stile ha anche influenzato intere generazioni di donne delle alte classi a pensare alla moda non come una frivolezza, ma come un modo per rivendicare la propria presenza nella sfera pubblica. </p>



<p class="has-text-align-center">Anche il suo amore per le scarpe ha in realtà rappresentato una rivoluzione culturale. Infatti, in India le calzature avevano un forte connotato di casta e riutualità, Indira Devi indossando tacchi alti di design italiano sotto un sari di chiffon, creava un&#8217;estetica a cui i colonizzatori britannici dovevano adattarsi e non giudicare. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">L&#8217;utilizzo di oggetti del lusso occidentale le permettevano di legittimare la propria autorità negli ambienti europei, rompendo lo stereotipo della donna indiana esotica e arretrata. </h3>



<p class="has-text-align-center">Ma soprattuto Indira Devi ha rotto la tradizione dei matrimoni combinati. Destinata a sposarsi con il Mahraja di Gwalior, ruppe il fidanzamneto per sposare per amore Jitendra Narayan di Cooch Behar. Questo, in una società fatta di caste e tradizioni ferree, fu un atto di ribellione individuale estremo che segnò la transizione verso modelli di famiglia più moderni. </p>



<p class="has-text-align-center">Rimasta vedova divenne poi reggente per il figlio. Anche qui controcultura: invece di ritirarsi a vita privata, come da tradizione, gestì il potere politico e sociale con polso fermo. Indira Devi, di nuovo, si conferma un soggetto politico attivo, abbandonando l&#8217;associazione donna-oggetto di rappresentanza. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Nemmeno Vogue o Harper&#8217;s Bazaar rimasero immuni a questo cambiamento e la sua influenza segnò anche qui un momento di svolta sociologica. </h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="914" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Maharani20Gayatri20Devi20of20Jaipur.jpg" alt="" class="wp-image-55174" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Maharani20Gayatri20Devi20of20Jaipur.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Maharani20Gayatri20Devi20of20Jaipur-480x596.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Vogue India</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center">Per la prima volta la donna indiana non viene ritratta solo come un soggetto etnico, coloniale, ma diventa una delle protagoniste dell&#8217;eleganza globale. Infatti, prima di lei, l&#8217;immagine dell&#8217;india nelle riviste occidentali era legata al folclore. Con lei tutto cambia. Vogue la elegge a icona e Indira Devi comincia ad apparire nelle cronache mondane proprio per le sue scelte di stile. </p>



<p class="has-text-align-center">La sua influenza fu così importante che Vogue iniziò a pubblicare editoriali su come indossare il sari o trarre ispirazioni dai suoi drappeggi. Vogue trasformò Indira in un modello di consumatrice d&#8217;élite, quindi non più solo regina che ereditava tesori, ma cliente che sceglieva e commissionava. Simbolo che la ricchezza indiana stava alimentando l&#8217;industria del lusso europea, quindi non più colonia da cui estrarre risorse, ma un mercato di individui sofisticati con un gusto che influenzava i designer di Parigi e Firenze. </p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il culmine della sua influenza arriva nel 1940, quando sua figlia Gayatri Devi venne inclusa da Vogue nella lista delle dieci donne più belle del mondo. </h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="250" height="330" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Indira_Devi_of_Kapurthala_at_the_BBC_c_1946.jpg" alt="" class="wp-image-55175" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:contain" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Indira_Devi_of_Kapurthala_at_the_BBC_c_1946.jpg 250w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/Indira_Devi_of_Kapurthala_at_the_BBC_c_1946-227x300.jpg 227w" sizes="(max-width: 250px) 100vw, 250px" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo via Wikipedia</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center">Indira Devi è quindi l&#8217;esempio perfetto di quella che è la transculturalità, ossia un&#8217;identità che non appartiene più a una sola cultura, ma ne attraversa diverse creandone una nuova, più ricca e complessa. </p>



<p class="has-text-align-center">In un momento di delicatissima transizione politica, la moda attraverso Indira Devi ha fatto da simbolo politico in grado di definire la forza di un&#8217;identità culturale, dapprima considerata secondaria e poi diventata forte influenza. </p>
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		<title>Diamanti di stoffa e fuoco</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/01/14/diamanti-di-stoffa-e-fuoco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Soba]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jan 2025 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sartoria silenziosa che ha vestito il cinema C’è qualcosa di straordinariamente eloquente nei luoghi che tacciono. Quei luoghi dove si respira polvere antica e storia sospesa, dove le pareti hanno visto sfilare sogni, illusioni, rivoluzioni artistiche. La Sartoria Tirelli, cuore pulsante di un cinema che non esiste più, è uno di quei luoghi. Una [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-center"><strong>La sartoria silenziosa che ha vestito il cinema</strong></p>



<p class="has-text-align-center">C’è qualcosa di straordinariamente eloquente nei luoghi che tacciono. Quei luoghi dove si respira polvere antica e storia sospesa, dove le pareti hanno visto sfilare sogni, illusioni, rivoluzioni artistiche. </p>



<p class="has-text-align-center">La Sartoria Tirelli, cuore pulsante di un cinema che non esiste più, è uno di quei luoghi. <strong>Una bottega romana</strong>, nata nel 1964, che ha cucito <a href="https://www.adlmag.it/2024/09/15/costumisti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l’identità visiva</a> di un’epoca. Dai fasti di Fellini alle tragedie viscontiane, passando per la sensualità decadente di Zeffirelli. E ora, quel luogo<strong> torna protagonista</strong>, come scrigno della memoria, nel nuovo film di Ferzan Özpetek, <strong>“Diamanti”</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="348" height="196" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/956065_1727965870466_thumb_197.0000001-2.jpg" alt="" class="wp-image-32027" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/956065_1727965870466_thumb_197.0000001-2.jpg 348w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/956065_1727965870466_thumb_197.0000001-2-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 348px) 100vw, 348px" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Ma <strong>dietro la magia delle stoffe e dei tessuti c’è molto di più.</strong> C’è la forza creativa femminile. La tenacia di chi, in silenzio, ha costruito un’eredità culturale che trascende il tempo. Perché <strong>la sartoria non è solo ago e filo: è un atto rivoluzionario.</strong> È la scelta consapevole di opporsi al transitorio, all’effimero. È la costruzione di un’identità che resta, anche quando le luci della ribalta si spengono.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>La Sartoria Canova di “Diamanti”</strong>&nbsp;non è solamente un set cinematografico, è un simbolo di resistenza.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="900" height="616" data-id="32016" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Diamanti-Ferzan-Ozpetek-nel-2024-67828eaeb48d2.jpg.png" alt="" class="wp-image-32016" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Diamanti-Ferzan-Ozpetek-nel-2024-67828eaeb48d2.jpg.png 900w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Diamanti-Ferzan-Ozpetek-nel-2024-67828eaeb48d2.jpg-480x329.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 900px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="855" height="570" data-id="32015" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/l.jpeg" alt="" class="wp-image-32015" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/l.jpeg 855w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/l-480x320.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 855px, 100vw" /></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center">Resistenza al consumo veloce, alla perdita del dettaglio, alla cultura del “tutto e subito”. È un omaggio a quelle mani, spesso invisibili, che hanno vestito i sogni degli altri. Quelle mani che hanno lavorato nell’ombra, mentre il mondo celebrava registi, attori, sceneggiatori. <strong>La creatività femminile, in questo senso, non è mai stata solo una questione estetica.</strong> È stata, ed è, una forza propulsiva. Silenziosa, ma inarrestabile.</p>



<p class="has-text-align-center">Eppure, mentre il cinema celebra queste sartorie, fuori dagli schermi il mondo brucia. Letteralmente.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="504" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/diamanti-di-ferzan-ozpetek-1280x630-1-1024x504.jpg" alt="" class="wp-image-32017" style="width:530px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/diamanti-di-ferzan-ozpetek-1280x630-1-1024x504.jpg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/diamanti-di-ferzan-ozpetek-1280x630-1-980x482.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/diamanti-di-ferzan-ozpetek-1280x630-1-480x236.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Gli incendi che devastano Los Angeles sono più di una calamità naturale: sono il simbolo di un’industria che si consuma da sola. Hollywood, culla del sogno americano, rischia di trasformarsi in una distesa di cenere e nostalgia. <strong>I grandi studi si svuotano, le produzioni si spostano altrove, le case con piscina diventano mausolei carbonizzati di un passato che non ritornerà</strong>. È il destino delle metropoli costruite sui sogni: quando il sogno finisce, resta solo il fumo.</p>



<p class="has-text-align-center">E qui sta la contraddizione che tanto affascina.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="900" height="506" data-id="32019" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/diamanti-recensione-miglior-film-ozpetek-anni-recensione-v4-64942-1280x16-copia.jpg" alt="" class="wp-image-32019" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/diamanti-recensione-miglior-film-ozpetek-anni-recensione-v4-64942-1280x16-copia.jpg 900w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/diamanti-recensione-miglior-film-ozpetek-anni-recensione-v4-64942-1280x16-copia-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 900px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="980" height="551" data-id="32018" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/elle-decor-cover-2-675fe2eebe3ab.png-copia.jpg" alt="" class="wp-image-32018" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/elle-decor-cover-2-675fe2eebe3ab.png-copia.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/elle-decor-cover-2-675fe2eebe3ab.png-copia-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 980px, 100vw" /></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center">Da un lato, abbiamo la celebrazione del passato, la riscoperta dei luoghi che hanno fatto grande il cinema italiano. Dall’altro, il presente ci mostra una realtà in fiamme, un’industria in crisi. Come conciliare questi due mondi? Come rendere giustizia a quella sartoria silenziosa che ha cucito il passato, mentre il futuro sembra sgretolarsi sotto i nostri occhi?</p>



<p class="has-text-align-center">Forse la risposta sta proprio nel film di Özpetek.&nbsp;<strong>“Diamanti” non parla solo di stoffe e costumi. Parla di legami. Di fili invisibili che uniscono passato e presente, memoria e innovazione.</strong>&nbsp;Parla di donne che, con ago e filo, hanno cucito la storia. E forse, proprio grazie a quelle mani invisibili, il cinema troverà la forza di rinascere dalle sue ceneri. Perché, in fondo, ogni grande incendio porta con sé la possibilità di un nuovo inizio. E ogni stoffa, anche quella più logora, può essere rammendata.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/DIAMANTI_Day26_ph-Stefania-Casellato_95A0379-1500x1000-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-32020" style="width:584px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/DIAMANTI_Day26_ph-Stefania-Casellato_95A0379-1500x1000-1-980x653.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/01/DIAMANTI_Day26_ph-Stefania-Casellato_95A0379-1500x1000-1-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center">La vera sfida, ora, è non dimenticare chi ha cucito i nostri sogni. Non dimenticare che, dietro ogni grande capolavoro, ci sono mani che hanno lavorato nell’ombra. </p>



<p class="has-text-align-center">E che il cinema, come la vita, è fatto di dettagli. Di piccoli punti invisibili che, cuciti insieme, creano un’opera d’arte. Un’opera che può sopravvivere al tempo, al fuoco, persino all’oblio.</p>



<p><strong>Perché il cinema non muore. Cambia forma, si trasforma. Ma resta. Come i diamanti. E come le storie cucite a mano.</strong></p>



<p>Photocredits: Pinterest</p>
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		<title>Prada-cut: i nuovi diamanti sintetici di Prada</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/07/10/prada-cut-i-nuovi-diamanti-sintetici-di-prada/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jul 2024 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[diamanti]]></category>
		<category><![CDATA[jewelry]]></category>
		<category><![CDATA[Prada]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentati nelle nuove proposte della linea di alta gioielliera Prada Eternal Gold, i diamanti sintetici Prada-cut sono delle pietre artificiali tagliate in modo e maniera da avere la stessa forma del logo del brand. I diamanti sono ancora i migliori amici di una ragazza. E per noi è doveroso segnalarvi un altro ottimo partito da [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2024/07/10/prada-cut-i-nuovi-diamanti-sintetici-di-prada/">Prada-cut: i nuovi diamanti sintetici di Prada</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Presentati nelle nuove proposte della linea di alta gioielliera Prada Eternal Gold, i diamanti sintetici Prada-cut sono delle pietre artificiali tagliate in modo e maniera da avere la stessa forma del logo del brand. </h2>



<p>I diamanti sono ancora i migliori amici di una ragazza. E per noi è doveroso segnalarvi un altro ottimo partito da inserire in questo <em>bestfriend’s club</em>: il <strong>Prada-cut </strong>di, eh sì, Prada. <br></p>



<h3 class="wp-block-heading">Viene presentato il nuovo taglio di diamante Prada-cut. <br></h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2200-1-819x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-24203" /></figure>



<p><br>L’ultimissima collezione di gioielli Eternal Gold, di casa Prada, se la sta cavando molto bene in quanto a qualità. La linea utilizza oro riciclato per i suoi gioielli aggiungendo la sostenibilità alle grandi capacità manifatturiere. </p>



<h4 class="wp-block-heading">La novità più grande però sono i diamanti prodotti in laboratorio. </h4>



<p>L’innovazione spinge Prada verso nuovi e interessantissimi orizzonti. L’utilizzo di pietre preziose artificiali sottolinea ancora una volta l’interesse verso la sostenibilità.</p>



<p>I diamanti artificiali non hanno niente in meno a quelli naturali. Hanno le stesse proprietà chimiche, ma un tempo di produzione più veloce. Sono presenti sul mercato dal 20esimo secolo, eppure solo due marchi di alta moda hanno provato ad utilizzarli. <br></p>



<h3 class="wp-block-heading">Creati con un processo tecnologico avanzato in cui si simulano le condizioni naturali, queste pietre artificiali rappresentano l’alternativa più accessibile ai diamanti estratti. <br></h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="671" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2201-1024x671.jpeg" alt="" class="wp-image-24197" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2201-1024x671.jpeg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2201-980x642.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2201-480x314.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p><br>Il processo inizia con la scelta di un piccolo frammento di diamante naturale, chiamato “seme”. Questo seme sarà il nucleo su cui si svilupperà il diamante definito sintetico. Sono due i metodi principali che si possono utilizzare per la creazione del diamante artificiale. <br></p>



<p>Uno prevede il ricreare le alte pressioni e temperature presenti nel mantello terrestre. In questo caso il diamante viene messo in una cella di pressione e scaldato a temperature elevate, mentre il carbonio in forma liquida o gassosa si deposita sulla superficie del seme facendo così crescere il diamante. <br></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2202-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-24198" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2202-980x653.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2202-480x320.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p>L’altro metodo, invece, prevede che un gas contenente carbonio, il metano ad esempio, venga decomposto in atomi di carbonio. Questi poi si depositano su un substrato, di solito un seme di diamante, e si legano fra loro strato dopo strato, formando così il diamante. <br></p>



<p>I diamanti sono costantemente monitorati e possono richiedere settimane o addirittura mesi per arrivare alle dimensioni che vogliamo. Una volta cresciuto il diamante sintetico avrà una superficie grezza o irregolare e quindi verrà tagliato e lucidato. </p>



<p>Ecco che qui subentra Prada con la sua innovazione e maestria. Il direttore di gioielleria Prada, Timothy Iwata, ci spiega che questi diamanti superano i limiti del taglio di una pietra e dell’idea di un materiale di lusso. <br></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2198-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-24200" /></figure>



<p>I nuovi diamanti Prada-cut hanno la stessa forma del logo del brand e nelle nuove proposto della linea Eternal Gold si intrecciano in catene d’oro o vengono incastonati in orecchini a forma di cuore. Oppure si presentano in avvolgenti anelli a forma di serpente. <br></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="538" data-id="24202" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2199-1024x538.jpeg" alt="" class="wp-image-24202" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2199-1024x538.jpeg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2199-980x515.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2199-480x252.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>
</figure>



<p>Raffinati , unici e irresistibili. I diamanti Prada-cut si prospettano come i più interessanti sul mercato e capiamo bene il perché. </p>



<p></p>
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