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	<title>abusi Archivi - AdL Mag</title>
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		<title>Cosa resterà del buonsenso?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Camilla Marta Milani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Aug 2024 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[buonsenso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ enciclopedia Treccani definisce la parola buonsenso come “la capacità naturale, istintiva, di giudicare rettamente, soprattutto in vista delle necessità pratiche”.&#160; Viviamo nel ventunesimo secolo, dove, la velocità e l’immediatezza di restare aggiornati sui fatti è al primo posto. Ogni giorno siamo sepolti da una valanga di notizie, di qualsiasi genere. Alcune di queste, diciamocelo, [&#8230;]</p>
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<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong><em><em>L’ enciclopedia Treccani definisce la parola buonsenso come “la capacità naturale, istintiva, di giudicare rettamente, soprattutto in vista delle necessità pratiche”.&nbsp;</em></em></strong></h3>



<p class="has-text-align-center">Viviamo nel ventunesimo secolo, dove, la velocità e l’immediatezza di restare aggiornati sui fatti è al primo posto.</p>



<p class="has-text-align-center">Ogni giorno siamo sepolti da una valanga di <a href="https://www.adlmag.it/2024/04/03/schiavitu-uguale-bellezza-il-saggio-di-maura-gancitano/">notizie</a>, di qualsiasi genere. Alcune di queste, diciamocelo, sono quelle notizie che, una volta lette pensi: ne avevo davvero bisogno? Forse no.</p>



<p class="has-text-align-center">Notizie sportive, di attualità, finanza, gossip, flash news, cronaca, anche di quella non proprio felice. Non serve nemmeno più, necessariamente andare dall’edicolante di fiducia, è tutto, sempre, facilmente fruibile grazie ai social.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong><em>Bene, allora perché sembra esserci così tanta disinformazione?</em></strong></p>



<p class="has-text-align-center">Mi spiego, mi capita, come a tutti credo, di restare shoccata e anche spaventata, dalle notizie di rapimenti, sequestri, stupri che si sentono, ogni santissimo giorno. Vi è mai capitato di leggere una notizia e pensare: &#8220;Ma figurati se mi succederà mai&#8221;? Eppure, queste storie dimostrano che il pericolo è reale e più vicino di quanto pensiamo.</p>



<p class="has-text-align-center">Ed è qui che mi domando: che fine ha fatto il buonsenso? Quella capacità innata di percepire i pericoli, di evitare situazioni potenzialmente dannose?</p>



<p class="has-text-align-center">Sembra quasi che il mondo moderno ci abbia tolto la capacità di giudicare con lucidità e prudenza. Un tempo, la regola non scritta di &#8220;non accettare le caramelle dagli sconosciuti&#8221; era parte del bagaglio culturale di ogni individuo.</p>



<p class="has-text-align-center">Oggi, invece, vediamo un crescente numero di giovani che accettano inviti da perfetti estranei, spesso conosciuti solo attraverso lo schermo di un telefono.</p>



<p class="has-text-align-center">Vi siete mai fermati a riflettere, qualche volta, che forse, il buonsenso potrebbe essere il gemello dell&#8217;istinto di auto protezione? Sapete, parlo di quella voce interiore che ci dice di stare attenti, di non abbassare mai la guardia.</p>



<p class="has-text-align-center">La tecnologia, per quanto ci abbia avvicinati, ci ha anche illusi, illusi di una sicurezza che in realtà non esiste. Ci fidiamo troppo facilmente a volti sconosciuti, forse per istinto, o forse solo perché li vediamo sorridenti dietro una foto profilo.</p>



<p class="has-text-align-center">Ma da quella foto, come possiamo sapere quale personalità si cela dietro essa, cosa sappiamo realmente di quella persona? A volte, sembra che la società abbia dimenticato le basi del buonsenso, preferendo il rischio al giudizio prudente.</p>



<p class="has-text-align-center">Inoltre, non possiamo ignorare l&#8217;impatto che le serie televisive e i film hanno avuto sulla nostra percezione della realtà. Questi media hanno contribuito a &#8220;romanzare&#8221; la vita, tingendo la nostra quotidianità di colori pastello, lanciandoci petali rosa, dritti negli occhi, che ci fanno percepire la realtà come più sicura e meno pericolosa di quanto in realtà sia.</p>



<p class="has-text-align-center">Le storie che vediamo sullo schermo spesso minimizzano i rischi o li trasformano in avventure eccitanti, distorcendo la nostra capacità di riconoscere i pericoli reali.</p>



<p class="has-text-align-center">Invece di sviluppare un sano istinto di auto protezione, ci troviamo a vivere in una sorta di “bolla”, dove la realtà sembra lontana, quasi irreale.</p>



<p class="has-text-align-center">Ma la vita quotidiana non è così tanto rosea come ci viene mostrato; dietro la patina scintillante dei media, il mondo rimane pieno di insidie che richiedono un&#8217;attenta valutazione e un solido buonsenso per essere navigate.</p>



<p class="has-text-align-center">E poi c’è il discorso sui tempi passati. Si dice spesso che le cose sono cambiate, che i ragazzi di oggi sono diversi rispetto a quelli delle generazioni precedenti. </p>



<p class="has-text-align-center"><strong><em>Ma sono davvero cambiati così tanto? o forse è cambiato il mondo intorno a loro?</em></strong></p>



<p class="has-text-align-center">Certo, oggi l&#8217;informazione è più ampia, più accessibile, e la capacità di denunciare crimini e ingiustizie è molto più forte e diffusa di un tempo. Non viviamo più in un’epoca in cui il silenzio era d’oro e le vittime rimanevano in ombra per paura di ritorsioni o giudizi. Oggi, la voce di chi subisce, trova un’eco amplificato dai social media e dai movimenti di giustizia sociale.</p>



<p class="has-text-align-center">Forse non sono tanto le generazioni ad essere cambiate, quanto la capacità e la forza di parlare, di raccontare e di denunciare ciò che un tempo veniva nascosto dietro il velo della paura e del silenzio.</p>



<p class="has-text-align-center">Questo, se da un lato è un segnale positivo, dall&#8217;altro ci ricorda anche quanto sia essenziale coltivare quel buonsenso che ci permette di discernere il giusto dallo sbagliato, il sicuro dal pericoloso.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>A distanza di anni, ci tengo a raccontare un triste aneddoto che mi è capitato, forse, per condividerlo o semplicemente, per esorcizzare ulteriormente la paura che ancora vive in me.</strong></h3>



<p class="has-text-align-center">Avevo 17 anni e mi trovavo a Milano, in una zona centrale, aspettando un amico alla fermata dell&#8217;autobus. Un signore, di un’età simile a quella di mio nonno, mi si avvicinò con la scusa di chiedermi dove portasse quella linea di autobus. Non sapendo rispondere con precisione, gli suggerii di controllare gli orari e la direzione sul cartellone. </p>



<p class="has-text-align-center">Dopo qualche minuto, se ne andò. Pensai che fosse finita lì, ma poco dopo tornò, questa volta chiedendomi dove fosse un hotel nelle vicinanze. Siamo in centro a Milano, gli dissi, gli hotel sono ovunque.</p>



<p class="has-text-align-center">Sembrava un’altra richiesta innocente, ma quando tornò ancora, iniziò a raccontarmi che stava aspettando qualcuno che gli aveva dato buca, e poi mi chiese se volessi accompagnarlo in hotel per fargli compagnia. Rimasi scioccata, <a href="https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-xii/capo-iii/sezione-ii/art609bis.html">ero solo una ragazza di 17 ann</a>i, e oggettivamente ne dimostravo anche di meno. </p>



<p class="has-text-align-center">Ero vestita in modo semplice, con un paio di pantaloni e una t-shirt, niente di appariscente o provocante. Non ero la classica adolescente che cercava di sembrare più grande; al contrario, sono sempre sembrata più piccola della mia età.</p>



<p class="has-text-align-center">Quell’episodio mi scioccò profondamente. Avevo sempre avuto un rapporto quasi paterno con mio nonno, e vivere quell’esperienza, come una sorta di attacco, da parte di un uomo dell’età di mio nonno fu devastante.</p>



<p class="has-text-align-center">Mi fece perdere fiducia nelle persone, ma anche negli uomini di quell’età. Fu una sconfitta amara: mi sentii vulnerabile, e da quel momento non mi sono mai più fidata ciecamente di un uomo.</p>



<p class="has-text-align-center">È brutto quando una dose di sfiducia si inietta nella tua visione del mondo. Non mi sentii più bene con me stessa e cominciai a guardarmi sempre alle spalle. Il mio istinto di auto conservazione, il mio buonsenso mi salvarono in quel momento, Iniziai a correre forte, entrai in un negozio e chiamai il mio amico in lacrime, disperata.</p>



<p class="has-text-align-center">Quel giorno, il mio amico mi salvò. Quando finalmente arrivò al punto di ritrovo, mi abbracciò così forte mentre io tremavo e piangevo. Mi stette vicino emotivamente e si offrì anche di riaccompagnarmi in treno fino a casa. Gli sarò sempre grata per quel gesto, perché senza di lui non so come avrei gestito quel momento. Fu lui a reinnestare in me una piccola dose di fiducia nel mondo.</p>



<p class="has-text-align-center">Putroppo, dobbiamo ricordarci, che viviamo in una società pericolosa, dove il pericolo può nascondersi dietro a ogni angolo o dietro a ogni volto, eppure sembra che il nostro istinto di auto conservazione si sia attenuato. Non basta più dire &#8220;stai attento&#8221;, bisogna tornare a insegnare cosa significa davvero essere prudenti.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center">È necessario riscoprire quelle regole non scritte che ci hanno permesso di vivere relativamente al sicuro per generazioni.</p>



<p class="has-text-align-center">Per quanto la società moderna ci spinga verso l&#8217;apertura e la fiducia, non dobbiamo dimenticare che il buon senso è la nostra prima linea di difesa.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center">In un mondo che cambia rapidamente, è più importante che mai coltivare e preservare la capacità di giudicare rettamente, che ci può proteggere da rischi inutili e situazioni pericolose. Solo così possiamo sperare di navigare questo secolo con maggiore sicurezza e consapevolezza.</p>



<p class="has-text-align-center"><em><strong>“Sapete cosa è il buio, intendo quello vero? È un posto in cui non vedi chi hai vicino“ </strong></em></p>



<p class="has-text-align-center"><em><strong>Ho smesso di tacere &#8211; Loredana Bertè</strong></em></p>
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