Turisti a Roma: il conto dell’overturism dopo il periodo estivo

da | LIFESTYLE

I turisti a Roma non finiscono mai, ma l’overtourism del periodo estivo segna particolarmente la Città eterna.

Settembre volge al termine, e con lui, nonostante il caldo, anche il periodo estivo caratterizzato da una densità di turisti che sembra superare quella abitativa. Infinite carovane di turisti da tutto il mondo atterrano a Fiumicino e, con un treno direttissimo, giungono alla stazione Roma termini. E così continua da maggio ad agosto. Esplorano in lungo e in largo la Città eterna, in particolare il centro storico, pullulante di un’antica romanità tanto cara ai turisti quanto agli abitanti stessi.

Ma dietro questa atmosfera vetusta e patinata si nasconde una realtà disturbante, soprattutto per i locals: il fenomeno dell’overtourism.

Con il termine (letteralmente “sovraturismo”) si indica la situazione in cui una località riceve un numero di visitatori superiore alla propria capacità di carico sostenibile. Questo afflusso eccessivo finisce ovviamente col compromettere la vita dei residenti e degradare l’esperienza stessa del visitatore. Roma da sempre è abituata alla presenza degli altri: basti pensare all’impero romano, maestro di accoglienza e multietnicità. Bisogna però rimanere coi piedi per terra e riconoscere che, soprattutto nell’ultimo decennio, il turismo romano estivo è andato fuori controllo.

Piazza di Spagna

I dati, i disagi

Se è vero che nell’ultimo Conto satellite Istat, riferito al 2023, il turismo incide sul PIL al 9,6%, effetti indiretti inclusi, città come Roma vivono criticità che dovrebbero essere poste sotto revisione. Non si tratta di stabilire se ci sono o meno “troppi” turisti (la risposta è evidente ma non retorica!), il punto è capire dove, quando e quali conseguenze questa concentrazione di persone comporta. È riduttivo leggere la stagione turistica estiva appena conclusa solo attraverso i flussi di folle ma queste forniscono osservazioni interessanti. Cosa succede quando una città costruita nei secoli viene attraversata da masse che seguono itinerari identici nello stesso momento della giornata?

Ovviamente è tutto ciò che si muove intorno alla quantità di persone che ammirano l’Anfiteatro Flavio il vero disagio, non le persone di per sé: i tour organizzati, le code, i taxi, i bus turistici. Il monumento diventa il centro di un piccolo ecosistema turistico che funziona a pieno regime per molte ore al giorno ma collide con la classica vita urbana. Lo stesso si può dire di Piazza di Spagna, ma al posto dei bus turistici si pensino alle carrozze trainate dai cavalli.

E ancora Piazza Navona, con i suoi ristoranti che vantano camerieri che parlano anche quattro lingue. Accanto ai grandi monumenti si arriva, si cerca un varco, si scatta una fotografia, i più temerari contemplano e si lascia il posto al visitatore successivo. Questa è, fra gli altri, l’esempio di Fontana di Trevi, dove la concentrazione è tale da aver modificato la concezione dell’essere in uno spazio. Non si osserva bene, si scatta e via.

Quale è diventata l’esperienza urbana di Roma?

L’esperienza urbana della Città Eterna si è ridotta per una buona fetta superficiale di visitatori e al contempo la pressione dell’overturism sul singolo hot point aumenta. Ciò ricade sul romano, che nei rioni più colpiti da questa frenesia (vedi rione Celio, Pigna e Campo Marzio) non osa nemmeno affacciarsi per controllare se si riesce a camminare. Le zone in cui il continuo passaggio di visitatori è fisso, il paesaggio commerciale ha mutato i propri connotati. Locali pensati per un bacino di utenza straniera, minimarket che vendono a clienti non affezionati, negozi di souvenir o pessimo pellame per sedurre chi non tornerà più.

Basta però allontanarsi di cento o duecento metri per accorgersi che Roma è anche una città placida. A poca distanza la vita quotidiana scorre a ritmi più normali. Questa è la vera contraddizione, come accennato prima: Roma non è solo overtourism, ma, poiché i viaggiatori medi compiono e condividono tutti le stesse tappe, la città sopporta una forte pressione solo in aree prestabilite.

Pantheon

Gli affitti brevi al centro di Roma

Un tema cruciale tra cittadino e visitatore riguarda, inoltre, gli affitti brevi e lunghi. Un appartamento nel centro storico può avere un grandissimo valore sul mercato turistico per la posizione strategica, che rende facilmente raggiungibile la maggioranza dei monumenti. Per chi cerca una casa fissa, però, questi stessi locali non sono messi a disposizione, seppure vuoti, in attesa di un offerente più profittevole. Di questo l’overtourism è una causa mascherata e indiretta. A non offrire le case sono i proprietari, ma loro d’altronde rispondono alla domanda proveniente dal turismo. La questione, lungamente snocciolata dal Comune di Roma ha adottato contromisure forti. Per provvedere allo spopolamento di rioni storici, come Monti, trasformati in zone puramente commerciali, sono state inserite restrizioni urbanistiche. Oltre il divieto di frazionamento dell’abitazione, ne è stata bloccata la trasformazione d’uso da residenziale a turistico.

Un bilancio finale sull’overtourism a Roma

Questa la contraddizione: in parte il turismo esaspera la Città Eterna, in parte questa è grata ai globe trotter che le fanno visita. Folla indistinta, dura da permeare e viette impraticabili da un lato, alberghi, ristoranti, musei, guide, trasporti dall’altro. La situazione non è facile. Cosa fare? Protestare o continuare a beneficiare del turismo? Catturare la bellezza della capitale italiana non può di certo essere vietato! Non si può nemmeno pensare di istituire delle fasce orarie per accogliere i turisti a scaglioni nei monumenti. Per non cadere in estremismi restrittivi o infinite regolamentazioni, bisogna accettare la situazione attuale, con i pregi e i difetti del caso.

Piazza Navona
Ristoranti turistici in Piazza Navona
piazza delle coppelle
Piazza delle Coppelle
@osteriadellecoppelle

Al netto della stagione estiva appena passata possiamo, fortunatamente, dire che i minimarket non competono con i negozi più ricercati. I ristoranti per turisti non affossano quelli della tradizione o i più innovativi. Così, nella splendida cornice di Piazza Navona, pranzeranno e ceneranno i turisti ammaliati da un paesaggio che il cittadino locale contempla ogni mattina prima che giunga la folla. Due passi più in là, in Piazza delle Coppelle (dopo aver smontato i banchi di frutta esposti in mattinata), una locanda, un’osteria e un ristorante più intimo accoglieranno tutti coloro che gradiscono meno confusione. In questo modo Roma, i romani e i turisti si adattano e sperimentano nuove strategie di convivenza.

Photocredits: Pinterest, Instagram