AFAM: i diplomi diventano lauree

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Il riconoscimento annunciato dal MUR ridefinisce il valore dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica: un cambiamento che interessa migliaia di studenti e professionisti del settore creativo.

Ci sono decisioni che modificano una norma e altre che, invece, riscrivono una percezione. L’annuncio del Ministero dell’Università e della Ricerca, arrivato il 30 giugno 2026, appartiene senza dubbio alla seconda categoria: i diplomi rilasciati dalle istituzioni AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) diventeranno ufficialmente lauree a tutti gli effetti. Una svolta attesa da anni da studenti, docenti e professionisti del comparto artistico e creativo italiano.

L’annuncio, comunicato dalla Ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini durante l’incontro con presidenti, direttori e rappresentanti degli studenti delle istituzioni AFAM, rappresenta il riconoscimento formale di un sistema formativo che, da tempo, possedeva già caratteristiche accademiche comparabili a quelle universitarie: percorsi strutturati secondo il modello europeo, crediti formativi, trienni, bienni specialistici e percorsi di ricerca avanzata.

Per anni, tuttavia, è esistita una distanza soprattutto semantica. Chi conseguiva un diploma accademico in un’Accademia di Belle Arti, in un Conservatorio o in un istituto AFAM si trovava spesso a dover spiegare il valore del proprio percorso, nonostante l’equiparazione sostanziale già prevista dal sistema europeo dell’istruzione superiore. Oggi quella distanza viene finalmente colmata.

Una rivoluzione per il mondo creativo

La decisione del MUR non rappresenta soltanto un cambiamento burocratico, ma una presa di posizione culturale. Significa riconoscere che la formazione artistica, musicale, performativa e progettuale costituisce una componente essenziale del sistema accademico contemporaneo e che il talento, quando supportato da un percorso di studi strutturato, possiede lo stesso valore formativo di qualsiasi altra disciplina universitaria.

In un Paese come l’Italia, dove la creatività rappresenta uno dei principali asset culturali ed economici, il riconoscimento delle lauree AFAM assume anche un valore simbolico: sancisce definitivamente la dignità accademica delle professioni creative e delle istituzioni che le formano.

Il ruolo delle accademie nella formazione delle nuove generazioni

Negli ultimi anni, il panorama della formazione creativa italiana ha vissuto una profonda trasformazione, con percorsi sempre più specializzati e orientati al dialogo con il mercato del lavoro internazionale. In questo contesto si inseriscono realtà come Accademia del Lusso, che hanno contribuito a consolidare un modello didattico capace di unire competenze teoriche, visione culturale e applicazione professionale nei settori della moda, del design e del lusso.

Il riconoscimento ufficiale dei titoli AFAM come lauree rappresenta quindi anche un’opportunità per valorizzare ulteriormente il percorso di migliaia di studenti che scelgono la formazione artistica e creativa come strumento di crescita professionale e personale.

Un cambiamento atteso da decenni

La trasformazione annunciata dal Ministero dell’Università e della Ricerca chiude, di fatto, una delle questioni più dibattute del sistema dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica italiana. Non cambia soltanto il nome di un titolo di studio: cambia il modo in cui il Paese riconosce il valore della creatività, dell’arte e della formazione specialistica.

E forse, per una volta, la definizione più corretta è anche la più semplice: quelle che fino a ieri chiamavamo “diplomi” erano già, da tempo, delle lauree. Oggi, finalmente, lo diventano anche sulla carta.

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