Cosa resta di un amore, quando nessuno lo guarda più? Forse solo tracce fragili e ostinate, sospese nel tempo
Quanti amori continuano a esistere, quando nessuno li guarda più? Dove finiscono le parole scritte per qualcuno, quando quel qualcuno non c’è più, o forse non le ha mai lette davvero? Restano da qualche parte, o si dissolvono insieme alla voce che le avrebbe pronunciate?
La fotografia trattiene il tempo

La fotografia ferma il tempo, lo trattiene per un istante, come si trattiene il respiro prima di lasciarlo andare. Ma il tempo, una volta fermato, vive ancora? O diventa solo una superficie muta, un frammento che non sa più raccontarsi?
Mille baci di amori che non esistono più
Cosa rimane di un ricordo che non viene più ricordato? Un volto senza nome, una mano appoggiata, uno sguardo rivolto fuori campo. E dietro, parole leggere, quasi invisibili, come se avessero paura di pesare troppo.
“Mille baci.” Mille baci dati, mille baci promessi, mille baci mai arrivati. Esistono ancora, se nessuno li riceve più? Rimangono sospesi da qualche parte, come cose lasciate a metà, o trovano comunque un modo per compiersi?
Segni di baci perduti

E se tutto si perde — i nomi, le voci, i corpi — cosa resta davvero? Forse solo questo: tracce. Piccoli tentativi di non sparire. Segni lasciati con la convinzione che qualcuno, prima o poi, li avrebbe tenuti stretti.
E allora sì, restano solo stupide foto d’amore. Stupide come lo sono le cose fragili, le cose semplici, le cose che non sanno proteggersi dal tempo. Stupide perché non trattengono il calore, né il suono, né il tremore di chi le ha vissute. Eppure ostinate, nel loro restare. Perché qualcosa, dentro, continua a vivere.

Forse quei mille baci esistono ancora. Senza più un volto, senza più un nome, senza più un “tu”. Esistono e basta. Come il tempo fermato in un’immagine, che non scorre più, ma non se ne va.
Foto di redazione: Di Giulia Minniti


