LOLITISMO

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Dalla narrativa disturbante di Nabokov alla cultura contemporanea: quando un termine letterario diventa fenomeno sociale e viene spesso frainteso

Cos’è il lolitismo: significato e origine del termine

Lolitismo, termine coniato dal romanzo Lolita di Vladimir Nabokov, va a indicare un atteggiamento/comportamento seduttivo da parte di una ragazza molto giovane, quindi adolescente ma addirittura anche preadolescente, verso uomini adulti.

Il romanzo Lolita: una storia disturbante

Lolita è una storia “d’amore” disturbante: il protagonista, Humbert, si ritrova in casa di una mamma single e di sua figlia, Dolores. Appena la vede, trova in lei “Lolita”. Lui era lì per rincorrere la sua carriera da scrittore, iniziando però a concentrarsi e a scrivere solo su Dolores, avendo però una storia con la madre.

La storia prosegue: la madre scompare in un incidente e lui si prenderà cura di Dolores, iniziando un rapporto di possessione e manipolazione, fino alla sua pazzia.

Tuttavia, il libro non è una celebrazione: è una storia disturbante che mette in luce manipolazione, ossessione e abuso. Nabokov stesso ha sempre respinto l’idea che fosse un testo “erotico” nel senso comune.

Nabokov e il fraintendimento del termine “Lolita”

Una curiosità poco nota riguarda proprio l’autore: quando scrisse il romanzo non voleva affatto creare un termine o addirittura un “concetto culturale” come quello che oggi chiamiamo lolitismo.

Anzi, Nabokov era molto infastidito dal fatto che il nome “Lolita” fosse entrato nel linguaggio comune per indicare una ragazza seducente e provocante.

Il narratore inaffidabile e la manipolazione

Per lui, il punto centrale del romanzo era mostrare quanto fosse inaffidabile e manipolatore il narratore. Infatti tutto ciò che il lettore o spettatore percepisce è filtrato dalla mente distorta del protagonista.

La storia è raccontata interamente in prima persona da Humbert Humbert: tutto quello che sappiamo è filtrato dalla sua voce, che cerca sempre di giustificarsi.

Il punto focale è che dobbiamo essere noi bravi a capire la distanza tra ciò che dice e ciò che racconta, leggendo tra le righe per non essere manipolati.

È proprio questo il meccanismo voluto da Nabokov, per far capire quanto un racconto possa influenzare e manipolare chi ascolta.

Lolitismo nel cinema: il rischio della romanticizzazione

Nel film, questo concetto viene spesso romanticizzato, non comprendendo che è raccontato dal punto di vista della mente malata dell’uomo. Se si invertissero i ruoli, probabilmente la visione sarebbe completamente diversa.

Differenza tra lolitismo e Lolita giapponese

Il concetto di lolitismo è da differenziare dalle Lolita giapponesi, che invece rappresentano uno stile nato tra gli anni ’70 e ’80 in Giappone, utilizzato come forma di ribellione giovanile contro le norme sociali e l’oggettificazione sessuale.

Questa estetica è ispirata all’epoca vittoriana, barocca e rococò. Questa sottocultura vuole promuovere eleganza: il nome evoca uno stile da “bambola di porcellana”, una bellezza fanciullesca e innocente. Tuttavia, non viene attribuito al romanzo di Nabokov, bensì a un’interpretazione giapponese della grazia, concentrata sull’individualismo piuttosto che sulla compiacenza maschile.

Termini collegati: ninfettismo, baby squillo e toy boy

Questo termine, negli anni, si è diffuso creando anche sinonimi come “baby squillo”, utilizzato per descrivere casi di cronaca legati a questo comportamento.

Ninfettismo, ovvero le “ninfette” di cui parla Nabokov nel suo romanzo, viene utilizzato anche insieme al termine “protoninfetta”, per descrivere una ragazza ancora più giovane.

Abbiamo anche il fenomeno dei toy boy, i cosiddetti “loliti”: donne mature con ragazzi giovani.

Age gap e relazioni: quando cambia il contesto

È da distinguere bene questo concetto anche dal fenomeno dell’age gap, dove oggi abbiamo sempre più coppie con una differenza di età evidente. Il concetto che attrae la figura più adulta, secondo me, è la spensieratezza giovanile, rientrando in questo caso in una relazione basata su genuinità e consenso da parte di entrambi.