Lyrical Armor: fashion, memory, and BTS’ return
On March 21, the K-pop group BTS came back to perform at Gwanghwamun Square. The seven members—Jung Kook, V, Jimin, Suga, Jin, J-Hope, and RM—put on a free, open show right in the center of Seoul. The event marked the first live stage for their fifth album, “Arirang,” officially starting a new chapter in their career.
After hitting six No.1 spots on the Billboard Hot 100, getting a Grammy nomination and building one of the most loyal fanbases in the world, the group announced a break in 2022. This was partly to explore solo projects and partly because of South Korea’s mandatory military service.
So their return isn’t just a comeback: it feels like a real artistic and symbolic rebirth.

Songzio and the idea of the modern hero
Along with their return, the outfits play a huge role in showing a new kind of “hero.” These are figures who carry Korea’s complex history in both body and soul, while also creating a new, modern image on stage.
The collection pulls from a wide range of symbols: historical figures who shaped Korean culture, warriors, scholars, and leaders, symbols of dignity and intelligence, as well as artists, who represent sensitivity and vision. In this context, BTS are reimagined as pioneers, opening a new chapter in the country’s cultural story.
This vision comes from Jay Song, creative director of the brand Songzio, one of the most important avant-garde names in Korea. The brand was also one of the first to dress the group for this comeback. After building its identity in Korea, Songzio returned to the international scene by showing up at Paris Fashion Week after five years, presenting its Spring/Summer 2023 collection, Eclipse.
Inspired by the structured chaos described in Dante’s Divine Comedy, the collection explores the tension between disorder and harmony. Jay Song even said that during the June 23 show at the American Cathedral in Paris, there was a totally new energy, also thanks to the growing global interest in Korean culture.


Lyrical Armor: design and aesthetic language
The Lyrical Armor collection, made for all seven members, reimagines traditional Korean aesthetics through deconstruction and reinterpretation, especially inspired by armor from the Joseon dynasty. Classic pieces like the hanbok are broken down into abstract elements, then cut, refined, and rebuilt into bold, modern silhouettes.
Each member represents a different archetype from the brand: RM is the hero, Jin the artist, Suga the architect, J-Hope the sorigun (a traditional Korean storyteller), Jimin the poet, V the doryeong (a young nobleman), and Jungkook the avant-garde figure.
The shapes of the outfits expand and contract with the body’s movement, while fluid drapes and deconstructed details move like living sculptures. An aesthetic that blurs the line between real and unreal, making their stage presence even stronger.
The stitching is intentionally rough and visible, almost like scars, turning into signs of memory. Asymmetrical fragments overlap without ever fitting perfectly, creating an irregular, unconventional kind of beauty.
Each piece feels suspended between past and future: sleeves float like broken ruins, hems look like distorted memories. Diagonal cuts and uneven draping reshape the body through constant movement, while vertical lines and panels add rhythm, depth, and transparency.
The artistic reference: jumbeop
At the core of the collection is also a reference to jumbeop, a traditional Korean painting technique used in landscapes. It’s known for its textured brushwork: layered, scratched, and dragged repeatedly across the surface.
Sometimes a dry brush is rubbed over the paper multiple times, revealing the grain of the ink and creating visible, layered textures. This technique allowed artists to capture the complexity of natural surfaces like rocks and mountains shaped by time and weather.
The same idea shows up in the fabrics: worn, uneven, textured surfaces translate this aesthetic into a modern form. Here, the mark of time becomes part of the design itself.
The evolution
Even though Songzio didn’t come from the K-pop system and actually started back in the 1990s, the brand has evolved without losing its identity. At that time, South Korean fashion wasn’t really relevant on the global stage yet. Still, as the brand grew internationally, it kept a strong connection to traditional Korean culture.
The collection created for BTS proves it. It brings together modernity and memory, presenting an authentic aesthetic on a global stage, one that tells the story of Korea in a new but deeply rooted way.

Il comeback dei BTS
Lyrical Armor: moda, memoria e il ritorno dei BTS
Il 21 marzo, il gruppo musicale k-pop BTS è tornato ad esibirsi a Gwanghwamun Square. I sette membri Jung Kook, V, Jimin, Suga, Jin, J-Hope e RM hanno offerto una performance aperta e gratuita, accessibile a tutti, nel cuore di Seoul. L’evento ha segnato il primo palco del loro quinto album, “Arirang”, inaugurando ufficialmente una nuova fase della loro carriera.
Dopo aver conquistato sei primi posti nella Billboard Hot 100, ottenuto una nomination ai Grammy e costruito una delle fanbase più fedeli a livello globale, il gruppo aveva annunciato una pausa nel 2022. Una scelta dettata sia dal desiderio di esplorare percorsi solisti, sia dato dall’obbligo del servizio militare in Corea del Sud.
Il loro ritorno non rappresenta quindi solo un comeback musicale, ma una vera e propria rinascita artistica e simbolica.
Songzio e la costruzione dell’eroe contemporaneo
Insieme al loro ritorno, gli outfit contribuiscono a incarnare lo spirito di una nuova generazione di “eroi”. Sono figure che portano nel corpo e nell’anima la storia complessa e stratificata della Corea, mentre costruiscono un nuovo immaginario contemporaneo sul palcoscenico.
La collezione attinge a un vasto repertorio simbolico: dalle figure storiche che hanno plasmato la cultura coreana, ai guerrieri, agli studiosi e agli statisti, emblemi di dignità e intelletto, fino agli artisti, portatori di sensibilità e visione. In questo scenario, i BTS vengono reinterpretati come pionieri, capaci di aprire un nuovo capitolo nella narrazione culturale del Paese.
A dare forma a questa visione è Jay Song, direttore creativo del brand Songzio, una delle realtà avant-garde più rilevanti della scena coreana, nonché tra le prime a vestire la boy band per questo comeback. Dopo aver consolidato la propria identità in Corea, il marchio è tornato sulla scena internazionale partecipando alla Paris Fashion Week dopo cinque anni di assenza, presentando la collezione primavera-estate 2023, Eclissi.
Ispirata al caos ordinato descritto nella Divina Commedia di Dante, la collezione riflette una tensione tra disordine e armonia. Lo stesso Jay Song ha sottolineato come, durante la sfilata del 23 giugno presso la Cattedrale Americana di Parigi, si percepisse un’energia nuova. L’interesse del pubblico era dovuto anche alla crescente rilevanza globale dei contenuti culturali coreani.


Lyrical Armor: costruzione e linguaggio estetico
La collezione Lyrical Armor, progettata per i sette membri del gruppo, ricostruisce l’estetica classica coreana attraverso un processo di decostruzione e reinterpretazione, con un focus sulle armature dei guerrieri della dinastia Joseon. Le strutture tradizionali come l’hanbok, vengono frammentate in elementi astratti, successivamente tagliati, rifiniti e riassemblati in silhouette d’avanguardia.
Su ognuno di loro è stato cucito un archetipo del brand: RM è l’eroe, Jin l’artista, Suga l’architetto, J-Hope il sorigun, ovvero un cantastorie tradizionale coreano, Jimin il poeta, V è il doryeong, un giovane nobile, e infine Jungkook l’avanguardia.
I volumi degli abiti si espandono e si contraggono seguendo il movimento del corpo, mentre drappeggi fluidi e motivi destrutturati si comportano come sculture in movimento. Il risultato è un’estetica che sfuma il confine tra reale e irreale, amplificando la presenza scenica di chi indossa i capi.
Le cuciture, volutamente grezze e lasciate a vista, assumono il valore di cicatrici, diventando tracce visibili di una memoria passata. Frammenti asimmetrici che si muovono e si sovrappongono senza mai combaciare perfettamente, generando una bellezza irregolare e non convenzionale.
Ogni capo appare come sospeso tra passato e futuro: le maniche fluttuano come rovine frammentate, gli orli emergono come ricordi distorti. Tagli in sbieco e drappeggi asimmetrici ridefiniscono il corpo attraverso un movimento continuo, mentre linee verticali e pannelli sembrano attraversarlo, introducendo ritmo, profondità e trasparenza.
Il riferimento artistico: il jumbeop
Alla base di questa collezione, vi è anche un riferimento alla tecnica pittorica del jumbeop, tipica della tradizione paesaggistica coreana. Questa tecnica si caratterizza per un uso materico del pennello: sovrapposto, graffiato e trascinato ripetutamente sulla superficie.
In alcuni casi, il pennello asciutto viene strofinato più volte sulla carta, lasciando emergere la grana dell’inchiostro e creando texture visibili e stratificate. Attraverso questo processo, i pittori erano in grado di restituire la complessità delle superfici naturali, come rocce e montagne, segnate dal tempo e dagli agenti atmosferici.
Questa stessa logica viene trasposta nei tessuti della collezione: superfici volutamente usurate, irregolari e materiche traducono in chiave contemporanea l’estetica della trasformazione. Qui il segno del tempo diventa elemento espressivo e progettuale.

L’evoluzione
Nonostante Songzio non nasca all’interno del sistema K-pop, ma affondi le sue radici negli anni Novanta, il brand è riuscito a evolversi senza perdere la propria identità. In quel periodo infatti la moda sudcoreana non aveva ancora una reale rilevanza nel panorama globale. Pur crescendo in notorietà e affermandosi a livello internazionale, ha mantenuto un forte legame con gli elementi tradizionali della cultura coreana.
La collezione realizzata per i BTS ne è la dimostrazione. È un progetto che unisce contemporaneità e memoria, portando sulla scena globale un’estetica autentica, capace di raccontare la Corea attraverso un linguaggio nuovo ma profondamente radicato.
Per approfondire:
– The Effect of Idol;
– The triumph of “K-Pop Demon Hunters” at the Oscars.


