Oggi come oggi, fare editoria significa scegliere, prendersi dei rischi e saperli raccontare con il sorriso in volto.
Sheyla Bobba, editore di SBS Edizioni & Promozioni, direttrice di SenzaBarcode.it e autrice, ci racconta la sua visione per come l’ha costruita sul campo, unendo presente, futuro ed esperienza concreta.

Ripercorrendo un episodio della sua adolescenza ci rivela che il giornalismo nasce da un sogno dell’infanzia. Da sempre consapevole delle regole e della loro importanza – anche se troppo spesso vengono disattese – questo principio è come un filo rosso che unisce l’inizio della sua carriera alle criticità del giornalismo contemporaneo.
La passione per la comunicazione online la porta, già nei primi anni Duemila – quando il cartaceo aveva un ruolo ancora centrale – a sperimentare con il web, creando un magazine digitale per raccontare quei temi che fin troppe testate rifiutavano perché ritenuti politicamente sensibili per i lettori. Così nasce SenzaBarcode.it, un progetto non omologabile che vuole far convivere nello stesso spazio contenuti leggeri e argomenti scomodi solitamente trascurati. Perché, per come la pensa Sheyla Bobba, l’informazione, se vuole davvero circolare, deve arrivare a chiunque.
Da questo percorso emerge soprattutto la consapevolezza che non sono cambiati solo i magazine o i lettori, ma il modo in cui ci si approccia all’informazione. Magazine come SenzaBarcode.it offrono una pluralità di argomenti che mirano ad essere stimoli per il dibattito e per l’approfondimento.
Si dice che ormai la Generazione Z non legga: ma è proprio così?
Secondo Sheyla, tutte le generazioni hanno un limite in comune: ci si annoia perfino nell’informarsi. L’informazione stessa risulta poco appetibile e, in un mondo in cui produrre contenuti è facilissimo, capire cosa è vero e cosa non lo è diventa sempre più complicato. Perciò, non è esattamente vero dire che la GenZ non legge più, ma legge in modo diverso, veloce e frammentato. Questo diventa un problema solo nel momento in cui uno di questi frammenti viene preso per verità assoluta.


SBS Edizioni era un’idea che la accompagnava da tempo, ma che a lungo le era sembrata fuori portata. A frenarla erano le rigide regole della vecchia editoria e investimenti economici fin troppo elevati. Due elementi chiave l’hanno spinta a realizzare questo progetto: da un lato, il dissenso verso il modo in cui, come promotore editoriale per alcune case editrici, era costretta a gestire il rapporto con gli autori; dall’altro, la scoperta del print on demand.
Una realtà in Italia ancora acerba e considerata poco seria, il print on demand è invece una modalità molto più green per evitare gli sprechi delle copie stampate e rimaste invendute.
Tuttavia, far comprendere e accettare questo modello mi dice essere stata una delle sfide più delicate. A questo si aggiunge un suo tratto personale: un approccio critico verso se stessa, che spesso rende il percorso più faticoso del necessario. Eppure, riguardando a questi primi tre anni di vita di SBS Edizioni, non si può non notare che alle difficoltà si sono affiancate molte soddisfazioni.
Quest’anno, come conferma del risultato importante di questo percorso, nove autori di SBS sono stati selezionati per partecipare a Casa Sanremo Writers, una vetrina letteraria inserita all’interno del Festival di Sanremo.
Un’opportunità concreta capace di offrire agli autori emergenti qualcosa che va ben oltre la visibilità occasionale.
Con SBS, il lavoro inizia mesi prima del Festival: la campagna promozionale parte indicativamente a settembre e li accompagna fino al momento culminante a febbraio, in cui gli scrittori verranno intervistati da una giornalista di grande esperienza. In tutto ciò, Sheyla non si occupa solo della loro promozione, ma gli offre anche un supporto costante durante quei giorni, a pochi passi dall’Ariston.

Ogni anno vengono proposti alcuni testi, la selezione è poi affidata a Casa Sanremo Writers. È cruciale accettare anche i “no”, quando un’opera non viene ritenuta adatta a quel contesto. Ma ciò che fa davvero la differenza è la capacità degli autori di mettersi in gioco. Di esporsi e la loro disponibilità a raccontarsi, adattandosi ad un mondo che potrebbe sembrare lontano dalla letteratura, ma che in realtà ci dialoga perfettamente. Musica, moda e scrittura hanno più cose in comune di quanto si possa pensare. Sono tutte forme d’arte che richiedono una certa disciplina e consapevolezza di sé. Se per lei la letteratura è il suo territorio naturale, la moda è stata una breve parentesi. Con la musica ha un rapporto più complicato e con ironia ammette di essere “terribilmente stonata”. Questo però non nega che le il legame tra queste discipline sia fondamentale. A Casa Sanremo Writers, infatti, si lavora molto anche sull’immagine, considerata il primo linguaggio, che colpisce ancor prima delle parole.
Quello che accomuna i nove autori selezionati è il cosiddetto #EffettoSBS. Si tratta di un lavoro continuo di accompagnamento e supporto in ogni fase. Quindi dalla preparazione del progetto alla cura dell’identità editoriale e comunicativa, nel rispetto del percorso individuale di ogni scrittore.
È importante dare spazio a nuove voci: è dalla diversità dei punti di vista che nasce il vero dialogo.
Se tutti abbiamo il diritto di esprimerci, ne consegue che tutti abbiamo anche il dovere di confrontarci con le idee altrui. Per informazione, Sheyla non si riferisce ad articoli giornalistici ma proprio ai libri, i quali possono offrire uno spazio di confronto, di scoperta e di crescita.
Per gli autori emergenti però, il percorso può essere complesso. Devono combattere diverse difficoltà, come l’incontro con editori più interessati al profitto e la paura del confronto con persone o realtà che purtroppo rischiano di scoraggiarli e spegnere delle voci estremamente interessanti.
Quando, per concludere, le chiedo un consiglio – anche scomodo – per chi sogna di iniziare a scrivere, la sua risposta immediata è “studiate”. Se scrivere è un modo per far emergere quello che abbiamo dentro, non basta studiare l’italiano e la grammatica. Diventa invece necessario studiare noi stessi e capire cosa vogliamo veramente raccontare. Ci tiene infine a sottolineare di non avere fretta, perché scrivere richiede consapevolezza e introspezione.


