La regina della controcultura: ripercorriamo la storia della stilista e icona britannica Pam Hogg
Pam Hogg era impossibile da non notare. I suoi capelli giallo acido, il suo stile punk rock e la sua energia da vera outsider raccontavano tutto: non aveva paura di essere se stessa, mai. E infatti la sua creatività andava ben oltre la moda. Era una dj, una cantante e una performer: la sua carriera iniziò infatti come musicista e membro di una band, per poi diventare una delle più grandi stiliste di tutti i tempi. Insomma, una figura poliedrica impossibile da definire in una sola parola.
Dopo la sua recente scomparsa, abbiamo voluto ripercorrere la sua storia.

Da Paisley al Blitz Club: l’inizio di tutto
Pam Hogg è cresciuta a Paisley, vicino Glasgow, e fin da piccola trasformava abiti di seconda mano in qualcosa di unico per i suoi vicini di casa. Ma non pensava ancora alla moda come una carriera, finché non ha scoperto il Blitz Club di Londra, il locale super selettivo che dettava legge nella scena new wave degli anni ’80. E per farsi notare ha iniziato a creare outfit talmente folli e originali da diventare subito parte della scena.
Dopo la Glasgow School of Art e un master al Royal College of Art di Londra, nel 1981 lanciò la sua prima collezione intitolata “Psychedelic Jungle” che metteva in scena un’estetica androgina dai colori acidi e dal sapore anni ‘80: perfetta per la scena New Wave.
Così i suoi abiti iniziarono a circolare nella leggendaria bancarella Hyper Hyper di Kensington Market, dove si costruì un seguito di culto.


Lo stile visionario di Pam Hogg
Lattice, silhouette scultoree, pellicce arcobaleno e tute aderentissime che sembravano pensate per supereroine punk. Un mix talmente potente che tantissime artiste se ne sono innamorate: da Debbie Harry e Siouxsie Sioux fino a Kylie Minogue, Lady Gaga, Rihanna e Björk.
«Ogni donna che ha provato una delle mie tute all’inizio diceva: “Oh mio Dio, non riuscirò mai a metterla”. Ma io io dicevo solo di provarla e basta. E quando lo facevano si sentivano immediatamente empowered», ha dichiarato la stilista al Guardian nel 2018.

“Will there be a morning?”
Autunno-Inverno 2020
Fall 2020 RTW
Courtesy of Pam Hogg

Sylvia Linares/FilmMagic/Getty Images

Foto: KI PRICE
Moda, ma anche politica
Pam Hogg non creava solo moda. Non realizzava vestiti solo perché “erano belli”. Ogni capo nascondeva un messaggio ben preciso a favore dei diritti umani e della giustizia sociale. Nel 2014 ha collaborato con Amnesty International – un movimento globale di persone a favore dei diritti umani – per denunciare la repressione dei diritti LGBTQ+ in Russia e per sostenere le Pussy Riot.
In questa iconica collezione, chiamata “Courage”, le modelle di Pam portavano cartelli con scritto “L’amore è un diritto umano”, “Questa collezione non è in vendita”, “è una dedica alle Pussy Riot”.
Sei mesi dopo Karl Lagerfeld seguì il suo esempio nella sua collezione Primavera-Estate ’15 con striscioni per Chanel.



Ma c’è di più. Anche sul suo profilo Instagram ufficiale era solita condividere contenuti a forte valenza politico-sociale: tra questi, un video in cui indossava una T-shirt d’archivio di Vivienne Westwood con la scritta “I fought the war”, accompagnato dalla caption “Free Palestine”. Hogg si è espressa infatti più volte a favore della Palestina, contro il consumismo e in difesa dell’ambiente.
Inoltre, negli ultimi anni ha dedicato collezioni intere alle donne e alle artiste che l’hanno ispirata:
- “They Burn Witches Don’t They” (A/I 2023) per Vivienne Westwood
- “Apocalypse” (P/E 2024) per Sinéad O’Connor
- “Of Gods And Monsters” (2024) sul genocidio palestinese e sul conflitto in Congo

A/I 2023


David M. Benett/Getty Images
L’eredità di una vera ribelle
Pam Hogg è stata una di quelle figure che non puoi imitare. Ha creato il suo mondo, le sue regole, il suo linguaggio.
Oggi, guardando la sua carriera, resta una domanda: cosa sarebbe la moda senza persone come lei? Probabilmente molto meno coraggiosa, molto meno libera.
Ed è esattamente per questo che, anche dopo la sua scomparsa, il suo spirito continua a ispirare chiunque abbia voglia di uscire dagli schemi — e brillare senza paura.


